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[Duncan Jones] Moon

Inviato: giovedì 21 febbraio 2013, 18:31
da max brody
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Duncan Jones non è mica uno qualsiasi.
E' il figlio di David Bowie.
Ma soprattutto è un ottimo regista.

Nel 2009 balza agli onori delle cronache grazie a questo film indipendente, o semi-indipendente, che si colloca nel pieno della rinascita del cinema d'essai/televisivo degli ultimissimi anni, nel quale le regole del cinema di genere sono state riscritte.
Come si fa un film di fantascienza nel 2009 che non sia il solito action? Semplice: si prende Kubrik, lo si sfronda delle parti prolisse, e si ricrea il mistero secondo i nuovi precetti canonizzati da J.J.Abrams negli anni immediatamente precedenti.
Ma mentre un telefilm dev'essere corale per poter funzionare e reggere a lungo, per un film bastano anche uno o due attori. In questo caso Sam Rockwell e la voce di Kevin Spacey. Loro due bastano a tenere in piedi l'ora e mezza che porta Moon ad essere IL gioiello sci-fi dell'ultimo decennio.
Futuro: il fabbisogno energetico della Terra dipende da alcune centrali poste sulla Luna. Sam (Rockwell) è l'addetto che, con contratto triennale, controlla la manutenzione. Sua unica compagnia sul satellite è Gerty, l'intelligenza artificiale che tutto governa e che si esprime tramite emoticons (splendida trovata) e la voce di Kevin Spacey (Roberto Pedicini).
Sam pensa e ripensa alla sua famiglia, rimasta sulla Terra, e si annoia trascorrendo giornate una uguale all'altra. Finché non ha un incidente...

[spoiler]E qui la prospettiva si ribalta: un altro Sam salva il primo. I due convivono per tempo, finché non scoprono che sono entrambi cloni del Sam originale, e che tanti altri ve ne sono stati prima e che tanti altri verranno dopo. Sono cloni "usa e getta": ma è tempo di spezzare il cerchio...[/spoiler]

La prima volta che lo vidi, più di tre anni fa, rimasi incantato. Alla seconda ovviamente la sorpresa della prima parte del film (AVVISO: la prima volta guardatelo senza sapere nulla) è venuta a mancare, ma sono rimasto comunque incollato grazie alla splendida e claustrofobica atmosfera imbastita dal minuscolo cast e dal figlio di David Bowie.

Re: Duncan Jones: Moon

Inviato: mercoledì 01 maggio 2013, 13:35
da Bramo
Visto l'altra sera. Apprezzato, ma forse non tanto quanto mi sarei aspettato dalla rece di max e dal commento del mio amico amante della fantascienza.
Voglio dire, l'atmosfera generale che si respira è sicuramente molto interessante, e trovo che questo tipo di fantascienza introspettiva e intimista sia un perfetto contraltare di quella più d'azione/avventurosa, che è quella sicuramente più riconoscibile nell'immediato dal grande pubblico, e mi sembra anche quella su cui si sta puntando tutt'oggi per il rilancio del genere. Trovare invece un film di pochi anni fa disposto a puntare tutto sul protagonista, il suo animo e le sue riflessioni, con un cast risicato e con lo spazio infinito e misterioso come sfondo è una scelta che a livello di atmosfera ripaga alla grande.
Sam Rockwell poi è davvero bravo! Molto, per una parte che è più complessa di quanto si potrebbe pensare. Peraltro, vedendo quel volto ero sicuro di averlo visto recentemente in qualche altro film, ed effettivamente era il Justin Hammer di Iron Man 2 (che mi sono rivisto settimana scorsa per prepararmi al terzo capitolo della serie) e lo Zaphod di Guida Galattica per Autostoppisti, visto meno di un paio di mesi fa.
Cosa non mi ha convinto del tutto, allora? Suppongo due cose. La prima, e maggiore, è stato il modo in cui viene fuori il colpone di scena. Per come si è deciso di condurre il film non si poteva fare molto di diverso, lo riconosco, eppure una rivelazione del genere a mio parere è avvenuta troppo presto per essere incisiva come nei fatti è per la trama, tanto che io sono rimasto in attesa di un successivo colpo di scena, che creasse quindi un doppio disvelamento, che però non è arrivato. L'idea è dannatamente buona, anche perché viene rilasciata pian piano nella sua completezza, e inoltre a livello di riflessioni e di filosofia (amo trovare la filosofia nelle opere di intrattenimento! ;) ) è sicuramente una scelta di storia riuscita. Però boh.
E poi il finale: mi è parso inutilmente pasticciato nel piano, e il finale semi-aperto (semi perché le voci fuori campo dei notiziari fanno capire cosa decide di fare Sam) mi ha lasciato un po' così.

Detto questo, ce ne fossero di film di questo tipo! Mi ha dato molto a livello di tematiche e sensazioni, peccato per quelle piccole crepe che mi hanno lasciato un vago senso di insoddisfazione.