[Colin Trevorrow] Safety Not Guaranteed
Inviato: mercoledì 20 febbraio 2013, 18:33

Su Backwoods Home Magazine, numero di Settembre/Ottobre 1997, compare questo annuncio. E' uno scherzo, ma la cassetta indicata nell'ad si riempie di risposte di ogni tipo: sarcastiche, reali, drammatiche, sceme. L'autore, John Silveira, le conserva per anni, ma nel 2010 rivela di averne conservata solo qualcuna causa eccesso di sensi di colpa.
A suo tempo, però, lo scherzo fece notizia. L'ad fu letto pure da Jay Leno.
D'altronde chi non vorrebbe viaggiare nel tempo?


E su questo spunto si innesta la vicenda di fantasia che dà corpo al film, presentato al Sundance Film Festival del 2012 (e da noi ancora non arrivato).
Una fantasia che per essere tale deve fingersi reale: e se l'annuncio non fosse uno scherzo? Questo il presupposto della storia, che vedrà nel finale [spoiler]confermare la veridicità della macchina del tempo, perlomeno della sua esistenza. Sul suo effettivo funzionamento, invece, "tecnicamente" viene lasciata libera interpretazione allo spettatore, nel senso che la sparizione della nave potrebbe significare anche una disintegrazione, ma comunque, se si ha un po' di cuore, viene automatico pensare che il salto quantico funzioni[/spoiler].
La storia, comunque, si presenta più "indie" che "Syfy", ed è una storia dolcissima, spassosa nella prima metà (con chili di battute al vetriolo) e romantica nella seconda. Se l'avessi vista fra il 2009 e il 2010 ne sarei uscito pazzo. Protagonisti sono quattro sfigatoni, sfigatoni in senso buono, come lo siamo stati tutti qualche volta, a seconda della prospettiva. Darius è la stagista, vagamente emo, che ha dovuto/potuto contare solo su se stessa; Kenneth è l'autore dell'annuncio, che sogna di cambiare il passato e riaggiustare la sua vita (il personaggio, come detto, è fittizio, mentre John Silveira compare in un cameo); Jeff è il giornalista incaricato di scrivere un articolo su Kenneth: sbruffone, idealista disilluso, cerca di istruire Arnau, l'altro stagista, timido e imbarazzato, sul piacere della vita, ovvero il cogliere l'attimo.
Perché anche se non si sa mai, è più probabile che il passato non torni più.
Ed è comunque sempre meglio vivere fino in fondo il presente, anche se la sicurezza non è garantita e si rischiano di continuo batoste e figuracce.
Male che vada si avrà un ricordo in più su cui crogiolarsi in futuro.
