V per Vendetta
Inviato: venerdì 07 aprile 2006, 17:46
L'anno scorso, con l'uscita di Sin City, il cinema "fumettistico" ha iniziato a ricevere visibilità e apprezzamenti che vanno al di là dei film di supereroi, ma cominciando ad adattare titoli considerati vere e proprie pietre miliari della narrativa disegnata.
E Alan Moore, considerato il più grande autore vivente, sarebbe la fonte ideale per ricavare dei capolavori, data la qualità delle sue opere; in passato però Moore e i fan sono rimasti delusi dagli adattamenti sottotono di From Hell e di League of extraordinay Gentlemen.
Nel 1994 la Warner annuncia che i fratelli Wachowski scriveranno la sceneggiatura del film di V for Vendetta, opera alla quale si erano interessati e di cui avevano proposto una prima versione già qualche anno prima dell'uscita di Matrix. Dopo il successo ottenuto dalla trilogia che vede per protagonista il rappresentante di giacche di cuoio nero, i due registi hanno guadagnato un maggior rispetto dalle case di produzione, e così gli è stato concesso di adattare il capolavoro di Alan Moore. Andy e Larry Wachowski decideranno però di occuparsi esclusivamente della sceneggiatura, lasciando la regia a James McTeigue, aiuto regista nella trilogia di Matrix e in Star Wars: Episodio 2 e 3. I fan iniziano subito a chiedersi a chi toccherà interpretare il ruolo dei due protagonisti e il primo nome non tarda ad arrivare: Evey Hammond sarà la bellissima Natalie Portman, che aveva già dimostrato le sue capacità interpretative e fatto innamorare alla follia molti ragaz... ehm, sì, torno serio.
L'attore che avrebbe dovuto vestire i panni di V, inizialmente avrebbe dovuto James Purefoy, ma dopo qualche ripresa si rende conto che lavorare sempre con una maschera lo mette in grande difficoltà. I Wachowski decidono di contattare una loro vecchia conoscenza: Hugo Weaving che aveva già interpretato l'Agente Smith nella loro precedente trilogia.
Dopo aver visto letto la scenggiatura Moore si è dissociato, per via dei numerosi cambiamenti che sono stati effettuati, cominciando un battibecco sulla stampa con critici che ritenevano il film uno dei migliori adattamenti di un fumetto.
Vabbè, il film è uscito e ora tutti possono guardarlo. Fin dalla prima proiezione V for Vendetta ha acceso discussioni politiche sul suo significato ideologico, e ipotizzando eventuali parallelismi con la cronaca attuale. Il regista ha però smentito, dichiarando che tutto il film è stato terminato prima degli attacchi terroristici a Londra (e comunque, aggiungo io, il fumetto è di 20 anni fa...)
Sono in difficoltà come non mai nel fare la recensione di questo film.
Come giudicare l'adattamento di un capolavoro del fumetto come questo?
Mah.
Uscito dal cinema la prima sensazione è stata: "Mamma che gran bel film!"
Poi, un'ora dopo, riflettendo a freddo, mi sono chiesto: "Ma che cavolo di adattamento è?"
Ci sono molti elementi differenti, ma lo spirito è sempre quello. Ed è realizzato bene. Ma indubbiamente ci sono un sacco di stravolgimenti dal fumetto, alcuni più accettabili, altri meno...
Ma in sintesi possiamo ritenerci soddisfatti dal film?
Il migliore è sicuramente Hugo Weaving, che mette a frutto la sua esperienza teatrale riuscendo a dare un grande spessore ad un personaggio la cui unica espressione è il sorriso beffardo di Guy Fawkes. E la sua recitazione viene impreziosita da una serie di scene che mettono in risalto la sua abilità, una su tutte il meraviglioso monologo che V enuncia durante la sua comparsa, scritto appositamente per il film. Peccato per l'assenza della dichiarazione d'amore-bisticcio di V alla giustizia, uno dei dialoghi più belli della graphic novel che avrei desiderato sentire interpretato dal bravo Hugo.
La seconda protagonista, la bella Natalie Portman, pur se meno esperta regala un'interpretazione di incredibile intensità.
E poi diciamocelo, come si può non approvare totalmente la sua interpretazione dopo averla vista vestita da Lolita nella camera del prete?
I cambiamenti, anche se in alcuni casi non sono modifiche indispensabili all'adattamento del film, sono tutti funzionali all'obiettivo finale del film. In particolare ho apprezzato particolarmnte la sequenza, completamente inventata, nel quale viene trattato il tema della satira politica. Certo, al posto di quella magari avrei preferito vedere più scene dal film, ma devo ammettere che anche così mi soddisfa. Peccato invece per l'esclusione di molti elementi che avrebbero reso il film ancor più trasgressivo: l'Evey che si prostituisce a inizio film è stato solo lasciato intendere agli spettatori che già avevano letto il fumetto, e anche il governo è stato modificato, per renderlo più simile ad una dittatura, e meno simile ai governi attuali. In particolare mi sono rammaricato dell'assenza della compagnia di trasporto "FedEx", sapiente gioco di parole che siglava gli EX-FEDerali.
E poi ci sono un paio di scene che nessuno si sarebbe mai immaginato di vedere: chi avrebbe mai ipotizzato di poter vedere un giorno vedere V con un grembiulino da cucina mentre fa l'ovetto, oppure vedere V che corre in cerchio sullo sfondo della musica del Benny Hill Show?
Non ho potuto fare a meno di scoppiare a ridere immaginandomi la faccia di Alan Moore quando ha visto queste due scene...
Comunque gli elementi aggiunti trovano spazio ottimamente nel film, e li ho apprezzati: oltre alla già citata sequenza sulla satira, e alcuni monologhi di V assenti nella graphic novel, mi è piaciuto il continuo mostrare le reazioni della cittadinanza, anche se temo sia stato inserito unicamente in funzione di quella che è la scena finale.
L'effetto delle scie dei coltelli mi ha esaltato più del bullet time. Tra l'altro viene usato elegantemente e con discezione, non se ne abusa. Però, non posso fare a meno di sbavare pensando a film con combattimenti tra spadoni e katane nel quale verrà implementato questo effetto speciale!
Peccato per il finale, nel quale molte cose vengono banalizzate: il rapporto tra V e Evey, che nel fumetto sembra quello tra padre-figlia (Evey glielo chiede anche esplicitamente), nel film è molto più vicino a quello tra due innamorati, ipotesi che viene avvalorata per come vengono rappresentate in un altro punto della storia, e dandogli più importanza di quella che a mio parere si meriterebbero, la scena del bacio di Evey e la scena del ballo.
COmunque un buon film che dovrebbe soddisfare sia chi scoprirà per la prima volta V (anche se forse alcuni punti della storia che vengono sottointesi nel film potrebbero rimanere oscuri) e soprattutto non fa infuriare chi ha amato la novella di Moore.