Topolino #2986
Metti un "Topolino" di metà febbraio con la compresenza di due degli sceneggiatori Disney più forti del momento, e non c'è Carnevale o San Valentino che tengano!
La supereroistica/superfiga copertina annuncia infatti la storia
Paperinik, Paperinika e la Romantica Vendicatrice (Gagnor/Mangiatordi), che è un mix di tante cose. E' una storia semplice semplice, una standard adventure di Paperinik, ma in più c'è la presenza di Paperinika, che rimane sempre una rarità sul "Topo" per quanto negli ultimi anni alcune storie moderne non hanno mancato di riportarla occasionalmente sulla scena. È una storia che di base sfrutta il cliché del raggio che colpisce una persona e la trasforma in qualche modo, ma poi abbiamo una sceneggiatura in cui non mancano le finezze, la componente d'indagine dei due supereroi protagonisti, l'interazione tra le identità segrete e i rispettivi alter ego, l'azione e un pizzico di mistero. È una storia che prende spunto dal tema "romanticismo" ma lo usa solo come pretesto non invasivo.
Il risultato finale è quello di una storia davvero ben gestita, in cui le battute e le gag sono sempre mirate e dove non manca la componente action. Queste due anime di mescolano tra loro in maniera molto armonica, e questo anche grazie al comparto grafico che non esisto a definire da urlo. Oh, io di Mangiatordi non avevo più visto disegni da un po', e me lo ricordavo bravo, ma non così tanto! Le tavole rompono la classica gabbia ripetutamente, le vignette strabordano, i personaggi pure, la costruzione della tavola risulta ogni volta fantasiosa, coraggiosa e funzionale alla scena ritratta, le tavole con sfondo nero anziché bianco (che contribuiscono a dare tensione e atmosfera) abbondano. In tutto ciò ogni volta che c'è un primo piano sui Paperi scatta la cura per il becco e lo sguardo, e i campi lunghi sono una gioia per gli occhi, per come viene ritratto lo sfondo e il personaggio su di esso. Davvero un lavoro con i fiocchi, anche nella ricercatezza del costume della nuova eroina di Paperopoli.
Direi che questa prova risponde ai dubbi di tutti quelli che temevano che uno sbarco di PK su "Topolino" appiattisse le storie dal lato grafico.
D'altro canto, per quelli che si preoccupano dal lato contenutistico, inviterei ad osservare con attenzione la seconda puntata di
Zio Paperone e l'Ultima Avventura (Artibani/Perina), che conferma assolutamente tutte le alte aspettative generate la scorsa settimana. Lo Zione che ci restituisce Artibani subito dopo il colpo gravissimo infertogli dai suoi avversari è solo inizialmente e apparentemente avvilito e sconfitto moralmente. L'autore dimostra di conoscere perfettamente la psicologia del vecchio papero, e soprattutto la sua umanità. Il suo lugubre sconforto è un momento di passaggio obbligato, di accettazione del tracollo subito, prima del momento in cui c'è da rimboccarsi le maniche e da risalire la china. Quel momento dev'essere una scossa forte, non un "Papersera" che diventa un "Rockersera", per dire, non l'appoggio di parenti e amici (che pure sono importanti, e Artibani è ancora una volta abilissimo nell'andare oltre i soliti cliché in cui sono imprigionati i personaggi Disney e a mostrarceli preoccupati e solidali con Paperone e nipoti - vedere il comportamento di Gastone per capire cosa intendo). Lo stimolo dev'essere qualcosa di grosso, che colpisca il cuore stesso di quello in cui Paperone crede, e la temibile coppia Famedoro-Rockerduck gliela fornisce prontamente.
Cuordipietra ha modo stavolta di essere più presente che nella prima puntata, e dà modo al lettore di rivedere il personaggio in tutta la sua perfidia e acidità, riuscendo a distinguersi bene dalla cattiveria del pivello in bombetta. Le strategie per accattivarsi le simpatie della gente dimostrano l'attenzione dello sceneggiatore a fenomeni tanto cari ai meccanismi della politica di sempre, denudandoli della loro ipocrisia con quella satira leggera e pungente che fa tanto bene leggere su "Topolino".
L'inserimento del tutto logico di Paperinik e la scena delle dimissioni di Battista e Miss Paperett contribuiscono a dare quel tocco di credibilità a tutta la vicenda, è bello vedere come Artibani abbia studiato le plausibili reazioni dei vari paperopolesi in un tale frangete; la quest iniziata nelle ultime tavole, di contro, pigia l'acceleratore sull'avventura più genuina per Paperone.
Alessandro Perina risponde "presente!" a questo mare magnum di stimoli e realizza tavole molto ma molto buone. Qualche sbavatura a ben vedere la si trova in alcune occasioni, ma in generale il disegnatore ci restituisce una prova migliore di quella della già buona prima puntata, il che è molto positivo. Quando la vignetta si focalizza sui volti dei personaggi, poi, tutta la loro espressività esplode e l'autore ha modo di mostrare la sua abilità. Complimenti.
Il resto del numero non brilla eccessivamente, ma si attesta comunque su una buona leggibilità. Spicca sicuramente la danese
Paperino e i segreti di Acquanera (P&C McGreal/Cavazzano), se non altro per gli splendidi disegni di un Cavazzano davvero al top della forma, come spesso risulta nelle storie pubblicate per la Egmont (vedi l'inedita inserita nel suo "Disney d'Autore"). Ma oltre alle ottime tavole del Maestro, abbiamo una sceneggiatura comunque molto interessante, dove i coniugi McGreal costruiscono bene la tensione e l'aura di mistero attorno al paesello dove finiscono Paperino e nipotini. Certo, la soluzione finale è banalissima, ma la storia rimane comunque molto buona. Spiace invece rilevare come
Il Re del Klondike, che negli episodi precedenti apprezzavo molto, con questo
Spiumatura Rapida (Martignoni/Milano) ha un brusco calo, con una sceneggiatura che mi è parsa inizialmente una mera replica di quanto già visto nelle precedenti storie del ciclo, e che nello svolgimento si è poi dimostrata abbastanza confusa.
Per quanto riguarda il sesto episodio delle
Fatiche di Pippercole di Michelini, invece, riscontro una certa delusione per quanto riguarda la costruzione della trama, troppo assurda e poco coinvolgente. Peccato, visto che l'unico capitolo che lessi di questo ciclo non mi era affatto dispiaciuto, ma stavolta mi è parso avere poco da dire. Belli invece i disegni di Ferraris.
Simpatico infine il
graphic journalism dedicato al Festival di Sanremo e a Malika Ayane in particolare. Nota di demerito, invece, per il pezzo sui Finley: dare spazio anche alla musica italiana che non sale sul carrozzone del Festival --> lo stai facendo nel modo sbagliato
