[Marco Natale] Bacon
Inviato: domenica 23 dicembre 2012, 01:34
Bacon - Roma 1937

Un paio d'anni fa avevo visto allo stand della Pavesio Editore, in una qualche fiera, il primo volume di Bacon appena uscito. Non conoscevo l'autore e tanto meno di cosa parlava il fumetto, ma l'estetica era ipnotica, per uno cresciuto a pane e Disney. Fatto sta che quel volume non lo presi quella volta e tutt'ora non ho avuto il piacere di leggerlo. Il sottotitolo era Chicago 1936.
Ma il caso ha voluto però che nelle scorse settimane venissi in possesso del nuovo volume della serie, Roma 1937 appunto, e in barba ad una presunta continuity mi sono gettato nella lettura.
E ho gradito molto, davvero. Bacon è il cognome del protagonista, un investigatore privato nella Chicago degli anni '30, che in realtà è un... maiale! Tutto il discorso che facevo prima riguardo l'estetica, infatti, si coniuga soprattutto nel fatto che i personaggi sono tutti animali antropomorfi, oltre al fatto che Natale disegna davvero bene, il suo tratto è dotato di grande appeal valorizzato anche dall'ottima colorazione per la quale l'autore si è avvalso di alcuni professionisti.
Detective come nel classico stile dei film noir, duro ma dalla battuta pronta, Bacon si trova invischiato stavolta sulle tracce di un killer sua vecchia conoscenza, ingaggiato dalla mafia italiana per giustiziare una persona scomoda al regime fascista. Ebbene sì, per quanto il mondo di Bacon sia una sorta di realtà altra dalla nostra, con gli animali nei panni degli esseri umani, pare proprio che la loro Storia ricalchi la nostra, e quindi l'Italia del 1937 viene ritratta sotto scacco del fascismo e della mafia, e l'autore mostra grande acume allorquando mette in primo piano il problema della discriminazione razziale: ovviamente, essendo in un universo di animali, tale atteggiamento non è incentrato sul colore della pelle, quanto sulla differenza tra pelolunghi e pelocorti.
Il risultato è un thriller scritto davvero bene, disegnato anche meglio, che sa anche essere una sorta di documento storico in senso laterale, offrendo spunti di riflessione interessante e nel contempo della semplice e buona narrativa per immagini.

Un paio d'anni fa avevo visto allo stand della Pavesio Editore, in una qualche fiera, il primo volume di Bacon appena uscito. Non conoscevo l'autore e tanto meno di cosa parlava il fumetto, ma l'estetica era ipnotica, per uno cresciuto a pane e Disney. Fatto sta che quel volume non lo presi quella volta e tutt'ora non ho avuto il piacere di leggerlo. Il sottotitolo era Chicago 1936.
Ma il caso ha voluto però che nelle scorse settimane venissi in possesso del nuovo volume della serie, Roma 1937 appunto, e in barba ad una presunta continuity mi sono gettato nella lettura.
E ho gradito molto, davvero. Bacon è il cognome del protagonista, un investigatore privato nella Chicago degli anni '30, che in realtà è un... maiale! Tutto il discorso che facevo prima riguardo l'estetica, infatti, si coniuga soprattutto nel fatto che i personaggi sono tutti animali antropomorfi, oltre al fatto che Natale disegna davvero bene, il suo tratto è dotato di grande appeal valorizzato anche dall'ottima colorazione per la quale l'autore si è avvalso di alcuni professionisti.
Detective come nel classico stile dei film noir, duro ma dalla battuta pronta, Bacon si trova invischiato stavolta sulle tracce di un killer sua vecchia conoscenza, ingaggiato dalla mafia italiana per giustiziare una persona scomoda al regime fascista. Ebbene sì, per quanto il mondo di Bacon sia una sorta di realtà altra dalla nostra, con gli animali nei panni degli esseri umani, pare proprio che la loro Storia ricalchi la nostra, e quindi l'Italia del 1937 viene ritratta sotto scacco del fascismo e della mafia, e l'autore mostra grande acume allorquando mette in primo piano il problema della discriminazione razziale: ovviamente, essendo in un universo di animali, tale atteggiamento non è incentrato sul colore della pelle, quanto sulla differenza tra pelolunghi e pelocorti.
Il risultato è un thriller scritto davvero bene, disegnato anche meglio, che sa anche essere una sorta di documento storico in senso laterale, offrendo spunti di riflessione interessante e nel contempo della semplice e buona narrativa per immagini.