
Siamo agli albori del nuovissimo formato home video e all'interno del dvd doppiodisco di Monsters & Co. viene inserito un inaspettato regalino: un nuovo cortometraggio con gli stessi personaggi del film, prodotto dalla Pixar. E' l'inizio di qualcosa di grande, di una tradizione che andrà avanti fino al giorno d'oggi. Tutti i film Pixar prodotti da qui in avanti (tranne Alla Ricerca di Nemo e Toy Story 3) verranno infatti dotati di un piccolo extra, di un corto spin-off che approfondisce, sequelizza o ripropone aspetti, tematiche e personaggi del lungometraggio in questione: alcuni saranno veri gioielli, altri semplici divertissement, altri ancora delle cosette carine ma di poche pretese.
2002
La Nuova Macchina di Mike (Mike's New Car)

La Nuova Macchina di Mike vede i due protagonisti di Monsters & Co. ritornare per una serie di riuscitissime gag slapstick: Mike presenta all'amico la sua nuova auto iperaccessoriata ma tra una cosa e l'altra avvengono degli incidenti che la frantumano. La trama è ovviamente poca cosa, ma la Pixar dimostra una volta di più una padronanza dei tempi comici davvero invidiabile. Il corto inoltre vanta un paio di primati visto che è il primo corto Pixar parlato nonché il primo per ovvi motivi a sfoggiare il marchio Disney, visto che è basato su un film di sua proprietà (ricordiamo che i normali corti all'epoca non erano ancora etichettati Disney). Qui.
2005
Jack-Jack Attack (Jack-Jack Attack)

Secondo corto spin-off della filmografia Pixar, dopo Mike's New Car (stranamente Nemo venne privato anche di questo), e molto meglio del precedente. Diretto da Brad Bird, pare che si tratti di una scena tagliata dall'originale lungometraggio, ma se così è, dev'esser stata tolta in fase di storyboard perché il confezionamento del corto lo rende assai poco collocabile. Assistiamo a cosa veramente successe la notte in cui Jack-Jack rimase da solo con la baby sitter manifestando per la prima volta i suoi poteri, ma il tutto è narrato attraverso un flashback dalla ragazza in questione che viene interrogata dall'agente amico dei Parr che subito dopo le resetterà la memoria. Corto di grandissima finezza, sia nei dialoghi che nei tempi comici: gli scambi tra i personaggi, l'apparizione di Syndrome, le gag con i poteri di Jack-Jack e il continuo abbinamento alla musica classica, mostrano una finezza veramente ammirevole e una padronanza dei tempi comici superba, che confermano la genialità di quel mostro di Brad Bird. Meraviglioso. Qui.
2006
Carl Attrezzi e la Luce Fantasma (Mater and Ghostlight)

Questo terzo corto spin-off presenta un minutaggio leggermente maggiore del solito (si aggira intorno ai sei minuti) e di conseguenza il corto presenta una sceneggiatura più varia e ricca di situazioni. Il protagonista è Carl Attrezzi che dà sfoggio di tutta la sua caratterizzazione hillbilly e, sguaiato più che mai, fa scherzi a tutta Radiator Spring. Tutta la sequenza musicale iniziale, sulle note di Behind the Clouds ce lo mostra mentre spaventa i vari personaggi di Cars, in una sequenza bella, rilassante e d'atmosfera. Poi la scena si sposta da Flo, alla stazione di rifornimento, dove le atmosfere ricalcano volutamente quelli di un film horror di serie zeta. E come in questo genere di film, dopo il raccontino fatto al bar da un superstizioso residente, poi c'è anche l'incontro col "mostro", che però si rivelerà essere una burla. Una seconda parte sicuramente più fiacca e con meno mordente che sa tanto di "chi la fa, l'aspetti", ma tutto sommato piacevole. Notevole che una volta giunto a maturazione il personaggio di Saetta, l'attenzione si sia già spostata sulla sua spalla, che ben presto avrà anche una sua serie di corti personale, di cui Mater and the Ghostlight potrebbe costituire una sorta di episodio zero. Qui.
2007
Il Tuo Amico Topo (Your Friend, The Rat)

Per questo quarto corto spin-off la Pixar mette in cantiere qualcosa di veramente speciale: un corto più lungo del solito e dalla struttura mai vista prima in casa Pixar. Un corto all'insegna della follia, della varietà e della sperimentazione totale e a tutto campo, che fa ben capire quanto in Pixar si siano divertiti e sbizzarriti inserendoci dentro tutto ciò che andava loro di fare. Remì ed Emile parlano con gli spettatori cercando di favorire l'integrazione tra uomini e topi, servendosi di materiale fotografico e filmico di vario tipo: ed ecco quindi la loro solita impeccabile CGI, una massiccia dose di animazione tradizionale, un po' di stop motion, dell'animazione riciclata, molta animazione ridotta, del live action e pure un po' di grafica da videogame arcade. Insomma di tutto e di più per un cortometraggio che passa dal divulgativo al documentaristico, terminando con una canzone realizzata ad hoc che lo trasforma persino in un musical. Gradevole, demenziale, decisamente geniale, questa follia pixariana affonda le sue radici nell'animazione Disneyana anni '50. Erano infatti gli anni in cui andava l'animazione ridotta, tanto economica quanto comica e utile a rendere divertenti i contenuti spesso e volentieri documentaristici di certi corti. Anche qui c'è dell'istruttivo, anche se le battute e le idiozie abbondano, nonchè i nonsense gratuiti, che sono quelli che fanno più ridere (mitico il cameo di P.T.Pulce e il riferimento a Francois Truffaut, senza il minimo senso). E intelligente anche il meta-finale, che dopo la canzoncina fa un po' sana autoironia aziendale. Insomma, non è un caso se il corto tratto dal film Pixar più geniale sia di tale caratura, ed è interessante vedere come proprio la Pixar, considerata responsabile della morte dell'animazione tradizionale, si stia progressivamente avvicinando a questa arte, utilizzandola a sprazzi per condire al meglio i suoi lavori. Da notare il piccolo cameo-preview di Wall-E nella sequenza ambientata su Marte. Qui.
Burn-E (Burn-E)

Quinto corto spin-off, basato su un personaggio che in Wall-E si vedeva pochissimo, e unico corto finora ad essere in cinemascope. Bella anche se non nuova l'idea di mostrare una sidestory che risenta incidentalmente degli eventi della storia principale, molto ben gestito lo svolgimento del tutto. Gag, finezze e quant'altro sono ai massimi livelli: l'interesse viene mantenuto vivo dai continui riferimenti alla storia del film a cui si abbinano perfettamente alcune gag fisiche o di situazione. Notevolissimo ad esempio il momento in cui Burn-E trancia in due il lampione girandosi inavvertitamente, o l'azzeccatissimo e un po' fantozziano tormentone di lui che va dal suo superiore a chiedere il pezzo di ricambio, con molta vergogna. A questo aggiungiamo la presenza dell'Inno alla Gioia nella colonna sonora del corto, e un climax finale veramente considerevole (visto che è praticamente lo stesso del film). Di sicuro un modo furbo di partorire un cortometraggio ma non per questo meno ammirevole. Bellissimo. Qui.
2009
La Missione Speciale di Dug (Dug's Special Mission)

Come da tradizione (che a parte Nemo ci portiamo avanti dai tempi di Monsters & Co.) pure Up riceve il suo bel cortometraggio spin-off, il sesto della filmografia Pixar, che come quello di Wall-E è un po' un dietro le quinte dei fatti accaduti nel film. Solo che è un dietro le quinte meno interessante, e se in Burn-E era bello vedere come nelle piccole cose le due storie si incrociassero, qui c'è solo una serie di buffe gag che vedono Dug ricevere un mobbing autodannoso da parte dei cani cattivi. Poco significativo (ma divertente sia nella gag delle sabbie mobili che nel montaggio finale slapstick), il corto si riallaccia poi all'incontro con Carl visto nel film, e si fa toccante nel finale, anche solo per la semplicità con cui questo bel personaggio parla al pubblico. Un rimpianto però è la vocetta del cane Alpha: nel film Dug si stupisce nel veder danneggiato il sintetizzatore vocale e si chiede come mai, mentre qui il sintetizzatore è rotto sin dalla prima scena come se fosse status quo. Sarebbe stato carino vederlo rompersi in una delle mille gag slapstick di cui è disseminato il corto, così almeno si aveva l'impressione che il corto servisse a qualcosa. Curiosamente questo è l'ultimo corto spin-off per l'home video per parecchio tempo, visto che il successivo Toy Story 3 ne sarà privo, per lasciar campo libero alla serie di Toy Story Toons partita nel 2011. Qui.
George and A.J. (George & A.J.)

E dopo aver varato il filone dei corti prelungometraggio, quello degli spin-off da dvd e i vari Cars Toon ecco una cosa ancora nuova. Questo George and A.J., corto realizzato con storyboard animati, è infatti stato diffuso unicamente su Itunes, per poi venir inserito come easter egg unicamente nel blu-ray americano di Up. Il che è un po' un peccato visto che fa assai meglio ciò che il corto di Dug si era riproposto, e cioè raccontare una storia parallela a quella del film. In questo caso si tratta dei due inservienti dell'ospizio venuti a prendere Carl, che dopo la scioccante esperienza della casa volante, si trovano alle prese con folli vecchietti che fuggono con le proprie case in mille modi diversi. I disegni sono davvero spassosi e le gag visionarie e intelligenti, e l'animazione ridotta anzichè un limite diventa un incentivo per sperimentare un umorismo basato sul contrasto movimento/staticità. E già che c'è il corto riesce anche a raccontarci per mezzo di un fotogramma come sia possibile che Russell fosse a bordo della casa. Insomma un corto ottimo, e un vero peccato che si sia scelto un canale di diffusione così poco convenzionale mentre il più debole Dug sia stato interamente animato e distribuito come spin-off ufficiale. Qui.
2012
La Leggenda di Mor'Du (The Legend of Mor'Du)

La tradizione del corto spin-off inserito come extra nel dvd/BD del lungometraggio ispiratore riprende nel 2012 dopo qualche anno in cui le cose erano andate diversamente. Cars 2 aveva infatti avuto un semplice Cars Toon, Toy Story 3 non aveva avuto niente e Up aveva avuto non uno ma ben due corti ispirati, di cui solo uno animato. Con Brave si ricomincia a fare le cose come una volta...o quasi. Il corto in questione infatti racconta meglio ed espande una storia che nel lungometraggio di provenienza era stata solo abbozzata, dando una mitologia più precisa a questo mondo. Anche se il tutto avviene...senza animazione! Il corto si apre con una cornice in CGI in cui la strega guardando in camera accoglie lo spettatore nel suo antro, ma quando inizia a raccontare la storia, le animazioni lasciano il posto a delle magnifiche illustrazioni statiche che dovrebbero raccontare meglio la storia dell'antico regno. Se ci si aspettava di vedere la Pixar nuovamente alle prese con l'animazione 2D, come in Your Friend, the Rat, si rimarrà con l'amaro in bocca. A dire il vero qualcosa che si muove su schermo c'è, ma si tratta perplopiù di effetti, polvere, o arti che ruotano come se fossero attaccati a dei fermacampioni. L'effetto tuttavia rimane pur sempre molto suggestivo e la regia ricorda moltissimo le analoghe clip che nel cofanetto BD di Game of Thrones sono state appositamente realizzate per narrare i retroscena mitologici attraverso bozzetti e concept art. Insomma, piacevole, sì, ma resta il dubbio che si potesse fare di più, lo stesso tarlo che del resto può essere benissimo riferito anche al lungometraggio da cui questo corto è tratto.






