[Shorts] Toy Story Toons
Inviato: domenica 22 luglio 2012, 16:27
A differenza della Disney che ha dovuto inventarsi i lungometraggi per dare vita a personaggi, scenari e situazioni monouso, la Pixar ha dovuto fare l'inverso. Non disponendo del corrispettivo degli standard characters Disneyani, ha dovuto ricavare degli status quo su cui incentrare le sue serie di corti, ricavandoli dai suoi lungometraggi. Non è un caso quindi che per questa seconda serie di corti Pixar, dopo aver esplorato il mondo di Cars, si sia pensato di rimettere in piedi il mondo di Toy Story, immerso stavolta nello status quo di casa di Bonnie, eredità della trilogia appena conclusa. Non si sanno ancora gli scopi di questa nuova sottoserie, se come i Cars Toons, debba far da ponte verso un ipotetico Toy Story 4 o rappresenti l'unico modo per il futuro di poter vedere in azione questi personaggi senza andare a rovinare il trittico di lungometraggi.
2011
Vacanze Hawaiiane (Hawaiian Vacation)

Vacanze Hawaiiane è stato mandato nelle sale abbinato a Cars 2. Non è la prima volta che un corto del genere viene trasmesso nelle sale, era già accaduto con Tokyo Mater, ma in questo caso il corto prende il posto che tradizionalmente spettava alle sperimentazioni pixariane, che in aggiunta ad una certa sfiducia nei confronti del lungometraggio che lo accompagna, ha lasciato molti fan pixariani nello sconcerto. Visto per quello che è, il corto invece è molto divertente e verte su Barbie e Ken, che nella versione italiana sono tornati in mano a doppiatori professionisti, che si ritrovano in camera di Bonnie, convinti di essere stati prelevati dall'asilo per una bella vacanza al mare. Toccherà a Woody e al resto dei personaggi, compresi i giocattoli di Bonnie, inscenare un finto setting hawaiiano per salvare loro la vacanza. Il corto è una sfilza di gag, con citazioni di ogni tipo, chicche molto simpatiche, e un sacco di belle interazioni tra i nuovi giocattoli e i vecchi, che per ragioni di trama non potevano esserci in Toy Story 3. Un buonissimo inizio per questa sottoserie, che avrà modo di continuare alla fine del 2011 ancora una volta nelle sale cinematografiche, stavolta in abbinamento al nuovo film dei Muppet.
Buzz a Sorpresa (Small Fry)

Con questa sua seconda miniserie dedicata ad un loro universo filmico, gli artisti Pixar stanno dimostrando di aver imparato molto dall'esperienza un po' controversa dei Cars Toons. Questa volta niente formuletta fissa, un ritmo di uscita molto più contenuto, e niente strane collocazioni televisive. Questo secondo corto della serie è stato infatti proiettato nelle sale abbinato a I Muppet, ma non trovando posto nel BD di tale film, è stato inserito direttamente nel secondo volume dell'antologia di Corti Pixar, in uscita a fine 2012. Si tratta di una storiella breve ma simpatica che vede Buzz venir sostituito suo malgrado da un miscroscopico gadget da fast-food con le sue fattezze, deciso a impossessarsi della sua vita. Lo status quo è quello nuovo, con Bonnie a far da padroncina, e sembra che sia uno scenario ideale per provare a esplorare il mondo dei giocattoli nelle sue zone ancora oscure, quelle in cui si può trovare ancora qualcosa da dire. Questa volta tocca ai giocattoli omaggio da fast-food, che troppo spesso vengono buttati via non appena consumato il pasto, e che si riuniscono in sedute di autocoscienza per superare il trauma, un po' come gli squali di Nemo. Il vero Buzz, prima di riappropriarsi della sua vita, si ritrova a partecipare per sbaglio ad una di queste sedute ed è qui che le gag ovviamente si sprecano. Da notare inoltre che nel frattempo i giocattoli hanno imparato a barcamenarsi negli spostamenti, e adesso si spostano da un edificio all'altro senza problemi, sicché quelle che nei primi film sembravano odissee, adesso non lo sono più.
2012
Non C'è Festa Senza Rex (Partysaurus Rex)

E siamo a tre. Con questo terzo corto, pare che i Toy Story Toons abbiano trovato una collocazione tutta loro, abbinati a film non pixariani o a riedizioni stereoscopiche di Pixar del passato. In questo caso si tratta dell'uscita di Alla Ricerca di Nemo in 3D, che ha dato modo a questo corto di passare nelle sale, confermando una distribuzione differente e dosata meglio rispetto alla miniserie di Cricchetto. Questo terzo cortometraggio porta un po' avanti lo stile del precedente, preferendo focalizzarsi interamente su un personaggio che in questo caso è Rex, che viene finalmente reso protagonista dopo tanti anni in cui stava solo sullo sfondo. A Rex viene dato un momento di gloria, che per la prima volta lo affranca dalla fama di ansioso perdente che lo stesso Mr. Potato gli conferma all'inizio, canzonandolo. E come in Small Fry tutto questo passa necessariamente attraverso la conoscenza di un nuovo gruppo di giocattoli che nella trilogia cinematografica non era stato considerato: i giochi da bagno. Si esplora quindi un territorio del tutto nuovo, con le sue limitazioni e i suoi specifici problemi (in assenza di acqua per loro è difficile riuscire a muoversi), che però Rex riesce a far superare, organizzando per i suoi amici una sorta di rave acquatico. Il corto, molto simpatico, ha anche avuto una certa rilevanza dato che la Pixar gli ha fatto molta pubblicità, realizzandogli una locandina apposita, dedicandogli alcune interviste e rilasciando il brano elettronico Partysaurus Overflow, che fa da colonna sonora al corto, persino su iTunes. Mica male per un corto derivativo!
2013
Toy Story of Terror (Toy Story of Terror)

Cambiano i tempi, e i cortometraggi trovano modo di riemergere nel panorama attuale, abbinati a lungometraggi animati, sottoforma di contenuti speciali per l'home video oppure come contenuti per il web. I mediometraggi invece, che negli USA vengono chiamati featurettes, cioé "filmetti", hanno trovato a partire dal 2009 una collocazione ancora diversa. I WDAS con Prep and Landing hanno infatti aperto la strada degli "holiday special" televisivi e da quel momento in poi tutti i principali studi di animazione come la Dreamworks o gli stessi DisneyToon Studios hanno detto la loro, confezionando dei segmenti lunghi una ventina di minuti, di qualità assolutamente cinematografica, da collocare strategicamente nei palinsesti in occasione delle festività, rinforzando così i propri brand. E infine è toccato anche alla Pixar, che col formato ibrido dei venti minuti non aveva ancora mai realizzato nulla. Il soggetto non poteva che essere il cast di Toy Story, che reduce dalla propria trilogia cinematografica, era da un po' di tempo a questa parte utilizzato per dei cortometraggi, prodotti prevalentemente dalla succursale canadese della Pixar. Diversamente da essi, questo Toy Story of Terror è invece stato realizzato ad Emeryville, a causa della recente chiusura della sede di Vancouver.
Il cast coinvolto è solamente una parte di quello che conosciamo: mancano Slinky, Hamm, Mrs. Potato e altri, ma era inevitabile. Una durata minore significa anche dover ricalibrare i ritmi e trovare un equilibrio tra un cast in continua espansione e un minore screen time per ognuno di loro. E considerando che sono riusciti a inserire un po' di vecchie glorie, una selezione di giocattoli di Bonnie (tra cui l'ottimo Mr. Pricklepants) e alcuni personaggi nuovi di zecca come Combat Carl, il lavoro che è stato fatto è sicuramente egregio. Oltre alle ovvie citazioni horror, l'approccio metacinematografico di Mr. Pricklepaints, e al solito umorismo di alto livello, c'è anche una strutturazione niente male del tessuto narrativo. Infatti ad una prima parte mistery, segue una seconda più action che trova anche il tempo di raccontarci la sottotrama, che tanto secondaria non è, di Jessie e della sua claustrofobia. Il superamento dei traumi di Jessie e l'esito della storia, che riguarda [spoiler]un ladro di giocattoli, intenzionato a venderli a caro prezzo su ebay[/spoiler], potrebbe dare adito a certe critiche che hanno visto in questo speciale una riproposizione di tematiche già trattate nel secondo lungometraggio. Ma è anche vero che questi aspetti del mondo di Toy Story non venivano mostrati da tanto, e la stessa Jessie dopo il suo esordio non aveva mai avuto un momento di vero protagonismo, per cui non può che far piacere questo revival.
Insomma, l'approdo Pixar al mondo dei mediometraggi è avvenuto in modo assolutamente positivo, per cui non c'è alcun dubbio che se si continuerà su questa strada (e a quanto pare accadrà) ne vedremo ancora delle belle.







