Cerami & Ziche - The Olimpo S.p.a. saga
Inviato: giovedì 17 maggio 2012, 18:54
Olimpo S.p.a.

Fra il '98 e il '00 (o giù di lì), insieme alle mie svariate manie, ho avuto anche la fissa per l'antica Grecia e le sue divinità. La molla che mi fece scattare la passione fu l'Omero a fumetti (Iliade prima e Odissea poi) di Marcello, pubblicato in quegli anni sul Giornalino, cui feci poi seguire (prima dell'Eneide sempre di Marcello) la Top Ten dei miti greci di Terry Deary.
Nel 2000, dunque, una volta appresane l'esistenza tramite un servizio di Mollica (!), mi precipitai ad acquistare Olimpo S.p.a. scritto da Vincenzo Cerami (quello di La vita è bella, ma all'epoca non lo sapevo) e disegnato da Silvia Ziche (quella del Papero del mistero e del Topokolossal, e questo lo sapevo benissimo).
Lo sapeva benissimo anche Cerami: la storia sembra infatti scritta su misura per la Dea di Franz, che vi riversa tutti i suoi tormentoni e le sue idiosincrasie. Ecco allora personaggi nevrastenici, depressi, beffardi, tonti, moralisti e machiavellici. Ed è impossibile non ritrovare in quest'opera echi della Papernovela, a cui richiamano diversi elementi della storia: i rapporti "famigliari" fra le varie divinità, molte delle quali figlie di Giove, che cercano di compiacere il padre-boss; la coppia di telespettatori casalinghi totalmente in balia della loro soap opera preferita; l'intreccio fra tv e politica, con il sindaco guascone che goffamente fa di tutto per apparire in tv.
Se la vera protagonista del libro è dunque la disegnatrice, non va tuttavia dimenticato il resto. Il plot è infatti ancora oggi attualissimo (d'altronde dodici anni di scarto non sono poi tanti) e vede le divinità greche risolvere i principali problemi dell'umanità: obesità, calvizie, fame e rifiuti, la prosecuzione della soap opera seguita da tutti.
Insomma, un apologhino mica male contro la società italiana, che, come tutti gli apologhini contro le società (italiane in primis), funziona ancora.
Olimpo S.p.a.-Caccia grossa

Il seguito di Olimpo S.p.a. è del 2002. Io l'ho letto nel 2007.
(L'ho riletto nel 2012. Lo rileggerò nel 2017.)
Tornati trionfalmente sulla Terra, Giove e le altre divinità dell'Olimpo sono ormai integrate nel tran tran quotidiano. Ignorano però che il tran tran è manipolato da Hypnos (aka Gino), demone del marketing che ha rimbecillito la popolazione rendendola inconsapevole schiava dei mercati e dell'economia. Giove e soci riusciranno a liberarla nell'unico modo possibile: aumentando l'inflazione e portando il pianeta al collasso.
Un altro apologhino mica male, neh. Oggi ancora più attuale del primo.
Da buon seguito di Olimpo S.p.a., sono presenti citazioni al (o ricicli del) seguito della Papernovela. I vari "aaahhhh" urlati a squarciagola dai vari personaggi nelle situazioni più estreme non possono non richiamare il Topokolossal. Addirittura pagina 30 ricicla una scena del 13°episodio di quella storia, e precisamente la scena in cui Mickey Skyrunner, Baset Wan Kenoja e P1P8 vorticano nel carrello da miniera: in Caccia grossa sono invece Giove, Bacco e Caronte a vorticare, sulla barca del terzo, per il regno di Ade.
Inoltre la Giunone che cerca di restituire virilità a un Giove disinteressato alle donne richiama la Minni del Topokolossal, impegnata a ridare autostima al fidanzato.
Insomma, due storie un po' ciniche, un po' frivole, che ogni sollazziano che si rispetti avrà sicuramente letto.
Fra il '98 e il '00 (o giù di lì), insieme alle mie svariate manie, ho avuto anche la fissa per l'antica Grecia e le sue divinità. La molla che mi fece scattare la passione fu l'Omero a fumetti (Iliade prima e Odissea poi) di Marcello, pubblicato in quegli anni sul Giornalino, cui feci poi seguire (prima dell'Eneide sempre di Marcello) la Top Ten dei miti greci di Terry Deary.
Nel 2000, dunque, una volta appresane l'esistenza tramite un servizio di Mollica (!), mi precipitai ad acquistare Olimpo S.p.a. scritto da Vincenzo Cerami (quello di La vita è bella, ma all'epoca non lo sapevo) e disegnato da Silvia Ziche (quella del Papero del mistero e del Topokolossal, e questo lo sapevo benissimo).
Lo sapeva benissimo anche Cerami: la storia sembra infatti scritta su misura per la Dea di Franz, che vi riversa tutti i suoi tormentoni e le sue idiosincrasie. Ecco allora personaggi nevrastenici, depressi, beffardi, tonti, moralisti e machiavellici. Ed è impossibile non ritrovare in quest'opera echi della Papernovela, a cui richiamano diversi elementi della storia: i rapporti "famigliari" fra le varie divinità, molte delle quali figlie di Giove, che cercano di compiacere il padre-boss; la coppia di telespettatori casalinghi totalmente in balia della loro soap opera preferita; l'intreccio fra tv e politica, con il sindaco guascone che goffamente fa di tutto per apparire in tv.
Se la vera protagonista del libro è dunque la disegnatrice, non va tuttavia dimenticato il resto. Il plot è infatti ancora oggi attualissimo (d'altronde dodici anni di scarto non sono poi tanti) e vede le divinità greche risolvere i principali problemi dell'umanità: obesità, calvizie, fame e rifiuti, la prosecuzione della soap opera seguita da tutti.
Insomma, un apologhino mica male contro la società italiana, che, come tutti gli apologhini contro le società (italiane in primis), funziona ancora.
Olimpo S.p.a.-Caccia grossa

Il seguito di Olimpo S.p.a. è del 2002. Io l'ho letto nel 2007.
(L'ho riletto nel 2012. Lo rileggerò nel 2017.)
Tornati trionfalmente sulla Terra, Giove e le altre divinità dell'Olimpo sono ormai integrate nel tran tran quotidiano. Ignorano però che il tran tran è manipolato da Hypnos (aka Gino), demone del marketing che ha rimbecillito la popolazione rendendola inconsapevole schiava dei mercati e dell'economia. Giove e soci riusciranno a liberarla nell'unico modo possibile: aumentando l'inflazione e portando il pianeta al collasso.
Un altro apologhino mica male, neh. Oggi ancora più attuale del primo.
Da buon seguito di Olimpo S.p.a., sono presenti citazioni al (o ricicli del) seguito della Papernovela. I vari "aaahhhh" urlati a squarciagola dai vari personaggi nelle situazioni più estreme non possono non richiamare il Topokolossal. Addirittura pagina 30 ricicla una scena del 13°episodio di quella storia, e precisamente la scena in cui Mickey Skyrunner, Baset Wan Kenoja e P1P8 vorticano nel carrello da miniera: in Caccia grossa sono invece Giove, Bacco e Caronte a vorticare, sulla barca del terzo, per il regno di Ade.
Inoltre la Giunone che cerca di restituire virilità a un Giove disinteressato alle donne richiama la Minni del Topokolossal, impegnata a ridare autostima al fidanzato.
Insomma, due storie un po' ciniche, un po' frivole, che ogni sollazziano che si rispetti avrà sicuramente letto.