[Bonvi] Incubi di provincia
Inviato: mercoledì 28 marzo 2012, 19:01

Ci sono cose che ho da tempo immemore (si parla di mesi e, in qualche caso, di ANNI) e che non ho mai toccato. Proverò a smaltirne un po'.
Sottotitolo: Undici paranoie a fumetti.
Questo volume della BUM (Biblioteca Umoristica Mondadori) è un'antologia del primo Bonvi, quello meno noto e più di nicchia, ed è un omaggio all'artista nel suo complesso, come bene esplica la copertina.
Due paginette di Guccini sulla "provincialità" di Bonvi e dell'italiano medio e subito spazio ai fumetti, divisi in quattro sezioni, ognuna aperta da un'illustrazione diversa, con protagonisti i personaggi più noti del cartoonist.
La prima si apre con Nick Carter e assistenti e contiene:
L'ora dello schizoide (1970), in cui Bonvi viene assalito dalle Sturmtruppen, dal robottino di Storie dello spazio profondo e da altri suoi personaggi. Messo spalle al muro, il Bonvi telefona e chiede aiuto ad un suo collega: ma Magnus, che disegna l'ultima vignetta, è assalito da Kriminal, Satanik e dall'amministratore fiduciario di Maxmagnus.
Un caso interessante (1970) è un'altra collaborazione, stavolta con Ghiro. Ma a livello di testi, perché di disegni bonviani non ne vedo. Appare comunque la caricatura del Nostro, che man mano si tramuta in licantropo. Quei Vampiri dei medici italiani, però, non lo aiuteranno. Anzi.
Apparentemente ...Incubo (1970) potrebbe apparire simile alla successiva Sterminarli senza pietà (vedi terza sez.). In realtà è molto diversa: qui il Bonvi crede di sognare uno Snarl, ma in realtà è lo Snarl che sogna lui. Eh, troppi castrapuzi sbrindolati fanno male.
Il campo di Liebowitz, infine, è una storia di paradossi temporali portati all'estremo. Gran bel montaggio e retinatura d'atmosfera. Il titolo è una citazione a Un cantico per Leibowitz.
La seconda sezione è aperta da Cattivik e include due sole storie, caratterizzate dalla follia:
Seeza della quasità (1969, da un racconto di W.S.Travis) è un capolavoro dell'assurdo e della fantascienza, in cui Bonvi scopre la quarta e la quinta dimensione, la seezza e la quasità, appunto.
La sera della vigilia (1969) racconta, invece, la vicenda di un uomo che, in occasione delle feste, si tramuta in un elefante parlante. Rivoltosi ad uno psichiatra amante dei safari, il Dott.Baleffi, lo tormenta fino ad ottenere aiuto. Ma Baleffi lo uccide e ottiene un nuovo trofeo.
La terza sezione, introdotta da una delle Sturmtruppen, è la più semplice e comica.
La vera storia di Buddy the Kid - La pistola più sbronza del West (1968) è un titolo che dice già tutto. Il pistolero Buddy, ubriaco, scandalizza la cittadina e viene "recuperato" a suon di bigottismi. Ma egli ha una buona mira solo se ebbro e pertanto, al momento di un'incursione di alcuni banditi, viene nuovamente alcolizzato. Ma stavolta tutta la città lo imita.
Sterminarli senza pietà (1968) inizia come Il campo di Liebowitz e poi segue un plot che sarà ripreso nella seconda sottostoria di La città, fumetto postumo edito da Bonelli e disegnato da Cavazzano. Il ragionier Edoardo Filippetti uccide gli Helzapoppi (si respira aria di Marx Bros.). La caricatura del Bonvi, giunto a casa, scopre il perché: gli Helzapoppi sono nemici degli Sgalbedri, esserini malefici che corrompono ma portano benessere psicofisico. La caricatura del Bonvi si fa corrompere e finisce per dare la caccia agli Helzapoppi col ragioner Filippetti.
La penultima storia del libro, ...Andiamo all'Havana! (1968, da un'idea di Francesco Guccini), è una storia bellissima. "Il Bonvi" dirotta un tram verso l'Avana. I tre passeggeri a bordo - un impiegato, un imprenditore e una ragazza lasciata dal ragazzo -, infelici, pieni di problemi e dalla mente poco elastica, pian piano si aprono, fanno amicizia e arrivano a condividere il folle progetto del viaggio a Cuba. Le autorità cittadine simulano una fermata "Havana" in centro città e ingannano il dirottatore. I tre passeggeri tornano alle rispettive vite. Il sogno è finito.
La quarta e ultima sezione, monostoria, è aperta da un personaggio delle Cronache del dopobomba.
La storia contenuta è Black out, una storia (quasi) muta realizzata in tandem da Bonvi e Silver, che racconta una giornata di un killer, prima in solitaria, alle prese con un complotto organizzato da un'azienda produttrice di biciclette, quindi in coppia con la sua compagna, con la quale organizza un omicidio passionale.