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[Philip Pullman] Il Cannocchiale d'Ambra

Inviato: domenica 28 agosto 2011, 14:49
da Bramo
E si chiude così la trilogia Queste Oscure Materie, con un romanzo più poderoso dei precedenti due e che rende anche la narrazione maggiormente intensa e ricca di azione e scoperte.
Se il primo romanzo era ambientato nel mondo di Lyra e il secondo soprattutto nel nostro mondo (oltre che quello di Cittagazze), il terzo tomo viene vissuto su tantissimi mondi diversi, in virtù dei poteri della Lama Sottile e dell'urgenza della missione che ha Lyra. Tra il mondo di Lyra, quello dei miti mulefa, quello di Cittagazze e quello della Morte i nostri protagonisti e altri personaggi agiscono per cercare di aiutare o di ostacolre il viaggio di Lyra. Pian piano il lettore inizia a capire cosa significava che la dottoressa Mary Malone sarebbe dovuta essere il serpente, capisce il perchè la Chiesa non può permettersi di lasciare in vita la ragazzina, intuisce l'importanza di Will come braccio destro della ragazzina...
Capitolo dopo capitolo si prende sempre più coscienza dell'ambizioso affresco che Pullman ha portato avanti per tre libri, un attacco teorico all'esistenza di Dio attraverso una saga fantasy attraverso universi paralleli. Idea sicuramente intrigante, e gestita anche bene, anche se forse troppo "di parte" per essere pienamente godibile. Se l'idea di gruppi ecceliastici "deviati" e fanatici non rappresenta un volo del tutto pindarico, purtroppo, l'immagine di un Dio che [spoiler]si arroga il titolo di "Creatore" senza esserlo e che dirige gli universi con l'arma del terrore mi pare un po' estrema, anche se il bisogno di dare un nemico riconoscibile può aver spinto a calcare la mano sui lati cattivi dell'entità[/spoiler]. Il racconto della crisi di fede di Mary rientra a pieno titolo in questa visione che dev'essere propria dell'autore, e ha pure una giustificazione IMHO fallace: Mary decreta in cuor suo la morte di Dio per poter vivere il piacere della vita e l'amore, che pare un controsenso.
Ma vabbè, senza indugiare troppo in riflessioni teologiche, l'affresco finale è epico e ha i toni della grande avventura, non c'è dubbio. La missione nel regno della Morte è molto bella, e anche la visione che viene data di questo mondo è evocativa, la grande maturazione della signora Coulter e di Lord Asriel è azzeccata e ben descritta, e il dopo-battaglia finale è triste, malinconico e crudele in una maniera che non mi sarei aspettato. Mi ha lasciato davvero una grande malinconia addosso, quasi più a me che ai protagonisti che in parte sono riusciti a trovare il modo di prendere con filosofia la situazione a cui devono piegarsi.

Una saga letteraria di tutto rispetto, insomma, non la mia preferita e non è nemmeno da podio nella mia personale classifica, ma è sicuramente una bella trilogia dai numerosi risvolti interessanti, che spinge alla riflessione e che appassionare il lettore.