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[Darren Aronofsky] Il Cigno Nero

Inviato: lunedì 04 aprile 2011, 01:29
da Ludwig Tapfermann
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IL CIGNO NERO, Darren Aronofsky (2010)

Dopo il gioiellino d'avanguardia (con qualche incrinatura) PI GRECO (omettiamo "teorema del delirio" per piacere); dopo lo scioccante, esagerato, onirico, e (un pelino) gratuito REQUIEM FOR A DREAM; dopo l'incompreso e bistrattato THE FOUNTAIN, e dopo la ribalta (meritatissima) ottenuta con THE WRESTLER, arriva BLACK SWAN, Il Cigno Nero. Film enigmatico fin dal titolo: "cigno nero" evoca un ossimoro forte, stridente, l'idea dell negatività associata ad una delle creature più nobili, secondo l'immaginario comune, spiazza, disorienta.
Chi è il Cigno Nero? Il Cigno Nero è una bellissima ballerina, incatenata nel ruolo tanto desiderato: Odette, la regina dei cigni. Tutto comincia con scarpette rosa e tutù, di nero si vedono solo i body delle ballerine e i tetri muri delle sale da ballo. Il mondo della danza, un mondo squallido, fatto di invidie, fatica e dolore: la rappresentazione teatrale è sempre falsa, spesso le persone dietro le quinte sono persone che soffrono.
Una ballerina sacrifica tutto il proprio essere per essere perfetta, massacra il proprio corpo spingendolo ai limiti della sopportazione, probabilmente è anoressica; ha una madre ossessiva e morbosa, e vive in una stanzetta rosa piena di pelouches. Gli elementi per un drammone psicologico ci sono tutti, ma il nostro Darren preferisce un'altra strada: la paranoia. Il film è il racconto di un vissuto, narrato dagli stessi occhi della protagonista (azzeccatissimo l'uso del digitale e della camera perennamente a spalla), un vissuto distorto, malato, come malata è la nostra ballerina, il nostro cigno bianco. Ma il Cigno Nero è in agguato dietro l'angolo: il Cigno Nero è il Sesso, non il sesso delle puttane e degli amanti, il Sesso è il Sesso viscerale della terra, ciò che tutto sconvolge e tutto tramuta in un lago di sangue: il Sesso non è fare l'amore, il Sesso è la morte ad opera delle proprie mani; ed è infatti la Portman stessa, in questa sua stupenda interpretazione, a guidarci fin nel baratro dell'oblio, del "suo" oblio, l'oblio di chi ha toccato la roccia e si è trovato le mani sporche di sangue.
Tre sono i colori principali del film: Bianco, Nero e Rosso; la purezza, la morte e il sangue; la vita, il lutto e la violenza. Ed è proprio questo trinomio che il nostro cigno bianco sperimenta fin dall'inizio del film, le sue piume vengono macchiate di sangue, e quel sangue sarà la sua maledizione, il suo sigillo, la chiave della sua morte nell'abisso del Sesso. Il mondo dell'arte e dell'artista viene rovesciato come un guanto, non c'è spazio per retoriche avariate e sentimentalismi: il nostro cigno sanguina davvero, ed è l'unico che sanguina realmente in tutto il film. E il film rappresenta la stessa metafora del fare artistico: uccidersi minuto dopo minuto per qualcosa di più grande, di più vero, fino a dimenticare il proprio soggetto, la propria essenza, la propria anima. Quando si diventa artisti l'arte diventa una malattia e l'artista è il più abietto tra gli uomini. Queste dunque le linee generali entro cui si dipana il film: analisi del Sesso e malattia dell'arte: sembra di sentire parlare qualche intellettuale decadente di inizio secolo ventesimo, e infatti è proprio questo il punto debole del film: spesso la poetica si risolve in elementi non del tutto nuovi (la dialettica apollineo/dionisiaco, tanto per dirne uno) e i dialoghi riflettono questa, seppur leggerissima, banalità di fondo: banalità che viene del tutto compensata da un'apparire estetico semplicemente grandioso, perfetto sotto tutti i punti di vista, forse Aronofsky non è nato per fare il filosofo, ma il regista lo sa fare bene; ci regala una fotografia indimenticabile e un montaggio ai limiti della perfezione, il film è intoccabile dal punto di vista tecnico e, al di là delle piccole scontatezze prima menzionate, nella globalità l'idea di fondo emerge grandiosa e ineludibile: ovvero il dolore della poiesi artistica. Solo col dolore, con la sofferenza, l'arte può sorgere dalle macerie di una società, la nostra, che ha quasi dimenticato cosa significhi sporcarsi le mani e non provarne vergogna: l'artista si erge solitario per il suo ultimo volo, il volo di un cigno morente, e solo quando la sua opera è stata compiuta, anche noi, uomini comuni, notiamo il sangue che gli inzuppa le vesti.

L. T.

Re: Darren Aronofsky - Il Cigno Nero

Inviato: mercoledì 06 aprile 2011, 02:34
da DeborohWalker
Io Arofnoski l'ho odiato per un bel po' di tempo.
La sua colpa è stata confezionare The Fountain, quello che tuttora classifico come uno dei film più mortalmente noiosi e BRUTTI mai concepiti nella storia del cinema. Con The Wrestler mi ci sono riavvicinato, anche se non è bastato per perdonargli quell'immonda schifezza (sì, mi fa particolarmente infervorare), ma direi che con Il Cigno Nero il regista è riuscito a realizzare la sua opera migliore.

In realtà è un film al quale sono particolarmente sensibile.
Da attore, tutta la rappresentazione della metamorfosi dell'artista nel personaggio interpretato mi affascina, soprattutto perchè Arofnoski lo porta in scena in maniera estremizzata ma ugualmente calzante.
Inoltre da qualche mese mi sono anche avvicinato alla danza classica e ho una vaga idea della sofferenza che ci sta dietro; soprattutto vedo le ballerine esperte, i cui atteggiamenti e le ambizioni sono molto vicine a quelle del personaggio della Portman. Ma soprattutto il suo problema, ovvero quel complesso equilibrio tra la precisione della tecnica e l'espressività della propria personalità.

Ora, in barba a tutte queste chiacchiere autobiografiche sulla mia fruizione, che razza di film è Il Cigno nero?
Ne avevo sentito parlare come un film sorprendente, con colpi di scena e una trama originale... Bè, direi che così non è, soprattutto per chiunque abbia mai visto Fight Club o conoscesse la trama dell'originale Lago dei Cigni.
Quello che è interessante è l'operazione di partenza, ovvero l'applicazione della trama dell'opera portata in scena (Il Lago dei Cigni) allo stesso pantheon che si occupa di portarla in scena; anche se il risultato finale è differente, è qualcosa di simile a quanto "Shakespere in Love" faceva con le opere del Bardo...
Brava la Portman e meritato l'Oscar, molto efficace la regia "sporca" con accenni di steadycam naturalistica.
Ho sentito da più parti critiche al momento grottesco in cui spuntano le ali alla Portman... boh, io non l'ho recepito così, mi è sembrata una perfetta visualizzazione dell'attore che diventa personaggio. Sarebbe stato bizzarro se fosse stata una reale trasformazione, ma in un'inquadratura si vede benissimo la Portman "umana" che balla sul palcoscenico mentre la sua ombra "da cigno" si muove dietro di lei; le scene in cui è un mostro sono la sua ennesima visione, quindi non vedo perché debbano mai essere fuori luogo.

Re: Darren Aronofsky - Il Cigno Nero

Inviato: mercoledì 06 aprile 2011, 19:00
da Ludwig Tapfermann
DeborohWalker ha scritto:Io Arofnoski l'ho odiato per un bel po' di tempo.
La sua colpa è stata confezionare The Fountain, quello che tuttora classifico come uno dei film più mortalmente noiosi e BRUTTI mai concepiti nella storia del cinema. Con The Wrestler mi ci sono riavvicinato, anche se non è bastato per perdonargli quell'immonda schifezza (sì, mi fa particolarmente infervorare), ma direi che con Il Cigno Nero il regista è riuscito a realizzare la sua opera migliore.

In realtà è un film al quale sono particolarmente sensibile.
Da attore, tutta la rappresentazione della metamorfosi dell'artista nel personaggio interpretato mi affascina, soprattutto perchè Arofnoski lo porta in scena in maniera estremizzata ma ugualmente calzante.
Inoltre da qualche mese mi sono anche avvicinato alla danza classica e ho una vaga idea della sofferenza che ci sta dietro; soprattutto vedo le ballerine esperte, i cui atteggiamenti e le ambizioni sono molto vicine a quelle del personaggio della Portman. Ma soprattutto il suo problema, ovvero quel complesso equilibrio tra la precisione della tecnica e l'espressività della propria personalità.

Ora, in barba a tutte queste chiacchiere autobiografiche sulla mia fruizione, che razza di film è Il Cigno nero?
Ne avevo sentito parlare come un film sorprendente, con colpi di scena e una trama originale... Bè, direi che così non è, soprattutto per chiunque abbia mai visto Fight Club o conoscesse la trama dell'originale Lago dei Cigni.
Quello che è interessante è l'operazione di partenza, ovvero l'applicazione della trama dell'opera portata in scena (Il Lago dei Cigni) allo stesso pantheon che si occupa di portarla in scena; anche se il risultato finale è differente, è qualcosa di simile a quanto "Shakespere in Love" faceva con le opere del Bardo...
Brava la Portman e meritato l'Oscar, molto efficace la regia "sporca" con accenni di steadycam naturalistica.
Ho sentito da più parti critiche al momento grottesco in cui spuntano le ali alla Portman... boh, io non l'ho recepito così, mi è sembrata una perfetta visualizzazione dell'attore che diventa personaggio. Sarebbe stato bizzarro se fosse stata una reale trasformazione, ma in un'inquadratura si vede benissimo la Portman "umana" che balla sul palcoscenico mentre la sua ombra "da cigno" si muove dietro di lei; le scene in cui è un mostro sono la sua ennesima visione, quindi non vedo perché debbano mai essere fuori luogo.
Beh, a me invece the Fountain piace, mantre Requiem for a Dream e Pi Greco mi lasciano ancora dei dubbi... Tornando sul film, la ricerca "psicologica" sulla patologia artistica degenerata è affrontata egregiamente (ho degli amici attori, e conosco situazioni simili). È chiaro che non si tratta di un film "sorprendente" o "mai visto prima"... ma serve davvero essere SEMPRE originalissimi? Inoltre è ben calibrata nel film la separazione tra "realtà" e "visioni" della Portman. Sicuramente, e in questo concordo con te, è la sua opera migliore.

Re: Darren Aronofsky - Il Cigno Nero

Inviato: mercoledì 09 novembre 2011, 16:36
da Valerio
Visto ieri sera.
Nessuno mi aveva mai detto che mi sarei trovato di fronte ad un horror.
Cacarella a mille.

Re: Darren Aronofsky - Il Cigno Nero

Inviato: mercoledì 09 novembre 2011, 22:44
da Lightning
Già. Cioè non che sia un horror a tutti gli effetti ma gli scleri della protagonista sono DAVVERO inquietanti.

Visto che tutti hanno lasciato le loro impressioni sul regista mi permetto di farlo anch'io. Pi Greco bello ma un pò troppo cervellotico, Requiem For A Dream bellissimo, secondo me il miglior film sulla tema delle dipendenze, The Fountain non l'ho ancora visto quindi mi astengo dal giudizio, The Wrestler anch'esso bellissimo anche se forse un pochino troppo semplice e lineare, mentre con Il Cigno Nero si tocca il punto più alto della filmografia di Aronofsky. Un film perfetto, visionario, realistico, inquietante, è come un puzzle dove tutti i pezzi sono al posto giusto. E uno dei pezzi migliori è la bellissima Natalie Portman, alle prese con un ruolo per niente facile ma che riesce padroneggiare alla perfezione.
Da vedere assolutamente.

Re: Darren Aronofsky - Il Cigno Nero

Inviato: mercoledì 14 dicembre 2011, 22:21
da Mod XXII
Per me è uno dei migliori film degli ultimi anni. Mi ha tenuto attaccato al video dal primo secondo. Ho trovato tutto molto vicino alla perfezione: attori, regia, sceneggiatura. Posso capire che non sia un film facile (nel senso di leggero) ma nel suo genere è un signor film. Da vedere assolutamente.