[Jordan Mechner] Solomon's Thieves
Inviato: venerdì 04 marzo 2011, 12:48
Jordan Mechner è il creatore del leggendario videogioco Prince of Persia, ed è per via di PoP che sono giunto a questo fumetto originale. Ma facciamo ordine.
Ci sono DUE fumetti ufficiali sul principe Dastan, pubblicati da due diversi editori e con finalità diverse.
Per la Disney Jordan Mechner ha scritto il tie-in del film del 2010 Prince of Persia - Le sabbie del tempo: è una raccolta di sei racconti che in originale si intitola "Prince of Persia: Before the Sandstorm" di vari disegnatori e con la cover di Todd McFarlane, pubblicata anche in italiano come Prince of Persia - Le sabbie del tempo: Le origini tradotta da Alessandro Sisti. Poi, sempre per la Disney come tie-in del film è uscita una serie di romanzi scritti da tale Catherine Hapka e intitolata The Chronicle of Young Dastan (prequel del film).
Per l'editore First Second (quello che pubblica Gipi e Joann Sfar in America) invece è uscita un'altra graphic novel basata sul videogioco e indipendente dal film e chiamata Prince of Persia - The Graphic Novel, uscita nel 2008, scritta da A.B. Sina e disegnata da LeUyen Pham e Alex Puvilland (Mechner è accreditato ma solo per i personaggi e il soggetto, e comunque per avallare e rendere ufficiale/canonica la graphic novel).
Ed è per l'editore First Second che Jordan Mechner e i coniugi LeUyen Pham e Alex Puvilland si sono riuniti per iniziare stavolta una serie originale: Solomon's Thieves, i ladri di Salomone.
Inizialmente pensato come una trilogia, di cui a maggio 2010 è uscito in America il primo volume (che è questo che sto recensendo), la serie racconta le avventure di un Templare fuggiasco (ai tempi della persecuzione dei Templari nel 1300), un idealista convinto che le accuse di eresia e stregoneria mosse contro lui e i suoi Fratelli siano un disegno politico e deciso quindi a salvare il famoso tesoro dei Templari dalle grinfie di Guglielmo di Nogaret, il cancelliere del Re di Francia Filippo IV che per primo ha ordinato l'arresto di massa dei Cavalieri.
Come dicevo la serie è stata inizialmente pensata come una trilogia, e il primo volume è già uscito. Ma è notizia di qualche settimana fa che i piani editoriali sono cambiati, e verrà invece pubblicato un solo volume comprensivo di tutti e tre i libri. Ma la serie fu pensata come annuale, quest'anno doveva uscire il secondo libro, e nel 2012 il terzo. Così invece non uscirà più niente fino all'estate del 2012, quando verrà pubblicato il volumozzo. Quindi non solo mi becco il doppione del primo libro, ma devo pure aspettare un altro anno...
In Italia non è ancora uscito niente né si sa se e quando uscirà qualcosa. Per chi avesse fretta di leggere la prima parte anche a costo di avere un doppione, si può comprare il libro in lingua originale su Amazon.it a circa 12 Euro.
Altre informazioni e schizzi preparatori sul sito dell'autore e del disegnatore.
La trama l'ho mezza raccontata qui sopra. Il resto è spoiler: il nostro eroe, il cavaliere templare Martin di Troyes, è appena tornato a Parigi da una ingloriosa crociata. Si deprime un po' perché a Parigi c'è la sua morosa, una nobildonna che lasciò anni prima per servire il Papa, facendo voto di castità. I Fratelli lo portano a bere, ma annebbiati dai fumi dell'alcol organizzano una fuga godereccia a caccia di facili pulzelle. Passata la sbronza tornano a Parigi, ma la situazione è radicalmente cambiata. Il re ha ordinato l'arresto di tutti i Templari, a seguito delle voci sulle loro pratiche stregonesche, blasfeme e sodomite. I Nostri sono scandalizzati dalle accuse, ma non perdono certo tempo a difendersi e scappano di nuovo, separandosi. Martin cerca rifugio presso un prete suo amico, il quale credendosi in buona fede lo consegna ai soldati del re. In prigione Martin scopre che i suoi Fratelli sono stati torturati fino a confessarsi colpevoli delle accuse, e poi uccisi. Anche Martin firma la confessione, ma in un impeto d'ira si libera dei suoi carcerieri e fugge nella foresta. Qui si imbatte in una masnada di briganti. Scoprirà in seguito che sono anch'essi dei Templari e che vivono in una confraternita "alla Robin Hood", rubando ai ricchi per dare ai poveri. E proprio come Robin Hood alla testa di questo gruppo c'è un prete, ex Templare (ma "chi è stato Templare, rimane Templare"). Ed è il prete a mettere Martin a parte di un pericoloso segreto: il Gran Maestro dei Templari di Francia, prima di essere arrestato, ha ordinato di spostare il tesoro dei Templari presso i fratelli cavalieri in Inghilterra. Non sapeva però che il Papa, temendo di perdere il suo potere agli occhi del re di Francia, si è rassegnato a condannare ufficialmente l'intero ordine dei cavalieri Templari, che adesso sono perseguitati in tutta Europa. Nemmeno l'Inghilterra è quindi al sicuro. Consci di ciò, i Templari ancora liberi hanno deciso di tenere il tesoro a Parigi, in un luogo che era segreto persino al Gran Maestro, facendo partire per l'Inghilterra una carovana di carri vuoti. La carovana, braccata dai soldati del Re Filippo, è stata fermata. Il tesoro non c'era, e il capo dei soldati è convinto che qualcuno l'abbia rubato.
Tornando al prete, al nostro Martin e a tutti i "merrie men"... loro non pensano che il tesoro sia al sicuro a Parigi, anche se nascosto. La loro missione ora è rubare quel tesoro e portarlo in Spagna. E qui finisce il primo libro.
Fine spoiler.
La storia parla di Templari, ma non è la solita storia fatta di complotti e sacri graal. La storia è l'avventura di un uomo in un mondo medievale dove i giusti non possono vivere in pace e sono costretti a fuggire e, controvoglia, a rubare (da cui il titolo). L'autore ha ammesso di aver fatto molte ricerche storiche ma di essere stato ispirato principalmente da Il pendolo di Foucault di Umberto Eco, proprio perché al di là del thriller complottistico è l'unica fiction sui templari che fornisce un autorevole e dettagliato contesto storico e sociale, al contrario dei libri di Dan Brown e dei film con Nicholas Cage di Jerry Bruckheimer (con cui poi però ha fatto il film di Prince of Persia...).
I disegni sono ottimi soprattutto per l'espressività e la spigolosità dei personaggi, più cartooneschi che realistici. Gli sfondi e le architetture sono un po' poveri di dettagli, ma nel complesso è una bella resa dell'ambientazione medievale, anche grazie al colore. Comunque la coppia Pham & Puvilland trova in me un estimatore che li seguirà anche in altri progetti, quando verranno fuori. Per il fumetto hanno realizzato solo questi lavori con Mechner (e ho intenzione di recuperare la graphic novel di PoP). La moglie LeUyen Pham è un'illustratrice per bambini, mentre il marito Alexandre Puvilland è un artista al soldo di Dreamworks Animation (dal Principe d'Egitto ai recenti CGI).
La sceneggiatura è perfetta e avvincente e i personaggi ben delineati, soprattutto quelli più umoristici. Lo stile è molto simile al cinema di intrattenimento moderno a cui siamo abituati (lo stesso Bruckheimer di cui sopra), il che lo colloca sicuramente non fra i fumetti d'autore, nonostante le nobili intenzioni. Però Mechner è un autore che mi piace. Ho comprato questo suo nuovo fumetto alla cieca, memore della buona impressione e della buona compagnia che mi faceva il videogioco di Prince of Persia quand'ero piccolo. Il che mi spinge anche a ridare fiducia al film di PoP, che ero stato scoraggiato a vedere (ma non sapevo che Mechner stesso contribuì alla sceneggiatura).
Ci sono DUE fumetti ufficiali sul principe Dastan, pubblicati da due diversi editori e con finalità diverse.
Per la Disney Jordan Mechner ha scritto il tie-in del film del 2010 Prince of Persia - Le sabbie del tempo: è una raccolta di sei racconti che in originale si intitola "Prince of Persia: Before the Sandstorm" di vari disegnatori e con la cover di Todd McFarlane, pubblicata anche in italiano come Prince of Persia - Le sabbie del tempo: Le origini tradotta da Alessandro Sisti. Poi, sempre per la Disney come tie-in del film è uscita una serie di romanzi scritti da tale Catherine Hapka e intitolata The Chronicle of Young Dastan (prequel del film).
Per l'editore First Second (quello che pubblica Gipi e Joann Sfar in America) invece è uscita un'altra graphic novel basata sul videogioco e indipendente dal film e chiamata Prince of Persia - The Graphic Novel, uscita nel 2008, scritta da A.B. Sina e disegnata da LeUyen Pham e Alex Puvilland (Mechner è accreditato ma solo per i personaggi e il soggetto, e comunque per avallare e rendere ufficiale/canonica la graphic novel).
Ed è per l'editore First Second che Jordan Mechner e i coniugi LeUyen Pham e Alex Puvilland si sono riuniti per iniziare stavolta una serie originale: Solomon's Thieves, i ladri di Salomone.
Inizialmente pensato come una trilogia, di cui a maggio 2010 è uscito in America il primo volume (che è questo che sto recensendo), la serie racconta le avventure di un Templare fuggiasco (ai tempi della persecuzione dei Templari nel 1300), un idealista convinto che le accuse di eresia e stregoneria mosse contro lui e i suoi Fratelli siano un disegno politico e deciso quindi a salvare il famoso tesoro dei Templari dalle grinfie di Guglielmo di Nogaret, il cancelliere del Re di Francia Filippo IV che per primo ha ordinato l'arresto di massa dei Cavalieri.
Come dicevo la serie è stata inizialmente pensata come una trilogia, e il primo volume è già uscito. Ma è notizia di qualche settimana fa che i piani editoriali sono cambiati, e verrà invece pubblicato un solo volume comprensivo di tutti e tre i libri. Ma la serie fu pensata come annuale, quest'anno doveva uscire il secondo libro, e nel 2012 il terzo. Così invece non uscirà più niente fino all'estate del 2012, quando verrà pubblicato il volumozzo. Quindi non solo mi becco il doppione del primo libro, ma devo pure aspettare un altro anno...
In Italia non è ancora uscito niente né si sa se e quando uscirà qualcosa. Per chi avesse fretta di leggere la prima parte anche a costo di avere un doppione, si può comprare il libro in lingua originale su Amazon.it a circa 12 Euro.
Altre informazioni e schizzi preparatori sul sito dell'autore e del disegnatore.
La trama l'ho mezza raccontata qui sopra. Il resto è spoiler: il nostro eroe, il cavaliere templare Martin di Troyes, è appena tornato a Parigi da una ingloriosa crociata. Si deprime un po' perché a Parigi c'è la sua morosa, una nobildonna che lasciò anni prima per servire il Papa, facendo voto di castità. I Fratelli lo portano a bere, ma annebbiati dai fumi dell'alcol organizzano una fuga godereccia a caccia di facili pulzelle. Passata la sbronza tornano a Parigi, ma la situazione è radicalmente cambiata. Il re ha ordinato l'arresto di tutti i Templari, a seguito delle voci sulle loro pratiche stregonesche, blasfeme e sodomite. I Nostri sono scandalizzati dalle accuse, ma non perdono certo tempo a difendersi e scappano di nuovo, separandosi. Martin cerca rifugio presso un prete suo amico, il quale credendosi in buona fede lo consegna ai soldati del re. In prigione Martin scopre che i suoi Fratelli sono stati torturati fino a confessarsi colpevoli delle accuse, e poi uccisi. Anche Martin firma la confessione, ma in un impeto d'ira si libera dei suoi carcerieri e fugge nella foresta. Qui si imbatte in una masnada di briganti. Scoprirà in seguito che sono anch'essi dei Templari e che vivono in una confraternita "alla Robin Hood", rubando ai ricchi per dare ai poveri. E proprio come Robin Hood alla testa di questo gruppo c'è un prete, ex Templare (ma "chi è stato Templare, rimane Templare"). Ed è il prete a mettere Martin a parte di un pericoloso segreto: il Gran Maestro dei Templari di Francia, prima di essere arrestato, ha ordinato di spostare il tesoro dei Templari presso i fratelli cavalieri in Inghilterra. Non sapeva però che il Papa, temendo di perdere il suo potere agli occhi del re di Francia, si è rassegnato a condannare ufficialmente l'intero ordine dei cavalieri Templari, che adesso sono perseguitati in tutta Europa. Nemmeno l'Inghilterra è quindi al sicuro. Consci di ciò, i Templari ancora liberi hanno deciso di tenere il tesoro a Parigi, in un luogo che era segreto persino al Gran Maestro, facendo partire per l'Inghilterra una carovana di carri vuoti. La carovana, braccata dai soldati del Re Filippo, è stata fermata. Il tesoro non c'era, e il capo dei soldati è convinto che qualcuno l'abbia rubato.
Tornando al prete, al nostro Martin e a tutti i "merrie men"... loro non pensano che il tesoro sia al sicuro a Parigi, anche se nascosto. La loro missione ora è rubare quel tesoro e portarlo in Spagna. E qui finisce il primo libro.
Fine spoiler.
La storia parla di Templari, ma non è la solita storia fatta di complotti e sacri graal. La storia è l'avventura di un uomo in un mondo medievale dove i giusti non possono vivere in pace e sono costretti a fuggire e, controvoglia, a rubare (da cui il titolo). L'autore ha ammesso di aver fatto molte ricerche storiche ma di essere stato ispirato principalmente da Il pendolo di Foucault di Umberto Eco, proprio perché al di là del thriller complottistico è l'unica fiction sui templari che fornisce un autorevole e dettagliato contesto storico e sociale, al contrario dei libri di Dan Brown e dei film con Nicholas Cage di Jerry Bruckheimer (con cui poi però ha fatto il film di Prince of Persia...).
I disegni sono ottimi soprattutto per l'espressività e la spigolosità dei personaggi, più cartooneschi che realistici. Gli sfondi e le architetture sono un po' poveri di dettagli, ma nel complesso è una bella resa dell'ambientazione medievale, anche grazie al colore. Comunque la coppia Pham & Puvilland trova in me un estimatore che li seguirà anche in altri progetti, quando verranno fuori. Per il fumetto hanno realizzato solo questi lavori con Mechner (e ho intenzione di recuperare la graphic novel di PoP). La moglie LeUyen Pham è un'illustratrice per bambini, mentre il marito Alexandre Puvilland è un artista al soldo di Dreamworks Animation (dal Principe d'Egitto ai recenti CGI).
La sceneggiatura è perfetta e avvincente e i personaggi ben delineati, soprattutto quelli più umoristici. Lo stile è molto simile al cinema di intrattenimento moderno a cui siamo abituati (lo stesso Bruckheimer di cui sopra), il che lo colloca sicuramente non fra i fumetti d'autore, nonostante le nobili intenzioni. Però Mechner è un autore che mi piace. Ho comprato questo suo nuovo fumetto alla cieca, memore della buona impressione e della buona compagnia che mi faceva il videogioco di Prince of Persia quand'ero piccolo. Il che mi spinge anche a ridare fiducia al film di PoP, che ero stato scoraggiato a vedere (ma non sapevo che Mechner stesso contribuì alla sceneggiatura).