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[Toppi, Artibani & Altri] Sulle Rotte dell'Immaginario

Inviato: giovedì 17 febbraio 2011, 15:42
da Francesco F
[Volantino a grandezza leggibile parte 1 e parte 2]

Come riportai qui, a ottobre scorso è cominciata una preziosa collana di uscite con i Periodici San Paolo (Il Giornalino e Famiglia Cristiana) dedicata a Sergio Toppi, dal titolo Sulle rotte dell'immaginario (o "Il viaggiatore immobile", non s'è ben capito...), prodotta dal Giornalino con il Museo del Fumetto di Lucca e curato dai relativi responsabili Stefano Gorla e Angelo Nencetti che forniscono un paio di introduzioni per ogni volume.

I volumi sono dodici e tentano di organizzare la sterminata produzione storica di Sergio Toppi tematizzando ogni volume geograficamente (a parte gli ultimi due volumi dedicati a Sacro e Ignoto). La gran parte della produzione di Toppi fu pubblicata proprio sul Giornalino, ma questi volumi raccolgono anche le pubblicazioni su altre riviste e per altri editori. Nell'ultimo volume è fornita la bibliografia completa di tutte le storie pubblicate.
La collana si conclude (anzi, si è appena conclusa) con due volumi contenenti sei storie inedite (una sola delle quali scritta e disegnata da Toppi, il resto scritto da Francesco Artibani e disegnato da un manipolo di mostri sacri del fumetto italiano) dedicate al 150° anniversario dell'Unità d'Italia. Non sono ennesime versioni a fumetti della Storia d'Italia, ma sono episodi di piccoli personaggi sconosciuti (e probabilmente inventati) sullo sfondo dei grandi mutamenti storici che hanno coinvolto il nostro Paese dall'Unità in poi. La storia di Toppi invece è a sua volta un insieme di tanti miniracconti da poche tavole ambientati molto prima dell'Unità, dalle prime popolazioni italiche.

I volumi dedicati a Toppi li sto leggendo, sono arrivato al terzo e devo iniziare il quarto (quello che contiene il celebre Sharaz-de in versione integrale), mentre ho accelerato i tempi e ho iniziato subito a leggere i due volumi sull'Unità d'Italia.

Come diceva Artibani qui, è "roba fortissima", sia la sua che quella di Toppi.
Sergio Toppi è un artista straordinario, e su questo c'è poco da aggiungere. Un po' meno straordinario come narratore, ma perché ha sviluppato il suo personale modo di raccontare storie, meno sequenziale e più illustrativo, dando occasione alla sua spettacolare capacità di composizione delle tavole di esprimersi al meglio. Sono storie dove spesso scarseggia il layout a vignette e abbondano le tavole piene, con teste che spuntano dai mantelli di altri personaggi, corpi che si fondono al paesaggio, oggetti che sono contemporaneamente in primo piano e sullo sfondo. Una goduria che ha pochi eguali al mondo. Le storie, soprattutto quelle per il Giornalino, sono spesso didascaliche (e non solo per l'abuso di didascalie :P) quando si tratta di dipingere, narrativamente, i ritratti di importanti personaggi storici della cristianità, re, santi e missionari. E questo non è molto facile da digerire, non tanto per prese di posizione quanto perché l'eccessiva condiscendenza è sempre un po' fastidiosa, soprattutto se si tratta di pubblicazioni destinate a giovani menti da plagiare, col trucchetto dei disegni, fralaltro. Ma a parte queste, le altre storie sono magnifiche, magiche. E molto prima di Neil Gaiman!

Le storie dell'Unità d'Italia sono veramente belle e suggestive, e i disegni fantastici. Ho letto solo il primo numero per ora.
La storia di Toppi, "Un lungo cammino", mi ha un po' deluso, forse per la sua frammentarietà o proprio per il suo carattere più illustrativo che narrativo, che si conclude con un retoricissimo "Io sono italiano!" alla domanda "sei piemontese, toscano, lombardo, veneto,...?".
"Una giornata a Roma" è il racconto della breccia di Porta Pia del 1870. E' al momento la mia storia preferita, sarà che amo la Roma di quegli anni, di cui noi possiamo conoscere solo vecchie illustrazioni, quando non c'erano ancora le strade e la città era circondata dalla aperta campagna. Devo ammettere che le tre tavole mute sul giovane soldato che scopre per la prima volta il Colosseo e poi il resto delle monumentali meraviglie di Roma mi fanno venire i brividi solo a ripensarci. Leggendo 'sta storia avrò detto qualche decina di volte "quant'è bella Roma...", "Roma è la città più bella del mondo, punto. Parigi gli fa una pippa", e amenità del genere. *sospir*... ma torniamo a alla storia. I colori sembrano posticci, sacrificano i disegni, anche se contribuiscono, e bene, all'atmosfera generale (gli edifici, i costumi dei soldati e dei romani, ecc... Comunque niente a che vedere con i più consapevoli acquerelli di Ivo Milazzo dell'ultima storia, "La cura". Anche questa storia è magnifica, pur senza il coinvolgimento emotivo che mi ha suscitato l'altra :P Un soldato-medico italiano diserta dalla battaglia di Vittorio Veneto per tornare a casa a curare la sorella malata. Storie tanto semplici nella loro idea centrale, ma arricchite dalla sfaccettata umanità dei protagonisti. Artibani ha sfruttato l'occasione retorica e patriottica dell'Unità d'Italia per fare non storie retoriche, patriottiche, parziali, buoniste al limite dell'ipocrisia ma storie semplicemente positive. Fralaltro è ammirevole il livello di documentazione storica che traspare da queste storie da venti tavole. Non so se Artibani sia un'appassionato di storia (si veda pure Il boia rosso, ambientato nella Roma del 1700) o se ha fatto ricerche appositamente per questa iniziativa, ma a uno come me che si appassiona difficilmente alla Storia in senso lato devo dire che mi ha colpito molto.

Visto che io sono ancora ai primi volumi, magari nei prossimi post mi metto a commentare tutte le singole storie di ogni volume, per avere una visione d'insieme dell'opera. Se qualcuno l'ha acquistata e la sta leggendo, e volesse commentare, non aspetti me!

Per chi è interessato a recuperare la collana, qui ci sono le coordinate per richiedere gli arretrati o per acquistare la collana intera: http://www.famigliacristiana.it/Toppi/
Qui c'è l'intervista a Sergio Toppi del direttore del Giornalino Stefano Gorla: http://www.famigliacristiana.it/costume ... toppi.aspx
Qui c'è l'intervista a Artibani e Milazzo di uBC Fumetti: http://www.ubcfumetti.com/preview/?22651

Re: Il Giornalino: Sulle rotte dell'immaginario

Inviato: venerdì 18 febbraio 2011, 14:16
da Francesco
Grazie per tutti i commenti, che ho molto apprezzato. L'intenzione principale era quella di evitare la retorica (altri se la caveranno meglio di me in questo ambito).
Sulla documentazione ti confermo che le ricerche sono state lunghe ed approfondite (la meletta del barbiere romano era una disgustosa pratica quotidiana...).
La Storia mi piace molto e trovo che il Risorgimento sia un periodo ricchissimo di spunti e personaggi che sarebbe interessante approfondire per una serie di racconti, lontano dalle figure canoniche dei padri della patria.

Re: Il Giornalino: Sulle rotte dell'immaginario

Inviato: venerdì 18 febbraio 2011, 15:37
da Francesco F
Francesco ha scritto:Sulla documentazione ti confermo che le ricerche sono state lunghe ed approfondite (la meletta del barbiere romano era una disgustosa pratica quotidiana...).
disgustosa veramente, però dai... la sciacqua ogni volta, perché ci tiene a 'ste cose :asd:

Oggi ho letto anche il secondo volume, ugualmente sbalorditivo, anche per una serie di trovate niente male (l'impiego sempre diverso del secondo disegnatore).
Si parte con "Il postino", che non è l'adattamento del film di Troisi e a dirla tutta nemmeno parla di postini. Siamo in guerra, stavolta la Seconda Mondiale, fra i partigiani. Un uomo viene recuperato da due partigiani a Firenze. Ha perso la memoria ma ha in tasca una lettera destinata a una famiglia di Lucca (un comune toscano a caso? :elio: ). Convinto che può aiutarlo a ricordare qualcosa, si incammina nelle pericolose strade toscane infestate di nemici fascisti e tedeschi, accompagnato dai due partigiani. Pian piano gli torna la memoria, fino a ricordarsi chi è quando leggerà la lettera alla famiglia lucchese. Disegnata da Pasquale Frisenda con i flashback a opera di Ivo Milazzo (flashback che devo ammettere di non aver capito bene. Si capisce che è (tutta?) una soggettiva dello smemorato, ma non ho distinto bene i personaggi, quindi urge qualche rilettura).
La seconda storia, "Arrivi e partenze", è contemporanea. In un commissariato si organizza una retata a dei criminali di guerra albanesi e alla famiglia malavitosa che li ha accolti. Sul luogo dell'arrivo degli albanesi la polizia scopre che è in atto anche uno sbarco di clandestini, fra i quali c'è una giovane famiglia con un ragazzino terrorizzato. Per il pensionando vicequestore che supervisiona l'operazione è l'occasione per ricordare quando durante la sua infanzia anche lui affrontò un viaggio della speranza, dal sud al nord. E è l'occasione per commemorare anche un altro "viaggiatore immobile", Emilio Salgari, i cui libri il vicequestore semina in giro ogni volta che vede un ragazzino smarrito. Disegni di Marco Nizzoli, con flashback-fantasia di Giorgio Cavazzano. Bellissima storia "notturna".
L'ultima storia, "Una gita scolastica", si concede di citare finalmente i grandi eroi del Risorgimento, in una chiave però decisamente originale. I disegni di Mastantuono e Cavazzano completano l'opera. Una comitiva di studentelli è in gita a Roma sul Gianicolo dove sono collocate varie statue dedicate ai patrioti italiani. I ragazzi però sono più propensi ad ascoltare un carrozzone di marionettisti che non la loro per niente irascibile professoressa (spoiler: [spoiler]alla fine diventa Godzilla[/spoiler] :rotfl: ). La rappresentazione dei marionettisti, stranamente simili a Garibaldi, Cavour, ecc..., viene interrotta da dei teppisti, che più tardi quella notte però verranno adeguatamente puniti.

Non c'è che da ribadire che è stata una gran bella iniziativa. Ma per queste cose, nelle librerie, proprio non c'è spazio? Cioè, non so se augurarmelo, perché costerebbero certamente di più, come in Francia. Però così rimangono ingiustamente relegate alle piccole nicchie da edicola (anzi nemmeno... non sono l'unico che s'è lamentato che 'sti volumi in edicola non si trovavano, se non ordinandoli. E anche ordinarli non è stato facile, visto che quando i volumi sono finalmente arrivati eravamo già al numero 7, e li ho dovuti pagare tutti assieme 70 euro...)

Re: Il Giornalino: Sulle rotte dell'immaginario

Inviato: venerdì 18 febbraio 2011, 15:42
da Francesco
L'idea (alla quale si sta lavorando) è quella di far approdare i due volumi a un'edizione da libreria conclusiva. Per il momento i volumi viaggeranno con la mostra degli originali (a Lucca fino a fine aprile e poi a Milano, Mantova, Genova, Napoli e altre città che ora non ricordo).