Topolino # 2885
Terzo "
Topolino" di fila acquistato. Non succedeva dal gennaio 2010, in occasione della storia in 3 parti di Faraci. E non si supera il record, dato che la prossima settimana ciccia visto che promette pure male dal next sul sito.
C'è da dire invece di questo numero che è sensibilmente migliore del precedente, e anche se non ci voleva molto è sicuramente un sollievo dopo la depressione della scorsa settimana.
Dinamite Bla e il Maiale da Concorso (Vitaliano/D'Ippolito) fornisce un inizio a dir poco scoppiettante all'albo in questione. La storia in sè e per sè, per quello che racconta, non è effettivamente niente di trascendentale: Dinamite vuole iscrivere il suo maiale ad un concorso ma questi è troppo grasso, nel contempo Paperino e Paperoga devono convincere il montanaro ad acconsetire al passaggio della maratona paperopolese attorno a casa sua. Quello che peròp dà valore alla storia è il come questa viene presentata al pubblico, insomme le vitalianate sempre azzeccate. Partendo dal protagonista, che indubbiamente si trova a suo agio nelle mani di Fausto e che conosce una seconda giovinezza dopo le celeberrime avventure made in Brasil degli scorsi decenni, un Dinamite Bla irresistibile e macchiettistico quanto basta a renderlo perfetto. Ma il maiale Cataldo stesso, vero co-protagonista della storia, dà forse un ulteriore valore aggiunto all'avventura grazie ai suoi atteggiamenti. Aggiungeteci un Paperino e un Paperoga perfettamente "in parte", il fucile caricato a sale, un paio di battute salaci e "l'orrenda bruttura"

e otterrete una storia divertentissima che intrattiene egregiamente.
E se tutto questo non bastasse, inoltre, ecco i disegni di un Francesco D'Ippolito ispiratissimo che regala tavole molto cinetiche, caratterizzate da un tratto moderno, guizzante e armonioso che fa sorridere gli occhi del lettore. D'Ippolito si conferma come uno degli artisti di ultima generazione più accattivanti e piacevoli grazie al suo disegno che non ha paura di osare.
Pippo Reporter - Dieci Piccoli Caimani (Radice/Turconi) è la seconda storia del numero, e... posso dirlo? Posso dirlo? E' forse la migliore di tutte quelle finora pubblicate di questo fortunato ciclo di storie ad opera dei BigTurks, a mio modesto parere se la batte con quella su Chaplin e con quella di due settimane fa. E se uno ci riflette si rende quindi conto che col passare del tempo la qualità già alta degli inizi continua a salire invece di scemare

Dopo l'omaggio al volo e a Lindbergh stavolta si esplora un genere letterario particolare, il giallo, e lo si fa ispirandosi profondamente a un classico assoluto, quel
Dieci Piccoli Indiani di Agatha Christie che è probabilmente il mio giallo preferito.
La sfida non era da poco, anzi, ma Teresa Radice sa gestirla in modo eccellente. Riunisce nella stessa villa su un'isola Pippo, Minni, Blackspot e altri personaggi creati per l'occasione e li mette di fronte a un misterioso individuo che decide di farli sparire uno a uno seguendo una classica filastrocca per bambini. L'autrice ricalca fedelmente la trama del romanzo originario, e i cammei che inserisce tra i vari personaggi presenti (irresitibile il nipote di Darwin e geniale Fred Merry, evidente parodia del tennista Fred Perry... e poi ovviamente l'intelligentissimo inserimento di [spoiler]zia Agatha in persona[/spoiler]) sono deliziosi e molto ben caratterizzati nonostante il poco spazio.
Il colpo di genio di questo bellissimo omaggio si trova però alla fine, nella risoluzione, che guarda caso vede Pippo al centro della scena quando per gran parte della storia era rimasto leggermente defilato. L'effetto che ne risulta è ottimo e perfettamente credibile, e ancora una volta è il Pippo classico e cortometraggioso che ci regala la Radice.
Inoltre dalla storia saltano all'occhio due bei dettagli: il nome "And Then There Were None" per la barchetta che porta i personaggi all'isola e il fatto che tra le carte che spuntano dal diario di Minni ci sia un biglietto per
The Kid, come a sottolineare la continuity discreta ma presente della serie.
Dal lato visivo, poi, la goduria rimane ancora alta: Stefano Turconi regala panorami d'effetto, e si sbizzarrisce in modo delizioso nel dare un aspetto al già citato Fred Merry o al traghettatore Ned. Il tratto di Turconi è limpido e armonioso, e la gestione della tavola e delle vignette è sempre nuova e usata in modo intelligente rispetto all'azione descritta.
Un episodio ottimo, insomma, senza sbavature, scritto magistralmente e disegnato in modo eccelso.
Il resto del numero si compone di alti e bassi. Mi dà fastidio vedere Roberto Gagnor nelle brevissime, anche se di una serie da lui ideata e che tutto sommato porta avanti un discorso, ma
A Scuola di Polizia con l'Ispettore Manetta - Security (Gagnor/Uggetti) è anche peggiore dello scorso episodio: questo è una trafila di gag nemmeno troppo brillanti con Manetta stupidone perchè sì, e la rabbia è data dal fatto che Roberto ha fatto cose ottime in passato ed è un bravissimo sceneggiatore. Ma in queste brevi(ssime) proprio non mi prende. I disegni della Uggetti sono un po' meglio di quelli di Asteriti, ma ancora non ci siamo: questa serie avrebbe bisogno di disegnatori di altro tipo, non di quelli anni '70-'80 con un tratto classico. Sigh.
Va meglio con le altre due storie, molto buone entrambe.
Paperino e l'Avventura Insicura (Sisti/Soldati) è una storia estremamente intelligente: infatti da una parte sensibilizza i lettori giovani e meno giovani verso il problema della sicurezza sul lavoro. E fa piacere vedere che dopo anni di storie didattiche su tutti gli sport possibili e immaginabili o verso l'ambiente si cerchi di toccare altri temi d'attualità e scottanti. Dall'altra parte si approfitta di questo tema serio di cui parlare per porre l'attenzione su un aspetto mai considerato nelle varie avventure dei Paperi: Paperino negli anni ha partecipato a un sacco di avventure rischiosissime insieme allo zio Paperone, in giro per il mondo in cerca di tesori o a caccia dei Bassotti o altro. Ma nella realtà un datore di lavoro che espone un dipendente a tali rischi dovrebbe essere legalmente perseguito. La storia riflette su questo spunto. Un'ottima prova, ripeto estremamente intelligente perchè coglie l'occasione per riflettere su un aspetto tipico del fumetto Disney e mantiene fede ai suoi impegni didattici. I disegni di Soldati sono onesti, ma niente più.
Con meno pretese ma pur sempre godibile è
Zio Paperone e la Mitica Numero Zero (Palmas/Amendola), che dal titolo può sembrare l'ennesima variante fintamente alternativa di una storia con Amelia e invece è tutt'altro. E' una storia simpatica, molto carina, con un punto di partenza originale e sfruttato benissimo nello svolgimento. Inoltre è divertentissima, specie in una sequenza di gag memorabile ("Stiamo cercando la metropolitana"

), e con un finale decisamente insolito. Per spiegarmi, questa storia è 10 volte più bella della ciminiana che chiudeva lo scorso numero. Inoltre presenta una citazione simpatica ed evidente a Romano Scarpa (pag.142)
Specie se confrontato col suo predecessore, questo "
Topo" è ottimo davvero: l'ironia di Vitaliano e del suo Dinamite, la raffinatezza di Pippo Reporter, l'intelligenza della storia di Sisti e una storia per niente banale e divertente come l'ultima ci consegnano un giornale di cui non vergognarsi. E tanto mi basta.