Star Comics: Valter Buio
Inviato: lunedì 27 dicembre 2010, 16:54
Non volevo aprire questi thread sulle miniserie Star Comics... tanto agli IMS non li vota nessuno, vincono sempre Casty e Faraci, non c'è gara. Però, cacchio, vedo che Bramo ha già aperto i thread di Pinkerton e Cornelio, e ricacchio, non posso rimanere in silenzio! E quindi cominci la lotta!

Blog del copertinista Paolo Martinelli
E' da qualche mese che negli ambienti fumettiferi italiani serpeggia il nome di Valter Buio. Tutti ne parlano, tutti lo elogiano, eppure non è ancora "esploso" il fenomeno. A Lucca Eddy mi insinua il tarlo, e lo stand Star Comics pure ci mette del suo mostrandomi le splendide copertine dell'ultimo numero uscito (il #9, che ancora non potevo sapere quanto fosse importante!). Ma non ci sono gli arretrati, e io se non inizio dall'inizio non inizio. Quindi non lo compro, e prendo invece San Michele che è appena iniziato e che è del nostro amico (?) Celoni.
Tornato a casa però il tarlo mi rimane... passa qualche mese, e mi decido ad acquistare un po' di arretrati su eBay, i primi sei numeri. Quando finalmente arrivano (la settimana scorsa) me li bevo tutti e sei in un pomeriggio, e decreto di aver trovato il mio nuovo fumetto preferito e mi domando come il resto del mondo possa riuscire a farne a meno.
Valter Buio è miniserie in 12 episodoi creata dallo sceneggiatore Alessandro Bilotta per i tipi della Star Comics. E' ambientata a Roma, ai giorni nostri, e tratta del giovane psichiatra Valter Buio che ha scoperto di avere la particolarità di riuscire a parlare con i morti. Non tutti i morti, ma quelli che non hanno ancora abbandonato la nostra realtà e la infestano in forma ectoplasmatica. Buio scopre che il motivo per cui questi fantasmi non riescono a lasciare questo mondo è che hanno qualcosa di irrisolto che ancora non capiscono, e per questo li chiama "inconsci", e lui, in quanto psichiatra, con apposite sedute di psicoterapia cerca di liberarli da questi problemi irrisolti e far si che possano finalmente abbandonare questo mondo.
Una serie che vorrei continuasse all'infinito, ma si sa che poi la lunga serialità arriva al punto di stufare e fa la fine di un certo Dylan Dog... Quindi meglio così, miniserie autoconclusiva, con spazio per qualche speciale, magari per una seconda stagione, e robe di questo tipo, non impegnative. Il personaggio di Valter Buio è riuscitissimo: non è un eroe, ma non è nemmeno depresso. Certo si butta un po' giù per qualche numero quando un fantasma gli rivela il futuro, ma la curiosità lo tiene attivo e pimpante. A sostenerlo altri due personaggi solari e adorabili: il vecchio conte Balestra, nobile decaduto, casanova e sfacciato, e la segretaria Cecilia, ancor più giovane del Buio e profondamente innamorata di lui, non (ancora) corrisposta. Importante in questa serie l'ambientazione: la città di Roma è ben presente a ogni tavola, non solo come sfondo ma come parte attiva nello svolgimento della storia, con il Tevere, i ponti, i locali, i quartieri in cui i personaggi rimbalzano senza sosta. Lo studio di Valter Buio è un barcone sul fiume, quindi non c'è scampo, Roma ha sempre da dire la sua, e i personaggi non possono non confrontarcisi, in ogni istante.
In questo contesto tutto sembra orchestrato per Valter Buio, come se fosse l'uomo più importante del mondo, o almeno della città. Perfetta metafora di questa sensazione è l'episodio #5, il "tutto in una notte" di Valter Buio, che vagando per Roma incontra pezzi della sua casa e dei suoi ricordi sparsi per strada, a ogni angolo della città, in un clima surreale che avrà poi una razionalissima (e inevitabilmente forzata) spiegazione.
Non c'è, per ora (io sono arrivato al #6) una vera continuity, una storia generale che leghi i singoli casi autoconclusivi. Eppure i singoli casi servono a definire il personaggio di Valter Buio, che non è che abbia chissà quali scheletri nell'armadio o cliffhanger da mozzare il fiato. L'attesa per il numero successivo, almeno per me, è dettata solo dalla curiosità di conoscere di più questa bella persona che è Valter Buio, la cui attitudine alla vita e ai bizzarri incontri che fa è interessante conoscere. Per una serie a lunga scadenza, sarebbe il personaggio ideale. Ma appunto corre il rischio di rovinarsi, oltre un certo punto, quindi alla fine è meglio che sia a breve termine.
A dicembre è uscito il #10, quindi ci avviamo alla conclusione. L'ho recuperato per un pelo!

Blog del copertinista Paolo Martinelli
E' da qualche mese che negli ambienti fumettiferi italiani serpeggia il nome di Valter Buio. Tutti ne parlano, tutti lo elogiano, eppure non è ancora "esploso" il fenomeno. A Lucca Eddy mi insinua il tarlo, e lo stand Star Comics pure ci mette del suo mostrandomi le splendide copertine dell'ultimo numero uscito (il #9, che ancora non potevo sapere quanto fosse importante!). Ma non ci sono gli arretrati, e io se non inizio dall'inizio non inizio. Quindi non lo compro, e prendo invece San Michele che è appena iniziato e che è del nostro amico (?) Celoni.
Tornato a casa però il tarlo mi rimane... passa qualche mese, e mi decido ad acquistare un po' di arretrati su eBay, i primi sei numeri. Quando finalmente arrivano (la settimana scorsa) me li bevo tutti e sei in un pomeriggio, e decreto di aver trovato il mio nuovo fumetto preferito e mi domando come il resto del mondo possa riuscire a farne a meno.
Valter Buio è miniserie in 12 episodoi creata dallo sceneggiatore Alessandro Bilotta per i tipi della Star Comics. E' ambientata a Roma, ai giorni nostri, e tratta del giovane psichiatra Valter Buio che ha scoperto di avere la particolarità di riuscire a parlare con i morti. Non tutti i morti, ma quelli che non hanno ancora abbandonato la nostra realtà e la infestano in forma ectoplasmatica. Buio scopre che il motivo per cui questi fantasmi non riescono a lasciare questo mondo è che hanno qualcosa di irrisolto che ancora non capiscono, e per questo li chiama "inconsci", e lui, in quanto psichiatra, con apposite sedute di psicoterapia cerca di liberarli da questi problemi irrisolti e far si che possano finalmente abbandonare questo mondo.
Una serie che vorrei continuasse all'infinito, ma si sa che poi la lunga serialità arriva al punto di stufare e fa la fine di un certo Dylan Dog... Quindi meglio così, miniserie autoconclusiva, con spazio per qualche speciale, magari per una seconda stagione, e robe di questo tipo, non impegnative. Il personaggio di Valter Buio è riuscitissimo: non è un eroe, ma non è nemmeno depresso. Certo si butta un po' giù per qualche numero quando un fantasma gli rivela il futuro, ma la curiosità lo tiene attivo e pimpante. A sostenerlo altri due personaggi solari e adorabili: il vecchio conte Balestra, nobile decaduto, casanova e sfacciato, e la segretaria Cecilia, ancor più giovane del Buio e profondamente innamorata di lui, non (ancora) corrisposta. Importante in questa serie l'ambientazione: la città di Roma è ben presente a ogni tavola, non solo come sfondo ma come parte attiva nello svolgimento della storia, con il Tevere, i ponti, i locali, i quartieri in cui i personaggi rimbalzano senza sosta. Lo studio di Valter Buio è un barcone sul fiume, quindi non c'è scampo, Roma ha sempre da dire la sua, e i personaggi non possono non confrontarcisi, in ogni istante.
In questo contesto tutto sembra orchestrato per Valter Buio, come se fosse l'uomo più importante del mondo, o almeno della città. Perfetta metafora di questa sensazione è l'episodio #5, il "tutto in una notte" di Valter Buio, che vagando per Roma incontra pezzi della sua casa e dei suoi ricordi sparsi per strada, a ogni angolo della città, in un clima surreale che avrà poi una razionalissima (e inevitabilmente forzata) spiegazione.
Non c'è, per ora (io sono arrivato al #6) una vera continuity, una storia generale che leghi i singoli casi autoconclusivi. Eppure i singoli casi servono a definire il personaggio di Valter Buio, che non è che abbia chissà quali scheletri nell'armadio o cliffhanger da mozzare il fiato. L'attesa per il numero successivo, almeno per me, è dettata solo dalla curiosità di conoscere di più questa bella persona che è Valter Buio, la cui attitudine alla vita e ai bizzarri incontri che fa è interessante conoscere. Per una serie a lunga scadenza, sarebbe il personaggio ideale. Ma appunto corre il rischio di rovinarsi, oltre un certo punto, quindi alla fine è meglio che sia a breve termine.
A dicembre è uscito il #10, quindi ci avviamo alla conclusione. L'ho recuperato per un pelo!



