
Questo quarto film di Trilli è anche il primo a rompere leggermente i ponti col passato. Il progetto iniziale di quattro film, usciti al ritmo di uno all'anno e basati sulle stagioni, è ormai un ricordo lontano da quando nel 2011 la tradizione è stata alterata dall'uscita del mediometraggio
I Giochi della Radura Incantata, anziché del lungometraggio invernale
Tinker Bell and the Mysterious Winter Woods. Adesso sono cambiate molte cose, sappiamo ad esempio che la serie di Trilli continuerà ancora a lungo con molti altri film, inoltre...i film non saranno più necessariamente intitolati a lei, come accadeva sia nel mediometraggio che qui.
Tinker Bell and the Mysterious Winter Woods è stato infatti rielaborato in
Secret of the Wings (anche se Trilli rimane nel titolo italiano), inoltre sono stati apportati diversi altri cambiamenti. Di base non ci sarebbe nessun problema...se non fosse che questi cambiamenti vanno ad apportare pesanti modifiche alla mitologia delle fatine, contraddicendo i film precedenti, e mandando leggermente in vacca l'opera minuziosa di costruzione di un mondo fatato coerente che era stata portata avanti fino a qui. Il presupposto su cui poggia il film è infatti che le fatine della sezione invernale debbano, per limiti fisici, rimanere separate dalle altre, e che sia proprio questa forzata divisione a muovere Trilli per trovare un'ingegnosa soluzione. La cosa è in aperta contraddizione con molte cose viste finora, come ad esempio la presenza di una fata invernale alla nascita di Trilli o il fatto che questo problema non sia mai emerso durante gli spostamenti dei primi film. Senza contare la sostituzione di un personaggio come la ministra dell'inverno con un nuovo personaggio, perlomeno chiamato Lord, la cui backstory si rivelerà molto importante e azzeccata ai fini della trama. Metterci delle toppe è molto molto difficile e dispiace un po' che per fare il bene del film singolo si sia andati a scapito del progetto complessivo, quando si poteva pianificare il tutto molto meglio.
Ma al di là di questo il film è, come sempre, assolutamente delizioso. Sono lontani i tempi in cui i Disneytoon Studios (che a proposito, hanno cambiato marchio, togliendo Topolino!) applicavano la propria firma a prodotti assolutamente mediocri, questo film è, alla pari degli altri, un prodotto molto curato, tanto da spingere la Disney a dargli un'uscita cinematografica in alcuni paesi e precandidarlo agli Oscar. Certo, il target si vede che è ancora più infantile rispetto ai prodotti WDAS e Pixar, però il tutto viene mitigato da quel sense of wonder puramente fiabesco, che è sempre stata la carta vincente del brand. Aggiungiamo poi gli scenari nevosi e ghiacciati, che aumentano non poco la resa generale e quel che si ottiene è uno dei migliori titoli della serie.
Il nuovo personaggio su cui tutto ruota, [spoiler]la sorella di Trilli[/spoiler], Pervinca, poi è assolutamente delizioso e lo stesso vale per il microcosmo di fatine invernali che la accompagnano, e l'idea risolutiva [spoiler]della brina, vista come coperta[/spoiler], è davvero una raffinatezza.
La colonna sonora è come sempre piena di motivetti in stile celtico, ma contiene anche due canzoni, di impatto sicuramente minore rispetto a certe ascoltate in passato, ma di sicuro superiori alla canzone scadente presente nel mediometraggio dello scorso anno:
We'll Be There è la consueta opening in cui assistiamo alla solita carrellata naturalistica sulle fatine intente alle loro faccende, mentre
The Great Divide è la consueta "canzone della crescita" in cui vediamo evolvere il rapporto tra Trilli e Pervinca tramite montaggio, e che avrà poi anche un reprise finale. Entrambe non memorabilissime, ma carine quel tanto che basta, e dalle sonorità non totalmente pop, così da non stonare troppo nell'atmosfera generale.
E' triste che questo film in originale abbia avuto più edizioni, tra cui una stereoscopica (cosa mai avvenuta per un direct to video) mentre qui in Italia abbia avuto un'uscita alquanto scalcinata, col Blu-Ray distribuito in differita rispetto al dvd, e una sola edizione, dotata tralaltro della cover secondaria, differente da quella con cui il film è stato pubblicizzato. Le voci di Luca e Paolo a partire da questo film non ci sono più, non che fossero fondamentali, ma fanno ben capire una certa inversione di tendenza. E non parliamo della scandalosa assenza del mediometraggio dell'anno scorso, annunciato nella fascetta ma assente all'interno del disco, cosa che sarebbe da far presente all'associazione consumatori, in quanto esempio di pubblicità ingannevole. Insomma, questo nuovo Trilli pur entrando a testa alta nel novero dei più bei film della serie, lo fa con un retrogusto un po' amaro: tra rielaborazioni della mitologia, continue variazioni della scaletta produttiva, scelte editoriali che mutano a seconda del periodo d'uscita, è impossibile non notare nel progetto complessivo un velo di sciatteria, che di sicuro ruba qualcosa all'aura di evento che accompagnava le prime uscite.