[Warner Bros/HP #7-8] Harry Potter e i Doni della Morte
Inviato: domenica 21 novembre 2010, 22:48
Harry Potter e i Doni della Morte - Parte 1 [DA QUI]
(Harry Potter and the Deathly Hallows - Part 1, durata 146 min. - USA, Gran Bretagna - 2010)

Trailer
Il romanzo conclusivo della saga letteraria di Harry Potter viene ritenuto tanto delicato ai fini della trama complessiva da necessitare di essere diviso in due film di due ore e mezza circa ciascuno perchè tutti i nodi vengano al pettine. Certo vien da chiedersi come mai non ci si sia quasi mai posti prima il problema della continuity, sfornando per gli episodi precedenti adattamenti spesso pensati stand-alone e tralasciando aspetti a volte importanti.
Ovviamente la prospettiva da parte della Warner Bros di raddoppiare gli incassi per il gran finale di uno dei brand di maggior successo della casa di produzione non dev'essere stata secondaria in questa scelta, fatto sta che il mio animo ottimista e puro guardava con moltissima fiducia a questa scelta, sperando che fosse davvero un modo per sfornare un buon adattamento cinematografico, mi verrebbe da dire finalmente dato che lo scorso Principe Mezzosangue mi era risultato mediocre, raffazzonato e per quanto alla fin fine gradevole smascherato del cuore del romanzo.
E mi trovo qui a dire che il mio animo ottimista aveva ragione! Infatti reputo questo uno dei migliori adattamenti di Harry Potter, a caldo direi secondo solo alla Camera dei Segreti.
Il film (che vede ancora Steve Kloves alla sceneggiatura - come tutti i film a parte il quinto - e David Yates alla regia - come nei precedenti due film) risulta molto fedele al libro, sa dosare bene umorismo - molto poco presente - all'azione e soprattutto all'introspezione. Ne viene fuori un film eccellente, meraviglioso sotto l'aspetto visivo, sotto quello narrativo e sotto quello emozionale, dato che comunica in più punti vera empatia con le vicende e lo stato d'animo dei personaggi.
Trovo che il cambio di setting, che non vede più i corridoi di Hogwarts come sfondo delle vicende ma ampi spazi e panorami per un'avventura on the road, abbia giovato in questo senso allo slegarsi da atmosfere troppo inutilmente ridanciane o che si perdevano in clichè adolescenziali, favorendo una trama più fantasy e adulta a livello di atmosfera e narrazione.
L'inizio è quello che mi ha convinto leggermente meno: a parte la scena crudele e terribile di [spoiler]Hermione che cancella la memoria ai suoi genitori[/spoiler], e il visivamente esaltante spezzone della fuga di Harry da casa sua con lo [spoiler]stratagemma dei 7 Potter[/spoiler] (che mi sono piaciute davvero tanto), il non mostrare [spoiler]l'addio di Harry ai Dursley[/spoiler] e l'aver reso in modo forse un po' confuso il [spoiler]matrimonio[/spoiler] mi sono sembrate parti non abbastanza indagate. Se la seconda alla fine è una sottotrama, la prima scena era invece qualcosa che mi aspettavo.
Ma sono piccolezze, anche perchè poi si ingrana: Harry, Ron ed Hermione non hanno più scaramucce con le Case rivali, non sono inguaiati nelle beghe scolastiche, o con dei misterini. E non hanno l'appoggio di adulti. Sono finalmente da soli, in una missione molto più grande di loro ma che solo loro possono compiere. Il peso enorme dell'eredità di Silente, sia spirituale che materiale, si fa sentire in modo incisivo nel film, così come il regime che Voldemort instaura viene rappresentato efficacemente, ricordando il nazismo in più punti.
E Voldemort, che per la prima volta vediamo agire così tanto, viene reso splendidamente: glaciale, temibile, deciso. Perfetto. A proposito di recitazione ho notato miglioramenti in Radcliffe, confermo la bravura della Watson e di Rupert Grint. Tra i personaggi nuovi mi pare particolarmente ben fatto il papà di Luna.
Come dicevo, il bello della storia on the road è che può alternare momenti di riflessione con quelli d'azione. E così possiamo gustarci forse per la prima volta nei film un Harry combattuto, perso, spaventato, e solo nonostate i due amici. Scene che risultano deliziosamente lente e danno un tono al film. Se ne approfitta per tratteggiare in modo molto credibile il rapporto dei 3 giovani in questa situazione, come era nel romanzo della Rowling.
Le scene d'azione sono realizzate molto bene, sopra a tutte quella al Ministero.
Menzione d'onore spetta poi al modo in cui si è scelto di raccontarci la fiaba dei Tre Fratelli: sottoforma di animazione. Deliziosi disegni animati ci mostrano quello che successe ai tre che osarono sfidare la Morte, in uno stile esteticamente molto particolare e affascinante che mi è molto piaciuto.
Infine cito - perchè mi ha colpito favorevolmente in più punti - la colonna sonora di Alexandre Desplat.
Il film termina tristemente e cupamente: tra la [spoiler]morte di Dobby[/spoiler] e [spoiler]Voldemort che si impossessa della bacchetta di Sambuco[/spoiler] siamo arrivati a un momento cruciale per quest'ultima avventura di Harry, il punto più critico della saga, che sul grande schermo giungerà a conclusione il prossimo luglio.
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Harry Potter e i Doni della Morte - Parte 2 [DA QUI]
(Harry Potter and the Deathly Hallows - Part 2, durata 130 min. - USA, Gran Bretagna - 2011)

(Harry Potter and the Deathly Hallows - Part 1, durata 146 min. - USA, Gran Bretagna - 2010)

Trailer
Il romanzo conclusivo della saga letteraria di Harry Potter viene ritenuto tanto delicato ai fini della trama complessiva da necessitare di essere diviso in due film di due ore e mezza circa ciascuno perchè tutti i nodi vengano al pettine. Certo vien da chiedersi come mai non ci si sia quasi mai posti prima il problema della continuity, sfornando per gli episodi precedenti adattamenti spesso pensati stand-alone e tralasciando aspetti a volte importanti.
Ovviamente la prospettiva da parte della Warner Bros di raddoppiare gli incassi per il gran finale di uno dei brand di maggior successo della casa di produzione non dev'essere stata secondaria in questa scelta, fatto sta che il mio animo ottimista e puro guardava con moltissima fiducia a questa scelta, sperando che fosse davvero un modo per sfornare un buon adattamento cinematografico, mi verrebbe da dire finalmente dato che lo scorso Principe Mezzosangue mi era risultato mediocre, raffazzonato e per quanto alla fin fine gradevole smascherato del cuore del romanzo.
E mi trovo qui a dire che il mio animo ottimista aveva ragione! Infatti reputo questo uno dei migliori adattamenti di Harry Potter, a caldo direi secondo solo alla Camera dei Segreti.
Il film (che vede ancora Steve Kloves alla sceneggiatura - come tutti i film a parte il quinto - e David Yates alla regia - come nei precedenti due film) risulta molto fedele al libro, sa dosare bene umorismo - molto poco presente - all'azione e soprattutto all'introspezione. Ne viene fuori un film eccellente, meraviglioso sotto l'aspetto visivo, sotto quello narrativo e sotto quello emozionale, dato che comunica in più punti vera empatia con le vicende e lo stato d'animo dei personaggi.
Trovo che il cambio di setting, che non vede più i corridoi di Hogwarts come sfondo delle vicende ma ampi spazi e panorami per un'avventura on the road, abbia giovato in questo senso allo slegarsi da atmosfere troppo inutilmente ridanciane o che si perdevano in clichè adolescenziali, favorendo una trama più fantasy e adulta a livello di atmosfera e narrazione.
L'inizio è quello che mi ha convinto leggermente meno: a parte la scena crudele e terribile di [spoiler]Hermione che cancella la memoria ai suoi genitori[/spoiler], e il visivamente esaltante spezzone della fuga di Harry da casa sua con lo [spoiler]stratagemma dei 7 Potter[/spoiler] (che mi sono piaciute davvero tanto), il non mostrare [spoiler]l'addio di Harry ai Dursley[/spoiler] e l'aver reso in modo forse un po' confuso il [spoiler]matrimonio[/spoiler] mi sono sembrate parti non abbastanza indagate. Se la seconda alla fine è una sottotrama, la prima scena era invece qualcosa che mi aspettavo.
Ma sono piccolezze, anche perchè poi si ingrana: Harry, Ron ed Hermione non hanno più scaramucce con le Case rivali, non sono inguaiati nelle beghe scolastiche, o con dei misterini. E non hanno l'appoggio di adulti. Sono finalmente da soli, in una missione molto più grande di loro ma che solo loro possono compiere. Il peso enorme dell'eredità di Silente, sia spirituale che materiale, si fa sentire in modo incisivo nel film, così come il regime che Voldemort instaura viene rappresentato efficacemente, ricordando il nazismo in più punti.
E Voldemort, che per la prima volta vediamo agire così tanto, viene reso splendidamente: glaciale, temibile, deciso. Perfetto. A proposito di recitazione ho notato miglioramenti in Radcliffe, confermo la bravura della Watson e di Rupert Grint. Tra i personaggi nuovi mi pare particolarmente ben fatto il papà di Luna.
Come dicevo, il bello della storia on the road è che può alternare momenti di riflessione con quelli d'azione. E così possiamo gustarci forse per la prima volta nei film un Harry combattuto, perso, spaventato, e solo nonostate i due amici. Scene che risultano deliziosamente lente e danno un tono al film. Se ne approfitta per tratteggiare in modo molto credibile il rapporto dei 3 giovani in questa situazione, come era nel romanzo della Rowling.
Le scene d'azione sono realizzate molto bene, sopra a tutte quella al Ministero.
Menzione d'onore spetta poi al modo in cui si è scelto di raccontarci la fiaba dei Tre Fratelli: sottoforma di animazione. Deliziosi disegni animati ci mostrano quello che successe ai tre che osarono sfidare la Morte, in uno stile esteticamente molto particolare e affascinante che mi è molto piaciuto.
Infine cito - perchè mi ha colpito favorevolmente in più punti - la colonna sonora di Alexandre Desplat.
Il film termina tristemente e cupamente: tra la [spoiler]morte di Dobby[/spoiler] e [spoiler]Voldemort che si impossessa della bacchetta di Sambuco[/spoiler] siamo arrivati a un momento cruciale per quest'ultima avventura di Harry, il punto più critico della saga, che sul grande schermo giungerà a conclusione il prossimo luglio.
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Harry Potter e i Doni della Morte - Parte 2 [DA QUI]
(Harry Potter and the Deathly Hallows - Part 2, durata 130 min. - USA, Gran Bretagna - 2011)


