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[Marvel] "La Torre Nera" di Stephen King

Inviato: domenica 05 settembre 2010, 22:32
da Bramo
La Nascita del Pistolero (The Gunslinger Born)

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Nel 2007 Stephen King, il celeberrimo scrittore americano autore di moltissimi romanzi di successo, raggiunge un accordo con la Marvel per realizzare una saga a fumetti ispirata alla sua opera più massiccia e complessa, definita da molti critici e fan la magnus opum dell'autore del Maine. Sto parlando della saga, composta da 7 romanzi, de La Torre Nera.
Con grande entusiasmo da parte di Joe Quesada e dello staff che lavorerà al progetto, pian piano si delineano le caratteristiche di questo lavoro: non sarà la riduzione a fumetti dei libri scritti da King, ma bensì una sequenza di miniserie che racconteranno gli anni della giovinezza di Roland Deschain, il pistolero protagonista de La Torre Nera, prima di quello che succederà a partire dal primo libro della saga letteraria.
Responsabile della trama e della consulenza in generale sulla saga è Robin Furth, assistente storica di King e autrice del libro The Dark Tower: A Concordance, una specie di guida ufficiale alla saga; insomma, una delle massime conoscitrici della storia.
Alla sceneggiatura e stesura dei dialoghi abbiamo Peter David, celebre sceneggiatore di fumetti USA, autore di storie dell'Uomo Ragno, degli X-Men e per tanti anni di un bellissimo ciclo di storie di Hulk.
Ai disegni abbiamo Jae Lee, un mostro di bravura che ha tratteggiato tavole fantastiche, ma ne parlo meglio dopo; ha vinto l'Eisner Award per il fumetto (sempre Marvel) Inhumans e ha disegnato molto per Spider-Man, Hulk e molto altro Marvel. Ai colori c'è Richard Isanove.
A supervisionare tutto quanto il processo di creazione del fumetto, con occhio attento (o così dicono) c'è lui in persona, Stephen King.
Insomma, un pantheon di artisti di tutto rispetto si è adoperato per questa sorta di prequel a fumetti alla saga horror-fantasy del Re, un progetto che in teoria dovrebbe spalmarsi su 6 miniserie totali e che a quanto pare è diventato un titolo vendutissimo in America.
In Italia la serie, come tutto ciò che è Marvel, viene pubblicata da Panini Comics che per la prima miniserie, La Nascita del Pistolero (The Gunslinger Born) ha spalmato i 7 volumi che la compongono su 4 agili brossuratini da edicola. La particolarità è l'accordo che la Panini ha stipulato con l'editrice libraria Sperling & Kupfer - che in Italia detiene i diritti di pubblicazione di tutte le opere di King -, grazie al quale durante l'uscita in edicola degli albetti in libreria uscirà (edito da Sperling, appunto) un libro che raccoglie in un colpo solo tutti i numeri.

Ma, finito il preambolo, cosa succede ne La Nascita del Pistolero? Be', niente che un lettore della saga non conosca già. Infatti, al di là del fatto che questa serie venga sbandierata come contenitore di vicende nuove, almeno in questa prima mini gli eventi raccontati sono quelli che i fan hanno appreso nel primo e soprattutto nel quarto libro de La Torre Nera, dove tramite flashback (nel quarto libro, La Sfera del Buio, il flashback dura per tutto il lungo romanzo) apprendiamo dal racconto di Roland una sua missione di gioventù, raccontata paro paro in questa mini. La cosa non dovrebbe ripetersi nelle prossime miniserie, ma comunque per ora non sono eccessivamente deluso da questa cosa. Era inevitabile, volendo raccontare il passato di Roland, riprendere eventi già narrati in flashback, sia per completezza che per chiarezza verso chi magari legge solo il fumetto. Inoltre mi è piaciuto vedere visualizzato in vignette quello che la mia mente aveva immaginato leggendo il quarto romanzo.
Dopo le prime superbe 4 tavole, che rieccheggiano l'inizio del primo romanzo della serie L'Ultimo Cavaliere in modo meraviglioso con una voce narrante perfetta, in La Nascita del Pistolero vediamo Roland battere il suo istruttore Cort, diventare un pistolero, rimanere invischiato nei piani del perfido e misterioso Marten; vediamo il neo-pistolero partire per Mejis, città lontana dalle Baronie centrali, insieme a due suoi fidati amici che costituiranno il suo primo ka-tet. Vediamo Roland affinare le qualità che ne faranno una leggenda, e vedremo la sua intensa storia d'amore con Susan Delgado. E inizieremo a vedere come personaggi determinanti nel suo destino (pardon, ka) tramavano già allora, come se fosse un predestinato. Il lettore di libri rivede molte di queste cose e ne vede per la prima volta esplicitate altre, e ha il valore aggiunto di vederle visualizzate dai disegni a dir poco meravigliosi di Jae Lee, che vedo per la prima volta all'opera qui e di cui vorrei bearmi a lungo, perchè è un grande, un nome eccellente, un artista con la A maiuscola il cui talento trovo assolutamente indiscutibile. La sua visionarietà gli consente di creare ottime tavole in cui mostrare quel misto di far west ante litteram e fantasy medievaleggiante che costituisce l'ambientazione della saga, inoltre i suoi esseri umani sono tanto realistici e ben fatti quanto le creature più anomale risultano ripugnanti al punto giusto. Le sue cover sono gioiellini, le splash page capolavori. Mi inchino a quest'uomo.
Ma a mio modesto parere, anche un profano della serie può approcciarsi a questo fumetto, parlando in fondo di antefatti alla vicenda senza però spoilerare quel che accadrà; forse non gli sarà tutto chiarissimo, forse dovrà farsi l'abitudine a certi termini tipici di quel mondo, ma non escludo che possa appassionarsi e magari leggere poi i libri, anche se questi rimangono estremamente superiori a queste versioni.

Oltre ai fumetti gli albi Panini offrono interessantissimi dietro le quinte, che offrono spunti nuovi anche a chi ha letto i libri: curate sempre da Robin Furth, queste pagine forniscono attraverso leggende fittizie raccontate in prosa squarci informativi sull'origine del mondo in cui vive Roland e di tutti gli altri mondi, e su alcune ere del lontano passato, di antenati di Roland e quant'altro. So di alcuni fan che non ritengono canoniche informazioni come queste, di una certa importanza costitutiva raccontando la vera e propria origine di personaggi ed eventi anche abbastanza importanti nella saga, dal momento che sono scritte non da King ma solo dalla collaboratrice. Io penso che lo scrittore abbia letto e dato il suo consenso anche a questi contenuti speciali, e non si sia limitato a dir di sì a qualunque cosa, quindi ritengo queste storie canoniche dal canto mio.
Mi preme sottolineare che nel primo numero è presente una lettera aperta di Stephen King in cui parla del suo amore per i fumetti in generale e Marvel in particolare, della sua passione per Spider-Man, del suo entusiasmo verso altre forme di narrazione oltre ai libri, e del fatto che è sempre felice di dare il consenso a trasposizioni di sue opere in altri medium (ricordiamo che una grandissima fetta della produzione di King è arrivata al cinema o in TV) indipendentemente dal risultato qualitativo, solo per vedere come viene fuori lontano dalla pagina scritta (l'opposto di Alan Moore, insomma). Mi ha colpito soprattutto la grande fantasia che anche nello scrivere due paginette gli esplode dalla penna, solo lì ha inserito tra l'ironico e il serio fino ad almeno 7 buonissimi spunti per nuove storie!
Per il resto i volumi - molto ricchi dunque, e curati molto bene anche nella veste grafica, davvero eccellente - offrono alcuni sketchbook.

Consiglio a tutti quindi, fan e non della Torre, di leggere questa mini (in volume dovrebbe essere facilmente reperibile), io mi accingo a iniziare la prossima, La Lunga via del Ritorno.

Re: Marvel: "La Torre Nera" di Stephen King

Inviato: giovedì 09 settembre 2010, 23:24
da Bramo
La Lunga Via del Ritorno (The Long Road Home)

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Continuano le avventure del giovane Roland Deschain nei fumetti Marvel che fanno da prequel alle avventure della saga La Torre Nera di Stephen King. Il team creativo è lo stesso della prima miniserie, con King che sovrasta tutti e supervisiona tutto il progetto, la sua assistente e super esperta della Torre Nera Robin Furth che scrive la trama e il soggetto, Peter David che scrive sceneggiatura e dialoghi, l'immenso Jae Lee che si occupa dei disegni e Richard Isanove per i colori.
Questa seconda miniserie riprende esattamente da dove si era interrotto l'ultimo episodio di La Nascita del Pistolero, con Roland che nonostante le vittoria contro i Cacciatori della Bara e i cittadini di Hambry è distrutto per [spoiler]la morte di Susan[/spoiler]. Fragile e facile da colpire, viene attaccato dalla sfera rosa, il Pompelmo di Maerlyn, che trascina la sua anima al suo interno, in un terribile mondo rosato nella mente di Roland, ma terribilmente vero e potenzialmente mortale. La sfera lo porta al cospetto di Marten il Mago, e successivamente addirittura alla corte del terribile, innominabile, spaventoso Re Rosso.
Fuori dalla sfera i compagni di ka-tet di Roland, i suoi amici Alain e Bert hanno il loro bel daffare nello scappare da Hambry e tornare a casa, a Gilead, fronteggiando i cittadini furiosi, lupi mutanti e dovendo trascinarsi il corpo inerte del loro dihn (capo). E una parte inaspettatamente importante l'avrà il buon Sheemie, il ragazzo ritardato che aiutò i tre giovani pistoleri, di cui ci viene rivelato che finendo in un certo posto chiamato Dogan (i fan dei romanzi conoscono bene questi posti) subisce un certo trattamento da parte di un droide. E questo tra l'altro spiega bene una cosa che viene fuori nel settimo libro.
Ma un altro colpo di scena si prepara per il lettore quanto per Roland: viene fuori direttamente dalla chiacchierata che si fa col Re Rosso, e si collega direttamente con uno dei racconti che la Furth scrisse in coda a uno dei quattro albetti contenenti la prima mini. E tutto torna magnificamente. La notizia è per me molto pesante comunque, shockante a dir poco, e pone sotto una nuova luce alcune cose della saga. Senza contare che il delirante discorso del Re spiega un po' meglio quali sono i suoi intenti, o meglio i motivi, sempre legati alle leggende che abbiamo appreso negli scorsi numeri e che si rivelano sempre meno superflui.

La Lunga Via del Ritorno quindi ha come differenza macroscopica rispetto alla prima il non attingere a ciò che ha già scritto King, ma racconta cose nuove, dei "di più" che fanno luce su alcune zone buie della saga, il che è un bene ed è una mossa intelligente. E se a prima vista sembra che nei 5 episodi - raggruppati in 4 albetti dalla Panini e in volume dalla Sperling - non succeda poi moltissimo a livello di avvenimenti, le rivelazioni in realtà non sono poche come ho scritto sopra, e l'idea molto forte che all'interno della sfera Roland incontri il Re Rosso e abbia anche una fugace visione del se stesso del futuro (che noi ben conosciamo dai libri) mi ha fatto apprezzare molto questa seconda miniserie.
Ovviamente buona parte dell'apprezzamento è anche per i disegni di quel mostro di bravura di Jae Lee, come ho scritto per la prima mini un vero talento e in fondo è un peccato che ormai la Marvel lo faccia lavorare solo a questo progetto, perchè è molto valido. Sottolineo, che non l'ho fatto nella recensione a La Nascita del Pistolero, che anche i colori di Richard Isanove hanno una cospicua importanza e un peso non indifferente nell'alta qualità di questo fumetto.

I contenuti speciali abbondano anche stavolta, e sono anche più interessanti di quelli visti in precedenza (seppur, ripeto, la loro importanza è da rivalutare alla luce di queste storie, non sono narrazioni fini a se stesse evidentemente, e la Furth sa il fatto suo). Come leggende stavolta ne abbiamo solo una, in tre parti, che parla di un'epica avventura di Eld e due suoi seguaci a base di Dogan, demoni, robot e quant'altro; e un'altra sui guardiani dei Vettori. Poi abbiamo una generosa dose di schizzi, bozzetti, matite e prove di Jae Lee che mostrano ancora il suo talento, e pure le fasi di preparazione di una copertina. Poi le varie copertine originali e le variant cover, una pratica guida sui vari animali e esseri umani mutanti nel Medio-Mondo, una rassegna sui luoghi e cose importanti nella saga come Le Casse Roi Russe e la North Central Positronics. Ma il piatto forte è rappresentato da un'intervista a Peter David e una a Robin Furth, poi dai commenti a fine miniserie da parte sempre dei due autori e infine dalla trascrizione dell'incontro con Stephen King alla New York Comic Convention del 2007, suddiviso in tre parti, in cui il romanziere del Maine insieme a Quesada e allo staff al'opera sulla serie a fumetti della Torre Nera rispondevano alle domande del pubblico. E' un contributo estremamente interessante, molto più ampio della lettera aperta che avevamo trovato nella prima miniserie: un vero scambio di opnioni sull'attività di King, sulla saga dei 7 libri e su quello che sarà a fumetti, su quello che King pensa sui fumetti in generale (ha occasione di lodare almeno un paio di volte Neil Gaiman, e il fatto che lo faccia in un contesto più informale del solito fa sì che creda di più alla sua frase stampata da Mondadori sulle copertine di tutti i romanzi di Gaiman :P )... inoltre ci sono molti momenti divertenti e ilari, sa atmosfera rilassata, con Quesada e King che scherzano insieme amabilmente e il clima molto sereno. Ripeto, un contributo interessante. E dal quale sembra che in America la serie venda proprio bene.

Bene, la seconda miniserie finisce con il ritorno a Gilead dei nostri, ma dopo l'esperienza nella sfera Roland sembra diverso dal ragazzo di un tempo... come si evolveranno gli eventi?

Next, Tradimento

Re: Marvel: "La Torre Nera" di Stephen King

Inviato: lunedì 13 settembre 2010, 21:39
da Bramo
Tradimento (Treachery)

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La terza miniserie del ciclo a fumetti della Torre Nera è forse il migliore di queste prime vicende prequel ai romanzi di Stephen King. Se la prima mini era molto ben costruita, ma in fondo altro non era se non la trasposione del flashbakc narrato nel quarto libro della saga letteraria, la seconda iniziava un percorso narrativo più autonomo che non mi aveva deluso eccssivamente, l'incontro onirico di Roland con il Re Rosso dentro al Pompelmo di Maerlyn era sicuramente sfiziosa come idea. Eppure è con Tradimento che la saga raggiunge un livello ancora più alto, in cui mostra l'ambizione di spiegare quello che è accaduto prima della prima pagina de L'Ultimo Cavaliere in modo ordinato e coerente, coerente soprattutto secondo le motivazioni di certi atti.
Collegandosi ancora direttamente alla fine della precedente mini, Tradimento parte con la consegna delle pistole dei padri (che sancisce il loro essere pistoleri a tutti gli effetti) a Bert e Alain, come premio per il coraggio dimostrato ad Hambry, cosa che scatenerà le ire di molti altri giovani apprendisti.
Ma Roland è estraneo a tutto ciò: anzi, è praticamente estraneo a tutto questo arco narrativo in realtà, ultimo episodio a parte, rapito com'è dal Pompelmo. Eh già, Roland non ha consegnato al padre la terribile e malvagia sfera, e passa le sue giornate a letto stringedola a sè e continuando a visualizzare mondi rosati, le minacce del Re Rosso e una realtà distorta e malata di cui rischia di cader vittima.
I protagonisti della mini diventano quindi Alain e Cuthbert, che faranno la conoscenza di Aileen, la figlia di Cort. Ma non solo loro in realtà: ormai Farson il Buono, il temibile avventuriero - al soldo del Re Rosso - che sta conquistando sotto il suo sanguinario potere moltissime terre del Medio-Mondo, sta muovendo le sue pedine per l'assalto decisivo, e anche se Roland e il suo ka-tet hanno scompigliato i suoi piani ad Hambry il Buono è deciso a colpire il cuore del Medio-Mondo, Gilead.
Tra trucchi, doppiogiochisti, traditori perdonati che tramano alle spalle di chi ha concesso loro nuova fiducia e amore e intrighi di palazzo si muovono le sei parti che compongono Tradimento (racchiuse in 4 albi Panini), fino a che Roland grazie all'aiuto dei suoi amici si desterà dal torpore maligno del Pompelmo e potrà arrivare a un nuovo livello di comprensione e decisione, importante per il futuro della saga che i fan già conoscono; Roland lo confessa alla giovane e bella Aileen al ballo del castello, la sua risposta ai recenti avvenimenti nella sua vita ([spoiler]la morte di Susan Delgado[/spoiler], il proliferare di Farson, i problemi dei suoi genitori) è trovare un posto, IL posto, dove poterli cancellare.
"La Torre Nera è a risposta".
Assistiamo quindi ai primi momenti in cui Roland sente che il suo destino è trovare la Torre Nera, ganglo di tutti i mondi, gli universi e di tutto il tempo... e iniziamo a capire le motivazioni che lo spingono a tale ricerca, che restano spesso fumose nei 7 romanzi di King. E questo fa tanto bene a queste miniserie, che appaiono così con un certo senso di esistere (anche se non le scrive King in persona) per vivere e comprendere pienamente l'intera saga.
Il finale sarà drammatico, ma già noto ai lettori dei libri perchè appartenente a un secondo flashback finale sempre dal quarto romanzo. E d'ora in poi, nulla sarà più come prima.

Il team creativo resta lo stesso delle prime due miniserie, con Stephen King a supervisionare ogni fase del lavoro, Robin Furth al soggetto, Peter David (che scriverà la graphic novel di Epic Mickey) alla sceneggiatura, Jae Lee ai disegni e Richard Isanove ai colori. Mi pare che la Furth, che ha avuto il suo battesimo fumettistico proprio con la nascita di questo progetto in La Nascita del Pistolero prenda man mano sempre più confidenza con il mezzo, aiutata senz'altro dell'esperienze di Peter David, e migliori raccontando questi anni della giovinezza di Roland, che giustificano pienamente il carattere ombroso e difficile che avrà nei romanzi. Jae Lee si conferma, tanto nelle cover quanto nelle magistrali tavole un Dio del disegno, nulla da eccepire, e i colori di Isanove fanno la differenza sicuramente, un apporto prezioso.
La grafica e la cura editoriale della Panini continuano a soddisfarmi molto, è tutto molto curato e molto consono all'atmosfera che si deve respirare... i redazionali inseriti stavolta spaziano da racconti sull'addestramento di pistoleri e il loro legame coi falchi alla leggenda del culto di Lady Oriza, da leggende sulla Rosa e sui Manni ad approfondimenti sui valeni del Medio-Mondo e sull'usanza di Gilead di festeggiare con gli indovinelli (cosa che già sapevamo dai romanzi). Oltre a ciò tanti interessanti sketchbook, cioè ricche pagine piene di bozzetti, schizzi e matite di Jae Lee da rifarsi gli occhi.

Next, La Caduta di Gilead

Re: Marvel: "La Torre Nera" di Stephen King

Inviato: giovedì 07 ottobre 2010, 21:09
da Bramo
La Caduta di Gilead (Fall of Gilead)

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Il progetto della Furth si arricchisce di un nuovo tassello nel raccontare gli anni della gioventù di Roland Deshain. La miniserie La Caduta di Gilead è in teoria il penultimo pezzo del puzzle che l'assistente di Stephen King sta componendo in modo da creare un passato credibile per il protagonista del ciclo di romanzi "La Torre Nera", partendo ovviamente sempre da quello che King stesso faceva trasparire dei suoi libri.
Insomma, una sorta di Don Rosa dell'opera magna di Stephen King! :P
E come se la cupezza e l'inquietudine non aleggiassero su queste storie in fondo fin dall'inizio, è forse in questo nuovo ciclo che la disgrazia si concretizza definitivamente per Roland e i suoi amici e compari. Per il suo ka-tet. Infatti già dalla fine della scorsa Tradimento ([spoiler]con Roland che ingannato dal Pompelo di Maerlyn uccide sua madre[/spoiler]) si poteva evincere che le cose stavano seriamente peggiorando.
Infatti è ormai chiaro che Farson il Buono, avventuriero spietato e nemico di Gilead, al soldo del terribile Re Rosso, ha infiltrato spie all'interno della baronia stessa, è chiaro che non ci si può più fidare di nessuno.
E questo il dihn Steven Deschain, padre di Roland, lo sa bene. E vede morire avvelenato Cort, sopraffatto dall'astuzia di un trabocchetto, e vede seguirlo nella radura anche l'amico e filosofo di corte Vannay. Pian piano muiono anche il dottore e i padri di Cuthbert e di Alain, e inevitabilmente muore anche Steven stesso. Le spie e i terribili sicuri di Farson sono penetrati fin troppo bene in Gilead, e tessono la loro tela diabolica con precisione.
Ma è qui che scatta la rivalsa di Roland. Praticamente morti tutti gli adulti in grado di agire contro l'invasione, è il pistolero a prendere il comando organizzando Cuthbert, Alain e altri giovani pistoleri per difendere Gilead, grazie all'ultimo aiuto che suo padre è riuscito a dargli: le istruzioni su come usare le antichissime difese della città, costruite dal leggendario fondatore Arthur Eld.
L'ultimo episodio della mini è epico, con il suo continuo spostarsi dal momento dell'attacco delle truppe di Farson a 3 giorni prima di questo tragico evento, coi preparativi di difesa... un uso molto stimolante di regia e di sceneggiatura.
Ma come il titolo della miniserie fa intendere, gli sforzi di Roland e compagni non potranno nulla contro lo sterminato esercito del Buono, e Gilead viene distrutta.
Roland, Bert, Alain, Aileen e Sheemie riescono però a fuggire attraverso un condotto... verso la battaglia che darà il titolo al prossimo ciclo a fumetti, che presumibilmente dovrebbe essere l'ultimo.

Ancora una volta la nuova mini mi piace di più della precedente. Il che è molto buono, direi. Per quanto confermi quanto detto per i precedenti cicli, cioè che mi sono molto piaciuti, non ho mai detto una cosa banale ma doverosa: per quanto mi gasi a leggere il passato di Roland, tutto quello che è successo prima dell'inizio del primo romanzo della Torre Nera, la narrazione della Furth e di David, per quanto bravi siano stati, non eguaglia minimanente il pathos e l'empatia con personaggi e ambienti. King è King, chiaramente.
Eppure quest'ultimo ciclo mi pare faccia passi in avanti in quella direzione, riuscendo ad avvicinarcisi un pochetto di più delle mini scritte prima. Probabilmente per l'argomento, la distruzione della città di Roland per il protagonista è uno degli eventi traumatici che più lo hanno segnato per tutto il resto della sua vita, al pari [spoiler]della morte di Susan Delgado e della madre[/spoiler]. E la particolare angoscia del momento può aver contribuito a rendere la storia più aulica. Fatto sta che ho gradito assai.
Il team creativo subisce una piccola modifica rispetto al passato: a ideare la trama abbiamo ancora Robin Furth, e a tramutare la trama in sceneggiatura e dialoghi c'è ancora Peter David. Ma ai disegni perdiamo quel drago di Jae Lee: le tavole sono disegnate dal colorista delle prime tre mini, cioè Richard Isanove, che quindi qui viene come "promosso" anche ai disegni. Non so bene perchè, forse per altri impegni di Lee, fatto sta che non se la cava per niente male nemmeno ai disegni, così come con i colori, questo Isanove. E' bravo e lo dimostra in più tavole, però... però inevitabilmente contro Jae Lee perde, almeno IMHO.

I contenuti speciali degli albi consistono in molti editoria scritti dalla Furth in cui parla direttamente al lettore e spiega le difficoltà avute nel descrivere il Medio Mondo, quelle nel mettersi nei panni dei nemici di Roland per dargli il suo inferno, le strategie pensate per avvelenare un uomo astuto come Cort e un'interessante analisi della società maschilista che era Gilead (vista come specchio della nostra), in cui le donne non potevano diventare pistolere, e analizza il caso specifico di Aileen.
Altri contributi interessanti sono riflessioni sullo scrivere in continuità con l'universo inventato d King, quello sui vari Roland delle leggende e sulle difese di Gilead. E poi tanti, tanti begli sketchbook.

Next, Il Mago.

Re: Marvel: "La Torre Nera" di Stephen King

Inviato: giovedì 07 ottobre 2010, 21:41
da Bramo
Speciale/one-shot: Il Mago (The Sorcerer)

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Nel giugno del 2009, in America, un mese prima dell'uscita del primo numero della miniserie La Caduta di Gilead, uscì questo speciale, questo one-shot legato alla Torre Nera a fumetti. In Italia la Panini lo ha pubblicato, per qualche strano motivo, nello stesso mese dell'uscita dell'ultimo numero di Fall of Gilead, per poi essere però messo in posizione d'apertura nella ristampa in volume edita dalla Sperling del quarto ciclo di storie. Bah.
Fatto sta che comunque la storia contenuta in questo speciale numero unico è leggibile in modo coerente sia prima che dopo la quarta miniserie, dal momento che si concentra sulla figura di Marten (il mago del titolo, appunto) mostrando alcuni avvenimenti di cui abbiamo letto a cavallo tra Tradimento e La Caduta di Gilead dal punto di vista di Marten stesso.
Marten Broadcloack, Walter O'Dim, Randall Flagg, Colui che Cammina, l'Uomo in Nero... tanti nomi diversi per identificare un unico, affascinante personaggio. Costui infatti non è solo una delle principali nemesi di Roland nell'arco dei 7 romanzi della Torre Nera, e nemmeno è solamente l'infido mago al soldo di Farson in questi fumetti-prequel, ma è il distillato stesso della malvagità secondo il suo creatore, Stephen King. King infatti non fa agire quest'uomo solo nel ciclo horro-fantasy, ma in una delle sue varianti è spesso presente in alti celebri romanzi del Re, come in L'Ombra dello Scorpione o in Gli Occhi del Drago. Grazie alla sua conoscenza dei molti mondi esistenti, può comparire a suo piacimento nei vari scenari di altri romanzi di King scollegati dalla Torre.
Randall Flagg è un personaggio tremandamente affascinante, un villain molto particolare che vuole il potere assoluto ed è un concentrato d'odio. Usa gli altri, e anche quando serve chi è più potente di lui in realtà progetta sempre un modo per farsi servire. E' una mente subdola, contorta, geniale e malvagia come nessun'altra, e in questa breve storia scopriamo qualcosa in più su di lui.
Scopriamo che è figlio di Maerlyn, il mago malvagio che creò le Tredici Sfere. E vediamo come, secondo la Furth, dato che le Sfere malefiche sono come emanazioni di Maerlyn e quindi come figlie, ecco che il Pompelmo potrebbe avere un rapporto di sorellanza con Walter. Vedere il Pompelmo personificato come una specie di Medusa (del mito greco) rosa è un'idea visiva sicuramente interessante, così come i suoi colloqui con Walter in cui si mostra gelosa di lui e del suo rapporto con la madre di Roland. E così scopriamo che [spoiler]non era il piano di Walter quello di ucciderla[/spoiler].
Per il resto la storia ci mostra un dietro le quinte di eventi della terza e della quarta mini, vedendo come Marten ha mosso i fili per generare alcuni avvenimenti che poi abbiamo osservato durante la capillare distruzione di Gilead.

Il progetto di questo one-shot, come detto, genera una storia molto interessante, e che mi è sicuramente piaciuta. E' utile notare che il team creativo cambia leggermente ancora una volta. Ai testi - cioè sia come idea della storia sia come sceneggaitura sia come dialoghi - abbiamo la solita Robin Furth, che quindi per la prima volta se la cava completamente da sola senza l'apporto di Peter David. E' quindi il battesimo della Furth nell'orchestrare tutto quello che concerne i testi della storia, e devo dire che non se la cava male, molto buona l'idea che la voce narrante sia quella di Walter stesso.
Ai disegni si conferma il buon Richard Isanove visto alle matite nella quarta mini, che qui fa un lavoro anche migliore che in La Caduta di Gilead.

In coda all'albo alcuni contenuti speciali: tre paginette in cui la Furth parla della genesi de Il Mago, le difficoltà nello scrivere questo speciale e come le sono venute alcune idee. A seguire le tre parti dell'intervista alla Furth fatta da Neil Kleid per Marvel.com che spaziano in generale su tutta la sua esperienza nel progetto della Torre Nera a fumetti e varie altre domande generali sui fumetti, la sua carriera, la sua vita ecc.

Next, La Battaglia di Jericho Hill. Probabilmente la mini più attesa perchè fa riferimento a un episodio più volte accennato da Roland nei romanzi ma su cui c'è molta nebbia, e perchè in teoria dovrebbe essere l'ultima della serie congiungendosi nel finale con l'inizio del primo libro. In Italia il primo numero è uscito all'inizio di settembre e da un paio di settimane è arrivato già il secondo. Entro novembre dovrebbe essere interamente pubblicata.