[Dirks, Knerr] Bibì & Bibò
Inviato: sabato 21 novembre 2009, 20:56
Speciale Lucca

Ed ecco l'altra anticaglia che ho rinvenuto a Lucca per ricostituire la mia vecchia collezione di Oscar Mondadori. Stavolta si tratta di un fumetto ancora più antico, risalente addirittura all'800 ma paradossalmente invecchiato anche meglio di Arcibaldo e Petronilla. La prima tavola domenicale di Bibì e Bibò risale al 1897, e incredibilmente i personaggi sono stati portati avanti per più di un secolo arrivando a durare fino ai giorni nostri! Anche se va precisato che da un certo punto in poi il fumetto, causa un problema legale, venne splittato in due tavole concorrenti: The Captain and the Kids, portato avanti da Dirks che ne era originariamente il creatore, e The Katzenjammer Kids di Knerr che invece conservava diritti e titolo originale. Le due strisce vennero portate avanti parallelamente con differenze minime (qualche personaggio in più nelle gag di Knerr, più verbosità e azione in quella di Dirks) ma la qualità di entrambe era molto alta. The Captain and the Kids chiuse nel '79 quando ormai era passato in mano al figlio di Dirks, mentre The Katzenjammer Kids pare che duri tuttora, essendo la striscia passata di mano di disegnatore in disegnatore. Ma cosa ha permesso a una strip dell'800 di durare così a lungo, e di essere così celebre da generare addirittura cartoni animati e (ebbene sì!) film muti in live action?
Essenzialmente la sua semplicità: si descrive la quotidianità di una famigliola "allargata" di coloni tedeschi trapiantati in un isoletta tropicale africana, gestita da una monarchia indigena. Quotidianità devastata dalla marachelle di Bibì e Bibò, figli della grassa Tordella, sempre pronti a sfogare i loro istinti violenti sul Capitano, sorta di padre putativo, e dell'Ispettore, vecchietto che incarna l'autorità dell'isola. Insomma dispetti, sculaccioni, violenza domestica, vendette e quant'altro, niente di troppo nuovo ora come ora...se non fosse che per quei tempi lo era. E lo era nel vero senso della parola, perché Bibì e Bibò con il loro comicissimo accento tedesco hanno letteralmente creato il paradigma del bambino terribile a cui poi si sono ispirati mille film, fumetti e cartoni. Prima di tutto questo c'erano loro, e sono ancora perfettamente leggibili al giorno d'oggi, vista la loro estrema comciità e semplicità, ma soprattutto grazie alla loro stilizzazione e sintesi grafica, qualità che aiutano molto a conservarsi attuali.
Leggere Bibì e Bibò ora come ora è possibile quasi unicamente grazie ai due Oscar Mondadori usciti, l'uno con le storie di Dirks, l'altro dedicato a Knerr, e - se possibile - recuperando i vecchi numeri di Confidenze, che ospitavano nell'ultima pagina le tavole del periodo Joe Musial. Un altro modo sono le tavole, prive di balloon ma dotate di versetti, dei vecchi Corrierini.


Ed ecco l'altra anticaglia che ho rinvenuto a Lucca per ricostituire la mia vecchia collezione di Oscar Mondadori. Stavolta si tratta di un fumetto ancora più antico, risalente addirittura all'800 ma paradossalmente invecchiato anche meglio di Arcibaldo e Petronilla. La prima tavola domenicale di Bibì e Bibò risale al 1897, e incredibilmente i personaggi sono stati portati avanti per più di un secolo arrivando a durare fino ai giorni nostri! Anche se va precisato che da un certo punto in poi il fumetto, causa un problema legale, venne splittato in due tavole concorrenti: The Captain and the Kids, portato avanti da Dirks che ne era originariamente il creatore, e The Katzenjammer Kids di Knerr che invece conservava diritti e titolo originale. Le due strisce vennero portate avanti parallelamente con differenze minime (qualche personaggio in più nelle gag di Knerr, più verbosità e azione in quella di Dirks) ma la qualità di entrambe era molto alta. The Captain and the Kids chiuse nel '79 quando ormai era passato in mano al figlio di Dirks, mentre The Katzenjammer Kids pare che duri tuttora, essendo la striscia passata di mano di disegnatore in disegnatore. Ma cosa ha permesso a una strip dell'800 di durare così a lungo, e di essere così celebre da generare addirittura cartoni animati e (ebbene sì!) film muti in live action?
Essenzialmente la sua semplicità: si descrive la quotidianità di una famigliola "allargata" di coloni tedeschi trapiantati in un isoletta tropicale africana, gestita da una monarchia indigena. Quotidianità devastata dalla marachelle di Bibì e Bibò, figli della grassa Tordella, sempre pronti a sfogare i loro istinti violenti sul Capitano, sorta di padre putativo, e dell'Ispettore, vecchietto che incarna l'autorità dell'isola. Insomma dispetti, sculaccioni, violenza domestica, vendette e quant'altro, niente di troppo nuovo ora come ora...se non fosse che per quei tempi lo era. E lo era nel vero senso della parola, perché Bibì e Bibò con il loro comicissimo accento tedesco hanno letteralmente creato il paradigma del bambino terribile a cui poi si sono ispirati mille film, fumetti e cartoni. Prima di tutto questo c'erano loro, e sono ancora perfettamente leggibili al giorno d'oggi, vista la loro estrema comciità e semplicità, ma soprattutto grazie alla loro stilizzazione e sintesi grafica, qualità che aiutano molto a conservarsi attuali.
Leggere Bibì e Bibò ora come ora è possibile quasi unicamente grazie ai due Oscar Mondadori usciti, l'uno con le storie di Dirks, l'altro dedicato a Knerr, e - se possibile - recuperando i vecchi numeri di Confidenze, che ospitavano nell'ultima pagina le tavole del periodo Joe Musial. Un altro modo sono le tavole, prive di balloon ma dotate di versetti, dei vecchi Corrierini.
