[Marvel] 1602
Inviato: lunedì 09 novembre 2009, 13:03

Neil Gaiman è da sempre stato attratto dal Marvel Universe, vedendolo come un mondo magico popolato da creature fantastiche; questo desiderio fu esaudito nel 2001, quando Joe Quesada diventò il nuovo direttore della Marvel e contattò Gaiman per chiedergli di scrivere una storia. L'autore britannico ebbe l'illuminazione durante una gita a Venezia, decidendo di ambientare la sua vicenda in una determinata epoca dal particolare fascino storico e visivo; secondo le sue dichiarazioni la scrittura della miniserie è stato un processo piuttosto strano, dato che Gaiman è tornato per l'occasione a scrivere fumetti dopo 5 anni di allontanamento dal media.
Il meccanismo sul quale si basa tutta la serie è l'incarnazione dei conosciuti personaggi Marvel in alter-ego vissuti 400 anni nel passato in una delle prime colonie nord-americane, mantenendo alcune caratteristiche (debitamente adeguate all'epoca storica e al contesto) che li rendano riconoscibili al lettore; spesso lo "svelamento" dell'identità di un determinato personaggio non è immediata, in alcuni casi ci sono indizi che possono accendere una lampadina nei lettori più perspicaci ma solo successivamente saranno dati elementi più evidenti, trasformando la lettura in una stuzzicante sfida per indovinare "Chi è chi". E' questo giochetto il fulcro della miniserie, abbastanza coinvolgente per chiunque conosca un minimo il pantheon Marvel; vengono infatti sfruttati i personaggi principali, ma ce n'è anche qualcuno minore per far sentire più intelligenti quelli che hanno una conoscenza più approfondita del Marvel Universe). Per il resto la vicenda non offre molti altri spunti interessanti, anche se la sceneggiatura ha il merito di riuscire a tratteggiare un'atmosfera epica e abbastanza originale per il genere supereroistico.
I giudizi sulla serie sono stati piuttosto duri, specialmente quando fu pubblicata per la prima volta negli USA, a causa delle aspettative troppo alte che Gaiman aveva suscitato; molti lettori si aspettavano un capolavoro del calibro di Sandman e si sono sentiti in dovere di condannare un fumetto che puntava più in basso e voleva essere per lo più un divertissement ricco di riferimenti a un universo ben conosciuto dai fan. Credo che sia sbagliato aspettarsi qualcosa di meraviglioso da un "What If?"; ce ne sono alcuni piuttosto blandi e altri riusciti meglio, ma posso affermare con certezza che 1602 è uno di quelli più interessanti, nonostante non sia un'opera da annoverare tra i testi di Gaiman più riusciti.
La miniserie è invece meravigliosa dal punto di vista grafico, con i disegni di Andy Kubert colorati a matita come già era avvenuto in Wolverine: Origins; l'effetto è davvero azzeccato per tratteggiare le atmosfere di un'epoca passata e l'assenza di chine trasforma ogni vignetta in un vero e proprio quadro in miniatura.
Per chi volesse recuperarlo, 1602 è uscito in due albi 100% Marvel, oppure nel più conveniente volume 21 della collana di allegati Supereroi: Grandi Saghe.
La Panini ha poi pubblicato anche 1602: Il Nuovo Mondo vero e proprio sequel della miniserie di Gaiman, la cui lettura però mi ha lasciato indifferente, dato che anche i disegni sono più "standard" e non sono più realizzati da Kubert. Esiste poi un altro sequel, 1602: Fantastick Four, uscito un annetto dopo Il Nuovo Mondo in patria, ma che qui non è stato ancora pubblicato e ormai dubito lo sarà mai. Poco male.