[Stephen King] La Chiamata dei Tre ("La Torre Nera" 2)
Inviato: giovedì 29 ottobre 2009, 22:47

La Chiamata dei Tre (La Torre Nera 2)
Titolo Originale: The Drawning of the Three
Autore: Stephen King
Traduttore: Dobner Tullio
Anno: 1987
Pagine: 345
Prezzo: euro 13.00
Editore: Sperling & Kupfer
La chiamata dei tre, pur essendo il secondo libro della saga della Torre Nera, a mio parere si pone come ideale “secondo inizio”.
Prima di tutto, perché si vede come Stephen King abbia le idee più chiare (appena un po’, eh) sul quadro della saga che non si limiti al presente volume, insomma riesce già a vedere l’opera in modo più unitario (anche se dalla nota finale si vede che non sa ancora se i volumi totali saranno 6 o7) e sulla lunga distanza, sapendo - sempre nella nota - dire grossomodo di cosa parleranno i libri successivi.
Secondariamente, perché qui Roland, l’ultimo cavaliere, il protagonista della saga, raggruppa quelli che diventeranno i suoi compagni di viaggio. Seguendo le indicazioni dategli dall’uomo in nero alla fine del primo romanzo, Roland di dirige verso nord dalla pianura desertica e polverosa dove lui e l’uomo in nero hanno tenuto il loro dialogo, e questo secondo libro prende le mosse dalla spiaggia lì vicino, poche ore dopo la fine del colloquio dei due rivali.
Come predetto dall’uomo in nero, Roland dovrà chiamare tre persone, che saranno sue alleate nella ricerca della Torre. Il come il pistolero lo scopre presto: camminando sulla spiaggia verso la direzione stabilita, il Nostro incontra una porta, con i cardini attaccati al nulla, una porta quasi irreale, che collega il mondo dell’ultima cavaliere ad altri infiniti mondi in infiniti universi. Questa porta collega al nostro mondo, nel presente in cui King scrive questo romanzo (fine anni ’80), e Roland arriva direttamente nella testa del primo che dovrà chiamare, Eddy Dean, il Prigioniero secondo i tarocchi che l’uomo in nero aveva usato per predire il futuro al pistolero. Prigioniero di cosa? Scopriamo presto che la scimmia che Eddy ha sulla spalle [spoiler]è la droga[/spoiler], e dopo una rocambolesca e appassionante avventura Eddy accetta la chiamata di Roland.
Ben più complesso è con la seconda porta, che si apre nella mente di una donna di colore degli anni ’60, una donna che… sono due donne! La Signora delle Ombre dei tarocchi è la povera Odetta Holmes, ricca e giovane rampolla di una nota famiglia di New York. Ma per un grave incidente nel suo passato, senza che lei se ne renda conto è anche diventata un’altra persona, che si fa chiamare Detta Walker (come il nostro Deb!), delinquentella e pericolosa, che cerca di ferire in ogni modo possibile tutti i bianchi che incontra. Portata velocemente nel mondo del pistolero, questa donna dalla doppia personalità creerà non pochi problemi ai due nuovi compagni, che verranno rallentati dalla parte malvagia della donna. Nel tratteggiare questo personaggio sembra tantissimo (almeno IMHO) che King si sia ispirato al romanzo di Italo Calvino Il visconte dimezzato, dove il visconte Medardo del titolo veniva diviso letteralmente in due parti da una palla di cannone, avendo così una parte buona (la destra) e una cattiva (la sinistra); anche Odetta infatti è divisa anche fisicamente, avendo perso le gambe in un incidente e muovendosi quindi su una sedie a rotelle.
L’ultima porta, quella della Morte, [spoiler]non porterà effettivamente un nuovo membro nella compagnia[/spoiler], ma servirà a Roland innanzitutto per trovare le medicine che gli servono per guarire dalla febbre sempre più alta che lo assale a causa del morso delle aramostre, essere orribili che escono dall’acqua al tramonto, e poi per [spoiler]rimediare alla dualità di Odetta/Detta, facendo emergere Susannah, la sua identità definitiva.[/spoiler]
I tre sono dunque Roland, Eddy e Susannah, pronti a riprendere il loro cammino verso la Torre… ma molti dubbi tormentano il pistolero, che sa di aver cambiato il corso della storia [spoiler]impedendo la morte del giovane Jake nel suo viaggio attraverso la terza porta[/spoiler]…
E molti dubbi tormentano anche il lettore. La storia è molto appassionante, certo, e la divisione del romanzo in tre parti aiuta la comprensione, ma certo molte domande restano irrisolte, sulla Torre Nera in primis, sul passato del pistolero, sul motivo per cui proprio Eddy e Susannah sono stati chiamati ad aiutare Roland, il destino di Jake, la natura delle porte… tanto ancora da indagare e scoprire. Ma anche dubbi del tipo: se nello scorso libro ci è stato spiegato che esistono infiniti universi con infiniti mondi, perché su 3 porta tutte e tre si aprono sulla nostra Terra, pur in epoche differenti?
Comunque la narrazione resta su livelli eccelsi: King si mostra abilissimo a raccontare momenti di vita quotidiana (i poliziotti, il farmacista, gli spacciatori) anche in chiave divertente, e ancor di più a raccontare cose potenzialmente terrificanti (le aramostre, sorta di giganteschi granchi ma molto più terribili) che però ripetono incessantemente domande senza senso come “Diramaci?”, “Didacemi?”, “Damaciami?” che mi facevano ridere e che rendono il tutto grottesco. Bellissimo è anche vedere le reazioni di Roland alle abitudini e agli scenari della nostra realtà.
Il personaggio di Eddy poi è grandioso, divertentissimo quanto coraggioso e nobile, quando si innamora di Odetta.
Ho apprezzato poi molto le fasi finali, con la soluzione che Roland capisce che deve adottare per portare avanti la sua missione.
Insomma, un secondo inizio perché se nell’inizio effettivo abbiamo visto in fondo solo le basi dell’avventura, con Roland da solo che inizia a comprendere l’enormità della sua missione dal racconto dell’uomo in nero, qui il pistolero raggruppa quelli che diventeranno i suoi compagni di viaggio nella ricerca vera e propria della Torre.
Un libro che però può anche essere visto come filler, come libro di passaggio. In fondo la ricerca della Torre non avanza più di tanto, in questo romanzo ci si occupa solo di reclutare gli aiutanti, e gran parte del romanzo racconta il lungo percorso che porta Roland a ottenere la partecipazione di questi alla sua impresa. Ma per come lo racconta King, è tutto fuorché inutile. Anche perché prendersi un po’ di tempo per conoscere subito il passato dei nuovi personaggi ci sarà utili per capirli nelle loro azioni e decisioni future.
Quindi, promosso nonostante sia un filler.
Interessante è infine la nuova introduzione che King fa alla nuova edizione, quella di cui sono in possesso: parla delle due ispirazioni per la sua saga, con Signore degli Anelli in testa, e della bellezza di avere 19 anni.
Next, Terre Desolate.