[J.K. Rowling] Harry Potter e l'Ordine della Fenice
Inviato: lunedì 16 gennaio 2006, 01:23
Con ben 180 pagine in più del Calice di Fuoco, L'Ordine della Fenice si conferma come il libro finora più lungo della saga di Harry Potter. Cosa alquanto strana per un libro di passaggio. Infatti l'OdF funge da ponte verso i ben più frenetici eventi del Principe Mezzosangue narrando perla maggior parte della sua durata di una sidestory, che ha per antagonista il Ministero della Magia.
Le basi per il quinto volume vengono poste già nel Calice di Fuoco durante il litigio che porta alla rottura tra Caramell e Silente, qui la divergenza si inasprisce e trasforma Hogwarts in un baluardo contro gli attacchi della cattiva politica, che cerca in tutti i modi di promuovere l'oscurantismo. Hogwarts viene contaminata da tutto questo e cessa di essere l'oasi che il lettore aveva imparato a conoscere. Tutto questo avviene per opera di un unico personaggio, fra i migliori che mai abbiano fatto capolino tra le pagine della saga potteriana: Dolores Umbridge, inquisitrice suprema di Hogwarts a caccia di teste calde. Tutto questo fa di Harry Potter e l'Ordine della Fenice un libro massonico. Le atmosfere trasudano segretezza e ribellione, lo stesso Harry muta radicalmente. Diventa un eroe ribelle, braccato spesso e volentieri dalle istituzioni che lo temono, e vedono in lui il simbolo della perdita di controllo del ministero sull'intero mondo magico. Nel Calice di Fuoco avevamo lasciato un Harry psicologicamente sconvolto, lo ritroviamo qui meno paziente, più nervoso e spesso beffardo. I Dursley passano ora in secondo piano, Harry ha iparato a gestirseli come vuole. E il mondo magico lo spalleggia, che si tratti di amici o nemici, Harry fa intuire ai Dursley che i giochi si sono fatti troppo grossi perchè loro possano ancora metterci bocca. La rezione incivile di Zio Vernon non fa che qualificarlo perla mediocre persona che è, mentre Petunia, che di tutto questo mostra di avere paura appare paradossalmente più degna di commiserazione agli occhi del lettore.
E' un momento così delicato che prevede che alcune certezza vadano messe in discussione. Ecco quindi Harry provare pietà per Piton e interrogarsi su che razza di uomo fosse davvero suo padre, ecco Sirius perdere parte della sua aura eroica e apparire limitato tra le sue odiate quattro mura domestiche come un frustrato, socialmente inadeguato. La figura di Silente si fa sempre più enigmatica e poco incline a dialogare con Harry, che arriverà a provare fastidio pure nei confronti dei suoi stessi amici.
Ma è anche tempo di un cambio di prospettiva, venire a contatto con le cose brutte del mondo ti marchia irrimediabilmente, e checché se ne possa dire, la gioia di vivere non tornerà più quella di un tempo. Ecco quindi i Thestral, che solo chi ha conosciuto la Morte può vedere, farsi simboli di questo cambio di prospettiva. Sono i thestral i simboli dell'avvicinamento di Harry alle cose serie del mondo. E poco importa se i nuovi compagni di percorso non sono esattamente i più popolari della scuola, la loro prospettiva è la stessa e questo li eleva sopra tutti gli altri.
Nelle 804 pagine dell'Ordine della fenice però non trovano spazio solo le maturazioni caratteriali di Harry e gli screzi col ministero, ma anche una sottotrama riguardante Voldemort e la profezia. E' un argomento che verrà introdotto solo a metà libro, e che sfocerà poi in una lunga battaglia ambientata proprio al ministero. Perplette non poco invero questo inserimento, forse poco naturale. E' tuttavia utile per chiarire gli ultimi dubbi che Silente aveva deciso di non fugare al termine del primo volume. Lo shock per la morte di Sirius si addiziona così alla scoperta di essere parte di una profezia, e in un certo senso il risultato finale, di una potenza distruttiva per la psiche di Harry, finisce per "guarirlo" facendolo ulteriormente maturare e portando quiete nella falla mentale che la morte di Cedric aveva aperto.
Harry Potter e l'Ordine della Fenice è una parentesi di crisi emozionale e politica necessaria ad allenare gli eventi per gli accadimenti degli ultimi due volumi. Un libro che ha scatenato non poche polemiche e deluso molti dei fan che continuavano a vedere nel mondo della Rowling un isola felice e incontaminata. Con la Fenice la Rowling quindi ci ricorda che la sua saga è una storia definita e non certo una giostra, (sebbene certi produttori cinematografici cerchino di dimostrare il contrario :roll: ) anhce se nel far questo eccede e rende il volume assai dispersivo. Il danno è minimo perchè gli eventi raccontati non sono certo noiosi, tuttavia viene a mancare quell'asciuttezza stilistica che aveva contraddistinto gli altri episodi e alla quale sembra che J.K.R. stia cercando di tornare almeno a giudicare dalle dimensioni del Principe Mezzosangue.
Le basi per il quinto volume vengono poste già nel Calice di Fuoco durante il litigio che porta alla rottura tra Caramell e Silente, qui la divergenza si inasprisce e trasforma Hogwarts in un baluardo contro gli attacchi della cattiva politica, che cerca in tutti i modi di promuovere l'oscurantismo. Hogwarts viene contaminata da tutto questo e cessa di essere l'oasi che il lettore aveva imparato a conoscere. Tutto questo avviene per opera di un unico personaggio, fra i migliori che mai abbiano fatto capolino tra le pagine della saga potteriana: Dolores Umbridge, inquisitrice suprema di Hogwarts a caccia di teste calde. Tutto questo fa di Harry Potter e l'Ordine della Fenice un libro massonico. Le atmosfere trasudano segretezza e ribellione, lo stesso Harry muta radicalmente. Diventa un eroe ribelle, braccato spesso e volentieri dalle istituzioni che lo temono, e vedono in lui il simbolo della perdita di controllo del ministero sull'intero mondo magico. Nel Calice di Fuoco avevamo lasciato un Harry psicologicamente sconvolto, lo ritroviamo qui meno paziente, più nervoso e spesso beffardo. I Dursley passano ora in secondo piano, Harry ha iparato a gestirseli come vuole. E il mondo magico lo spalleggia, che si tratti di amici o nemici, Harry fa intuire ai Dursley che i giochi si sono fatti troppo grossi perchè loro possano ancora metterci bocca. La rezione incivile di Zio Vernon non fa che qualificarlo perla mediocre persona che è, mentre Petunia, che di tutto questo mostra di avere paura appare paradossalmente più degna di commiserazione agli occhi del lettore.
E' un momento così delicato che prevede che alcune certezza vadano messe in discussione. Ecco quindi Harry provare pietà per Piton e interrogarsi su che razza di uomo fosse davvero suo padre, ecco Sirius perdere parte della sua aura eroica e apparire limitato tra le sue odiate quattro mura domestiche come un frustrato, socialmente inadeguato. La figura di Silente si fa sempre più enigmatica e poco incline a dialogare con Harry, che arriverà a provare fastidio pure nei confronti dei suoi stessi amici.
Ma è anche tempo di un cambio di prospettiva, venire a contatto con le cose brutte del mondo ti marchia irrimediabilmente, e checché se ne possa dire, la gioia di vivere non tornerà più quella di un tempo. Ecco quindi i Thestral, che solo chi ha conosciuto la Morte può vedere, farsi simboli di questo cambio di prospettiva. Sono i thestral i simboli dell'avvicinamento di Harry alle cose serie del mondo. E poco importa se i nuovi compagni di percorso non sono esattamente i più popolari della scuola, la loro prospettiva è la stessa e questo li eleva sopra tutti gli altri.
Nelle 804 pagine dell'Ordine della fenice però non trovano spazio solo le maturazioni caratteriali di Harry e gli screzi col ministero, ma anche una sottotrama riguardante Voldemort e la profezia. E' un argomento che verrà introdotto solo a metà libro, e che sfocerà poi in una lunga battaglia ambientata proprio al ministero. Perplette non poco invero questo inserimento, forse poco naturale. E' tuttavia utile per chiarire gli ultimi dubbi che Silente aveva deciso di non fugare al termine del primo volume. Lo shock per la morte di Sirius si addiziona così alla scoperta di essere parte di una profezia, e in un certo senso il risultato finale, di una potenza distruttiva per la psiche di Harry, finisce per "guarirlo" facendolo ulteriormente maturare e portando quiete nella falla mentale che la morte di Cedric aveva aperto.
Harry Potter e l'Ordine della Fenice è una parentesi di crisi emozionale e politica necessaria ad allenare gli eventi per gli accadimenti degli ultimi due volumi. Un libro che ha scatenato non poche polemiche e deluso molti dei fan che continuavano a vedere nel mondo della Rowling un isola felice e incontaminata. Con la Fenice la Rowling quindi ci ricorda che la sua saga è una storia definita e non certo una giostra, (sebbene certi produttori cinematografici cerchino di dimostrare il contrario :roll: ) anhce se nel far questo eccede e rende il volume assai dispersivo. Il danno è minimo perchè gli eventi raccontati non sono certo noiosi, tuttavia viene a mancare quell'asciuttezza stilistica che aveva contraddistinto gli altri episodi e alla quale sembra che J.K.R. stia cercando di tornare almeno a giudicare dalle dimensioni del Principe Mezzosangue.
