[DisneyToon/Fairies #2] Trilli e il Tesoro Perduto
Inviato: domenica 04 ottobre 2009, 04:14

Chi avrebbe mai potuto immaginare che, laddove ha fallito Taron, sarebbe riuscita la fatina Trilli?
Eggià, a sorpresa il personaggio spalla di Peter Pan in questo secondo capitolo della sua personale saga spin-off si distacca dalle trame fiabesche, diventando protagonista di un vero e proprio fantasy in miniatura. Questo lungometraggio perde infatti il confronto al precedente sul piano della "magia" e poesia delle situazioni, ma guadagna in epicità: il viaggio da affrontare, un prezioso oggetto magico da recuperare, gli ostacoli da superare, i troll, le armi, i compagni che si uniscono alla squadra... sembra proprio di essere alle prese con un film fantasy o un videogioco RPG. Anche l'atmosfera vira in questa direzione, al punto che il mondo delle fate sembra quasi assomigliare al villaggio Kokiri di Zeldiana memoria.
La trama non parte nel migliore dei modi: a Trilli viene affidato il compito di creare un importante scettro ed è chiaro come il sole che la fatina prima o poi lo romperà, ma questa fase viene tirata un po' troppo per le lunghe, mentre lo spettatore attende l'inevitabile disastro che finalmente darà il via alla vicenda. Certo è l'occasione per approfondire un po' di più il personaggio di Terence (personalmente odioso già dal nome) caratterizzato effettivamente come stucchevole e irritante, mentre viene mostrata l'indole permalosa e irascibile di Trilli, caratteristica principale in Peter Pan ma assente nel film precedente della serie. Poi però la storia parte e ingrana, con la piccola avventura di Trilli nel tentativo di rimediare al danno compiuto, altrimenti sarà la fine per il mondo delle fate, crisi, distruzione, stridore di denti, blabla.
Ci sono alcuni elementi del mondo fatato piuttosto affascinanti, come il FataTeatro (ho adorato le coccinelle con la moneta sul dorso usate come piatti) o i preparativi per la grande cerimonia di inizio autunno; particolarmente divertente il siparietto con il gufo, anche se si basa su un gioco di parole che in italiano si perde, ma chi capisce l'inglese può comprenderlo facilmente.
Dato che Trilli intraprende un viaggio sola soletta, indispensabile dargli una spalla per i dialoghi, per non farla sembrare una pazza che parla da sola; ecco quindi Brillo, la quintessenza degli animaletti Disneyani! Per lo più, la disneyanità è mixata con tutte le caratteristiche da manuale del filmaker per le spalle buffe e pucciose: Brillo entra in scena con un rutto, ha la sua bella inquadratura con gli occhioni da gatto con gli stivali e parla con un ronzio incomprensibile che però Trilli riesce a capire. Mah. Nonostante tutto ciò, l'ho trovante irritante solo a metà, non è un completo fallimento.
La più grande sorpresa però sono stati i troll, visti anche nel trailer, presenti solo per una scena e doppiati a mia insaputa dai Fichi d'India: alla prima frase li ho riconosciuti e temevo il peggio, invece il pessimo duo comico riesce a dare una riuscita interpretazione simpatica e pure con un briciolo di cuore. Peccato per un ahrahra che si fanno scappare, maledetti!
La colonna sonora mi è sembrata addirittura migliore di quella del primo capitolo, con le melodie celtiche e simili molto più adatte a una vicenda fantasy come questa, brani molto più interessanti e piacevoli all'ascolto; personalmente ho apprezzato anche la performance vocale di L'Aura, che già mi piace di suo, qui particolarmente adatta alle sonorità del film e alla canzone dei titoli di coda che le fanno cantare.
Ah, mega-lol per la schermata dei titoli di coda riguardante John Lasseter, con Trilli che tiene in mano una camicia hawaiana
