[Warner Bros/HP #1] Harry Potter e la Pietra Filosofale
Inviato: martedì 21 luglio 2009, 20:07

Nel 1997 il produttore David Heyman si mette alla ricerca di un libro per ragazzi da adattare sul grande schermo: tra i successi editoriali del genere usciti in quell'anno c'era Harry Potter e la pietra filosofale, il primo romanzo di una saga che sarebbe durata a lungo e avrebbe fatto molto parlare di sè. Heyman non aveva la più pallida idea di che affarone si era appena accaparrato (per non rischiare troppo, acquisì i diritti solo per i primi quattro libri della saga) ma comunque puntava molto sul progetto vagliando un bel po' di registi importanti, primo dei quali Steven Spielberg. Spielberg voleva realizzare un film d'animazione (nel quale Haley Joey Osment avrebbe doppiato il protagonista) magari mescolando gli elementi di più libri, ma poi ha lasciato perdere considerando il film un lavoro "troppo facile", preferendo dedicarsi a progetti più personali e più stimolanti. I due nomi rimasti in considerazione erano Terry Gilliam (preferito da J.K.Rowling) e Chris Columbus, quest'ultimo favorito dalla produzione per i film per ragazzi già diretti in precedenza. Inutile dire chi abbia vinto.
La Rowling fu però tenuta in gran considerazione nella stesura della sceneggiatura e nella scelta degli attori, grazie al successo che i capitoli successivi della saga continuavano ad avere in libreria: il vincolo principale che mise per la scelta del cast fu che gli attori principali fossero britannici.
Bizzarra la predilizione per Daniel Radcliffe, non tanto per la recitazione (come attore undicenne era ancora valido) quanto per il suo aspetto che si è deciso di mantenere: in tutti i libri Harry viene descritto coi capelli perennemente spettinati, mentre nei film è costantemente pettinato da ragazzo perfettino. Tra l'altro questa capigliatura ricorre anche nelle copertine (originali e non) quindi i capelli di Harry rimarrano a vita "non ben precisati".
Come in moltre altre opere nerd, spesso sono stati i bambini di alcuni attori adulti a influenzare la scelta: nello specifico, la nipotina di Richard Harris gli disse addirittura che non gli avrebbe più rivolto la parola se non avesse accettato il ruolo di Silente.
La Pietra Filosofale era sicuramente il film più semplice da realizzare, potendo contare sull'effetto novità del primo capitolo nel quale buona parte del sense of wonder sarebbe derivato dalla resa visiva di tutte le stramberie del mondo magico descritte dalla Rowling; inoltre, dato che anche il primo romanzo è per lo più una "presentazione" dell'universo magico, la trama è abbastanza semplice e può essere condensata in due ore senza troppi tagli.
L'introduzione a Privet Drive con i Dursley e "l'invasione" di lettere riesce a stabilire la medesima atmosfera di partenza del romanzo; Diagon Alley, la Gringott e Hogwarts sono portati sullo schermo in modo soddisfacente, con scenografie, costumi ed effetti speciali che rendono credibile il mondo della magia, con tanti piccoli dettagli che cercano di avvicinarsi alla ricchezza descrittiva del libro.
La recitazione di tutti i personaggi è abbastanza buona, soprattutto i protagonisti sono caratterizzati nel migliore dei modi e si capisce perché siano stati scelti questi bambini per interpretare il terzetto anche gli adulti se la cavano decisamente bene, la supervisione della Rowling ha garantito attori azzeccati per dare vita ai personaggi cartacei.
Ottima la colonna sonora di John Williams che come suo solito confeziona temi più che azzeccati e orecchiabili fin dal primo ascolto; in particolare il tema principale è sicuramente uno dei più affascinanti creati da Williams e non si capisce perché in futuro si deciderà di relegarlo quasi esclusivamente ai trailer dei capitoli successivi della saga cinematografica.
Insomma, il merito di questo primo film che ha ottenuto buone critiche e un grande successo di pubblico può suddividersi tra tutto il cast, lo staff e il regista, ma può contare anche su una sceneggiatura valida che riesce a rendere simpatici i personaggi e chiari i meccanismi del mondo magico in molto meno spazio rispetto alla versione cartacea.
L'unico punto un po' tirato via è la sottotrama di Norberto, introdotta e risolta troppo in fretta, chissà che non sia stata la Rowling a "imporla" meditando già una delle scene più eclatanti del settimo libro; anche dal punto di vista visivo Norberto è realizzato in modo dozzinale, ricordo che anche durante la prima visione al cinema trovai la computer grafica abbastanza scarsina.
La modifica più grande del film è nel finale: nel romanzo Harry perde i sensi ed è Silente a sbarazzarsi definitivamente di Raptor e Voldemort, mentre qui è stato deciso di rendere il protagonista più eroico facendogli terminare da solo il suo compito eroico. La modifica non è poi sconvolgente, è più un peccato che l'aspetto di Voldemort sia molto differente da quello che si vedrà dal quarto film in poi, rovinando un po' l'omogeneità della saga cinematografica.