[I. Matsumoto] Kimagure Orange Road (E' Quasi Magia Johnny)
Inviato: mercoledì 10 giugno 2009, 21:09

E' il 1984, e sulle pagine di Shonen Jump della Shueisha inizia ad essere pubblicato un manga destinato a far parlare molto di sè, Kimagure Orange Road ["La capricciosa strada arancione"] di Izumi Matsumoto.
L'opera, poi raccolta in 18 volumi, durerà fino al 1987, anno in cui ne verrà tratta una fortunatissima serie animata in 48 episodi curata dallo studio Pierrot e dalle mani fatate della character designer Akemi Takada (famosa anche per le versioni animate di Creamy, Lamù, Maison Ikkoku, Patlabor o Fancy Lala) che mieterà enormi successi sia in Giappone sia in altri paesi, come ad esempio l'Italia, dove giungerà, tristemente massacrata dalla censura e col titolo di "E' quasi magia, Johnny", nel 1989.
Kyosuke Kasuga, quindici anni, si trasferisce in una città nuova assieme al papà e alle sorelline. Per la settima volta consecutiva.
Il motivo?
Sia Kyosuke sia le sorelle sono, inspiegabilmente, dotato di poteri extrasensoriali, che, però, spesso e volentieri li ficcano nei guai per la loro incapacità di controllarli, e questo li porta a lasciare la città in cui vivono e ricominciare daccapo per non dare troppo nell'occhio.
Il nostro Kyosuke, adolescente impacciatissimo ed eternamente indeciso, si trova quasi subito a legare con due compagne di scuola per le quali comincia a provare dei sentimenti molto forti.
Una, Madoka Ayukawa, è schiva, con un burrascoso ed enigmatico passato da teppista (ma in realtà ha un cuore d'oro, è solo molto restia a dimostrarlo), lunatica, misteriosa, matura, seducente ed incredibilmente affascinante. Kyosuke si sente immediatamente attratto da lei, ma non sempre riuscirà a tener buoni i suoi repentini sbalzi d'umore.
L'altra, Hikaru Hiyama, è più piccola di un anno rispetto agli altri due ed è legata a Madoka sin dall'infanzia da un'amicizia fortissima, quasi fraterna.
A differenza dell'amica, Hikaru è frizzante, sempre allegra, senza peli sulla lingua, diretta, teneramente infantile, e non fa mistero di essere follemente innamorata del suo "senpai", che non riesce a resisterle per via della sua cronica indecisione, sebbene sia maggiormente attratto da Madoka.
A completare il cast e a complicare le cose, due sorelline combinaguai, un papà privo di polso, una banda di amici casinisti, una turba di nonni, cugini e parenti impiccioni e dotati di bizzarri poteri extrasensoriali e un bonario e paterno barista prodigo di consigli in amore.
Questi i personaggi della nostra storia, una storia apparentemente semplicissima ma che è stata capace di raccogliere sempre più consensi, fino ad assurgere a modello assoluto per i triangoli amorosi e i fumetti sentimentali per un pubblico adolescenziale che saranno venuti negli anni a venire.
Orange Road ci parlerà d'amore, d'amicizia, di musica, di afose estati e di gelidi inverni, di ricorrenze, di successi ed insuccessi scolastici, di piccoli turbamenti sentimentali e di tutta una serie di esperienze e problematiche che tutti abbiamo passato o potremmo dover passare, in quel periodo della vita che è comunemente detto "adolescenza".
Vissuta da un cast azzeccatissimo nella sua semplicità e simpatia, quella di Orange Road è in realtà una storia anche un pò banale, ma che riesce a sprigionare uno spirito del tutto particolare, riuscendo a catturare perfettamente, come le tante foto istantanee che chiudono o inframezzano i capitoli del manga, le sensazioni, i profumi, gli odori dell'adolescenza.
Sul lato grafico, in realtà, Orange Road non è granchè. O, perlomeno, non inizialmente, ma col proseguire della storia i disegni migliorano visibilmente e si stabilizzano su un livello più che buono.
Quel che rende speciale questa storia è che i suoi personaggi riescono in un certo senso a vivere, a farsi apprezzare da lettori di ogni età perchè i lettori stessi riescono ad identificarsi in loro o a riconoscere di aver passato anche loro quel periodo della vita nello stesso modo.
Così, nonostante il finale della storia appaia chiarissimo sin dalla primissima vignetta, il lettore riesce ad appassionarsi, e magari anche un pò a commuoversi, tra le pagine, per poi ricevere un tremendo colpo di grazia dalla doppia pagina del finale, che ritengo uno dei più belli ed emotivamente forti che abbia mai letto nella mia lunga carriera di mangalettore.
Più di ogni altro manga della sua generazione, Orange Road è riuscito a catturare lo spirito intrinseco della decade 1980 in cui è stato pubblicato, e questo ha intriso le sue tavole di un'atmosfera retrò dal fascino incredibile anche per noi lettori di oggi.
Moltissimi, infatti, saranno i riferimenti a cantanti o gruppi musicali giapponesi o americani dell'epoca, ai manga e agli anime di successo di quegli anni, al wrestling, ai capi di vestiario, accessori o pettinature in voga nel periodo in cui il manga è scritto e ambientato.
Cose che magari possono sembrare piccolezze, ma che nel caso di Orange Road invece diventano importantissime e contribuiscono a costruire, a piccoli passi, quella bellissima atmosfera nostalgica che questo fumetto si porta dietro e che è senza dubbio il suo elemento più riuscito.
Nel suo genere e all'interno del fumetto giapponese tutto, Orange Road è un capolavoro, un must che chiunque sia appassionato di manga e di buon fumetto dovrebbe avere nella sua libreria, incurante del fatto che il peso degli anni, a volte, si fa sentire pure su di lui e che la storia, oggi, può anche apparire banale (ma ricordiamoci che tutto quello che nel genere abbiamo oggi è partito da qui!).














