[Naoki Urasawa] Pluto
Inviato: martedì 19 maggio 2009, 02:04

Il topic sul Sollazzo sulle avventure di Pluto al quale abbiamo contribuito io e Elik sarebbe stato sicuramente un'inesauribile fonte di ottimi soggetti sul cagnone arancione, ma questo fumetto, purtroppo, non c'entra nulla con tutto ciò.
Pluto è un manga in otto volumi, conclusosi circa un mese fa in Giappone, che arriva in questi giorni in Italia grazie alla Panini Comics, che in passato ha già pubblicato i precedenti lavori dell'autore Naoki Urasawa (Monster e 20th Century Boys). Questa serie, richiesta a gran voce dai fan italiani di Urasawa, è particolare perché non è una storia completamente originale, ma è ispirata al celebre manga Astroboy del maestro Osamu Tezuka (del quale ancora non c'è un'edizione decente in Italia speriamo che si muova qualcosa con l'uscita del film in CGI). Pluto non è però un mero remake del robottino nipponico, ma una side story legata all'arco narrativo "Il robot più forte del mondo"; in quella storia il malvagio robot Pluto diventava un serial killer di robot che uccideva suoi simili... Ad indagare arrivava dall'Europa il detective robot, personaggio secondario che Urasawa ha assurto a vero e proprio protagonista, dando alla storia quei toni da thriller/giallo che il mangaka aveva già affrontato in passato in Monster. In questo modo assistiamo a una ricatalogazione di genere per una storia nata come pura fantascienza orientata all'azione, elemento qui lasciato in secondo piano.
Pluto #1
Possiamo suddividere il numero iniziale del manga in tre parti.
La prima parte è composta da tre capitoli chiaramente introduttivi, nei quali viene presentato il protagonista e gli elementi della serie. Il robot guida alpina Mont-Blanc, amato dai bambini e generoso con tutte le persone, viene brutalmente ucciso; lo ritrovano completamente smembrato con due corna conficcate nel cranio... A seguire le indagini è il poliziotto tedesco Gesicht, che dopo poco scopriamo essere un robot a sua volta; questo fa prendere una piega che ricorda molto le atmosfere di Blade Runner, mescolato con un pizzico di Isaac Asimov del quale sono riprese le tre leggi della robotica. Toccante la storia della "vedova" Mont-Blanc e la sua volontà di riavere i ricordi del marito, così come l'incontro col primo robot che avesse mai commesso un omicidio.
La seconda parte, a sorpresa, non ci mostra mai Gesicht ma è la storia del robot North #2, in passato combattente in guerra ma ora desideroso di servire un vecchio musicista relegato nel suo fascinoso castello. Il suo padrone però sembra non apprezzare tutte le diavolerie tecnologiche che sono arrivate con gli anni, compresi i robot, perciò North #2 avrà qualche difficoltà a farsi accettare dall'anziano signore... Racconto sorprendente; mi ha fatto addirittura sospettare che tutto il manga sarebbe stato un "contenitore" per storie singole come questa, ognuna collegata alla vicenda generale per gli omicidi di Pluto (à la Paranoia Agent). Tra l'altro lo scontro tra North #2 e Pluto occupa ben poco spazio nell'economia della vicenda.
Ma dalla terza parte del volume tutto sembra tornare al contesto presentato nella prima parte: Gesicht incontra Brando, lottatore di wrestling robotico e probabile nuova vittima di Pluto. Il detective continua ad avere visioni su un vecchio signore che gli ha venduto qualcosa, anche se non sappiamo bene cosa, mistero che probabilmente ci accompagnerà per tutta la serie. Molto interessante il colpo di scena finale, che ci porta a incontrare Atom nella sua incarnazione Urasawiana, un cameo che ci mostra l'aspetto del personaggio più atteso dai lettori; non ci resta che attendere il #2 per scoprire se il personaggio sarà un personaggio secondario che farà di tanto in tanto qualche cameo per via della sua fama, o se entrerà nel cast di protagonisti della serie.
Peccato per la carta di scarsa qualità di questo primo volume, bassezza già adottata in passato dalla Panini per offrire un prodotto con caratteristiche di lusso (sovracopertina, pagine a colori) a un prezzo popolare; così facendo, svanisce però ogni parvenza di lusso, dato che il lettore ha sotto gli occhi in ogni momento la carta giallognola e semi-trasparente...








