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[Brremaud, Rigano & Lamanna] Daffodil

Inviato: venerdì 01 maggio 2009, 14:02
da Valerio
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Amo la Planeta. Quando al Comicon ho scorto questo pocket, questo prezioso e sbavoso mattoncino mi sono precipitato a chiedere allo standista maggiori info riguardo alla compiutezza dell'opera. Ebbene sì, la Planeta ha riunito la serie dei tre cartonati francesi in un volumetto unico, simile per formato a Bone a colori, per intenderci. La serie dovrebbe essere tutta qui, a scanso di ulteriori prosecuzioni, e la cosa mi ha esaltato ulteriormente visto che si tratterebbe forse dell'unico prodotto scaturito dalla fin troppo dannata generazione di fumetti nata con Pk e poi dilagata oltre i confini italiani, ad aver visto uno straccio finale. Ancora non ci potevo credere, non poteva essere possibile che fosse giunto in mio possesso un qualcosa di compiuto legato a quello stesso frustrante panorama fumettistico tanto a lungo seguito.
E infatti mi illudevo. Perché ad una prima lettura mi sono trovato di fronte a un'opera schizofrenica che di compiuto e sensato ha molto poco. Innanzitutto premettiamo che di mio sarei un adoratore di Rigano, e pure dei colori di Lamanna, coppia di autori che ho visto funzionare benissimo nell'Artemis Fowl della Disney, quello sì, un vero gioiello. Eppure ho trovato Daffodil una lettura assolutamente snervante e stressante: Rigano evolve lo stile in maniera fin troppo marcata per essere racchiusa in un'opera unica. Un fumetto non può iniziare con lo stile di Monster Allergy e finire come Dylan Dog. Ne va dell'identità del prodotto. E invece dal primo al terzo episodio tutto cambia radicalmente e i personaggi già poco distinguibili tra loro, lo diventano del tutto da vignetta a vignetta. Passando poi alla colorazione di Lamanna, trovo che abbia dato il colpo di grazia al tutto: per carità atmosfere bellissime ma i colori carichi privano il tutto di una buona dose d'intelleggibilità. Mischiamo questi due fattori, aggiungiamo che il piccolo formato in apparenza molto figo finisce per penalizzare la chiarezza delle vignette che così appaiono soffocate e otterremo un'esperienza di lettura estenuante, in cui ogni vignetta deve venire tradotta visivamente come se si trattasse di una versione di greco. Schizofrenica è anche la sceneggiatura, a tratti troppo veloce in cui i personaggi non vengono adeguatamente presentati e caratterizzati, e questo aggiuntosi alla scarsa riconoscibilità degli stessi rende ancor più difficoltoso il tutto: protagoniste sono infatti sono tre vampire, distinguibili solo dal colore dei capelli e per qualche orpello nel costume: di queste solo una è Daffodil, loro leader non si capisce per quale motivo visto che non fa nulla di troppo differente per aggiudicarsi l'onore del titolo. Le tre sono agenti del parlamento dei vampiri, mandate in missione per impedire che venga rotto il delicato equilibrio che divide il mondo degli uomini da quello dei vampiri. Non si capisce se le tre siano buone o cattive, quali siano le leggi del loro popolo, se sia lecito o no uccidere e dissanguare gli esseri umani visto che in certe vignette sembra sia vietato mentre in altre lo fanno senza problemi. Le regole che controllano il loro mondo, e i personaggi stessi sono quindi molto poco definiti, e spesso e volentieri incoerenti: di tutta la mitologia che sta dietro ai vampiri sembra che valgano solo alcune cose random (i crocifissi no, i morsi che trasformano la vittima in vampiro no, il sole sì etc). I passaggi della trama sono troppo rapidi per venire bene assimilati e a questo bisogna aggiungere anche una struttura di fondo pure lei schizofrenica: infatti i primi due episodi appartengono allo stesso identico story-arc in cui le tre devono domare un'assalto del vampiro Nosferatu ad una cittadina di umani e nel far questo prendono in ostaggio due buffi bambini, mentre il terzo è una storia a sé e interrompe bruscamente quanto appena visto per far finta di nulla e traslare il tutto in Boemia, dove le tre vengono spedite per investigare su un vampiro impazzito. Le atmosfere sono più draculose e anche belle va detto, solo che il delirio è pure qui dietro l'angolo e la storia è priva di senso alcuno. Se la trama della prima bilogia poteva sembrare spezzettata e poco approfondita, qui è letteralmente incomprensibile, sembra uno svarione psico-mistico e un po' splatter in cui i disegni sembrano sciogliersi, le fisionomie fondersi tra loro (Daffodil e le altre sono ormai le sosia di Spinella Tappo) e la storia partire per la tangente. Notevoli in tal senso le ultime tavole dove infuria una sorta di battaglia settaria raccontata con vignette mute e completamente scure. Per riuscire a capirci qualcosa ho dovuto riguardarle qualcosa come sette volte e ancora non sarei capace di capire quali personaggi alla fine sono vivi, quali sono morti. Sempre che qualcuno sia morto. E in tutto questo non si capisce se un proseguio ci possa essere o meno, visto che il finale è assolutamente brusco e immotivato. Insomma bel casino, mi sa che il tanto proclamato NFI dell'era Sbonkiana era davvero un genere sfigato. Peccato perché l'edizione era davvero sfiziosa.

Re: Brremaud, Rigano, Lamanna: Daffodil

Inviato: venerdì 01 maggio 2009, 18:59
da LBreda
Io possiedo ciò che è uscito in edizione BD, parte del BDame che seguii e che, almeno in Italia, è morto di morte improvvisa.

Ora, sulla sconclusionatezza della trama un po' confermerei anche, ci sono seri casini narrativi. E la questione sullo stile è oggettiva. O meglio, a me piace com'è disegnato in più o meno ogni sua parte, ma c'è una nettissima evoluzione all'interno. Ma i colori sono fantastici. Non so se il problema sia dovuto al piccolo formato, o alla stampa Planeta. Ma in edizione BD erano molto belli, esultai quando capii che avrei rivisto Lamanna all'opera su Artemis Fowl.

Il volumetto probabilmente lo prenderò, un po' per completismo (almeno un ex-BDame completo lo voglio, accidenti) e un po' per curiosità.