Dreamworks: Mostri Contro Alieni
Inviato: martedì 28 aprile 2009, 14:23

Ebbene sì, Kung Fu Panda era un caso isolato. Madagascar 2 nient'altro che la ovvia evoluzione positiva di un "brand" nato in maniera molto sbrigativa. Mostri Contro Alieni è la conferma di un certo modo di fare cinema d'animazione: fruzione veloce, disincantata, senza grosse pretese da un lato, dall'altro una perizia innegabile nel saper confezionare ciò che il film vuole essere. Infatti Mostri Contro Alieni è un film elegante che intrattiene, diverte, a tratti anche molto, ma una volta finito lascia veramente poco. Forse proprio a causa del fatto che la storia è proprio semplice semplice, ridotta ai minimi termini, giusto per salvare la faccia e mantenere un minimo di decoro. Perché in fin dei conti l'unico scopo del film è parodiare, parodiare, parodiare come sempre in casa Dreamworks: stavolta tocca allla fantascienza/horror anni 50 e agli stereotipi legati ai film con presidenti ed eserciti americani. La parodia riesce pure abbastanza bene, salvo un paio di battute leggermente sottotono e prevedibili, ma quel che alla fine ne esce sacrificata maluccio è proprio la componente "sentimentale". Per accattivare anche un pubblico femminile che potrebbe non essere attratto dalle tematiche tipicamente maschili di questo genere di film, la protagonista è infatti Susan, una giovane ragazza che il giorno del suo matrimonio viene colpita da un asteroide radioattivo e inizia a diventare gigantesca. Segue l'isolamento insieme al gruppo di mostri del titolo, gruppetto assortito e gaggoso in puro stile Dreamworks che serve a tenere alto il morale del film, e l'occasione di riscatto data dall'invasore alieno con le fattezza di Katzenberg. La guerra contro l'invasore avviene in due tempi, intervallati dalla classicissima scena in cui lei e i suoi nuovi amici cercano di farsi accettare nel mondo normale, e ovviamente si scopre che sono tutti poco propensi a farlo, [spoiler]compreso l'ex futuro marito, che si rivela in tutto il suo telefonatissimo squallore[/spoiler]. [spoiler]Questo provoca ovviamente la scelta di lei di rimanere com'è, compiuta durante il climax della battaglia finale[/spoiler], così da dare modo, come da tradizione Dreamworks di far tornare il gruppetto di mostri nei prossimi sequel che verranno sicuramente prodotti in caso di grandi incassi. Una trama i cui passaggi malinconici, tristi o profondi sono trattati in modo superficiale, veloce e automatico: non viene introdotto sufficentemente bene il [spoiler]lato squallido del fidanzato[/spoiler], [spoiler]non viene giustificata troppo bene la scelta finale di Susan[/spoiler] e sembra quasi che questo sottobosco narrativo sia messo lì tanto per dire "va' che non siamo solo frizzi e lazzi". Lo humor col passare degli anni si è fatto più elegante, anche se non manca qualche tocco tipicamente Dreamworks (il presidente alle tastiere, la canzone degli Aqua all'improvviso) che però oramai si perdona. L'effetto 3d è notevole e fa veramente bene alla spettacolarità del tutto, ma rimane il fatto che siamo di fronte a una casa di animazione che ha un po' sciupato l'opportunità che sembrava star per sfruttare con Kung Fu Panda inserendosi in un mercato sempre più competitivo con prodotti assai più eleganti di prima ma in fin dei conti ugualmente "facili".
P.S. Figata però il design dell'Anello Mancante, con un che di Disney di non so quale epoca.