[Neil Gaiman] Nessun dove
Inviato: sabato 11 aprile 2009, 15:35
Neil Gaiman: Nessun dove

In una settimana ho finito questo libro di Neil Gaiman. L’ho divorato, e ne sono tutt’ora affascinato a catturato, da quanto la narrativa di questo autore mi prende.
La trama è un continuo giocare con il lettore. O meglio, un prenderlo in giro. E io sono cascato in ogni singolo trappola che Gaiman ha teso nel libro. I voltafaccia dei personaggi, chi è veramente buono e chi no, chi tradisce chi, che interessi ha quest’altro… una gamma di personaggi così incredibili e ben rappresentati, ma nel contempo così ambigui da poter cambiare sotto i tuoi occhida un momento all’altro, e quando accade sai che la cosa era sotto i tuoi occhi ma non l’avevi vista. La scrittura di questo magnifico inglese ti ha abbacinato, e non hai visto la verità. Tu sai che qualcosa è diverso da come ti viene presentato, te lo dice l’atmosfera, e allora ti metti a pensare a cosa non quadri, ma quello che intuisci è solo quello che Neil Gaiman voleva farti intuire. Diabolico.
Diabolico come prendere un giovane uomo qualunque, farlo trasferire a Londra, e fargli vivere un’avventura fuori dalla sua più fervida immaginazione. Aiutando una ragazza malmessa riversa per strada, Richard Mayhew (il protagonista, appunto) non immagina neppure in quale assurda realtà sta per andare a cacciarsi. E’ solo il “la” che lo porterà a scoprire che la Londra che conosce così bene (e che Gaiman stesso penso conosca) non è la sola esistente, ne esiste un’altra, sotterranea, misteriosa, formata da strani individui e dagli emarginati del nostro mondo che “cadono nelle fenditure”. La Londra di Sotto. Lì, dove si trovano abili giochi di parole che riescono comunque a essere capiti nella traduzione italiana (Knightsbridge che si trasforma in Nightbridge nel mondo di Sotto, tanto per dirne una), che avvicinano le due Londre, fanno capire che i due mondi convivono ma che la gente di sopra non può vedere quelli di Sotto.
Qui Richard incontrerà Lady Porta, il Marchese di Carabas, i terribili Mister Croup e Mister Vandermar, addirittura un angelo, l’Angelo Islington. E ovviamente la Bestia… E tanti, tanti altri comprimari assurdi, pericolosi, pazzeschi… Unendosi un po’ per caso, un po’ per via delle circostanze a questi personaggi, Richard contribuirà nella ricerca di chi ha voluto uccidere la famiglia di Porta e a capire quale piano vi si cela dietro.
A completare il quadro della magnificenza di questo libro, c’è l’ironia. L’autore è abile a mettere l’imbranato protagonista in gag lollose, e fargli dire battute o pensieri che mi hanno fatto sorridere, e anche alcune frasi di Mister Croup sono da antologia. Servono a spezzare la tensione in modo intelligente, non risultando fuori luogo.
La trama è quindi quanto di più entusiasmante ci possa essere, Gaiman pesca da varie mitologie e le colloca tutte insieme nella Londra di Sotto, creando un mondo parallelo plausibile e affascinante.

In una settimana ho finito questo libro di Neil Gaiman. L’ho divorato, e ne sono tutt’ora affascinato a catturato, da quanto la narrativa di questo autore mi prende.
La trama è un continuo giocare con il lettore. O meglio, un prenderlo in giro. E io sono cascato in ogni singolo trappola che Gaiman ha teso nel libro. I voltafaccia dei personaggi, chi è veramente buono e chi no, chi tradisce chi, che interessi ha quest’altro… una gamma di personaggi così incredibili e ben rappresentati, ma nel contempo così ambigui da poter cambiare sotto i tuoi occhida un momento all’altro, e quando accade sai che la cosa era sotto i tuoi occhi ma non l’avevi vista. La scrittura di questo magnifico inglese ti ha abbacinato, e non hai visto la verità. Tu sai che qualcosa è diverso da come ti viene presentato, te lo dice l’atmosfera, e allora ti metti a pensare a cosa non quadri, ma quello che intuisci è solo quello che Neil Gaiman voleva farti intuire. Diabolico.
Diabolico come prendere un giovane uomo qualunque, farlo trasferire a Londra, e fargli vivere un’avventura fuori dalla sua più fervida immaginazione. Aiutando una ragazza malmessa riversa per strada, Richard Mayhew (il protagonista, appunto) non immagina neppure in quale assurda realtà sta per andare a cacciarsi. E’ solo il “la” che lo porterà a scoprire che la Londra che conosce così bene (e che Gaiman stesso penso conosca) non è la sola esistente, ne esiste un’altra, sotterranea, misteriosa, formata da strani individui e dagli emarginati del nostro mondo che “cadono nelle fenditure”. La Londra di Sotto. Lì, dove si trovano abili giochi di parole che riescono comunque a essere capiti nella traduzione italiana (Knightsbridge che si trasforma in Nightbridge nel mondo di Sotto, tanto per dirne una), che avvicinano le due Londre, fanno capire che i due mondi convivono ma che la gente di sopra non può vedere quelli di Sotto.
Qui Richard incontrerà Lady Porta, il Marchese di Carabas, i terribili Mister Croup e Mister Vandermar, addirittura un angelo, l’Angelo Islington. E ovviamente la Bestia… E tanti, tanti altri comprimari assurdi, pericolosi, pazzeschi… Unendosi un po’ per caso, un po’ per via delle circostanze a questi personaggi, Richard contribuirà nella ricerca di chi ha voluto uccidere la famiglia di Porta e a capire quale piano vi si cela dietro.
A completare il quadro della magnificenza di questo libro, c’è l’ironia. L’autore è abile a mettere l’imbranato protagonista in gag lollose, e fargli dire battute o pensieri che mi hanno fatto sorridere, e anche alcune frasi di Mister Croup sono da antologia. Servono a spezzare la tensione in modo intelligente, non risultando fuori luogo.
La trama è quindi quanto di più entusiasmante ci possa essere, Gaiman pesca da varie mitologie e le colloca tutte insieme nella Londra di Sotto, creando un mondo parallelo plausibile e affascinante.


