[J.K.Rowling] Le Fiabe di Beda il Bardo
Inviato: venerdì 16 gennaio 2009, 14:12

Oh che bello. Prima ancora di dar vita alla famosa enciclopedia potteriana, che tanto dovrebbe ricordare le appendici del Signore degli Anelli, J.K.Rowling per la terza volta dà corpo ad uno dei libri letti nella finzione da Harry e compagni. Ci aveva provato con i due libretti scolastici Gli Animali Fantastici, Dove Trovarli e Il Quidditch Attraverso i Secoli editi dalla Scholastic, scritti sotto falso nome per beneficenza. Questa volta si tratta di un libro vero e proprio, con una sua rilegatura elegante, il nome dell'autrice scritto a chiare lettere e una copertina davvero sfiziosa, un insieme che conferisce parecchio lustro a questo prodotto. Il motivo di tanto lusso probabilmente è il fatto che sia uscito dopo la fine della serie, e che quindi per molti fan possa assomigliare a un contentino, uno strascico di ciò che è stato, e probabilmente questo grazie anche al ruolo risolutivo che La Storia dei tre Fratelli ha avuto all'interno di Harry Potter e i Doni della Morte. Scritto in una sola copia per beneficenza e poi in seguito stampato e distribuito ovunque, il libro ha all'incirca 130 pagine e costa 10 eurozzi, la cover dice che acquistandolo se ne donano 2,4 al Children's High Level Group, un gruppo che porta avanti una campagna per i diritti dei bambini.
Corredato qua e là da illustrazioni della stessa Rowling, il libro si apre con un'introduzione firmata da lei che afferma che il libro è il risultato del lavoro di traduzione dal runico compiuto da Hermione Granger, ed è corredato da alcuni commenti a cura di Silente, trovati dopo la sua morte tra gli incartamenti del suo ufficio, scritti probabilmente per autocompiacimento. La Storia dei Tre Fratelli è collocata per ultima, e il commento che ne fa Silente è allusivo quanto reticente, riguardo al suo personale interessamento verso i famigerati Doni della Morte, interessante che al termine di tutto Silente si definisca un idiota come tanti. Il libro contiene altre quattro storie, scritte tutte con un registro fiabesco molto simile a quello usato per le fiabe babbane, come a voler suggerire che un tempo i due mondi erano un tutt'uno. E infatti ad una prima lettura non sembrerebbe proprio che le fiabe vengano da un corpus fittizio di matrice potteriana, e fatto salvo un fin troppo frequente ricorso alla magia da parte dei protagonisti potrebbero essere benissimo dei racconti medioevali. Tre su quattro sono parecchio macabre: l'unica a non presentare elementi troppo orrorifici è la seconda, La Fonte della Buona Sorte, dove trionfa l'amore, mentre le altre sono un florilegio di stranezze e orrori. E se Il Mago e il Pentolone Salterino e Baba Raba e il Ceppo Ghignante la buttano più sullo humor nero, ma tutto sommato sono positive, la terza della raccolta Lo Stregone dal Cuore Peloso è assolutamente agghiacciante, una storia disturbante dai risvolti tragici. I commenti di Silente sono spesso e volentieri più lunghi delle fiabe e sono un piacere a leggersi. Contengono tutta l'ironia e la saggezza del personaggio, e delizieranno l'appassionato con un florilegio di riferimenti e elementi di continuity da incastrare qua e là nell'expanded universe potteriano.
Insomma, un'opera deliziosa che si spera preluderà alla massiccia enciclopedia magica che da tempo la Rowling ha promesso.