[Terry Pratchett] Il Colore della Magia
Inviato: venerdì 24 ottobre 2008, 15:23

(copertina italiana orrenda)
Una tartaruga di dimensioni galattiche, sul cui carapace poggiano quattro elefanti, che sostengono con le loro schiene il Mondo, un disco piatto dai cui bordi l'acqua scorre in un'eterna cascata nel vuoto... Solo l'ambientazione dice tutto di questo libro fantastico, primo della serie del Diskworld, edita da Terry Pratchett.
Un po' come in un fumetto Disney, la vicenda comincia dal punto di climax massimo: la città di Ankh Morpork in fiamme, e i due protagonisti, Scuotivento e Duefiori in fuga. Riavvolgendo poi il nastro, ci ritroviamo sulla banchina del porto di Ankh, dove è appena attraccata una nave, da cui un curiosissimo figuro (Duefiori) esce, accompagnato dal suo bagaglio, dotato di tanti minuscoli piedini autonomi. Non parlando la lingua locale, ma munito di quello che per noi potrebbe essere un libricino di frasi-fatte, che si trovano nelle agenzie di viaggio, per fornire lo stretto indispensabile per partire a coloro che non parlano lingue straniere. Con non poca difficoltà, e un umorismo esilarante, il turista riesce a farsi indirizzare ad una locanda.
Giuntovi, ricevuta una stanza e del cibo, ricompensa il locandiere con una moneta straniera, il cui valore in valuta Ankh-Morporkiana ammonterebbe a una cifra superiore al costo complessivo della taverna. Essendo esterrefatti un po' tutti dalla noncuranza con cui il figuro se ne è privato, interviene Scuotivento, un mago fallito, che si è fatto espellere dall'Accademia Magica, e che non conosce alcun incantesimo [spoiler](se non uno degli 8 Incantesimi più potenti, capace da solo di creare un cataclisma cosmico per il Mondo Disco)[/spoiler], l'unico capace di parlare la lingua dello straniero. Dopo essere stato assunto dal turista in cambio di una moneta al giorno (pretendendo quindi di diventare un plurimiliardario in pochi giorni), Scuotivento ne segue i movimenti per la città.
Dopo averlo accompagnato in lungo e in largo, sarà proprio per causa loro che scoppierà l'incendio nella città (a seguito di una zuffa tra la gilda dei Ladri e quella degli Assassini nella loro taverna), e i due saranno costretti a lasciarla di corsa. L'autore ci porta così, non tralasciando mai quel gusto per il simpatico, e quella sua capacità di rigirare una frase banale, per farne una vera e propria perla, attraverso parte del Disco, narrando parallelamente di come questo viaggio non sia altro che un capriccioso gioco da tavolo che gli dèi stanno giocando tra di loro (utilizzando i nostri protagonisti, e altri eroi locali come pedine).
Proseguendo nella loro avventura giungeranno al tempio di Bel-Shamaroth, il Mangiatore di Anime, dove se la vedranno con questo demone leggendario, quindi alla montagna rovesciata di Wyrmberg, dove vivono i draghi [spoiler](che poi non sono altro che illusioni, frutto della fantasia dei loro cavalieri)[/spoiler], ed infine nel paese di Krull, sul bordo del Disco, da cui precipiteranno per poi...
[Continua nel secondo libro "La luce fantastica"]
Che dire di questo libro? Umorismo eccezionale, l'autore lascia galoppare la fantasia a briglia sciolta, dipingendo dei personaggi molto caratterizzati, dotati ognuno di una propria psicologia e comportamento. Uniche pecche sono forse la brevità (non raggiunge neanche le 200 pagine) e forse la difficile contestualizzazione all'inizio del libro (parte infatti in quinta, non dando il tempo al povero lettore di ambientarsi; consiglierei, una volta finito il libro, di rileggersi le prime 7-10 pagine
E' tutto.
[spero di non aver scritto nulla di sgrammaticato]