[Edgar Rice Burroughs] John Carter di Marte
Inviato: venerdì 25 luglio 2008, 15:16
Edgar Rice Burroughs
John Carter di Marte

Ho iniziato a leggere questa saga in UNDICI libri non perché sono masochista ma perché la Pixar sta per trarne una trilogia (i primi 3 libri, per ora) in live-action (Ne stanno scrivendo la sceneggiatura in questi mesi Andrew Stanton e Mark Andrews).
Questi sono i libri di JCOM (John Carter of Mars), come raggruppati nei (vecchi) volumi italiani pubblicati da Editrice Nord:
John Carter di Marte
- 1912, La Principessa di Marte (A Princess of Mars, o Under the Moons of Mars)
- 1913, Gli Dei di Marte (The Gods of Mars)
- 1914, Il Signore della Guerra (The Warlord of Mars)
Le pedine di Marte
- 1920, Thuvia, fanciulla di Marte (Thuvia, Maid of Mars)
- 1922, Le pedine di Marte (The Chessmen of Mars)
La mente di Marte
- 1928, La mente di Marte (The Master Mind of Mars)
- 1931, Il guerriero di Marte (A Fighting Man of Mars)
I guerrieri di Marte
- 1936, Le spade di Marte (Swords of Mars)
- 1940, Gli uomini sintetici di Marte (Synthetic Men of Mars)
Lhana di Gathol del Pianeta Marte
- 1948, Lhana di Gathol del Pianeta Marte (Lhana of Gathol), raccolta di quattro racconti
- 1964, John Carter di Marte (John Carter of Mars), raccolta di due racconti
Altre info qui.
Io per ora ho comprato solo il primo volume, e ho appena finito di leggere il primo libro, La Principessa di Marte.
Un valoroso soldato della Virginia finisce nel deserto per motivi che non vi sto a dire e "magicamente" si ritrova su Marte. Qui incontra una razza di omoni verdi alti tre metri e scopre che, nonostante la loro forza, lui può batterli perché su Marte la gravità è minore e quindi un terrestre si muove con estrema agilità e la sua forza in proporzione a quella marziana è maggiore. E' così che ammazza qualche verdone e, come tradizione marziana vuole, ne prende il "metallo". Pian piano fa la sua scalata sociale, fin quando scopre che c'è un'altra razza di marziani, quelli rossi, più simili ai terrestri in forma e dimensione. In particolare il primo marziano rosso che incontra è un bel pezzo di figliuola, Dejah Thoris, che (coincidenza) è la principessa del suo regno, Helium. Questa viene catturata dai marziani verdi, i quali per questo diventano i nemici di John Carter. Il resto del libro è il racconto delle peripezie che Carter fa per liberare/ritrovare la sua amata Dejah Thoris.
La storia di base non è granché appassionante. E' un racconto di guerra e di amore, niente di nuovo. A contorno di queste cronache ci sono le descrizioni di usi e costumi marziani ai quali John Carter deve abituarsi.
La delusione sta nel fatto che molti dei colpi di scena sono forzati, o risolti in maniera ridicola: a un certo punto, non si sa come, John Carter riesce a leggere nel pensiero dei marziani, mentre loro non riescono a leggere nei suoi. Oppure, di punto in bianco, ritrova qualche suo vecchio amico che lo viene a salvare.
I punti di interesse sono pochi, ma visto che ci sono altri dieci libri a seguire questo, si spera che verranno sviluppati:
- Come fa John Carter ad arrivare su Marte? Sembra una magia, oppure un sogno, eppure ci sono indizi perché questa traslazione planetaria non è del tutto casuale...
- La storia di Sola, la marziana verde "diversa", quella che non è crudele come tutto il resto della sua razza, l'unica marziana verde che conosce i suoi genitori (gli altri non possono perché i marziani sono ovipari, e le uova una volta fatte vengono ammassate in un luogo chiamato incubatore e lasciate lì, mescolate, a svilupparsi per cinque anni. Quando nascono poi vengono allevati dalla comunità).
- Il finale: il finale è veramente intrigante, anche se le cause non sono ben chiare. Insomma, a un certo punto, per colpa di una cosa fatta da John Carter, l'intera popolazione marziana rischia di morire di asfissia. Allora John Carter va a rimediare al suo errore, ma prima di sapere se ce l'ha fatta... *puff*, è ritornato sulla Terra...
- John Carter è già la quarta volta che muore e poi risorge. Perché?
Il primo libro quindi è introduttivo e ha uno svolgimento noioso e banale, però ci sono gli elementi per diventare una interessante saga epica.
John Carter di Marte
Ho iniziato a leggere questa saga in UNDICI libri non perché sono masochista ma perché la Pixar sta per trarne una trilogia (i primi 3 libri, per ora) in live-action (Ne stanno scrivendo la sceneggiatura in questi mesi Andrew Stanton e Mark Andrews).
Questi sono i libri di JCOM (John Carter of Mars), come raggruppati nei (vecchi) volumi italiani pubblicati da Editrice Nord:
John Carter di Marte
- 1912, La Principessa di Marte (A Princess of Mars, o Under the Moons of Mars)
- 1913, Gli Dei di Marte (The Gods of Mars)
- 1914, Il Signore della Guerra (The Warlord of Mars)
Le pedine di Marte
- 1920, Thuvia, fanciulla di Marte (Thuvia, Maid of Mars)
- 1922, Le pedine di Marte (The Chessmen of Mars)
La mente di Marte
- 1928, La mente di Marte (The Master Mind of Mars)
- 1931, Il guerriero di Marte (A Fighting Man of Mars)
I guerrieri di Marte
- 1936, Le spade di Marte (Swords of Mars)
- 1940, Gli uomini sintetici di Marte (Synthetic Men of Mars)
Lhana di Gathol del Pianeta Marte
- 1948, Lhana di Gathol del Pianeta Marte (Lhana of Gathol), raccolta di quattro racconti
- 1964, John Carter di Marte (John Carter of Mars), raccolta di due racconti
Altre info qui.
Io per ora ho comprato solo il primo volume, e ho appena finito di leggere il primo libro, La Principessa di Marte.
Un valoroso soldato della Virginia finisce nel deserto per motivi che non vi sto a dire e "magicamente" si ritrova su Marte. Qui incontra una razza di omoni verdi alti tre metri e scopre che, nonostante la loro forza, lui può batterli perché su Marte la gravità è minore e quindi un terrestre si muove con estrema agilità e la sua forza in proporzione a quella marziana è maggiore. E' così che ammazza qualche verdone e, come tradizione marziana vuole, ne prende il "metallo". Pian piano fa la sua scalata sociale, fin quando scopre che c'è un'altra razza di marziani, quelli rossi, più simili ai terrestri in forma e dimensione. In particolare il primo marziano rosso che incontra è un bel pezzo di figliuola, Dejah Thoris, che (coincidenza) è la principessa del suo regno, Helium. Questa viene catturata dai marziani verdi, i quali per questo diventano i nemici di John Carter. Il resto del libro è il racconto delle peripezie che Carter fa per liberare/ritrovare la sua amata Dejah Thoris.
La storia di base non è granché appassionante. E' un racconto di guerra e di amore, niente di nuovo. A contorno di queste cronache ci sono le descrizioni di usi e costumi marziani ai quali John Carter deve abituarsi.
La delusione sta nel fatto che molti dei colpi di scena sono forzati, o risolti in maniera ridicola: a un certo punto, non si sa come, John Carter riesce a leggere nel pensiero dei marziani, mentre loro non riescono a leggere nei suoi. Oppure, di punto in bianco, ritrova qualche suo vecchio amico che lo viene a salvare.
I punti di interesse sono pochi, ma visto che ci sono altri dieci libri a seguire questo, si spera che verranno sviluppati:
- Come fa John Carter ad arrivare su Marte? Sembra una magia, oppure un sogno, eppure ci sono indizi perché questa traslazione planetaria non è del tutto casuale...
- La storia di Sola, la marziana verde "diversa", quella che non è crudele come tutto il resto della sua razza, l'unica marziana verde che conosce i suoi genitori (gli altri non possono perché i marziani sono ovipari, e le uova una volta fatte vengono ammassate in un luogo chiamato incubatore e lasciate lì, mescolate, a svilupparsi per cinque anni. Quando nascono poi vengono allevati dalla comunità).
- Il finale: il finale è veramente intrigante, anche se le cause non sono ben chiare. Insomma, a un certo punto, per colpa di una cosa fatta da John Carter, l'intera popolazione marziana rischia di morire di asfissia. Allora John Carter va a rimediare al suo errore, ma prima di sapere se ce l'ha fatta... *puff*, è ritornato sulla Terra...
- John Carter è già la quarta volta che muore e poi risorge. Perché?
Il primo libro quindi è introduttivo e ha uno svolgimento noioso e banale, però ci sono gli elementi per diventare una interessante saga epica.