[DC] Batman
Inviato: lunedì 14 luglio 2008, 22:50
Moore & Bolland: Batman - The Killing Joke

Tanto di cappello ad Alan Moore che ha realizzato una storia come questa. Veramente. Io di Batman ho letto poco,ma di certo questa perla è una delle migliori storie del cavaliere oscuro.
Il centro della storia è un confronto molto ben riuscito tra Batman e il suo storico nemico, il Joker, e il vero motore di tutta l'azione è proprio il folle villain dell'Uomo Pipistrello. Perchè è lui che, col rapimento del commissario Gordon, vuol fare una dimostrazione. In primo luogo a sè stesso e poi a Batman, e cioè: la differenza che c'è tra lui e gli uomini normali è un giorno andato storto. Già, perchè la prima magia narrativa di Moore è quella di spezzare la spettacolare narrazione nel presente con flashback che ci illuminano sul passato del Joker, quando da comico fallito per raggranellare qualche soldo decide di unirsi a due malviventi per una rapina, poco dopo aver saputo della morte della moglie e del bambino che aveva in grembo, rapina che poi finì male e inseguito da Batman cadde in una vasca d'acido diventand quello che è.
La seconda sta nei dialoghi. Come il Joker ha avuto la sua giornata storta, cerca di farla avere a Gordon sottoponendolo a pressioni psichiche per cercare di farlo impazzire e cerca di dimostrare a Batman di essergli simile, che anche lui deve aver avuto una giornata no, che l'ha fatto diventare il giustiziere che è. Il dialogo che instaurano alla fine i due personaggi raggiunge il lirico e la perfezione, costruita con le parole del Joker per tutto il racconto.
Le tematiche trattate sono molto interessanti, a partire dalla già citata tesi del Joker fino alla "macchina" messa in piedi dal folle per far ammattire Gordon. Gli squarci sul passato del villain sono molto ben narrati. Il perno è la differenza tra salute mentale e pazzia, se è davvero tanto netto e se gli uomini normali vivono in una società normale oppure in una che spinge inevitabilmente coi suoi ritmi alla follia. E se la follia sia l'unica via per salvarsi da quel' "orrenda barzelletta" che è la vita, oppure se la via di Batman, quella di affrontare la vita anche se ingiustamente pazza nel dare dolori, sia quella più giusta e coraggiosa. Ma per il Joker ormai non è più tempo per una decisione del genere.
I disegni sono una gioia per gli occhi, non conoscevo Bolland ma la sua rappresenrazione del Joker e di Batman e le scene al Luna Park mi hanno fatto brillare gli occhi.
In sostanza una buonissima storia, che ha qualcosa da dire e che fa riflettere, e che è capace di dare uno spessore e un'umanità a personaggi che, seppur di comics (o forse proprio perchè di comics), hanno molte sfaccettature umane e sono molto profondi e ingarbugliati intimamente. Il tutto supportato da disegni splendidi e ricchi di dettagli.

Tanto di cappello ad Alan Moore che ha realizzato una storia come questa. Veramente. Io di Batman ho letto poco,ma di certo questa perla è una delle migliori storie del cavaliere oscuro.
Il centro della storia è un confronto molto ben riuscito tra Batman e il suo storico nemico, il Joker, e il vero motore di tutta l'azione è proprio il folle villain dell'Uomo Pipistrello. Perchè è lui che, col rapimento del commissario Gordon, vuol fare una dimostrazione. In primo luogo a sè stesso e poi a Batman, e cioè: la differenza che c'è tra lui e gli uomini normali è un giorno andato storto. Già, perchè la prima magia narrativa di Moore è quella di spezzare la spettacolare narrazione nel presente con flashback che ci illuminano sul passato del Joker, quando da comico fallito per raggranellare qualche soldo decide di unirsi a due malviventi per una rapina, poco dopo aver saputo della morte della moglie e del bambino che aveva in grembo, rapina che poi finì male e inseguito da Batman cadde in una vasca d'acido diventand quello che è.
La seconda sta nei dialoghi. Come il Joker ha avuto la sua giornata storta, cerca di farla avere a Gordon sottoponendolo a pressioni psichiche per cercare di farlo impazzire e cerca di dimostrare a Batman di essergli simile, che anche lui deve aver avuto una giornata no, che l'ha fatto diventare il giustiziere che è. Il dialogo che instaurano alla fine i due personaggi raggiunge il lirico e la perfezione, costruita con le parole del Joker per tutto il racconto.
Le tematiche trattate sono molto interessanti, a partire dalla già citata tesi del Joker fino alla "macchina" messa in piedi dal folle per far ammattire Gordon. Gli squarci sul passato del villain sono molto ben narrati. Il perno è la differenza tra salute mentale e pazzia, se è davvero tanto netto e se gli uomini normali vivono in una società normale oppure in una che spinge inevitabilmente coi suoi ritmi alla follia. E se la follia sia l'unica via per salvarsi da quel' "orrenda barzelletta" che è la vita, oppure se la via di Batman, quella di affrontare la vita anche se ingiustamente pazza nel dare dolori, sia quella più giusta e coraggiosa. Ma per il Joker ormai non è più tempo per una decisione del genere.
I disegni sono una gioia per gli occhi, non conoscevo Bolland ma la sua rappresenrazione del Joker e di Batman e le scene al Luna Park mi hanno fatto brillare gli occhi.
In sostanza una buonissima storia, che ha qualcosa da dire e che fa riflettere, e che è capace di dare uno spessore e un'umanità a personaggi che, seppur di comics (o forse proprio perchè di comics), hanno molte sfaccettature umane e sono molto profondi e ingarbugliati intimamente. Il tutto supportato da disegni splendidi e ricchi di dettagli.




