[Allegati RCS] Topolino Story (Prima e Seconda Serie)
Inviato: sabato 03 dicembre 2005, 01:27
Si è conclusa ieri la serie di albi, in vendita col Corriere della Sera, che ripercorre, anno per anno, il meglio del noto settimanale.
Perchè ho aperto questo thread mi chiederanno dunque i miei 25 lettori. Bè la risposta è molto semplice: siccome nei mesi scorsi ho avuto modo di recensirli uno per uno per svariati forum ho ben pensato di propinare anche qui gli scritti.
Recensire una serie finita? e a che pro? Bè i numeri sono ancora tutti reperibili o ordinabili. Qui c'è l'elenco completo delle storie, se doveste individuare un albo sufficientemente ghiotto ricordate che manca poco a Lucca...
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Vol. 1 - 1949
L'impressione è buonissima.
Già dal primo volume è chiaro il piano dell'opera: scegliere il meglio di ogni anno, pescandolo però da ambiti disneyani assai differenti per poter dare un idea "totale" di ciò che la disney produceva in quegli anni.
L'inferno di Topolino (Martina/Bioletto): un vero gioiello. la sua presenza era scontata. Una storia da imparare a memoria e l'unica storia italiana del periodo (se escludiamo l'appena conclusa Topolino e il cobra bianco, e la tutt'altro che memorabile Topolino e i grilli atomici). Può forse sembrare discutibile la scelta di pubblicarne solo la prima metà ma le motivazioni sono scritte a chiare lettere nell'articolo introduttivo.
Paperino e i buoni propositi (Barks): esilarante commediola domestica barksiana
Paperino e l'eco magica (Barks): Altra divertentissima scaramuccia zeppa di gag memorabili
Il piccolo Rimorchiatore (Eisenberg): altra rarità, tratta dall'episodio Little Toot dello scrigno delle sette perle. Topolino ai tempi offriva anche trasposizioni fumettate dei cartoni che contemporaneamente passavano sugli schermi e mi è sembrato giusto che abbiano voluto "testimoniarlo" con questo gioiellino.
Coniglietto e l'erba dorindoro (Craig/Murry): Divertentissimo e gradevole, Fratel Coniglietto, così come Buci e Ezechiele Lupo, era una presenza fissa. Sebbene molti possano storcere il naso di fronte alla scelta di pubblicare tra il meglio anche storie di altri personaggi non propriamente avventurose, ritengo che le brevi a quel tempo "marcassero" la differenza e dessero modo alle lunghe di occupare un proprio ambito. Questo in controtendenza con la linea editoriale odierna in cui tutte le storie hanno la stessa lunghezza e nessuna prevale sulle altre.
Eta Beta l'uomo del 2000 (Walsh/Gottfredson): Strisce giornaliere rimontate. Sebbene questa scelta non sia il massimo delle filologia le storie qui presenti vengono presentate tali e quali a come apparvero quando furono pubblicate sulle pagine del topo, con tutte le magagne dell'epoca (tagli, omissioni, traduzioni sballate). Un "problema" che cesserà di esistere quando Topolino pubblicherà solo materiale italiano e quindi presentato senza alterazioni. La storia è stupenda, e anche se si tratta di gag legate da un esile filo, resta uno dei must dell'albo.
Chiudono l'albo alcuni articoli sul panorama dell'epoca, una galleria di copertine topolinesche e un lungo articolo sul personaggio di Topolino da Stemboat Willie ad MM.
in conclusione: pienamente soddisfatto.
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Vol. 2 - 1950
Altro grande numero.
La forza scorre potente in quest'iniziativa che ci propone un altro bel numero.
Come annotato nell'introduzione al fascicolo il 1950 è l'anno di Cenerentola. L'opera si ripropone di dare uno sguardo all'intero panorama disneyano annotando eventi che esulano dall'argomento principale e cioè la storia del settimanale.
E uno sguardo a cosa parallelamente accade nel mondo dell'animazione non può fare che bene specialmente in un periodo in cui i due ambiti erano molto vicini.
Paperino e il tesoro dei vichinghi (Barks): Si comincia con una stupenda lunga di Barks, incentrata sul rapporto Paperino-Gastone. La scena dei rimorsi di Paperino è uno dei vertici dell'umorismo barksiano e il finale commovente da cui Paperino e nipoti escono "vincenti" è uno dei più belli del maestro. Inutile dire che da sola vale l'albo.
Paperino e le rane (Barks): Divertente tenpages ma non certo esilarante quanto le due pubblicate nel primo fascicolo.
Fratel Coniglietto e lo sciroppo d'oro (Stallings/Moores): Trattasi di tavole domenicali rimontate. la storia non è frizzante come quella sul numero scorso, nata per i comic book.
Non vi compaiono Compare Orso e Comare Volpe bensì un insieme di insipidi comprimari. Debole.
Topolino e le sansoformiche (Wright): La storia è preceduta da un articolo che presenta Bill Wright. Non indimenticabile ma gradevole. E'un esempio di storia topolinesca da Comic Book, non spettacolare ma assai gradevole.
Buci e il faro (Buettner): La serie di Buci è un altro dei capisaldi del topolino d'altri tempi. Il personaggio nato dalle Silly Simphonies potrebbe essere utilizzato ancora. Tuttavia non è una dele sue storie migliori. Per quanto mi piaccia il mondo di Buci, non ho mai trovato troppo coinvolgenti le sue storie.
Il Lupo Mannaro fa il pittore (Craig/Murry): Le storie di Ezechiele sono oro colato. trasudano umorismo da tutti i pori e il personaggio di Ezechiele è sempre caratterizzato benissimo. L'intreccio di queste vicende boscose non è mai il massimo ma sa intrattenere alla grande. Spero tanto in una sua ripresa anche occasionale.
Il Lupo Mannaro e il nipote impertinente (Craig/Murry): Idem come sopra, le due storie sono LOL e si equivalgono alla grande.
L'inferno di Topolino (Martina/Bioletto): Si conclude in questo numero questo capolavoro. Per un bel po' (grilli atomici a parte) non ci saranno altre storie italiane.
In appendice un articolo sul calcio, uno sulla guerra fredda e uno sulla pubblicità, la solita carrellata di copertine e una scheda su Paperino.
Numero di pochissimo inferiore al primo, tutto sommato. Ma si tratta di sottigliezze.
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Vol. 3 - 1951
Sempre meglio. Questa volta ci rimette la quantità ma il risultato è ammirevole.
Tre storie lunghe fra le migliori della produzione disney più una breve dimenticabile. Ma andiamo con ordine:
Introduzione su Alice nel paese delle meraviglie il classico Disney del 1951.
Topolino in Gran Tassonia (Gottfredson/Wright) : é la versione ridisegnata da Bill Wright per i comic book di Topolino sosia di Re Sorcio, storia a strisce del 1937. Io preferisco la versione originale, il tratto di Floyd Gottfredson lo trovo inimitabile, tuttavia apprezzo il lavoro di Wright. Avrei preferito avessero pubblicato l'originale piuttosto che il remake, ma mi rendo conto che la cosa sarebbe stata impossibile in una collana che si ripropone di ristampare le storie così come sono apparse sul topo. Considerando poi che l'originale era stato pubblicato a suo tempo su Topolino giornale...
La vicenda è la stessa, ed è una delle migliori storie disney in assoluto.
Il compleanno di Nonna Papera (Thomson): Il primo incontro di Nonna Papera con Gas & Jack, una storiella breve che ha come unico punto notevole lo svelamento del nome di Nonna Papera: Elvira. Il resto è dimenticabilissimo.
Paperino e la clessidra magica (Barks): Uno dei tanti capolavori di Barks. Storia lunga e avventurosa fondamentale nel percorso che porterà l'artista ad affinare il personaggio di Paperone. Memorabili le facce deluse dei nipoti al vedersi affibbiare regali-patacca e la morale finale sulla vera ricchezza. Una delle storie in cui Barks maggiormente si diverte a interpretare la parte del Dio Beffardo che disinteressato alle vicende papere ne sa essere spettatore compiaciuto.
Topolino tra le stelle (Walsh/Gottfredson): Incredibile storia a strisce di Topolino che prende in giro alla grande lo Star System e il vacuo mondo di Hollywood. Questa storia contiene alcune delle scene più divertenti del fumetto disney di sempre. Pippo che esige la controfigura per schioccare le dita, che caccia via il vecchio zio dal set, che parla coi pupazzi, topolino e la sue cotta per la diva che è già nonna. Pura satira sociale ciò che il fumetto disney sarebbe in teoria nato per essere.
In appendice alcuni articoli che trattano della radio, dei giochi a premi e della moda dell'epoca, la carrellata di copertine questa volta monca delle quarte di copertina (punto a sfavore)e la scheda di Pippo.
In conclusione forse il numero migliore per chi ha intrapreso questa serie alla ricerca di grandi storie più che di piccole chicche
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Vol. 4 - 1952
Piccolo passo indietro questa volta. Alcune storie molto belle condite da altre decisamente dimenticabili.
Bell'articolo sulla campagna elettorale di Eisenhower e sui cartoni disney del periodo, come Lambert the sheepish lion e Donald Applecore.
Ma veniamo alle storie:
Topolino e lo spettro fallito (Walsh/Gottfredson) : La perla del numero è una delirosissima storia puramente Walshiana. E' una storia a strisce e, come si evince dalla prima vignetta, viene esattamente dopo Topolino tra le stelle, pubblicata, guarda caso, nel numero precedente.
La storia è divertentissima, e la caratterizzazione di Brian è eccelsa. Forse un po' mancante di coerenza interna ma davvero divertente. Puro spirito disney.
Paperino e le forze occulte (Barks) : Questa come le due che seguno è introdotta da un articolo sulle origini cinematografiche di Nocciola & co. é' la versione fumettata del lollosissimo "Trick or Treat". Purtroppo all'epoca uscì tagliata di alcune sue parti e come tale è stata riproposta qui. Io avrei evitato di ripubblicarla e avrei ripiegato su altre storie Barksiane intatte.
I sette nani e le monellerie di Pinocchio (Bradbury) : Questa schifezza se la potevano tenere. Capisco il fascino vintage del riproporre un lato disneyano che oggi si tende (giustamente) a dimenticare, ma trovo molto più accettabile un'ingenua storia di Buci piuttosto che questo.
Messer Bianconiglio e l'orologio magico (Hubbard) : Già meglio. Quantomeno le caratterizzazioni di Capitan Libeccio & co sono decenti e fanno respirare la stessa aria che si respira nel film. Ma cmq io non l'avrei mai ripescata.
Paperino e il maragià del Verdestan (Barks) : Questo è un capolavoro. una perla di umorismo che delinea alla grande la contraddittoria personalità dello zione. E, come al solito, Barks dietro la macchina da presa si burla delle ridicolaggini dell'umanità. Prima apparizione di Cornelius Coot. Gioiello. Questa e quella di Gottfredson da sole valgono l'albo.
Topolino e la meravigliosa Vussei (Moores) : Un misconosciuto topolino da comic book. Sinceramente lo spunto di questa storia è intrigante assai, ma non viene più di tanto sviluppato e la storiella finisce per non rimanere più di tanto impressa nella memoria. Graziosa, non eccezionale.
In appendice articoli sulla comicità di allora, sulla pubblicità e sui regnanti. Le copertine (sempre mutile per metà) e la scheda di Minni.
Nettamente inferiore ai primi tre soprattutto per la presenza di quelle brevi e per la pubblicazione delle forze occulte, necessariamente tagliato. Ma cmq consigliato.
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Vol. 5 - 1953
Altro numero tutto da comprare (per quanto durerà la manna?)
L'introduzione parla di Peter Pan.
ma veniamo alle storie
Per presentare Paperino si ha una quartetto di Tenpages di Barks
Paperino allevatore di polli (Barks): Divertente e catastrofica.
Paperino e il pranzo dei poveri [Barks): Rotflosissima e incentrata sulle schermaglie Paperino/Gastone.
Paperino e la filosofia flippista (Barks): Dissacrante presa in giro dei ciarlatani e delle loro filosofie da quattro soldi. Prima apparizione di Emy Ely Evy.
Paperino e l'arcobaleno (Barks): Zio Paperone confronta i metodi speculativi del nipotame. Sghizzante il modo in cui paperino scglie di far fruttare i propri soldi...indebitandosi ulteriormente!
Topolino e il deserto del nulla (Walsh/Gottfredson): Tocca alle strisce di Floyd. Questa è una delle ultimissime storie del ciclo a strisce che nel '55 si interromperà. Le situazioni immaginate da Walsh sono come al solito delirose, anche se non mancano le scene "forti". Commovente l'addio del piccolo Magneto e la morte della folle dynamina commentata da Pippo con "Povera Dynamina! Aveva la brutta mania di ammazzare la gente...ma è stata l'unica ragazza che mi abbia trovato bello!"
Zirlino, il leone pecorino (Moores): Bè il cortometraggio è ultrafamoso ed è interessante che gli abbiano dedicato ben due versioni a fumetti diverse (la seconda è stata pubblicata sulle tavole domenicali ed è opera di Gottfredson). Una chicca che impreziosisce l'albo.
Paperone e la Banda Bassotti (Barks): Inserita per presentare il personaggio della banda bassotti, questa storia, a dispetto del titolo non ne è la prima apparizione. Ma compare per la prima volta la numero uno. Molto carina.
Il come eravamo tratta questa volta di orologi, scuola e alloggi. Le copertine di topolino nel 53 cessano di essere doppie e quindi non pesa più tanto la scelta di pubblicare solo la prima di copertina.
Scheda di Paperone in appendice.
Altro numero da avere. Per adesso l'iniziativa si mantiene su livelli molto alti.
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Vol. 6 - 1954
dunque dunque.
in apertura si fa riferimento al successo disney di quell'anno: 20.000 leghe sotto i mari. Interessante come riescano a non far apparire per niente forzato il passaggio, nello stesso articolo, da una prospettiva storica generale a l'infitesimale realtà cinematografica degli studi di Walt. un *clap* ad Annamaria semprevivo.
Per la serie grandi autori si parla questa volta di Carpi, all'interno della rubrica grandi personaggi invece tocca a Pluto.
Paperino e il muro del riso (Martina/Carpi): Ed ecco che arrivano i nostri. che deludono fortemente. Prima o poi le storie italiane sarebbero dovute arrivare, non si poteva continuare ad ignorare l'arrivo dei grandi maestri italici sulle pagine del topo. Da un punto di vista storico dunque la scelta è azzeccatissima. Ma francamente non sono riuscito ad apprezzare. Dirò un'eresia ma ho trovato le caratterizzazioni Martiniane di questa storia alquanto piatte; Paperino è un totale scriteriato, QQQ sono insopportabilmente antipatici, Paperone è meschino.
Alcune trovate inoltre sono alquanto grossolane (Paperino che mangia la colla e diventa elastico), quello che doveva essere il colpo di scena finale si autospoilera all'inizio, e il titolo della storia se confrontato col suo effettivo svolgimento è alquanto inadeguato.
Il primo Carpi è ancora troppo Taliaferresco e i disegni non eccellono. Deludente.
Pluto e il dinosauro (Murry): Storiellina in cui Pluto cerca di donare un osso al museo. Simpatica, ma nulla più.
Pluto si guadagna la casa (Christensen/Murry): Brevissima. come l'altra. Semplice e gradevole.
Topolino e la scarpa magica (Walsh/Gottfredson): Allora. la scelta di pubblicare una storia priva di finale mi è sembrata alquanto discutibile, avreppero potuto riscattarsi pubblicandolo nell'introduzione. Giudicando la storia per quel che ne rimane non posso far altro che applaudire. Geniale, surreale, d'atmosfera. a tratti inquietante. In questa storia c'è tutto Walsh e il suo disincantato sense of Wonder (ellosò che è un ossimoro). Interessante il fatto che Topolino sia da solo. senza Pippo, senza Eta Beta. La cavalcata finale col Puka è spettacolo.
Da sola vale l'albo.
Paperone pesca lo skirillione (Barks): I paperi ad Atlantide! altra storia che da sola vale l'albo. Vero e proprio capolavoro del paradosso che come chiave d'accensione ha un'assurda disputa numismatica tra Paperino e suo Zio.
La storia di come gli uomini hanno cominciato a respirare sott'acqua mi ha sempre affascinato.
Assurdo e Affascinante.
Il come eravamo questa volta tratta della televisione e della conquista del K2.
Scheda su Qui, Quo e Qua.
In definitiva: Un numero che parte incerto ma si riscatta ampiamente grazie a Barks e Floyd. Ancora consigliato.
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Vol. 7 - 1955
Per adesso è il peggior numero.
Poche storie e bruttocce.
Paperino e il misterioso Mister Moster (Martina/Carpi): Buone premesse, finale orrendo. Ma c'è un abisso che la separa dal muro del riso. LA coppia fa progressi e ciò è bene. Perdibilissima cmq.
I Paperini e la caccia al tesoro (Connel/Strobl): Interessante per vedere lo stile di Strobl non castrato dalla cattiva inchiostrazione con cui siamo abituati a vederlo. Storiella minimalista.
Lilli e la foresta incantata (Connel/Hubbard): In questa storia compaiono Lilli, il Bianconiglio, Grimilde, i Sette Nani, Bongo, Dumbo e Bambi. Puro Pattume.
Topolino e Pippo cosmico (Walsh/Gottfredson): Unica storia per cui vale effettivamente la pena di comprare l'albo. Genialità assoluta nella caratterizzazione di Pippo. Penultima storia del ciclo a strisce e ultima che troveremo in Topolino Story. Ciao Ciao papà Floyd...
Come eravamo più lungo del solito: quasi il doppio. si parla di Disneyland, della fiat 600 e di b'zzeffe di altre cose.
Scheda su Paperina
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Vol. 8 - 1956
Dopo due numeri un po' scialbi ecco una buona ripresa, tanto Barks, e soprattutto Scarpa.
Paperino e il Vello d'oro (Barks): Stupenda avventura. Paperone novello giasone, una gara culinaria tra arpie, il drago insonne. Millemila momenti topici in uno dei migliori Barks.
Topolino e il segno di Squid (Murry): Preceduta da un articolo introduttivo su Paul Murry. Tipica storia Murryana, il topolino dei comic book a me non entusiasma per nulla. Svolgimento banale e prevedibile. Bei disegni, ma assai noiosa.
Paperino e la prove olimpiche (Barks): Tenpage capolavoro. Umorismo a mille, ma soprattutto un finale commovente. C'è tutto Paperino in questa storia. Tanto di cappello.
Paperino e la gara del ponte (Barks): Graffiante presa in giro dei Boy Scout. Peccato che in futuro questo spirito originario verrà travisato, e le GM verranno dipinte come una suqadra di supereroi. Ad ogni modo la mogolessa invasata è quanto di più Barksiano si possa immaginare. Prima apparizione delle gioiette.
Paperino e i gamberi in salmì (Scarpa): Primissima storia del maestro in qualità di autore completo. La stoffa c'è già tutta. Un intreccio interessantissimo, una soluzione mai banale, un occhio di riguardo per l'umorismo. Prima apparizione di Gedeone, fratello di ZP. Stupenderrima.
Il come eravamo questa volta tratta del'autostrada del sole, di Cortina e del Rock. Scheda su Pluto.
In conclusione: a parte la storia di Murry, tutto il resto è oro colato.
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Vol. 9 - 1957
Ma che numero eccezionale!
Paperino e la leggenda dello scozzese volante (Scarpa): Spettacolo! Capolavoro! Giubilo! una storia coi fiocchi, che centra l'essenza della disneyanità con una dissacrante parodia dell'animalismo. Il kaibì che mangia mezza sardina fresca tagliata longitudinalmente una volta a settimana è una delle più grandi genialate della storia del topo. Le scene infantili dello zione che si fa imprigionare pur di non buttare a mare le sardine marce, poi è da oscar. Il tutto poi si conclude con un paperone trasognato...
L'arte del fumetto Disney, da tramandare ai posteri. Clap.
Giovannino Semedimela (Hubbard): Gradevolissima trasposizione dell'omonima sequenza dello scrigno delle sette perle.
Una chicca gradevolissima. Peccato che non racconti il finale del cartoon, a mio avviso una delle scene più poetiche della storia della disney.
Topolino e il pupo rapito (Martina/Carpi): Divertente quanto basta. Non eccelsa, viste alcune trovate un po' troppo bizzarre e fuori luogo ma si lascia leggere. Il duo fa ulteriori progressi, anche se non è ancora ciò che sarà (concetto pleonastico).
Paperone e il Tesoro Sotto Zero (Barks): Si chiude in bellezza col Bombastium e i Brutopiani. Genialata. Leggere per credere.
Carosello, spazio e giocattoli sono i temi del come eravamo, la scheda è su archimede.
Scarpa e Barks in gran forma rendono il numero assai ghiotto. Da Avere.
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Vol. 10 - 1958
Siamo giunti al decimo numero. secondo l'attuale piano dell'opera dovremmo essere a metà.
Un numero in larga parte dominato dai disney italiani, con un Barks relegato alle brevi.
Il Dottor Paperus (Chendi/Bottaro): Una grande parodia. Grande in tutti i sensi. Un Bottaro al massimo della forma, divertente e inquietante. Gli spiritelli sono stupendi, il tratto poi mostra parecchie influenze Barksiane (paperi), Taliaferresche (Paperina), Biolettiane (diavoli) e DeVitapadresche (cavalli).
Uno spettacolo per gli occhi retto da una trama intrigante cosparsa di gag spettacolose (lo scudo falso che provoca 10 anni di guerra, le prime mattaglie). Un capolavoro del fumetto Disney.
Bongo e il letargo forzato (Lockman/Alvarado): Debole e poco credibile vicenda che però ha il pregio di far sorridere sul finale.
Archimede Pitagorico e il picnic (Barks): Scoprire che per risolvere i problemi di un picnic basta starsene a casa. Poche tavole che narrano una parabola geniale.
Archimede Pitagorico cerca l'oro (Barks): Simpatica, da notare il fatto che Archimede per tutta la storia ceda la scena ad Edi, standosene bellamente sullo sfondo.
Archimede e il muro di piuma (Barks): Nella media della serie. che è alta.
Il Grillo Saggio e il Ratto Baratto (Fallberg/Strobl): Vicenducola del grillo. c'è anche Paperino.
Topolino e l'incantesimo di Fonte Argento (Martina/Carpi): Il duo migliora a vista d'occhio. Una fiaba fascinosa. devo ammettere che mi sono preoccupato mentre la fatina era in fin di vita. il Gambadilegno di Carpi è bellissimo, peccato che tutta la sequenza in cui appare non sia minimamente intrecciata col resto della storia. Stesso problema che aveva la storia della settimana scorsa coi poteri di pippo-marea IMHO abbastanza inutili per l'economia della storia. Vabbè, piacevole comunqe.
Il come eravamo parla di Papa Giovanni, della rapina di Milano e di "Nel blu dipinto di blu".
Proseguono le copertine e la scheda è su Clarabella.
In definitiva, un altro buon numero il cui piatto forte è il dottor Paperus.
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Vol. 11 - 1959
Un numerone, stupendo.
Topolino e la dimensione delta (Scarpa): Il Capolavoro da cui ebbe inizio la saga di Atomino. La ripresa di un personaggio classico come il dottor Enigm. Il puffoso Atomino Bep Bep.
Ma soprattutto una delle più belle lotte fisiche tra Topolino e Pietro.
Stupenda la battuta di Basettoni "Ma sì Manetta! Arrestami pure! Solo questo ti mancava di combinarmi, nella tua carriera!"
Divertente, avventurosa e anche di più. Da sola vale due albi.
Cip e Ciop e lo scoiattolo forestiero (Bradbury): Premettendo che adoro a priori i due chipmunk, non ho invece adorato troppo questa storia. Ritmo discontinuo e gag poco verosimili (quella dei fagioli saltanti direi che è abusata).
Ma tanto è una breve, che scorre via in fretta.
Paperino e i buoni esploratori (De Lara): Già meglio, mi ha ricordato molto i cortometraggi anni 50, con protagonista il leone di montagna. e vedere Cip & Ciop andare d'accordo con Paperino destereotipizza il tutto, dando maggior profondita al rapporto tra i tre. Decisamente diverso dal rapporto Daffy/Speedy Gonzales...
Paperino e il vascello fantasma (Barks): Se due numeri fa avevamo visto Scarpa cimentarsi con la leggenda dell'olandese volante, ecco che questa volta tocca a Barks. Come al solito un fuoriclasse. Lollosissime le continue gag su Paperino che pesca di nascosto.
Topolino e l'anno di un solo giorno (Martina/Carpi): Ecco, questa era risparmiabilissima. Una storia tutta basata su una scaramuccia tra Pippo e Zio Paperone. Caratterizzazione assai stereotipata di Zio Paperone che si dimostra un bel po' infantile nel voler a tutti i costi fregare la casa a Pippo, sempre più stupido, solo perchè l'ha letto nell'oroscopo. Basettoni poi che dubita così facilmente di Topolino, e il titolo così inappropriato...bah. Non ci siamo proprio.
Il come eravamo parla di boom economico e di jeans. la scheda è sul buon Orazio.
In conclusione: un numero quasi perfetto, dove stona solo la storia di Martina.
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Vol. 12 - 1960
Recensisco con un filo di ritardo, dovuto a *ehm* impegni cosmici...
Un grande numero per un grande anno che fa parte di un grande periodo. Mille belle storie avrebbero dovuto essere inserite nel 1960 ma purtroppo la selezione è stata fatta, e così ci scordiamo lenticche, balabù, rebo e compagnia bella. Poco male perchè c'è:
Topolino e la collana Chirikawa (Scarpa): Sempre un Capolavoro. Le vertigini Hitchcocchiane, il trauma infantile, e soprattutto la genialata dei disegni approssimativi. Ma sono cose dette e ridette. Notevole l'esordio di Trudy ma soprattutto della Zia Topolinda, caratterizzata divinamente. Nota: Non esiste vignetta in cui Pietro non sia disegnato da Dio.
Paperino dà un ricevimento (Lockman/Barks): Very Simpatica. Ne deriva un immagine un po' frivola dei personaggi disney ma è pur sempre mediato dal punto di vista di Paperina.
Miss Paperopoli (Lockman/Barks): Deliziosa. La Paperina assonnata dell'ultima vignetta è a dir poco affascinante.
I Sette Nani e l'anello di Betulla (Scarpa): Esempio di buon uso di personaggi non standard. La chiave è Zenzero, personaggio del tutto nuovo e con qualcosa da dire. La storia infatti ruota su di lui, sulla sua "ansia da prestazione".
Veramente interessante, peccato che come Codino non sia più stato ripescato (o forse è meglio)...
Pippo e la fattucchiera (Chendi/Bottaro): Pazzesco e Irreale, l'inizio dell'accoppiata. WoW.
Come eravamo sule olimpiadi e la dolce vita, scheda su amelia.
Straconsigliato.
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Vol. 13 - 1961
L'inizio degli anni 60 è senza dubbio il miglior periodo in assoluto per Topolino. Me ne sto accorgendo sempre di più.
In questo numero ben due Scarpa e un Barks, nel dettaglio:
Paperino e il colosso del Nilo (Scarpa): Lo Scarpa archeologico per eccellenza. Una storia profetica.
Scarpa matura il tratto, espressivissimi Archimede e i Bassotti.
Una storia divertentissima e geniale che si conclude con una vignetta che mostra i paperi trionfanti e, sì, anche Paperino che in tutta la faccenda svolge un ruolo chiave.
Bellissima. Punti notevoli: Il comitato per la conservazione dei monumenti d'arte che gioca coi modellini è lollosissimo.
I progetti di Archimede pure.
Topolino e il gigante della pubblicità (Scarpa): Assurda questa storia. Topolino che sogna i soldoni e vuole fare il pubblicitario può apparire atipico, ma se tutto questo poi si traduce in intraprendenza e inventiva ecco che salta fuori il Topolino di Gottfredson. quello giusto.
E Gottfredsoniano è anche Orazio che qui ingenuamente gioca a far l'intenditore, caratteristica che sfoggiava nei primi anni 30.
Mette angoscia invece il personaggio di Max Factor, donna costretta a vestirsi da uomo perchè orribile. Sinceramente non avevo mai visto una storia in cui il fattore estetico giocasse un ruolo così fondamentale. Il travestitismo poi è trattato con una naturalezza quasi eccessiva, nell'ultima vignetta Mickey chiama Max Factor SIGNORE, e il lieto fine coincide con il mantenimento del segreto, come se per il povero personaggio di Factor questa condizione fosse piacevole. Una piccola sconfitta per il buon senso che impreziosisce tuttavia una storia a suo modo trasgressiva.
Cip & Ciop e la Pelican Airlines (Murry): Devo dire che il tardo Murry non mi piace quanto quello di dieci anni prima che tratteggiava i volti di Ezechiele o Compare Orso in modo del tutto originale e con un espressività grandiosa. Graficamente sottotono e anche la storia non è delle migliori per una breve.
I Tre Porcellini lavoratori controvoglia(Fallberg/Bradbury): Gradevole Facezia, ma non arriva agli splendori del ciclo di Lupetto, che a suo tempo seppe essere di una genialità portentosa.
I Tre Porcellini e il bagno pericoloso (Murry): Il discorso fatto prima con Murry vale anche qua, a maggior ragione del fatto che un semplice confronto coi porcellini di Murry nel secondo numero della collana ne mette in luce la differenza. Per la trama vale lo stesso discorso fatto prima.
Paperino e la fonte dela giovinezza (Barks): Poteva mancare Barks? Eccolo con una storia come al solito moto gradevole. Non una delle sue migliori ma non ci si può certo lamentare. Nonna Papera narrataria, una volta tanto, spiazza non poco.
Ora che Topolino è settimanale le copertina hanno ormai mangiato spazio al come eravamo che questa volta parla del centenario dell'italia e del secondo canale. Scheda su Eta Beta.
In conclusione: altro signor numero che fa il paio col precendente per contendersi il titolo di miglior numero sinora.
Ovviamente a parere mio.
Peccato per Codino però...io l'avrei messo al posto di Barks così per fare un volume only Scarpa
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Vol. 14 - 1962
Un numero nella media (alta).
Paperino e la farfalla di Colombo (Scarpa): Senza dubbio una bella storia anche se non mi ha del tutto convinto.
Innanzitutto il ruolo di Brigitta, che all'inizio della storia sembra dover figurare tra i protagonisti e poi invece viene bellamente messa da parte, venendo frettolosamente nominata nel finale. Per il resto è proprio la struttura a non convincere: una scarsa armonia tra la prima e la seconda parte, come se la storia fosse stata articolata in due tempi quasi forzatamente. Un ottima vignetta finale però.
Noto anche che lo stile è in una fase di passaggio, e i paperi in molte vignette appaiono macrocefali. Sebbene non priva di difetti è comunque divertente assai.
Pippo e il fantasma migratore (Chendi/Bottaro): Classica storia surreale Nocciolesca. Simpaticissima e con un Pippo in gran forma.
Paperino Demolitore (Barks): inaugura la nuova rubrica Capolavori in miniatura, e capolavoro lo è davvero. Classica storia in cui Paperino è abilissimo in qualcosa ma poi per tendenza allo strafare corre dritto verso l'autodistruzione.
Uno dei generi che ho sempre preferito. Geniale in ogni sua gag.
Penna Bianca e il presagio del Totem (Eisemberg): Uhmm una breve abbastanza infantile. Peccato visto che amo il personaggio.
Paperino barbiere di Siviglia (Dalmasso/De Vita senior): Una splendida grande parodia. Un gioiellino di comicità con bizzeffe di rimandi alle principali arie dell'opera di Rossini.
Come eravamo sulla mondovisione e la scuola media, scheda su Nonna Papera.
Un altro bel numero, senza dubbio.
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Vol. 15 - 1963
Ok, un numero medio-alto. Sento zilioni di persone lamentarsi del fatto che questa serie trascuri alcuni autori per privilegiarne altri. Questo numero dovrebbe mettere d'accordo un po' tutti.
Topolino e l'uomo di Altacraz (Scarpa): Ecco, questo è un capolavoro. Scarpa caratterizza eccellentemente Geronimo, personaggio intorno a cui ruota la vicenda. Uno dei pochissimi autori capaci di rendere giustizia a personaggi destinati a non comparire mai più. Niente è scontato, come spiegato nell'articolo che introduce la storia, e Geronimo si accattiva nell'arco di una sola storia le simpatie dei lettori. Simpatie messe frequentemente in discussione dallo svolgersi frenetico degli eventi, che portano lo stesso lettore a dubitare di lui.
Inquietante la sequenza dei sabotaggi durante la passeggiata di Topolino.
Paperon de' Paperoni novello Ulisse (Barks): Il Barks degli ultimi anni è un Barks minimalista. La storia si svolge prevalentemente in un'unica locazione e Paperone ci fa una figura del credulone. Sembra che l'umorismo prevalga sull'avventura. Cmq oro colato, come al solito.
I Tre Caballeros e la guerra dei Juke-Boxes (Barosso/Carpi): Carina questa. Rivedere il trio all'opera è sempre piacevole anche se la trama non è 'sto granchè. Divertentissima la caratterizzazione grafica dei gangster, trovo che questo Carpi sia già a livelli altissimi.
Il Grillo Saggio e la vita monotona (Hubbard): Mah. Semplice. Non saprei come giudicarla. Aspetto qualche storiella di Lillo, piuttosto.
Paperino e la gara del vischio (Barks): Il Barks di questi anni eccelle nelle brevi ancor più che nelle lunghe. Stupenda, il finale soprattutto. Anche se, rimanendo sullo stesso filone, preferisco di gran lunga Paperino eroe del foro.
I Beatles e il Vajont sul come eravamo, scheda su Gastone.
Direi che è promosso anche questo.
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Vol. 16 - 1964
Un numero incredibilmente vario, forse non bellissimo ma variegato al massimo.
Zio Paperone e il trenino della felicità (Barks): Altro non è che il ventino fatale. Questa storia non è del '64 ma del '52, il fatto che fosse stata ripubblicata ha fornito il pretesto per poterla includere nel volume, e questo a molti non è andato giù.
Appartiene al periodo d'oro di Barks, il cui stile nei primissimi anni 50 raggiunse il massimo storico. Personaggi espressivissimi e situazioni esilaranti si susseguono vignetta dopo vignetta. Il comportamento di Paperino poi è realistico e al tempo stesso comico, mi riferisco a ciò che prova quando si sente chiedere da Paperina i 50 dollari, o quando decide di mettere alle strette Paperone. Un capolavoro insomma, chi non l'ha mai letto provveda o peste lo colga.
Maga Magò e la mela d'oro (Lockman/Strobl): Veramente pessima questa. é presentata insieme alle due successive come a formare un terzetto di storie con protagonisti personaggi minori.
Estremamente infantile e semplicistica. Unica nota positiva: Alcune espressioni di Magò sembrano provenire dritte dritte dal lungometraggio d'origine, caratteristica che in seguito si perderà. In compenso ho trovato orribili i bassotti di Strobl. gusti.
Lillo arrampicatore di sesto...ramo (Hubbard): Gradita assai. é semplice ma ben costruita, e con una morale. Complice il tratto di Hubbard, mi ha ricordato molto i libri illustrati che leggevo da piccolo. Adoro Lillo come personaggio, e vederlo confrontarsi con la figura paterna, cosa che accadrà poi anche in Lilli e il vagabondo 2: il cucciolo ribelle, mi ha molto divertito.
Bongo e il tallone d'achille (Hubbard): Ennesima scaramuccia tra Bongo e Zanna Gialla, non mi è piaciuta troppo. Trovo che a differenza del microcosmo di Lillo, che con le sue scaramucce da cortile ha un suo perchè, quello di Bongo non abbia poi molto da offrire. Semplicistico e repentino il cambiamento d'idea del leone.
Paperino fornaretto di Venezia (Pavese/Carpi): Una parodia. Carina, non fa certo urlare al capolavoro però è leggibile. Il tratto di Carpi si avvicina sempre di più alla sua fase matura, e le espressioni giocherellone sui volti dei Bassotti ne sono la spia.
Gancio il dritto alla riscossa (Scarpa): In realtà questa storia è composta da quattro microepisodi. Scapra rilancia il personaggio di Gancio e lo fa mostrandolo alle prese con tante realtà differenti, una per ogni personaggio che lo ospita. La più bella per me rimane la seconda, quella con Minni...
Bella storia.
Zio Paperone e l'arcipelago dei piumati (Barks): Il Barks degli ultimi anni contrapposto a quello dell'epoca d'oro di inizio albo. Non sfigura ovviamente, ma non impressiona neanche troppo. é sempre Barks però, il suo peggio è cmq oro colato.
Come eravamo sul topless e lo sport. Scheda, molto esauriente, su Paperoga.
In conclusione: un numero di compromesso che accontenta tutti e non scontenta nessuno. Forse però non il miglior numero da cui iniziare...
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Vol. 17 - 1965
Altro numero del periodo vario. Di quelli che accontentano un po' tutti mancando in questo periodo storie titaniche che possano contendersi il poco spazio a disposizione.
Zio Paperone e il diritto di successione (Cimino/Scarpa): Arriva finalmente Cimino con una storia che però non spicca per coerenza. Il problema è proprio la costruzione della storia con una prima e una seconda parte fin troppo slegate tra loro. La caratterizzazione dei personaggi è però ai massimi livelli già dagli esordi. Il Paperone di Cimino è a dir poco perfetto: scorbutico al punto giusto ma con un lato comico/buontempone che sarà poi mostrato anche dopo.
Topolino nei panni di Robin Hood (Murry): Fa parte di un anomala serie di parodie made in USA. Del tutto priva del mordente italiano è però una storiella leggibile. Niente di che, certo trovo meno banale il topo di Murry in queste vesti piuttosto che nella sua legittima dimensione urbana.
Paperino e le inchieste di mercato (Gatto): Anche Luciano Gatto approda su TS con una storia di cui non si conosce lo sceneggiatore. Asciutta, dice quello che ha da dire in poche pagine. L'ho gradita anche se ho trovato alcuni comportamenti un po' anomali tipo Paperino che si annota di dover bere per non dimenticarsene, o il fin troppo brusco scambio di pugni in faccia tra Paperino e il sondaggista. Chissà di chi era...
Zio Paperone e la palude senza ritorno (Barks): C'è anche Barks, ormai alla fine della sua carriera. Ironica e delirosa, questa storia segna il ritorno di Brutopia sulle scene paperopolesi. Molto divertente, traspare quasi del tutto il solito disincanto di un autore oramai molto meno visionario e con un maggior senso del ridicolo.
Paperoga debella la siccità (Kinney/Hubbard) : Approda anche il Paperoga degli esordi. Lo stile è cortometraggistico e i disegni di Hubbard spettacolari.
Malachia e l'idrofobia (Kinney/Hubbard): Idem come sopra. Un finale un po' buttato lì, ma resta sempre una gioia per gli occhi.
Pippo e lo spirito della tristezza (Murry): Banalozza, certo non meritava il titolo di Capolavoro in miniatura.
Paperino eroe del foro (Barks): Questa invece sì. Al termine della lettura si prova un senso di affetto verso il personaggio di Paperino. E anche Gastone esce dal clichè dello stronzetto menefreghista e prova per la prima volta dei sensi di colpa.
Il come eravamo parla di musica (ancora??) e della metro di milano. La scheda è su Tip e Tap.
Un buonissimo numero.
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Vol. 18 - 1966
Tornano le grandi storie. I must che finiscono per riempire l'albo facendo strage di spazio per le brevi.
Dopo un introduzione in cui si piange la morte di Walt abbiamo:
Paperino missione Bob Fingher (Chendi/Carpi): L'articolo introduttivo è assai esauriente, la storia è stupenda. Inaugura il ciclo della PIA che tanto annoia ai giorni nostri. L'agente Qu-Qu 7 anticipa di tre anni il personaggio di Paperinik, e le atmosfere si fanno "importanti". Un ritmo frenetico e un respiro assai ampio completano il quadro. Un Carpi in gande forma. Stupenda.
Il novello Gulliver (Murry): Altra parodia americana. Il cast è ampio e comprende anche fratel coniglietto. Molto carina.
Zio Paperone e il privilegio regale (Bradbury): Una breve di poche pretese che ripercorre la vicenda di Mida. Gradevole e ricorda molto The Golden Touch, il cortometraggio del 35. Peccato per l'errore di impaginazione che sballa il finale. Mi auguro non sia stato riportato pari pari dalla versione originale pubblicata sul topo, perchè un conto è far filologia, un altro lasciar ottusamente come sono gli errori.
Gancio e l'oro del west (Scarpa): Uno Scarpa minore. Simpatica ma non memorabile.
Arriva Paperetta Yè-Yè (Scarpa): Una storia che scorre su due binari distinti: la memoria di ZP e l'arrivo di questo nuovo personaggio. Paperetta è un personaggio simpatico, ma ho sempre trovato parecchio forzato l'entusiasmo con cui viene accolta a Paperopoli. In fondo è un'estranea, tutto questo fervore è eccessivo. Molto bello invece il modo in cui Paperone e Doretta interagiscono. Scarpa rende bene l'idea di una storia d'amore latente, implicita che a dispetto delle apparenze prosegue ancor più intensamente che in passato. Paperone che si preoccupa del fatto che Paperetta non telefoni a sua nonna e l'acquisto dell'ospizio sono i gesti attraverso cui la storia tra Paperone e Doretta si rinnova eternamente. Un affetto maturo, che va oltre la fisicità. Chiude il tutto l'incontro con Brigitta, poesia pura. Una storia che un certo qualcuno, perso ormai nel culto di sè stesso, farebbe bene a leggersi.
Come eravamo incentrato su gonne corte e ora legale. Molto interessante. Scheda su José Carioca.
Altro numero imperdibile. per chi non avesse le storie d'apertura e chiusrua, s'intende...
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Vol. 19 - 1967
Altro numero di must. Eppure si poteva fare molto meglio.
Tap e il violino da poco (Chendi/Cavazzano): Non so quanto se ne sentisse il bisogno. O meglio, la storia in sè è molto carina, sebbene le prime quattro tavole siano quasi superflue per l'economia della vicenda. La verità è che mi aspettavo l'Ultraghiaccio di Scarpa e qualsiasi altra storia breve tende ad addossarsi buona parte della colpa di questa assenza.
Paperino e il singhiozzo a martello (Barosso/Cavazzano): Bastava questa a celebrare Cavazzano. La sua prima storia è per certi versi affine al ciclo di Kinney/Hubbard eppur si sente che la caratterizzazione di Paperoga è già sulla strada della semplificazione.
Zio Paperone e lo zoccolo di fuoco (Barks): Forse l'ultimo Barks che leggiamo su Topolino Story. Storia godibilissima sebbene non spieghi perchè TUTTI i cavalli iscritti erano robot...
Il relax di Super Pippo (Lockman/Strobl): Altra storiella banalotta. Sebbene il personaggio di Super Pippo abbia una sua genialità, trovo che abbiano cominciato ad utilizzarlo correttamente solo in questo periodo. Le storielline anni 60 erano IMHO parecchio scontate e quelle italiane della fine anni 90 marciavano troppo sui soliti alieni e pianeti ostili. Nella recentissima storia sul topo in cui prima sconfiggeva il mostro dei congiuntivi e poi faceva ruotare al contrario la terra per tornare indietro nel tempo l'alter-ego di Pippo ha mostrato tutta la demenzialità per cui è stato creato.
Quando Pippo è davvero Super (Lockman/Strobl): Il crossover con Super Ezechiele Lupo a un primo impatto mi ha fatto sorridere (se non si è capito sono un fan di Ezechiele). Ma come al solito lo svolgimento è parecchio scontato e il finale, come nella storia precedente, del tutto improvviso e buttato lì.
Paperin Fracassa (Martina/Scarpa): Una grande parodia che mi ha sempre divertito molto. Memorabilissimi i discorsi in versi dello stregatto. La storia ha quel che di onirico che serve a legittimare la presenza di personaggi come i sette nani o il gatto e la volpe. Ciò che mi lascia perplesso è invece l'inserirsi del tutto improvviso nella vicenda di Qui Quo Qua e del miliardario Baltimora, che portano la narrazione d'improvviso su un binario più "reale". Bellissimo il nome "Ca'Babele" e le prove che nel finale deve affrontare Paperino, più altruista che mai. La caratterizzazione di Paperino, così umano e intraprendente, è insolita nella produzione Martiniana, che lo vede uscire dall'accidia solo nel ciclo di Paperinik. Le spressioni di Scarpa sono adorabili.
Il come eravamo questa volta parla di trapianto di cuore (un articolo che mi ha lasciato un po' freddino), della plastica e del suicidio di Tenco. Scheda su Gambadilegno.
Peccato per l'Ultraghiaccio, però...
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Vol. 20 - 1968
Caschi proprio a fagiolo
Un numero così così il 1968. Non sono anni di grandi must e quindi si può tranquillamente ingannare il tempo colmando le lacune formatesi negli numeri scorsi.
Topolino e i ladri d'ombre (Martina/Carpi): A dispetto di quanto sostiene molta gente, questa storia non mi è sembrata affatto un capolavoro. Non apprezzo forse a sufficenza il Martina dei topi. L'estremizzazione delle personalità è una cosa che mi diverte molto nel contesto paperopolese, non così a Topolinia. Un Pippo che è quasi del tutto sciocco e un Topolino disumanamente intelligente non fanno altro che acuire l'astio di certi lettori verso la dimensione topolinese. La storia non è male, peccato che la soluzione del mistero avvenga prima di metà storia e tutto il resto consista in una affannosa e travagliata fuga verso la libertà. Il tutto parecchio fine a sè stesso...
Il ritorno di 01 Paperbond (Kinney/Hubbard): Viene presentato un personaggio delizioso ma purtroppo dimenticato. I ritmi sono i soliti del duo Kinney/Hubbard, e lo stile cortometraggistico pure.
Topolino e l'Atlantide sommersa (Murry): Assai scarsa e banale questa storia, e del tutto indegna di comparire in Topolino Story. Ennesima riproposizione della scoperta di Atlantide, trattata in modo fin troppo semplicistico. Bah.
Paperino pilota di linea (Barks/Strobl): Ora che Barks è pennsionato hanno pensato bene di riproporci le sue storie disegnate da Strobl. Scelta che approvo, visto che sono meno conosciute. Innanzitutto per quanto riguarda i disegni di Strobl la penso come Jippes: sfigurano alquanto. Sarà per l'inchiostrazione pesante, come sostenevano nel numero in cui lo presentavano, fattostà che l'eccessiva spigolosità nuoce non poco al dinamismo della storia. Bello però il lupo, questo glielo concedo...
Topolino e il colpo perfetto (Chendi/Cavazzano): Gradevole, nulla più. Peccato per il titolo che con Topolino ci azzecca poco...
Fantascienza e Olimpiadi sul come eravamo, scheda sui Bassotti.
In definitiva, un numero non memorabile, ma abbastanza rappresentativo del periodo.
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Vol. 21 - 1969
Un numero a dir poco stupendo.
Paperinik il diabolico vendicatore (Martina/Carpi): Ecco il Martina che mi piace. nella storia che ha dato i natali a un personaggio che mi piace. E sono proprio i dialoghi il punto di forza di questa storia, frasi entrate nel mito come "non saresti capace di rubare a un paralitico" (censurata!)"lo senti? ti chiama Caino!"""Dentro, spazzatura! Fuori iettatura" per non parlare poi delle "disgustosa ostentazione di plutocratica sicumera" e di "Paperino il perseguitato muore e dalle sue ceneri...". Insomma, immancabile. Il clima pesante che si respira, la rabbia e il fastidio che prova Paperino nei confronti del parentame, una rabbia che nasce anche dalla consapevolezza di non avere del tutto ragione, accrescono l'identificazione del lettore.
Una delle più belle storie stronze di sempre. Un clap anche all'articolo introduttivo, veamente esauriente.
Cenerentola e il party di natale (Reilly/Gottfredson): Ritroviamo inaspettatamente Gottfredson in questa serie di strisce natalizie. Niente da dire sui disegni, molto accattivanti (E poi Gott aveva già disegnato Gas & Jack in passato), passiamo alla storia in sè. Assai ridicolo il fatto che Cenerentola vada in vacanza al sud, come ridicole sono in generale queste storie celebrative con un cast insolito. Nota di merito alle atmosfere e al ritmo della storia (sarà che è a strisce).
Ezechiele Lupo e la vigilia movimentata (Reilly/Gottfredson): Idem come sopra, la storia manca di un po' di coerenza interna, ma bisogna dire che il lupo di Gottfredson è una gioia per gli occhi. Collocandosi perfettamente a metà strada tra lo stile dei comic book e quello dei cortometraggi, è un Ezechiele espressivissimo. Notevole pur eil lupetto di Gott, che sfoggia le fattezze dei suoi antichi fratellini malvagi pur mantendendo la personalità che ben conosciamo...
Topolino e l'incredibile imbroglio (Pavese/Asteriti): Breve, ma veramente niente male. Serve per introdurre Asteriti. Mi è molto piaciuta l'idea di far saltare fuori il vero Mickey solo alla fine.
Paperino e la sposa promessa (Scarpa): Irresistibile commedia degli equivoci, con Brigitta, Paperino e Paperone e i loro mille voltafaccia. Forse un po' immorale il tradimento finale di Brigitta da parte di Paperino ma l'ultima tavole, con "l'ubriacone redento", è oro puro.
Il come eravamo parla della luna e di Woodstock, la scheda è su Super Pippo.
Un numero eccezionale con due grandi storie e qualche breve gradevole.
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Vol. 22 - 1970
Numero un po' bof, anche solo per la presenza di una storia-anacronismo.
Tip e Tap e il rapinatore solitario (Barosso/Asteriti): Storia da poco. Ed è un peccato perchè l'articolo introduttivo sui Barosso non fa che vantare la ripresa dei personaggi delle strisce di Gottfredson per poi propinare una storia assolutamente minore. Mah, sarà dovuto a problemi di spazio...
Zio Paperone e il tunnel sotto la Manica (Martina/Scarpa): La storia più bella del numero. Tuttavia non esente da difetti. Ad esempio il tunnel stesso che dà il titolo alla storia non salta fuori che alla fine di tutto, e la storia tratta di ben altro, ovvero dei disperati tentativi di paperone di non pagare la bolletta a Rockerduck. Godibilissima però.
Mowgli e la saggezza da pantera (Beard/Hubbard): Un sequel del libro della Giungla, perfettamente disegnato da Hubbard. Storia ridicolmenne banale, ma suppongo non ci si possa aspettare di più da questo genere di storie (considerando anche che il sequel animato del libro della giungla non vanterà una gran trama).
Paperino e i chiodi della verità (Cimino/Cavazzano): Una breve moooolto barksiana.
Zio paperone e la corona di Gengis Khan (Barks): NOn sono d'accordo sul ristampare storie anni 50 nel 1970 di in una pubblicazione annalistica come Topolino Story. Oltre a rubare spazio a storie più legittime confonde le idee a chi legge frettolosamente le introduzioni. La storia cmq è un capolavoro.
Rischiatutto e Calcio nel come eravamo, e scheda su Macchia Nera.
Un numero sottotono, sembra quasi che si stiano alternando a numeri d'eccezione.
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Vol. 23 - 1971
Un numero dominato da Strobl.
Zio Paperone e le montagne trasparenti (Cimino/Cavazzano): Finalmente IL Cimino per eccellenza. Una storia con tutti i topos propri dell'autore: la supermacchina con cui si parte all'avventura, i personaggi che descrivono ciò che vedono con fare ironico/rassegnato, i nipotini che osservano il deposito pensierosi e preoccupati, il popolo straniero, il luogo di fantasia e tutta la baracca. Cavazzano si comincia a distaccare da Scarpa. Degno di nota è il Paperone di Cimino, l'opposto di quello martiniano: bambinone e sognatore, tutt'altro che arido, si preoccupa della salute del nipote (anche sentimentale, ricordate il ciclo di Reginella?). Tutti pregi che si rifletteranno nel ciclo dei racconti intorno al fuoco con un Paperone che ascolta con gli occhi luccicanti le fiabe della nonna...
Zio Paperone e la speculazione edilizia (Kinney/Strobl): Il mito del buon selvaggio, del duro ma puro rivisitato in chiave disneyana. Un Dinamite Bla che mostra tutto il suo potenziale come personaggio, burbero ma profondamente umano. Molto gradevole.
Dinamite Bla e le ville dei divi del cinema (Kinney/Strobl): Questa, con Paperoga, mi è parsa invece decisamente stupidina. Soprattutto per il finale improvviso e buttato là...
Zio Paperone e la favola di Mamma Oca (Strobl): Storiella dimenticabile, non malaccio ma neanche benissimo.
Gli Aristogatti (Fallberg/Hubbard): Finalmente! le trasposizioni dei film animati le aspettavo da un po', le trovo l'unico modo intelligente per riproporre sulle pagine del TopoStory i personaggi dell'animazione. Questa trasposizione poi è assai ben fatta. Hubbard è il disegnatore ideale dei personaggi dei film Xerox. Altra nota di merito: la battaglia finale, tipica scena d'azione difficilmente rappresentabile su carta, è invece raccontata gran bene. Una sorpresa deliziosa. Unica nota negativa sono i colori del tutto sballati dei personaggi.
I tre nipotini e la battaglia in bottiglia (Barks/Strobl): Viene presentato il ciclo delle GM del Barks pensionato. Divertentemente e barksiana, una vera e propria chicca. Disegnata da Jippes poi diverrà ancora più bella.
Topolino e la macchina talassaurigena (Pavese/Gatto): La storia di per sè non è granchè, ma serve a introdurre Gatto come si deve. Molto gradevoli le particolarità enigmistiche della villa...
Rimane poco spazio per il come eravamo che parla solo di Sci, la scheda è su Paperinik, molto esauriente visto che parla anche della sua fase Pk.
Un gran bel numero, non c'è che dire.
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Vol. 24 - 1972
Finalmente un numero di grandi storie, di quelli che piacciono a me.
Zio Paperone e la capra degli incas (Pavese/De Vita): Oltre al fatto che trovo opinabile la scelta di dedicare la rubrica Grandi Autori a Massimo de Vita senza averlo fatto prima per il padre Pier Lorenzo, avrebbero potuto scegliere una storia migliore.
Non che sia brutta ma è terribilmente mediocre, tantevvero che al momento di recensirla...me la sono già dimenticata!
Zio Paperone e il ritratto a olio (Chendi/Scarpa): Breve e frizzante. Ironizza alla grande sull'arte moderna. Direi proprio che il titolo di capolavoro in miniatura se lo merita tutto.
Paperino e il tesoro di Papero Magno (Bottaro): Una grande parodia. Ma proprio grande visto che è in due tempi e presenta un grande Bottaro. Terzo episodio della quadrilogia paperingia, molto ben strutturato. Ottima la partecipazione di Nocciola. Wow.
Pierino e il lupo (Reilly/Gonzales): Trasposizione fumettata del segmento di Musica Maestro. Trattansi di tavole domenicali del '54, tratte da un film del '46 e pubblicate sul topo nel '72. Un ritardo notevole. La storia è molto ben gestita e non fa pesare troppo la mancanza del commento musicale.
Paperino e l'avventura sottomarina (Cimino/Cavazzano): "Anche se la nostra primavera non è diventata estate, ti ricorderò e ripetterò il tuo segreto per sempre!" Struggente, il Cimino che preferisco, senza dubbio. L'inizio di una delle saghe più poetiche della storia della Disney. Commovente.
Come eravamo sulla TV a colori e scheda esauriente assai su Nocciola.
Un numero gagliardo, con ben due grandi storie, una breve eccezionale e una chicca godibile.
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Vol. 25 - 1973
Cmq, veniamo al 73. altro numero con dentro un po' di tutto.
Topolino e lo strano caso del furgone scomparso (Martina/Scarpa): Niente affatto male questo giallo. Martina costruisce un intreccio non poco interessante e Scarpa lo illustra perfettamente. Notevole la prima tavola.
Zio Paperone e il tesoro di Marco Polo (Fallberg/Strobl): Questa era risparmiabilissima. Una storiella poco memorabile.
Serafino e l'occupazione...piacevole (Disney Studio Program/Strobl) Il personaggio dell'orso Gelsomino o Onofrio che dir si voglia mi è sempre piaciuto un sacco. Peccato che Strobl lo renda irriconoscibile, e che la storia non sia minimamente divertente. Nota di merito per il ranger che almeno è disegnato bene...
Paperino e il festival della musical pop (Chendi/Bordini): Simpatica storiella breve.
Topolino e il volo del dragone (Murry): Vedere il Topolino di Murry calato in un contesto fantastico non può che far piacere. Niente di eccezionale, ma l'articolo introduttivo sui draghi disney è davvero interessante. Qualcuno sa nulla delle tavole di Winnie Pooh?
Zio Paperone e la legge del taglione (Dalmasso/Chierchini): Serve a introdurre Chierchini nei grandi autori. Godibile.
Il come eravamo tratta dell'austerity e della tv libera. La scheda è su Rockerduck.
Non un brutto numero, peccato non contenga alcun must...
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Vol. 26 - 1974
Non mi sembra faccia particolarmente acqua questo anno, nè che i precedenti ne facessero meno, piuttosto mi stupisce il vedere solo quattro storie. Nessuna breve americana, e la cosa non pò che farmi contento.
Topolino Kid e Pippo Sei-Colpi (Martina/Carpi): A dispetto delle aspettative questa storia mi è piaciuta molto. L'atmosfera bastarda che si respira sembra voler trasporre la cattiveria martiniana, tanto usata nel ciclo di Paperinik, in ambito topoliniano. E l'espirimento IMHO riesce anche se fa un certo effetto veder comportarsi Topolino così da duro, seppure per finta. Non mi sembra una forzatura della personalità di Topolino, che nelle strisce era solito andare anche contro la legge compromettendosi non poco se questo poteva giovare ala riuscita dei suoi piani, salvo poi dare tutte le spiegazioni dovute. Piuttosto ho preferito di gran lunga la prima parte alla seconda, mi è dispiaciuta la mancanza della suddivisione in capitoletti che facevano tanto "leggenda del West". Non ho letto molte storie del duo e quindi non so se nelle successive l'atmosfera cattiva ci sia ancora, ma per adesso posso dire di esserne rimasto piacevolmente impressionato.
Strabello l'ampio articolo introduttivo.
Zio Paperone e la battaglia monumentale (Gazzarri/Scarpa): Meno geniale del maraja del Verdestan ma sempre molto divertente. Alcune gag prevedibili, ma un finale è di tutto rispetto.
Paperino e la visita distruttiva (Pezzin/Cavazzano): Il Cavazzano contorsionista è a dir poco spettacolare, ma nel complesso la storia non mi ha convinto forse anche a causa di un linguaggio un po' astruso e di alcune insicurezze nella sceneggiatura. Ma è la prima prova di Pezzin, che viene analizzato in lungo e in largo nell'articolo introduttivo. Ho gradito il fatto che la biografia venisse relegata in un piccolo box e che si sia dato invece spazio al suo lavoro in Disney. Mette intelligentemente in relazione C'era una volta in America con la Saga di Don Rosa ma ignora le Cronache della Frontiera, una delle piccole rivoluzioni portate avanti da Pezzin negli ultimi anni in Disney. Peccato...
Qui Quo Qua e la guerra dei manuali (Cimino/Scarpa): Non mi è piaciuta granchè, troppo incentrata sui tentativi improbabili dei Bassottini di approfittare delle GM. Molte gag non stanno in piedi, come non sta in piedi neanche la gran mobilitazione della malavita planetarie per redigere il Manuale dei Giovani Marioli,tra le due scuole di pensiero emerge purtroppo solo alla fine qando QQQ insegnano ai Bassottini a cavarsela da soli. Poteva venirne una bella storia. Ho piuttosto notato una cosa inquietante: nell'articolo sui Bassottini svettano due immagini di loro e di Emy Ely & Evy che sembrerebbero provenire dritte dritte da Disney Parade. Rimasugli di uscite cancellate o imminente uscita di una nuova serie?
Fantozzi e tecnologia nel Come Eravamo, Scheda strabella su Brigitta.
Un numero buono, anche se non eccezionale.
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Vol. 27 - 1975
Numero valido, ma questa decade non mi esalta troppo. Sarà che faccio parte dell'orrida schiera degli ignobili sostenitori del meglio del meglio ma mi sembra che alcune storie sprechino spazio. Non mi riferisco nello specifico a questo numero che con un bello Scarpa e una parodia si difende bene ma a questi ultimi fascicoli che speravo un po' più corposi.
Paperino e le 20 mila beghe sotto i mari (Marconi/Gatto): L'introduzione su Massimo Marconi è esauriente, io poi ho una mezza venerazione per lui essendo nato nell'era del Topolino "impegnato". Di lui viene proposta una Grande Parodia, a cui però questa definizione sta larghina. L'ho trovata una bella storia, senza dubbio, ma cortina e i riferimenti a Verne assai risicati. Molto divertente per i rimandi martiniani nei comportamenti dei personaggi.
Robin Hood e la campana di Fra Tac (Moore): Vabbè. Insignificante, ma almeno non ha grosse pretese poichè mette in scena personaggi secondari. Interessante che pubblichino massimo una storia a lungometraggio man mano che vengono ripercorse le uscite dei classici.
Topolino e la Magnon 777 (Scarpa): Ritorna il grande Scarpa, quello avventuroso e in due tempi. E lo fa pian pianino. Infatti l'inizio della storia non cattura quanto la parte finale. Bella l'idea del far interagire umani con cani antropomorfi, sghignazzevole il Pippo innamorato, da Oscar Topolino alle prese con gli insaccati. Una storia ottima.
Moby Duck e Barbetta Nera (Evanier/Wright): Orripilante. Per fortuna che il buon Savini ha recuperato degnamente il personaggio, perchè non è certo questo il modo migliore per ricordarselo. Creare un personaggio per farlo interagire di volta in volta con un paperopolese diverso è sblorgh.
Moby Duck e la balena delle bolle (Evanier/Wright): Idem come sopra. Con in più l'insopportabile femminismo di Paperina. E i disegni di Wright non aiutano certo a rendere il tutto più gradevole.
Paperino e il balzano da tre (Capelli/Scala): Storia onesta, di un tempo in cui il direttore era anche sceneggiatore. Simpatica la prima tavola, d'effetto.
Maggiorenni sul come eravamo, scheda su Ciccio. Numero buono.
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Vol. 28 - 1976
Questo numero mi è piaciuto. Anche solo per la parodia che mi mancava. Questo cerco io, lettore medio di Topolino Story, grandi storie che mi mancano.
Topolino e il blitz beffardo (Siegel/Asteriti): Storia bruttina e parecchio semplicistica. Serve a introdurre Siegel, autore senza dubbio importante e assai discusso. L'autore non mi dispace ma il tutto convince molto poco. Per nulla credibile.
Perchè ho aperto questo thread mi chiederanno dunque i miei 25 lettori. Bè la risposta è molto semplice: siccome nei mesi scorsi ho avuto modo di recensirli uno per uno per svariati forum ho ben pensato di propinare anche qui gli scritti.
Recensire una serie finita? e a che pro? Bè i numeri sono ancora tutti reperibili o ordinabili. Qui c'è l'elenco completo delle storie, se doveste individuare un albo sufficientemente ghiotto ricordate che manca poco a Lucca...
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Vol. 1 - 1949
L'impressione è buonissima.
Già dal primo volume è chiaro il piano dell'opera: scegliere il meglio di ogni anno, pescandolo però da ambiti disneyani assai differenti per poter dare un idea "totale" di ciò che la disney produceva in quegli anni.
L'inferno di Topolino (Martina/Bioletto): un vero gioiello. la sua presenza era scontata. Una storia da imparare a memoria e l'unica storia italiana del periodo (se escludiamo l'appena conclusa Topolino e il cobra bianco, e la tutt'altro che memorabile Topolino e i grilli atomici). Può forse sembrare discutibile la scelta di pubblicarne solo la prima metà ma le motivazioni sono scritte a chiare lettere nell'articolo introduttivo.
Paperino e i buoni propositi (Barks): esilarante commediola domestica barksiana
Paperino e l'eco magica (Barks): Altra divertentissima scaramuccia zeppa di gag memorabili
Il piccolo Rimorchiatore (Eisenberg): altra rarità, tratta dall'episodio Little Toot dello scrigno delle sette perle. Topolino ai tempi offriva anche trasposizioni fumettate dei cartoni che contemporaneamente passavano sugli schermi e mi è sembrato giusto che abbiano voluto "testimoniarlo" con questo gioiellino.
Coniglietto e l'erba dorindoro (Craig/Murry): Divertentissimo e gradevole, Fratel Coniglietto, così come Buci e Ezechiele Lupo, era una presenza fissa. Sebbene molti possano storcere il naso di fronte alla scelta di pubblicare tra il meglio anche storie di altri personaggi non propriamente avventurose, ritengo che le brevi a quel tempo "marcassero" la differenza e dessero modo alle lunghe di occupare un proprio ambito. Questo in controtendenza con la linea editoriale odierna in cui tutte le storie hanno la stessa lunghezza e nessuna prevale sulle altre.
Eta Beta l'uomo del 2000 (Walsh/Gottfredson): Strisce giornaliere rimontate. Sebbene questa scelta non sia il massimo delle filologia le storie qui presenti vengono presentate tali e quali a come apparvero quando furono pubblicate sulle pagine del topo, con tutte le magagne dell'epoca (tagli, omissioni, traduzioni sballate). Un "problema" che cesserà di esistere quando Topolino pubblicherà solo materiale italiano e quindi presentato senza alterazioni. La storia è stupenda, e anche se si tratta di gag legate da un esile filo, resta uno dei must dell'albo.
Chiudono l'albo alcuni articoli sul panorama dell'epoca, una galleria di copertine topolinesche e un lungo articolo sul personaggio di Topolino da Stemboat Willie ad MM.
in conclusione: pienamente soddisfatto.
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Vol. 2 - 1950
Altro grande numero.
La forza scorre potente in quest'iniziativa che ci propone un altro bel numero.
Come annotato nell'introduzione al fascicolo il 1950 è l'anno di Cenerentola. L'opera si ripropone di dare uno sguardo all'intero panorama disneyano annotando eventi che esulano dall'argomento principale e cioè la storia del settimanale.
E uno sguardo a cosa parallelamente accade nel mondo dell'animazione non può fare che bene specialmente in un periodo in cui i due ambiti erano molto vicini.
Paperino e il tesoro dei vichinghi (Barks): Si comincia con una stupenda lunga di Barks, incentrata sul rapporto Paperino-Gastone. La scena dei rimorsi di Paperino è uno dei vertici dell'umorismo barksiano e il finale commovente da cui Paperino e nipoti escono "vincenti" è uno dei più belli del maestro. Inutile dire che da sola vale l'albo.
Paperino e le rane (Barks): Divertente tenpages ma non certo esilarante quanto le due pubblicate nel primo fascicolo.
Fratel Coniglietto e lo sciroppo d'oro (Stallings/Moores): Trattasi di tavole domenicali rimontate. la storia non è frizzante come quella sul numero scorso, nata per i comic book.
Non vi compaiono Compare Orso e Comare Volpe bensì un insieme di insipidi comprimari. Debole.
Topolino e le sansoformiche (Wright): La storia è preceduta da un articolo che presenta Bill Wright. Non indimenticabile ma gradevole. E'un esempio di storia topolinesca da Comic Book, non spettacolare ma assai gradevole.
Buci e il faro (Buettner): La serie di Buci è un altro dei capisaldi del topolino d'altri tempi. Il personaggio nato dalle Silly Simphonies potrebbe essere utilizzato ancora. Tuttavia non è una dele sue storie migliori. Per quanto mi piaccia il mondo di Buci, non ho mai trovato troppo coinvolgenti le sue storie.
Il Lupo Mannaro fa il pittore (Craig/Murry): Le storie di Ezechiele sono oro colato. trasudano umorismo da tutti i pori e il personaggio di Ezechiele è sempre caratterizzato benissimo. L'intreccio di queste vicende boscose non è mai il massimo ma sa intrattenere alla grande. Spero tanto in una sua ripresa anche occasionale.
Il Lupo Mannaro e il nipote impertinente (Craig/Murry): Idem come sopra, le due storie sono LOL e si equivalgono alla grande.
L'inferno di Topolino (Martina/Bioletto): Si conclude in questo numero questo capolavoro. Per un bel po' (grilli atomici a parte) non ci saranno altre storie italiane.
In appendice un articolo sul calcio, uno sulla guerra fredda e uno sulla pubblicità, la solita carrellata di copertine e una scheda su Paperino.
Numero di pochissimo inferiore al primo, tutto sommato. Ma si tratta di sottigliezze.
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Vol. 3 - 1951
Sempre meglio. Questa volta ci rimette la quantità ma il risultato è ammirevole.
Tre storie lunghe fra le migliori della produzione disney più una breve dimenticabile. Ma andiamo con ordine:
Introduzione su Alice nel paese delle meraviglie il classico Disney del 1951.
Topolino in Gran Tassonia (Gottfredson/Wright) : é la versione ridisegnata da Bill Wright per i comic book di Topolino sosia di Re Sorcio, storia a strisce del 1937. Io preferisco la versione originale, il tratto di Floyd Gottfredson lo trovo inimitabile, tuttavia apprezzo il lavoro di Wright. Avrei preferito avessero pubblicato l'originale piuttosto che il remake, ma mi rendo conto che la cosa sarebbe stata impossibile in una collana che si ripropone di ristampare le storie così come sono apparse sul topo. Considerando poi che l'originale era stato pubblicato a suo tempo su Topolino giornale...
La vicenda è la stessa, ed è una delle migliori storie disney in assoluto.
Il compleanno di Nonna Papera (Thomson): Il primo incontro di Nonna Papera con Gas & Jack, una storiella breve che ha come unico punto notevole lo svelamento del nome di Nonna Papera: Elvira. Il resto è dimenticabilissimo.
Paperino e la clessidra magica (Barks): Uno dei tanti capolavori di Barks. Storia lunga e avventurosa fondamentale nel percorso che porterà l'artista ad affinare il personaggio di Paperone. Memorabili le facce deluse dei nipoti al vedersi affibbiare regali-patacca e la morale finale sulla vera ricchezza. Una delle storie in cui Barks maggiormente si diverte a interpretare la parte del Dio Beffardo che disinteressato alle vicende papere ne sa essere spettatore compiaciuto.
Topolino tra le stelle (Walsh/Gottfredson): Incredibile storia a strisce di Topolino che prende in giro alla grande lo Star System e il vacuo mondo di Hollywood. Questa storia contiene alcune delle scene più divertenti del fumetto disney di sempre. Pippo che esige la controfigura per schioccare le dita, che caccia via il vecchio zio dal set, che parla coi pupazzi, topolino e la sue cotta per la diva che è già nonna. Pura satira sociale ciò che il fumetto disney sarebbe in teoria nato per essere.
In appendice alcuni articoli che trattano della radio, dei giochi a premi e della moda dell'epoca, la carrellata di copertine questa volta monca delle quarte di copertina (punto a sfavore)e la scheda di Pippo.
In conclusione forse il numero migliore per chi ha intrapreso questa serie alla ricerca di grandi storie più che di piccole chicche
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Vol. 4 - 1952
Piccolo passo indietro questa volta. Alcune storie molto belle condite da altre decisamente dimenticabili.
Bell'articolo sulla campagna elettorale di Eisenhower e sui cartoni disney del periodo, come Lambert the sheepish lion e Donald Applecore.
Ma veniamo alle storie:
Topolino e lo spettro fallito (Walsh/Gottfredson) : La perla del numero è una delirosissima storia puramente Walshiana. E' una storia a strisce e, come si evince dalla prima vignetta, viene esattamente dopo Topolino tra le stelle, pubblicata, guarda caso, nel numero precedente.
La storia è divertentissima, e la caratterizzazione di Brian è eccelsa. Forse un po' mancante di coerenza interna ma davvero divertente. Puro spirito disney.
Paperino e le forze occulte (Barks) : Questa come le due che seguno è introdotta da un articolo sulle origini cinematografiche di Nocciola & co. é' la versione fumettata del lollosissimo "Trick or Treat". Purtroppo all'epoca uscì tagliata di alcune sue parti e come tale è stata riproposta qui. Io avrei evitato di ripubblicarla e avrei ripiegato su altre storie Barksiane intatte.
I sette nani e le monellerie di Pinocchio (Bradbury) : Questa schifezza se la potevano tenere. Capisco il fascino vintage del riproporre un lato disneyano che oggi si tende (giustamente) a dimenticare, ma trovo molto più accettabile un'ingenua storia di Buci piuttosto che questo.
Messer Bianconiglio e l'orologio magico (Hubbard) : Già meglio. Quantomeno le caratterizzazioni di Capitan Libeccio & co sono decenti e fanno respirare la stessa aria che si respira nel film. Ma cmq io non l'avrei mai ripescata.
Paperino e il maragià del Verdestan (Barks) : Questo è un capolavoro. una perla di umorismo che delinea alla grande la contraddittoria personalità dello zione. E, come al solito, Barks dietro la macchina da presa si burla delle ridicolaggini dell'umanità. Prima apparizione di Cornelius Coot. Gioiello. Questa e quella di Gottfredson da sole valgono l'albo.
Topolino e la meravigliosa Vussei (Moores) : Un misconosciuto topolino da comic book. Sinceramente lo spunto di questa storia è intrigante assai, ma non viene più di tanto sviluppato e la storiella finisce per non rimanere più di tanto impressa nella memoria. Graziosa, non eccezionale.
In appendice articoli sulla comicità di allora, sulla pubblicità e sui regnanti. Le copertine (sempre mutile per metà) e la scheda di Minni.
Nettamente inferiore ai primi tre soprattutto per la presenza di quelle brevi e per la pubblicazione delle forze occulte, necessariamente tagliato. Ma cmq consigliato.
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Vol. 5 - 1953
Altro numero tutto da comprare (per quanto durerà la manna?)
L'introduzione parla di Peter Pan.
ma veniamo alle storie
Per presentare Paperino si ha una quartetto di Tenpages di Barks
Paperino allevatore di polli (Barks): Divertente e catastrofica.
Paperino e il pranzo dei poveri [Barks): Rotflosissima e incentrata sulle schermaglie Paperino/Gastone.
Paperino e la filosofia flippista (Barks): Dissacrante presa in giro dei ciarlatani e delle loro filosofie da quattro soldi. Prima apparizione di Emy Ely Evy.
Paperino e l'arcobaleno (Barks): Zio Paperone confronta i metodi speculativi del nipotame. Sghizzante il modo in cui paperino scglie di far fruttare i propri soldi...indebitandosi ulteriormente!
Topolino e il deserto del nulla (Walsh/Gottfredson): Tocca alle strisce di Floyd. Questa è una delle ultimissime storie del ciclo a strisce che nel '55 si interromperà. Le situazioni immaginate da Walsh sono come al solito delirose, anche se non mancano le scene "forti". Commovente l'addio del piccolo Magneto e la morte della folle dynamina commentata da Pippo con "Povera Dynamina! Aveva la brutta mania di ammazzare la gente...ma è stata l'unica ragazza che mi abbia trovato bello!"
Zirlino, il leone pecorino (Moores): Bè il cortometraggio è ultrafamoso ed è interessante che gli abbiano dedicato ben due versioni a fumetti diverse (la seconda è stata pubblicata sulle tavole domenicali ed è opera di Gottfredson). Una chicca che impreziosisce l'albo.
Paperone e la Banda Bassotti (Barks): Inserita per presentare il personaggio della banda bassotti, questa storia, a dispetto del titolo non ne è la prima apparizione. Ma compare per la prima volta la numero uno. Molto carina.
Il come eravamo tratta questa volta di orologi, scuola e alloggi. Le copertine di topolino nel 53 cessano di essere doppie e quindi non pesa più tanto la scelta di pubblicare solo la prima di copertina.
Scheda di Paperone in appendice.
Altro numero da avere. Per adesso l'iniziativa si mantiene su livelli molto alti.
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Vol. 6 - 1954
dunque dunque.
in apertura si fa riferimento al successo disney di quell'anno: 20.000 leghe sotto i mari. Interessante come riescano a non far apparire per niente forzato il passaggio, nello stesso articolo, da una prospettiva storica generale a l'infitesimale realtà cinematografica degli studi di Walt. un *clap* ad Annamaria semprevivo.
Per la serie grandi autori si parla questa volta di Carpi, all'interno della rubrica grandi personaggi invece tocca a Pluto.
Paperino e il muro del riso (Martina/Carpi): Ed ecco che arrivano i nostri. che deludono fortemente. Prima o poi le storie italiane sarebbero dovute arrivare, non si poteva continuare ad ignorare l'arrivo dei grandi maestri italici sulle pagine del topo. Da un punto di vista storico dunque la scelta è azzeccatissima. Ma francamente non sono riuscito ad apprezzare. Dirò un'eresia ma ho trovato le caratterizzazioni Martiniane di questa storia alquanto piatte; Paperino è un totale scriteriato, QQQ sono insopportabilmente antipatici, Paperone è meschino.
Alcune trovate inoltre sono alquanto grossolane (Paperino che mangia la colla e diventa elastico), quello che doveva essere il colpo di scena finale si autospoilera all'inizio, e il titolo della storia se confrontato col suo effettivo svolgimento è alquanto inadeguato.
Il primo Carpi è ancora troppo Taliaferresco e i disegni non eccellono. Deludente.
Pluto e il dinosauro (Murry): Storiellina in cui Pluto cerca di donare un osso al museo. Simpatica, ma nulla più.
Pluto si guadagna la casa (Christensen/Murry): Brevissima. come l'altra. Semplice e gradevole.
Topolino e la scarpa magica (Walsh/Gottfredson): Allora. la scelta di pubblicare una storia priva di finale mi è sembrata alquanto discutibile, avreppero potuto riscattarsi pubblicandolo nell'introduzione. Giudicando la storia per quel che ne rimane non posso far altro che applaudire. Geniale, surreale, d'atmosfera. a tratti inquietante. In questa storia c'è tutto Walsh e il suo disincantato sense of Wonder (ellosò che è un ossimoro). Interessante il fatto che Topolino sia da solo. senza Pippo, senza Eta Beta. La cavalcata finale col Puka è spettacolo.
Da sola vale l'albo.
Paperone pesca lo skirillione (Barks): I paperi ad Atlantide! altra storia che da sola vale l'albo. Vero e proprio capolavoro del paradosso che come chiave d'accensione ha un'assurda disputa numismatica tra Paperino e suo Zio.
La storia di come gli uomini hanno cominciato a respirare sott'acqua mi ha sempre affascinato.
Assurdo e Affascinante.
Il come eravamo questa volta tratta della televisione e della conquista del K2.
Scheda su Qui, Quo e Qua.
In definitiva: Un numero che parte incerto ma si riscatta ampiamente grazie a Barks e Floyd. Ancora consigliato.
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Vol. 7 - 1955
Per adesso è il peggior numero.
Poche storie e bruttocce.
Paperino e il misterioso Mister Moster (Martina/Carpi): Buone premesse, finale orrendo. Ma c'è un abisso che la separa dal muro del riso. LA coppia fa progressi e ciò è bene. Perdibilissima cmq.
I Paperini e la caccia al tesoro (Connel/Strobl): Interessante per vedere lo stile di Strobl non castrato dalla cattiva inchiostrazione con cui siamo abituati a vederlo. Storiella minimalista.
Lilli e la foresta incantata (Connel/Hubbard): In questa storia compaiono Lilli, il Bianconiglio, Grimilde, i Sette Nani, Bongo, Dumbo e Bambi. Puro Pattume.
Topolino e Pippo cosmico (Walsh/Gottfredson): Unica storia per cui vale effettivamente la pena di comprare l'albo. Genialità assoluta nella caratterizzazione di Pippo. Penultima storia del ciclo a strisce e ultima che troveremo in Topolino Story. Ciao Ciao papà Floyd...
Come eravamo più lungo del solito: quasi il doppio. si parla di Disneyland, della fiat 600 e di b'zzeffe di altre cose.
Scheda su Paperina
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Vol. 8 - 1956
Dopo due numeri un po' scialbi ecco una buona ripresa, tanto Barks, e soprattutto Scarpa.
Paperino e il Vello d'oro (Barks): Stupenda avventura. Paperone novello giasone, una gara culinaria tra arpie, il drago insonne. Millemila momenti topici in uno dei migliori Barks.
Topolino e il segno di Squid (Murry): Preceduta da un articolo introduttivo su Paul Murry. Tipica storia Murryana, il topolino dei comic book a me non entusiasma per nulla. Svolgimento banale e prevedibile. Bei disegni, ma assai noiosa.
Paperino e la prove olimpiche (Barks): Tenpage capolavoro. Umorismo a mille, ma soprattutto un finale commovente. C'è tutto Paperino in questa storia. Tanto di cappello.
Paperino e la gara del ponte (Barks): Graffiante presa in giro dei Boy Scout. Peccato che in futuro questo spirito originario verrà travisato, e le GM verranno dipinte come una suqadra di supereroi. Ad ogni modo la mogolessa invasata è quanto di più Barksiano si possa immaginare. Prima apparizione delle gioiette.
Paperino e i gamberi in salmì (Scarpa): Primissima storia del maestro in qualità di autore completo. La stoffa c'è già tutta. Un intreccio interessantissimo, una soluzione mai banale, un occhio di riguardo per l'umorismo. Prima apparizione di Gedeone, fratello di ZP. Stupenderrima.
Il come eravamo questa volta tratta del'autostrada del sole, di Cortina e del Rock. Scheda su Pluto.
In conclusione: a parte la storia di Murry, tutto il resto è oro colato.
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Vol. 9 - 1957
Ma che numero eccezionale!
Paperino e la leggenda dello scozzese volante (Scarpa): Spettacolo! Capolavoro! Giubilo! una storia coi fiocchi, che centra l'essenza della disneyanità con una dissacrante parodia dell'animalismo. Il kaibì che mangia mezza sardina fresca tagliata longitudinalmente una volta a settimana è una delle più grandi genialate della storia del topo. Le scene infantili dello zione che si fa imprigionare pur di non buttare a mare le sardine marce, poi è da oscar. Il tutto poi si conclude con un paperone trasognato...
L'arte del fumetto Disney, da tramandare ai posteri. Clap.
Giovannino Semedimela (Hubbard): Gradevolissima trasposizione dell'omonima sequenza dello scrigno delle sette perle.
Una chicca gradevolissima. Peccato che non racconti il finale del cartoon, a mio avviso una delle scene più poetiche della storia della disney.
Topolino e il pupo rapito (Martina/Carpi): Divertente quanto basta. Non eccelsa, viste alcune trovate un po' troppo bizzarre e fuori luogo ma si lascia leggere. Il duo fa ulteriori progressi, anche se non è ancora ciò che sarà (concetto pleonastico).
Paperone e il Tesoro Sotto Zero (Barks): Si chiude in bellezza col Bombastium e i Brutopiani. Genialata. Leggere per credere.
Carosello, spazio e giocattoli sono i temi del come eravamo, la scheda è su archimede.
Scarpa e Barks in gran forma rendono il numero assai ghiotto. Da Avere.
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Vol. 10 - 1958
Siamo giunti al decimo numero. secondo l'attuale piano dell'opera dovremmo essere a metà.
Un numero in larga parte dominato dai disney italiani, con un Barks relegato alle brevi.
Il Dottor Paperus (Chendi/Bottaro): Una grande parodia. Grande in tutti i sensi. Un Bottaro al massimo della forma, divertente e inquietante. Gli spiritelli sono stupendi, il tratto poi mostra parecchie influenze Barksiane (paperi), Taliaferresche (Paperina), Biolettiane (diavoli) e DeVitapadresche (cavalli).
Uno spettacolo per gli occhi retto da una trama intrigante cosparsa di gag spettacolose (lo scudo falso che provoca 10 anni di guerra, le prime mattaglie). Un capolavoro del fumetto Disney.
Bongo e il letargo forzato (Lockman/Alvarado): Debole e poco credibile vicenda che però ha il pregio di far sorridere sul finale.
Archimede Pitagorico e il picnic (Barks): Scoprire che per risolvere i problemi di un picnic basta starsene a casa. Poche tavole che narrano una parabola geniale.
Archimede Pitagorico cerca l'oro (Barks): Simpatica, da notare il fatto che Archimede per tutta la storia ceda la scena ad Edi, standosene bellamente sullo sfondo.
Archimede e il muro di piuma (Barks): Nella media della serie. che è alta.
Il Grillo Saggio e il Ratto Baratto (Fallberg/Strobl): Vicenducola del grillo. c'è anche Paperino.
Topolino e l'incantesimo di Fonte Argento (Martina/Carpi): Il duo migliora a vista d'occhio. Una fiaba fascinosa. devo ammettere che mi sono preoccupato mentre la fatina era in fin di vita. il Gambadilegno di Carpi è bellissimo, peccato che tutta la sequenza in cui appare non sia minimamente intrecciata col resto della storia. Stesso problema che aveva la storia della settimana scorsa coi poteri di pippo-marea IMHO abbastanza inutili per l'economia della storia. Vabbè, piacevole comunqe.
Il come eravamo parla di Papa Giovanni, della rapina di Milano e di "Nel blu dipinto di blu".
Proseguono le copertine e la scheda è su Clarabella.
In definitiva, un altro buon numero il cui piatto forte è il dottor Paperus.
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Vol. 11 - 1959
Un numerone, stupendo.
Topolino e la dimensione delta (Scarpa): Il Capolavoro da cui ebbe inizio la saga di Atomino. La ripresa di un personaggio classico come il dottor Enigm. Il puffoso Atomino Bep Bep.
Ma soprattutto una delle più belle lotte fisiche tra Topolino e Pietro.
Stupenda la battuta di Basettoni "Ma sì Manetta! Arrestami pure! Solo questo ti mancava di combinarmi, nella tua carriera!"
Divertente, avventurosa e anche di più. Da sola vale due albi.
Cip e Ciop e lo scoiattolo forestiero (Bradbury): Premettendo che adoro a priori i due chipmunk, non ho invece adorato troppo questa storia. Ritmo discontinuo e gag poco verosimili (quella dei fagioli saltanti direi che è abusata).
Ma tanto è una breve, che scorre via in fretta.
Paperino e i buoni esploratori (De Lara): Già meglio, mi ha ricordato molto i cortometraggi anni 50, con protagonista il leone di montagna. e vedere Cip & Ciop andare d'accordo con Paperino destereotipizza il tutto, dando maggior profondita al rapporto tra i tre. Decisamente diverso dal rapporto Daffy/Speedy Gonzales...
Paperino e il vascello fantasma (Barks): Se due numeri fa avevamo visto Scarpa cimentarsi con la leggenda dell'olandese volante, ecco che questa volta tocca a Barks. Come al solito un fuoriclasse. Lollosissime le continue gag su Paperino che pesca di nascosto.
Topolino e l'anno di un solo giorno (Martina/Carpi): Ecco, questa era risparmiabilissima. Una storia tutta basata su una scaramuccia tra Pippo e Zio Paperone. Caratterizzazione assai stereotipata di Zio Paperone che si dimostra un bel po' infantile nel voler a tutti i costi fregare la casa a Pippo, sempre più stupido, solo perchè l'ha letto nell'oroscopo. Basettoni poi che dubita così facilmente di Topolino, e il titolo così inappropriato...bah. Non ci siamo proprio.
Il come eravamo parla di boom economico e di jeans. la scheda è sul buon Orazio.
In conclusione: un numero quasi perfetto, dove stona solo la storia di Martina.
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Vol. 12 - 1960
Recensisco con un filo di ritardo, dovuto a *ehm* impegni cosmici...
Un grande numero per un grande anno che fa parte di un grande periodo. Mille belle storie avrebbero dovuto essere inserite nel 1960 ma purtroppo la selezione è stata fatta, e così ci scordiamo lenticche, balabù, rebo e compagnia bella. Poco male perchè c'è:
Topolino e la collana Chirikawa (Scarpa): Sempre un Capolavoro. Le vertigini Hitchcocchiane, il trauma infantile, e soprattutto la genialata dei disegni approssimativi. Ma sono cose dette e ridette. Notevole l'esordio di Trudy ma soprattutto della Zia Topolinda, caratterizzata divinamente. Nota: Non esiste vignetta in cui Pietro non sia disegnato da Dio.
Paperino dà un ricevimento (Lockman/Barks): Very Simpatica. Ne deriva un immagine un po' frivola dei personaggi disney ma è pur sempre mediato dal punto di vista di Paperina.
Miss Paperopoli (Lockman/Barks): Deliziosa. La Paperina assonnata dell'ultima vignetta è a dir poco affascinante.
I Sette Nani e l'anello di Betulla (Scarpa): Esempio di buon uso di personaggi non standard. La chiave è Zenzero, personaggio del tutto nuovo e con qualcosa da dire. La storia infatti ruota su di lui, sulla sua "ansia da prestazione".
Veramente interessante, peccato che come Codino non sia più stato ripescato (o forse è meglio)...
Pippo e la fattucchiera (Chendi/Bottaro): Pazzesco e Irreale, l'inizio dell'accoppiata. WoW.
Come eravamo sule olimpiadi e la dolce vita, scheda su amelia.
Straconsigliato.
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Vol. 13 - 1961
L'inizio degli anni 60 è senza dubbio il miglior periodo in assoluto per Topolino. Me ne sto accorgendo sempre di più.
In questo numero ben due Scarpa e un Barks, nel dettaglio:
Paperino e il colosso del Nilo (Scarpa): Lo Scarpa archeologico per eccellenza. Una storia profetica.
Scarpa matura il tratto, espressivissimi Archimede e i Bassotti.
Una storia divertentissima e geniale che si conclude con una vignetta che mostra i paperi trionfanti e, sì, anche Paperino che in tutta la faccenda svolge un ruolo chiave.
Bellissima. Punti notevoli: Il comitato per la conservazione dei monumenti d'arte che gioca coi modellini è lollosissimo.
I progetti di Archimede pure.
Topolino e il gigante della pubblicità (Scarpa): Assurda questa storia. Topolino che sogna i soldoni e vuole fare il pubblicitario può apparire atipico, ma se tutto questo poi si traduce in intraprendenza e inventiva ecco che salta fuori il Topolino di Gottfredson. quello giusto.
E Gottfredsoniano è anche Orazio che qui ingenuamente gioca a far l'intenditore, caratteristica che sfoggiava nei primi anni 30.
Mette angoscia invece il personaggio di Max Factor, donna costretta a vestirsi da uomo perchè orribile. Sinceramente non avevo mai visto una storia in cui il fattore estetico giocasse un ruolo così fondamentale. Il travestitismo poi è trattato con una naturalezza quasi eccessiva, nell'ultima vignetta Mickey chiama Max Factor SIGNORE, e il lieto fine coincide con il mantenimento del segreto, come se per il povero personaggio di Factor questa condizione fosse piacevole. Una piccola sconfitta per il buon senso che impreziosisce tuttavia una storia a suo modo trasgressiva.
Cip & Ciop e la Pelican Airlines (Murry): Devo dire che il tardo Murry non mi piace quanto quello di dieci anni prima che tratteggiava i volti di Ezechiele o Compare Orso in modo del tutto originale e con un espressività grandiosa. Graficamente sottotono e anche la storia non è delle migliori per una breve.
I Tre Porcellini lavoratori controvoglia(Fallberg/Bradbury): Gradevole Facezia, ma non arriva agli splendori del ciclo di Lupetto, che a suo tempo seppe essere di una genialità portentosa.
I Tre Porcellini e il bagno pericoloso (Murry): Il discorso fatto prima con Murry vale anche qua, a maggior ragione del fatto che un semplice confronto coi porcellini di Murry nel secondo numero della collana ne mette in luce la differenza. Per la trama vale lo stesso discorso fatto prima.
Paperino e la fonte dela giovinezza (Barks): Poteva mancare Barks? Eccolo con una storia come al solito moto gradevole. Non una delle sue migliori ma non ci si può certo lamentare. Nonna Papera narrataria, una volta tanto, spiazza non poco.
Ora che Topolino è settimanale le copertina hanno ormai mangiato spazio al come eravamo che questa volta parla del centenario dell'italia e del secondo canale. Scheda su Eta Beta.
In conclusione: altro signor numero che fa il paio col precendente per contendersi il titolo di miglior numero sinora.
Ovviamente a parere mio.
Peccato per Codino però...io l'avrei messo al posto di Barks così per fare un volume only Scarpa
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Vol. 14 - 1962
Un numero nella media (alta).
Paperino e la farfalla di Colombo (Scarpa): Senza dubbio una bella storia anche se non mi ha del tutto convinto.
Innanzitutto il ruolo di Brigitta, che all'inizio della storia sembra dover figurare tra i protagonisti e poi invece viene bellamente messa da parte, venendo frettolosamente nominata nel finale. Per il resto è proprio la struttura a non convincere: una scarsa armonia tra la prima e la seconda parte, come se la storia fosse stata articolata in due tempi quasi forzatamente. Un ottima vignetta finale però.
Noto anche che lo stile è in una fase di passaggio, e i paperi in molte vignette appaiono macrocefali. Sebbene non priva di difetti è comunque divertente assai.
Pippo e il fantasma migratore (Chendi/Bottaro): Classica storia surreale Nocciolesca. Simpaticissima e con un Pippo in gran forma.
Paperino Demolitore (Barks): inaugura la nuova rubrica Capolavori in miniatura, e capolavoro lo è davvero. Classica storia in cui Paperino è abilissimo in qualcosa ma poi per tendenza allo strafare corre dritto verso l'autodistruzione.
Uno dei generi che ho sempre preferito. Geniale in ogni sua gag.
Penna Bianca e il presagio del Totem (Eisemberg): Uhmm una breve abbastanza infantile. Peccato visto che amo il personaggio.
Paperino barbiere di Siviglia (Dalmasso/De Vita senior): Una splendida grande parodia. Un gioiellino di comicità con bizzeffe di rimandi alle principali arie dell'opera di Rossini.
Come eravamo sulla mondovisione e la scuola media, scheda su Nonna Papera.
Un altro bel numero, senza dubbio.
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Vol. 15 - 1963
Ok, un numero medio-alto. Sento zilioni di persone lamentarsi del fatto che questa serie trascuri alcuni autori per privilegiarne altri. Questo numero dovrebbe mettere d'accordo un po' tutti.
Topolino e l'uomo di Altacraz (Scarpa): Ecco, questo è un capolavoro. Scarpa caratterizza eccellentemente Geronimo, personaggio intorno a cui ruota la vicenda. Uno dei pochissimi autori capaci di rendere giustizia a personaggi destinati a non comparire mai più. Niente è scontato, come spiegato nell'articolo che introduce la storia, e Geronimo si accattiva nell'arco di una sola storia le simpatie dei lettori. Simpatie messe frequentemente in discussione dallo svolgersi frenetico degli eventi, che portano lo stesso lettore a dubitare di lui.
Inquietante la sequenza dei sabotaggi durante la passeggiata di Topolino.
Paperon de' Paperoni novello Ulisse (Barks): Il Barks degli ultimi anni è un Barks minimalista. La storia si svolge prevalentemente in un'unica locazione e Paperone ci fa una figura del credulone. Sembra che l'umorismo prevalga sull'avventura. Cmq oro colato, come al solito.
I Tre Caballeros e la guerra dei Juke-Boxes (Barosso/Carpi): Carina questa. Rivedere il trio all'opera è sempre piacevole anche se la trama non è 'sto granchè. Divertentissima la caratterizzazione grafica dei gangster, trovo che questo Carpi sia già a livelli altissimi.
Il Grillo Saggio e la vita monotona (Hubbard): Mah. Semplice. Non saprei come giudicarla. Aspetto qualche storiella di Lillo, piuttosto.
Paperino e la gara del vischio (Barks): Il Barks di questi anni eccelle nelle brevi ancor più che nelle lunghe. Stupenda, il finale soprattutto. Anche se, rimanendo sullo stesso filone, preferisco di gran lunga Paperino eroe del foro.
I Beatles e il Vajont sul come eravamo, scheda su Gastone.
Direi che è promosso anche questo.
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Vol. 16 - 1964
Un numero incredibilmente vario, forse non bellissimo ma variegato al massimo.
Zio Paperone e il trenino della felicità (Barks): Altro non è che il ventino fatale. Questa storia non è del '64 ma del '52, il fatto che fosse stata ripubblicata ha fornito il pretesto per poterla includere nel volume, e questo a molti non è andato giù.
Appartiene al periodo d'oro di Barks, il cui stile nei primissimi anni 50 raggiunse il massimo storico. Personaggi espressivissimi e situazioni esilaranti si susseguono vignetta dopo vignetta. Il comportamento di Paperino poi è realistico e al tempo stesso comico, mi riferisco a ciò che prova quando si sente chiedere da Paperina i 50 dollari, o quando decide di mettere alle strette Paperone. Un capolavoro insomma, chi non l'ha mai letto provveda o peste lo colga.
Maga Magò e la mela d'oro (Lockman/Strobl): Veramente pessima questa. é presentata insieme alle due successive come a formare un terzetto di storie con protagonisti personaggi minori.
Estremamente infantile e semplicistica. Unica nota positiva: Alcune espressioni di Magò sembrano provenire dritte dritte dal lungometraggio d'origine, caratteristica che in seguito si perderà. In compenso ho trovato orribili i bassotti di Strobl. gusti.
Lillo arrampicatore di sesto...ramo (Hubbard): Gradita assai. é semplice ma ben costruita, e con una morale. Complice il tratto di Hubbard, mi ha ricordato molto i libri illustrati che leggevo da piccolo. Adoro Lillo come personaggio, e vederlo confrontarsi con la figura paterna, cosa che accadrà poi anche in Lilli e il vagabondo 2: il cucciolo ribelle, mi ha molto divertito.
Bongo e il tallone d'achille (Hubbard): Ennesima scaramuccia tra Bongo e Zanna Gialla, non mi è piaciuta troppo. Trovo che a differenza del microcosmo di Lillo, che con le sue scaramucce da cortile ha un suo perchè, quello di Bongo non abbia poi molto da offrire. Semplicistico e repentino il cambiamento d'idea del leone.
Paperino fornaretto di Venezia (Pavese/Carpi): Una parodia. Carina, non fa certo urlare al capolavoro però è leggibile. Il tratto di Carpi si avvicina sempre di più alla sua fase matura, e le espressioni giocherellone sui volti dei Bassotti ne sono la spia.
Gancio il dritto alla riscossa (Scarpa): In realtà questa storia è composta da quattro microepisodi. Scapra rilancia il personaggio di Gancio e lo fa mostrandolo alle prese con tante realtà differenti, una per ogni personaggio che lo ospita. La più bella per me rimane la seconda, quella con Minni...
Bella storia.
Zio Paperone e l'arcipelago dei piumati (Barks): Il Barks degli ultimi anni contrapposto a quello dell'epoca d'oro di inizio albo. Non sfigura ovviamente, ma non impressiona neanche troppo. é sempre Barks però, il suo peggio è cmq oro colato.
Come eravamo sul topless e lo sport. Scheda, molto esauriente, su Paperoga.
In conclusione: un numero di compromesso che accontenta tutti e non scontenta nessuno. Forse però non il miglior numero da cui iniziare...
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Vol. 17 - 1965
Altro numero del periodo vario. Di quelli che accontentano un po' tutti mancando in questo periodo storie titaniche che possano contendersi il poco spazio a disposizione.
Zio Paperone e il diritto di successione (Cimino/Scarpa): Arriva finalmente Cimino con una storia che però non spicca per coerenza. Il problema è proprio la costruzione della storia con una prima e una seconda parte fin troppo slegate tra loro. La caratterizzazione dei personaggi è però ai massimi livelli già dagli esordi. Il Paperone di Cimino è a dir poco perfetto: scorbutico al punto giusto ma con un lato comico/buontempone che sarà poi mostrato anche dopo.
Topolino nei panni di Robin Hood (Murry): Fa parte di un anomala serie di parodie made in USA. Del tutto priva del mordente italiano è però una storiella leggibile. Niente di che, certo trovo meno banale il topo di Murry in queste vesti piuttosto che nella sua legittima dimensione urbana.
Paperino e le inchieste di mercato (Gatto): Anche Luciano Gatto approda su TS con una storia di cui non si conosce lo sceneggiatore. Asciutta, dice quello che ha da dire in poche pagine. L'ho gradita anche se ho trovato alcuni comportamenti un po' anomali tipo Paperino che si annota di dover bere per non dimenticarsene, o il fin troppo brusco scambio di pugni in faccia tra Paperino e il sondaggista. Chissà di chi era...
Zio Paperone e la palude senza ritorno (Barks): C'è anche Barks, ormai alla fine della sua carriera. Ironica e delirosa, questa storia segna il ritorno di Brutopia sulle scene paperopolesi. Molto divertente, traspare quasi del tutto il solito disincanto di un autore oramai molto meno visionario e con un maggior senso del ridicolo.
Paperoga debella la siccità (Kinney/Hubbard) : Approda anche il Paperoga degli esordi. Lo stile è cortometraggistico e i disegni di Hubbard spettacolari.
Malachia e l'idrofobia (Kinney/Hubbard): Idem come sopra. Un finale un po' buttato lì, ma resta sempre una gioia per gli occhi.
Pippo e lo spirito della tristezza (Murry): Banalozza, certo non meritava il titolo di Capolavoro in miniatura.
Paperino eroe del foro (Barks): Questa invece sì. Al termine della lettura si prova un senso di affetto verso il personaggio di Paperino. E anche Gastone esce dal clichè dello stronzetto menefreghista e prova per la prima volta dei sensi di colpa.
Il come eravamo parla di musica (ancora??) e della metro di milano. La scheda è su Tip e Tap.
Un buonissimo numero.
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Vol. 18 - 1966
Tornano le grandi storie. I must che finiscono per riempire l'albo facendo strage di spazio per le brevi.
Dopo un introduzione in cui si piange la morte di Walt abbiamo:
Paperino missione Bob Fingher (Chendi/Carpi): L'articolo introduttivo è assai esauriente, la storia è stupenda. Inaugura il ciclo della PIA che tanto annoia ai giorni nostri. L'agente Qu-Qu 7 anticipa di tre anni il personaggio di Paperinik, e le atmosfere si fanno "importanti". Un ritmo frenetico e un respiro assai ampio completano il quadro. Un Carpi in gande forma. Stupenda.
Il novello Gulliver (Murry): Altra parodia americana. Il cast è ampio e comprende anche fratel coniglietto. Molto carina.
Zio Paperone e il privilegio regale (Bradbury): Una breve di poche pretese che ripercorre la vicenda di Mida. Gradevole e ricorda molto The Golden Touch, il cortometraggio del 35. Peccato per l'errore di impaginazione che sballa il finale. Mi auguro non sia stato riportato pari pari dalla versione originale pubblicata sul topo, perchè un conto è far filologia, un altro lasciar ottusamente come sono gli errori.
Gancio e l'oro del west (Scarpa): Uno Scarpa minore. Simpatica ma non memorabile.
Arriva Paperetta Yè-Yè (Scarpa): Una storia che scorre su due binari distinti: la memoria di ZP e l'arrivo di questo nuovo personaggio. Paperetta è un personaggio simpatico, ma ho sempre trovato parecchio forzato l'entusiasmo con cui viene accolta a Paperopoli. In fondo è un'estranea, tutto questo fervore è eccessivo. Molto bello invece il modo in cui Paperone e Doretta interagiscono. Scarpa rende bene l'idea di una storia d'amore latente, implicita che a dispetto delle apparenze prosegue ancor più intensamente che in passato. Paperone che si preoccupa del fatto che Paperetta non telefoni a sua nonna e l'acquisto dell'ospizio sono i gesti attraverso cui la storia tra Paperone e Doretta si rinnova eternamente. Un affetto maturo, che va oltre la fisicità. Chiude il tutto l'incontro con Brigitta, poesia pura. Una storia che un certo qualcuno, perso ormai nel culto di sè stesso, farebbe bene a leggersi.
Come eravamo incentrato su gonne corte e ora legale. Molto interessante. Scheda su José Carioca.
Altro numero imperdibile. per chi non avesse le storie d'apertura e chiusrua, s'intende...
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Vol. 19 - 1967
Altro numero di must. Eppure si poteva fare molto meglio.
Tap e il violino da poco (Chendi/Cavazzano): Non so quanto se ne sentisse il bisogno. O meglio, la storia in sè è molto carina, sebbene le prime quattro tavole siano quasi superflue per l'economia della vicenda. La verità è che mi aspettavo l'Ultraghiaccio di Scarpa e qualsiasi altra storia breve tende ad addossarsi buona parte della colpa di questa assenza.
Paperino e il singhiozzo a martello (Barosso/Cavazzano): Bastava questa a celebrare Cavazzano. La sua prima storia è per certi versi affine al ciclo di Kinney/Hubbard eppur si sente che la caratterizzazione di Paperoga è già sulla strada della semplificazione.
Zio Paperone e lo zoccolo di fuoco (Barks): Forse l'ultimo Barks che leggiamo su Topolino Story. Storia godibilissima sebbene non spieghi perchè TUTTI i cavalli iscritti erano robot...
Il relax di Super Pippo (Lockman/Strobl): Altra storiella banalotta. Sebbene il personaggio di Super Pippo abbia una sua genialità, trovo che abbiano cominciato ad utilizzarlo correttamente solo in questo periodo. Le storielline anni 60 erano IMHO parecchio scontate e quelle italiane della fine anni 90 marciavano troppo sui soliti alieni e pianeti ostili. Nella recentissima storia sul topo in cui prima sconfiggeva il mostro dei congiuntivi e poi faceva ruotare al contrario la terra per tornare indietro nel tempo l'alter-ego di Pippo ha mostrato tutta la demenzialità per cui è stato creato.
Quando Pippo è davvero Super (Lockman/Strobl): Il crossover con Super Ezechiele Lupo a un primo impatto mi ha fatto sorridere (se non si è capito sono un fan di Ezechiele). Ma come al solito lo svolgimento è parecchio scontato e il finale, come nella storia precedente, del tutto improvviso e buttato lì.
Paperin Fracassa (Martina/Scarpa): Una grande parodia che mi ha sempre divertito molto. Memorabilissimi i discorsi in versi dello stregatto. La storia ha quel che di onirico che serve a legittimare la presenza di personaggi come i sette nani o il gatto e la volpe. Ciò che mi lascia perplesso è invece l'inserirsi del tutto improvviso nella vicenda di Qui Quo Qua e del miliardario Baltimora, che portano la narrazione d'improvviso su un binario più "reale". Bellissimo il nome "Ca'Babele" e le prove che nel finale deve affrontare Paperino, più altruista che mai. La caratterizzazione di Paperino, così umano e intraprendente, è insolita nella produzione Martiniana, che lo vede uscire dall'accidia solo nel ciclo di Paperinik. Le spressioni di Scarpa sono adorabili.
Il come eravamo questa volta parla di trapianto di cuore (un articolo che mi ha lasciato un po' freddino), della plastica e del suicidio di Tenco. Scheda su Gambadilegno.
Peccato per l'Ultraghiaccio, però...
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Vol. 20 - 1968
Caschi proprio a fagiolo
Un numero così così il 1968. Non sono anni di grandi must e quindi si può tranquillamente ingannare il tempo colmando le lacune formatesi negli numeri scorsi.
Topolino e i ladri d'ombre (Martina/Carpi): A dispetto di quanto sostiene molta gente, questa storia non mi è sembrata affatto un capolavoro. Non apprezzo forse a sufficenza il Martina dei topi. L'estremizzazione delle personalità è una cosa che mi diverte molto nel contesto paperopolese, non così a Topolinia. Un Pippo che è quasi del tutto sciocco e un Topolino disumanamente intelligente non fanno altro che acuire l'astio di certi lettori verso la dimensione topolinese. La storia non è male, peccato che la soluzione del mistero avvenga prima di metà storia e tutto il resto consista in una affannosa e travagliata fuga verso la libertà. Il tutto parecchio fine a sè stesso...
Il ritorno di 01 Paperbond (Kinney/Hubbard): Viene presentato un personaggio delizioso ma purtroppo dimenticato. I ritmi sono i soliti del duo Kinney/Hubbard, e lo stile cortometraggistico pure.
Topolino e l'Atlantide sommersa (Murry): Assai scarsa e banale questa storia, e del tutto indegna di comparire in Topolino Story. Ennesima riproposizione della scoperta di Atlantide, trattata in modo fin troppo semplicistico. Bah.
Paperino pilota di linea (Barks/Strobl): Ora che Barks è pennsionato hanno pensato bene di riproporci le sue storie disegnate da Strobl. Scelta che approvo, visto che sono meno conosciute. Innanzitutto per quanto riguarda i disegni di Strobl la penso come Jippes: sfigurano alquanto. Sarà per l'inchiostrazione pesante, come sostenevano nel numero in cui lo presentavano, fattostà che l'eccessiva spigolosità nuoce non poco al dinamismo della storia. Bello però il lupo, questo glielo concedo...
Topolino e il colpo perfetto (Chendi/Cavazzano): Gradevole, nulla più. Peccato per il titolo che con Topolino ci azzecca poco...
Fantascienza e Olimpiadi sul come eravamo, scheda sui Bassotti.
In definitiva, un numero non memorabile, ma abbastanza rappresentativo del periodo.
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Vol. 21 - 1969
Un numero a dir poco stupendo.
Paperinik il diabolico vendicatore (Martina/Carpi): Ecco il Martina che mi piace. nella storia che ha dato i natali a un personaggio che mi piace. E sono proprio i dialoghi il punto di forza di questa storia, frasi entrate nel mito come "non saresti capace di rubare a un paralitico" (censurata!)"lo senti? ti chiama Caino!"""Dentro, spazzatura! Fuori iettatura" per non parlare poi delle "disgustosa ostentazione di plutocratica sicumera" e di "Paperino il perseguitato muore e dalle sue ceneri...". Insomma, immancabile. Il clima pesante che si respira, la rabbia e il fastidio che prova Paperino nei confronti del parentame, una rabbia che nasce anche dalla consapevolezza di non avere del tutto ragione, accrescono l'identificazione del lettore.
Una delle più belle storie stronze di sempre. Un clap anche all'articolo introduttivo, veamente esauriente.
Cenerentola e il party di natale (Reilly/Gottfredson): Ritroviamo inaspettatamente Gottfredson in questa serie di strisce natalizie. Niente da dire sui disegni, molto accattivanti (E poi Gott aveva già disegnato Gas & Jack in passato), passiamo alla storia in sè. Assai ridicolo il fatto che Cenerentola vada in vacanza al sud, come ridicole sono in generale queste storie celebrative con un cast insolito. Nota di merito alle atmosfere e al ritmo della storia (sarà che è a strisce).
Ezechiele Lupo e la vigilia movimentata (Reilly/Gottfredson): Idem come sopra, la storia manca di un po' di coerenza interna, ma bisogna dire che il lupo di Gottfredson è una gioia per gli occhi. Collocandosi perfettamente a metà strada tra lo stile dei comic book e quello dei cortometraggi, è un Ezechiele espressivissimo. Notevole pur eil lupetto di Gott, che sfoggia le fattezze dei suoi antichi fratellini malvagi pur mantendendo la personalità che ben conosciamo...
Topolino e l'incredibile imbroglio (Pavese/Asteriti): Breve, ma veramente niente male. Serve per introdurre Asteriti. Mi è molto piaciuta l'idea di far saltare fuori il vero Mickey solo alla fine.
Paperino e la sposa promessa (Scarpa): Irresistibile commedia degli equivoci, con Brigitta, Paperino e Paperone e i loro mille voltafaccia. Forse un po' immorale il tradimento finale di Brigitta da parte di Paperino ma l'ultima tavole, con "l'ubriacone redento", è oro puro.
Il come eravamo parla della luna e di Woodstock, la scheda è su Super Pippo.
Un numero eccezionale con due grandi storie e qualche breve gradevole.
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Vol. 22 - 1970
Numero un po' bof, anche solo per la presenza di una storia-anacronismo.
Tip e Tap e il rapinatore solitario (Barosso/Asteriti): Storia da poco. Ed è un peccato perchè l'articolo introduttivo sui Barosso non fa che vantare la ripresa dei personaggi delle strisce di Gottfredson per poi propinare una storia assolutamente minore. Mah, sarà dovuto a problemi di spazio...
Zio Paperone e il tunnel sotto la Manica (Martina/Scarpa): La storia più bella del numero. Tuttavia non esente da difetti. Ad esempio il tunnel stesso che dà il titolo alla storia non salta fuori che alla fine di tutto, e la storia tratta di ben altro, ovvero dei disperati tentativi di paperone di non pagare la bolletta a Rockerduck. Godibilissima però.
Mowgli e la saggezza da pantera (Beard/Hubbard): Un sequel del libro della Giungla, perfettamente disegnato da Hubbard. Storia ridicolmenne banale, ma suppongo non ci si possa aspettare di più da questo genere di storie (considerando anche che il sequel animato del libro della giungla non vanterà una gran trama).
Paperino e i chiodi della verità (Cimino/Cavazzano): Una breve moooolto barksiana.
Zio paperone e la corona di Gengis Khan (Barks): NOn sono d'accordo sul ristampare storie anni 50 nel 1970 di in una pubblicazione annalistica come Topolino Story. Oltre a rubare spazio a storie più legittime confonde le idee a chi legge frettolosamente le introduzioni. La storia cmq è un capolavoro.
Rischiatutto e Calcio nel come eravamo, e scheda su Macchia Nera.
Un numero sottotono, sembra quasi che si stiano alternando a numeri d'eccezione.
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Vol. 23 - 1971
Un numero dominato da Strobl.
Zio Paperone e le montagne trasparenti (Cimino/Cavazzano): Finalmente IL Cimino per eccellenza. Una storia con tutti i topos propri dell'autore: la supermacchina con cui si parte all'avventura, i personaggi che descrivono ciò che vedono con fare ironico/rassegnato, i nipotini che osservano il deposito pensierosi e preoccupati, il popolo straniero, il luogo di fantasia e tutta la baracca. Cavazzano si comincia a distaccare da Scarpa. Degno di nota è il Paperone di Cimino, l'opposto di quello martiniano: bambinone e sognatore, tutt'altro che arido, si preoccupa della salute del nipote (anche sentimentale, ricordate il ciclo di Reginella?). Tutti pregi che si rifletteranno nel ciclo dei racconti intorno al fuoco con un Paperone che ascolta con gli occhi luccicanti le fiabe della nonna...
Zio Paperone e la speculazione edilizia (Kinney/Strobl): Il mito del buon selvaggio, del duro ma puro rivisitato in chiave disneyana. Un Dinamite Bla che mostra tutto il suo potenziale come personaggio, burbero ma profondamente umano. Molto gradevole.
Dinamite Bla e le ville dei divi del cinema (Kinney/Strobl): Questa, con Paperoga, mi è parsa invece decisamente stupidina. Soprattutto per il finale improvviso e buttato là...
Zio Paperone e la favola di Mamma Oca (Strobl): Storiella dimenticabile, non malaccio ma neanche benissimo.
Gli Aristogatti (Fallberg/Hubbard): Finalmente! le trasposizioni dei film animati le aspettavo da un po', le trovo l'unico modo intelligente per riproporre sulle pagine del TopoStory i personaggi dell'animazione. Questa trasposizione poi è assai ben fatta. Hubbard è il disegnatore ideale dei personaggi dei film Xerox. Altra nota di merito: la battaglia finale, tipica scena d'azione difficilmente rappresentabile su carta, è invece raccontata gran bene. Una sorpresa deliziosa. Unica nota negativa sono i colori del tutto sballati dei personaggi.
I tre nipotini e la battaglia in bottiglia (Barks/Strobl): Viene presentato il ciclo delle GM del Barks pensionato. Divertentemente e barksiana, una vera e propria chicca. Disegnata da Jippes poi diverrà ancora più bella.
Topolino e la macchina talassaurigena (Pavese/Gatto): La storia di per sè non è granchè, ma serve a introdurre Gatto come si deve. Molto gradevoli le particolarità enigmistiche della villa...
Rimane poco spazio per il come eravamo che parla solo di Sci, la scheda è su Paperinik, molto esauriente visto che parla anche della sua fase Pk.
Un gran bel numero, non c'è che dire.
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Vol. 24 - 1972
Finalmente un numero di grandi storie, di quelli che piacciono a me.
Zio Paperone e la capra degli incas (Pavese/De Vita): Oltre al fatto che trovo opinabile la scelta di dedicare la rubrica Grandi Autori a Massimo de Vita senza averlo fatto prima per il padre Pier Lorenzo, avrebbero potuto scegliere una storia migliore.
Non che sia brutta ma è terribilmente mediocre, tantevvero che al momento di recensirla...me la sono già dimenticata!
Zio Paperone e il ritratto a olio (Chendi/Scarpa): Breve e frizzante. Ironizza alla grande sull'arte moderna. Direi proprio che il titolo di capolavoro in miniatura se lo merita tutto.
Paperino e il tesoro di Papero Magno (Bottaro): Una grande parodia. Ma proprio grande visto che è in due tempi e presenta un grande Bottaro. Terzo episodio della quadrilogia paperingia, molto ben strutturato. Ottima la partecipazione di Nocciola. Wow.
Pierino e il lupo (Reilly/Gonzales): Trasposizione fumettata del segmento di Musica Maestro. Trattansi di tavole domenicali del '54, tratte da un film del '46 e pubblicate sul topo nel '72. Un ritardo notevole. La storia è molto ben gestita e non fa pesare troppo la mancanza del commento musicale.
Paperino e l'avventura sottomarina (Cimino/Cavazzano): "Anche se la nostra primavera non è diventata estate, ti ricorderò e ripetterò il tuo segreto per sempre!" Struggente, il Cimino che preferisco, senza dubbio. L'inizio di una delle saghe più poetiche della storia della Disney. Commovente.
Come eravamo sulla TV a colori e scheda esauriente assai su Nocciola.
Un numero gagliardo, con ben due grandi storie, una breve eccezionale e una chicca godibile.
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Vol. 25 - 1973
Cmq, veniamo al 73. altro numero con dentro un po' di tutto.
Topolino e lo strano caso del furgone scomparso (Martina/Scarpa): Niente affatto male questo giallo. Martina costruisce un intreccio non poco interessante e Scarpa lo illustra perfettamente. Notevole la prima tavola.
Zio Paperone e il tesoro di Marco Polo (Fallberg/Strobl): Questa era risparmiabilissima. Una storiella poco memorabile.
Serafino e l'occupazione...piacevole (Disney Studio Program/Strobl) Il personaggio dell'orso Gelsomino o Onofrio che dir si voglia mi è sempre piaciuto un sacco. Peccato che Strobl lo renda irriconoscibile, e che la storia non sia minimamente divertente. Nota di merito per il ranger che almeno è disegnato bene...
Paperino e il festival della musical pop (Chendi/Bordini): Simpatica storiella breve.
Topolino e il volo del dragone (Murry): Vedere il Topolino di Murry calato in un contesto fantastico non può che far piacere. Niente di eccezionale, ma l'articolo introduttivo sui draghi disney è davvero interessante. Qualcuno sa nulla delle tavole di Winnie Pooh?
Zio Paperone e la legge del taglione (Dalmasso/Chierchini): Serve a introdurre Chierchini nei grandi autori. Godibile.
Il come eravamo tratta dell'austerity e della tv libera. La scheda è su Rockerduck.
Non un brutto numero, peccato non contenga alcun must...
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Vol. 26 - 1974
Non mi sembra faccia particolarmente acqua questo anno, nè che i precedenti ne facessero meno, piuttosto mi stupisce il vedere solo quattro storie. Nessuna breve americana, e la cosa non pò che farmi contento.
Topolino Kid e Pippo Sei-Colpi (Martina/Carpi): A dispetto delle aspettative questa storia mi è piaciuta molto. L'atmosfera bastarda che si respira sembra voler trasporre la cattiveria martiniana, tanto usata nel ciclo di Paperinik, in ambito topoliniano. E l'espirimento IMHO riesce anche se fa un certo effetto veder comportarsi Topolino così da duro, seppure per finta. Non mi sembra una forzatura della personalità di Topolino, che nelle strisce era solito andare anche contro la legge compromettendosi non poco se questo poteva giovare ala riuscita dei suoi piani, salvo poi dare tutte le spiegazioni dovute. Piuttosto ho preferito di gran lunga la prima parte alla seconda, mi è dispiaciuta la mancanza della suddivisione in capitoletti che facevano tanto "leggenda del West". Non ho letto molte storie del duo e quindi non so se nelle successive l'atmosfera cattiva ci sia ancora, ma per adesso posso dire di esserne rimasto piacevolmente impressionato.
Strabello l'ampio articolo introduttivo.
Zio Paperone e la battaglia monumentale (Gazzarri/Scarpa): Meno geniale del maraja del Verdestan ma sempre molto divertente. Alcune gag prevedibili, ma un finale è di tutto rispetto.
Paperino e la visita distruttiva (Pezzin/Cavazzano): Il Cavazzano contorsionista è a dir poco spettacolare, ma nel complesso la storia non mi ha convinto forse anche a causa di un linguaggio un po' astruso e di alcune insicurezze nella sceneggiatura. Ma è la prima prova di Pezzin, che viene analizzato in lungo e in largo nell'articolo introduttivo. Ho gradito il fatto che la biografia venisse relegata in un piccolo box e che si sia dato invece spazio al suo lavoro in Disney. Mette intelligentemente in relazione C'era una volta in America con la Saga di Don Rosa ma ignora le Cronache della Frontiera, una delle piccole rivoluzioni portate avanti da Pezzin negli ultimi anni in Disney. Peccato...
Qui Quo Qua e la guerra dei manuali (Cimino/Scarpa): Non mi è piaciuta granchè, troppo incentrata sui tentativi improbabili dei Bassottini di approfittare delle GM. Molte gag non stanno in piedi, come non sta in piedi neanche la gran mobilitazione della malavita planetarie per redigere il Manuale dei Giovani Marioli,tra le due scuole di pensiero emerge purtroppo solo alla fine qando QQQ insegnano ai Bassottini a cavarsela da soli. Poteva venirne una bella storia. Ho piuttosto notato una cosa inquietante: nell'articolo sui Bassottini svettano due immagini di loro e di Emy Ely & Evy che sembrerebbero provenire dritte dritte da Disney Parade. Rimasugli di uscite cancellate o imminente uscita di una nuova serie?
Fantozzi e tecnologia nel Come Eravamo, Scheda strabella su Brigitta.
Un numero buono, anche se non eccezionale.
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Vol. 27 - 1975
Numero valido, ma questa decade non mi esalta troppo. Sarà che faccio parte dell'orrida schiera degli ignobili sostenitori del meglio del meglio ma mi sembra che alcune storie sprechino spazio. Non mi riferisco nello specifico a questo numero che con un bello Scarpa e una parodia si difende bene ma a questi ultimi fascicoli che speravo un po' più corposi.
Paperino e le 20 mila beghe sotto i mari (Marconi/Gatto): L'introduzione su Massimo Marconi è esauriente, io poi ho una mezza venerazione per lui essendo nato nell'era del Topolino "impegnato". Di lui viene proposta una Grande Parodia, a cui però questa definizione sta larghina. L'ho trovata una bella storia, senza dubbio, ma cortina e i riferimenti a Verne assai risicati. Molto divertente per i rimandi martiniani nei comportamenti dei personaggi.
Robin Hood e la campana di Fra Tac (Moore): Vabbè. Insignificante, ma almeno non ha grosse pretese poichè mette in scena personaggi secondari. Interessante che pubblichino massimo una storia a lungometraggio man mano che vengono ripercorse le uscite dei classici.
Topolino e la Magnon 777 (Scarpa): Ritorna il grande Scarpa, quello avventuroso e in due tempi. E lo fa pian pianino. Infatti l'inizio della storia non cattura quanto la parte finale. Bella l'idea del far interagire umani con cani antropomorfi, sghignazzevole il Pippo innamorato, da Oscar Topolino alle prese con gli insaccati. Una storia ottima.
Moby Duck e Barbetta Nera (Evanier/Wright): Orripilante. Per fortuna che il buon Savini ha recuperato degnamente il personaggio, perchè non è certo questo il modo migliore per ricordarselo. Creare un personaggio per farlo interagire di volta in volta con un paperopolese diverso è sblorgh.
Moby Duck e la balena delle bolle (Evanier/Wright): Idem come sopra. Con in più l'insopportabile femminismo di Paperina. E i disegni di Wright non aiutano certo a rendere il tutto più gradevole.
Paperino e il balzano da tre (Capelli/Scala): Storia onesta, di un tempo in cui il direttore era anche sceneggiatore. Simpatica la prima tavola, d'effetto.
Maggiorenni sul come eravamo, scheda su Ciccio. Numero buono.
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Vol. 28 - 1976
Questo numero mi è piaciuto. Anche solo per la parodia che mi mancava. Questo cerco io, lettore medio di Topolino Story, grandi storie che mi mancano.
Topolino e il blitz beffardo (Siegel/Asteriti): Storia bruttina e parecchio semplicistica. Serve a introdurre Siegel, autore senza dubbio importante e assai discusso. L'autore non mi dispace ma il tutto convince molto poco. Per nulla credibile.
