Indiana Jones e il Regno del Teschio di Cristallo
Inviato: sabato 07 giugno 2008, 04:27
"Indiana! Il sole è tramontato, amico! E si è alzato un gran vento!"
"E' solo un temporale tropicale!"
"Indy, è un uragano!"
"Va bene, è un grosso temporale tropicale!"
Basta una battuta di spirito, una delle classiche sbruffonate che caratterizzano il famoso archeologo, a farci reinnamorare di lui, all'istante. Ed è quello che riesce a fare James Rollin presentando in questo modo Indiana jones, immerso per il primo capitolo in un'avventura che è esattamente ciò che i fan si aspettano da Indy: un antico tempio nello Yucatan a forma di serpente, nel quale Indy si introduce per scoprire geroglifici sulla storia delle divinità maya, per poi cadere in un pozzo, venire trascinato da un fiume sotterraneo, essere espulso direttamente su un dirupo al quale riesce ad appendersi usando la frusta. Insomma, quel prologo ricco di azione fin dai primi istanti che magari avrebbe fatto un figurone nel film.
Quell'avventura al termine della quale Indy e Mac vengono catturati dai russi, per poi essere portati dove si vede anche all'inizio del film.
Le scene aggiunte qua e là sono un bel po', specialmente nella prima parte: una premessa ambientata nel passato con protagonista il conquistadores che sottrasse il teschio, una sequenza dell'inseguimento in moto all'interno dello stadio del college durante una partita di football e altre piccole aggiunte qua e là, in modo da non annoiare il lettore che ha già visto il film.
Vediamo l'autopsia che Irina Spalko fa all'alieno recuperato in Nevada, scoprendone il teschio di cristallo; si spiega anche che questo "alienino" faceva parte di una sorta di pattuglia (vengono chiamati "boyscout dello spazio"
) scesa sulla Terra per rintracciare i Tredici del Consiglio... Nel romanzo abbiamo un'effettiva prova della telepatia di Irina, che riesce a intuire ciò che un suo soldato stava pensando, mentre nel film la cosa è solo suggerita quando fuori dal magazzino cerca di "leggere" Indiana Jones, ma la cosa non viene mai confermata come effettivamente possibile. La Spalko è un personaggio più intrigante: nel duello con Mutt il colonnello si lascia andare 2-3 commenti a doppio senso, e sfrutta in battaglia il vantaggio che deriva dalla distrazione del giovane Jones quando si strappano due bottoni della giacca della Spalko. Inoltre è descritta una scena in cui Irina nella tenda si allena con la spada, indossando solo una magliettina attillata, e Dovcenko (l'omone con cui Indy si scazzotta due volte e che viene divorato dalle formiche) la osserva lasciando intuire di provare sentimenti particolari per la sua superiore. E' descritto maggiormente anche l'amore per l'archeologia della Spalko e il suo desiderio di scoprire la verità.
Il rapporto tra Indy e Mac è reso più frizzante, con siparietti comici e frecciatine che si lanciano a vicenda, assenti nel film.
Una volta trovato il Teschio di Cristallo, anche il primo tempio crolla, così che Indy e Mutt sono costretti a fuggirerapidamente, una scena aggiunta che però fa risultare ridondante la fuga finale; quando poi Indy è posto al cospetto del Teschio nella tenda dei russi, "l'interrogatorio" è più violento, al punto che Indiana arriva addirittura a lacrimare sangue per lo sforzo immane.
Nel finale, durante il matrimonio, il rettore della scuola va a prendere dallo studio di Marcus Brody la Bibbia sulla quale Lincoln aveva fatto il giuramento di fronte alla nazione, sicuro che il vecchio amico di Indy avrebbe voluto così per la cerimonia; inoltre non c'è solo il bacio che Marion schiocca a Indy, ma l'archeologo prende l'iniziativo baciando la sua compagna addirittura interrompendo la predica del sacerdote.
"Lucas e Spielberg hanno deciso di affidare a un grande autore di best-seller internazionali l'incarico di scrivere un romanzo all'altezza del leggendario archeologo; il risultato è un romanzo più avvincente di un film..."
Questo è scritto nella presentazione del libro e, per quanto io non conosca minimamente Rollins o i suoi libri, non mi sento di smentire l'affermazione, dato che per la prima volta credo di essermi trovato di fronte ad un adattamento migliore del film stesso.
Innanzitutto, lo stile di scrittura è dinamico e cattura il lettore, e questo è il primo requisito necessario; spesso molti adattamenti sono fatti solo sfruttando il richiamo derivante dal film stesso, da scrittori incapaci.
Inoltre, la versione su carta stampata riesce ad evitare alcuni difetti del film: innanzitutto la smania di Spielberg di mostrare tutto, e l'abuso di Computer Graphic. Scompaiono così le marmotte, gli alieni non essendo visibili risultano meno invasivi, e addirittura scene come il frigorifero e Shiarzan risultano meno tamarre; ho trovato meno "retorico" l'omaggio a Marcus Brody e Henry Jones Sr., così come mi è parsa meno offensiva la decapitazione di Brody.
Alcune scene deboli su pellicola risultano invece più efficaci in versione cartacea: ne è un esempio palese la corsa automobilistica tra la camionetta militare e l'auto sportiva, narrata dal punto di vista dei soldati alla guardiola, che osservano la gara col binocolo, facendone la telecronaca e scommettendo sul vincitore.
Maggiore introspezione per i personaggi, Indy in primis: quando è licenziato dal college, Indiana riflette sulla sua solitudine, e decide di appendere la frusta e il cappello al chiodo (letteralmente), per andarsene a Londra, ma quando più tardi tornerà nel suo appartamento co Mutt riaprirà il suo armadio in una potente scena nella quale riprende i due oggetti, sancendo così la sua decisione di tornare all'avventura. Inoltre è più chiara la soddisfazione e l'orgoglio che Indy prova nel constatare che Mutt abbia intuizioni corrette e si comporti coraggiosamente come lui, fiero di avere un figlio che è proprio come lui alla sua età. Scopriamo qualcosa in più anche sull'abbandono di Marion all'altare, che Indy perpetrò perchè non voleva farla soffrire, costretta ad aspettarlo tutto il tempo dai suoi viaggi in cerca di reperti, cosa che la donna avrebbe però sopportato per amore.
E anche agli alieni, appassionati di archeologia, sono date motivazioni più valide per i loro gesti: l'odio per i conquistadores derivava dal desiderio di rubare i preziosi manufatti, mentre la distruzione della Spalko è causata dalla sua brama di conoscenza, per poi metterla al servizio delle armate russe.
"E' solo un temporale tropicale!"
"Indy, è un uragano!"
"Va bene, è un grosso temporale tropicale!"
Basta una battuta di spirito, una delle classiche sbruffonate che caratterizzano il famoso archeologo, a farci reinnamorare di lui, all'istante. Ed è quello che riesce a fare James Rollin presentando in questo modo Indiana jones, immerso per il primo capitolo in un'avventura che è esattamente ciò che i fan si aspettano da Indy: un antico tempio nello Yucatan a forma di serpente, nel quale Indy si introduce per scoprire geroglifici sulla storia delle divinità maya, per poi cadere in un pozzo, venire trascinato da un fiume sotterraneo, essere espulso direttamente su un dirupo al quale riesce ad appendersi usando la frusta. Insomma, quel prologo ricco di azione fin dai primi istanti che magari avrebbe fatto un figurone nel film.
Quell'avventura al termine della quale Indy e Mac vengono catturati dai russi, per poi essere portati dove si vede anche all'inizio del film.
Le scene aggiunte qua e là sono un bel po', specialmente nella prima parte: una premessa ambientata nel passato con protagonista il conquistadores che sottrasse il teschio, una sequenza dell'inseguimento in moto all'interno dello stadio del college durante una partita di football e altre piccole aggiunte qua e là, in modo da non annoiare il lettore che ha già visto il film.
Vediamo l'autopsia che Irina Spalko fa all'alieno recuperato in Nevada, scoprendone il teschio di cristallo; si spiega anche che questo "alienino" faceva parte di una sorta di pattuglia (vengono chiamati "boyscout dello spazio"
Il rapporto tra Indy e Mac è reso più frizzante, con siparietti comici e frecciatine che si lanciano a vicenda, assenti nel film.
Una volta trovato il Teschio di Cristallo, anche il primo tempio crolla, così che Indy e Mutt sono costretti a fuggirerapidamente, una scena aggiunta che però fa risultare ridondante la fuga finale; quando poi Indy è posto al cospetto del Teschio nella tenda dei russi, "l'interrogatorio" è più violento, al punto che Indiana arriva addirittura a lacrimare sangue per lo sforzo immane.
Nel finale, durante il matrimonio, il rettore della scuola va a prendere dallo studio di Marcus Brody la Bibbia sulla quale Lincoln aveva fatto il giuramento di fronte alla nazione, sicuro che il vecchio amico di Indy avrebbe voluto così per la cerimonia; inoltre non c'è solo il bacio che Marion schiocca a Indy, ma l'archeologo prende l'iniziativo baciando la sua compagna addirittura interrompendo la predica del sacerdote.
"Lucas e Spielberg hanno deciso di affidare a un grande autore di best-seller internazionali l'incarico di scrivere un romanzo all'altezza del leggendario archeologo; il risultato è un romanzo più avvincente di un film..."
Questo è scritto nella presentazione del libro e, per quanto io non conosca minimamente Rollins o i suoi libri, non mi sento di smentire l'affermazione, dato che per la prima volta credo di essermi trovato di fronte ad un adattamento migliore del film stesso.
Innanzitutto, lo stile di scrittura è dinamico e cattura il lettore, e questo è il primo requisito necessario; spesso molti adattamenti sono fatti solo sfruttando il richiamo derivante dal film stesso, da scrittori incapaci.
Inoltre, la versione su carta stampata riesce ad evitare alcuni difetti del film: innanzitutto la smania di Spielberg di mostrare tutto, e l'abuso di Computer Graphic. Scompaiono così le marmotte, gli alieni non essendo visibili risultano meno invasivi, e addirittura scene come il frigorifero e Shiarzan risultano meno tamarre; ho trovato meno "retorico" l'omaggio a Marcus Brody e Henry Jones Sr., così come mi è parsa meno offensiva la decapitazione di Brody.
Alcune scene deboli su pellicola risultano invece più efficaci in versione cartacea: ne è un esempio palese la corsa automobilistica tra la camionetta militare e l'auto sportiva, narrata dal punto di vista dei soldati alla guardiola, che osservano la gara col binocolo, facendone la telecronaca e scommettendo sul vincitore.
Maggiore introspezione per i personaggi, Indy in primis: quando è licenziato dal college, Indiana riflette sulla sua solitudine, e decide di appendere la frusta e il cappello al chiodo (letteralmente), per andarsene a Londra, ma quando più tardi tornerà nel suo appartamento co Mutt riaprirà il suo armadio in una potente scena nella quale riprende i due oggetti, sancendo così la sua decisione di tornare all'avventura. Inoltre è più chiara la soddisfazione e l'orgoglio che Indy prova nel constatare che Mutt abbia intuizioni corrette e si comporti coraggiosamente come lui, fiero di avere un figlio che è proprio come lui alla sua età. Scopriamo qualcosa in più anche sull'abbandono di Marion all'altare, che Indy perpetrò perchè non voleva farla soffrire, costretta ad aspettarlo tutto il tempo dai suoi viaggi in cerca di reperti, cosa che la donna avrebbe però sopportato per amore.
E anche agli alieni, appassionati di archeologia, sono date motivazioni più valide per i loro gesti: l'odio per i conquistadores derivava dal desiderio di rubare i preziosi manufatti, mentre la distruzione della Spalko è causata dalla sua brama di conoscenza, per poi metterla al servizio delle armate russe.