Mitsuru Adachi: Rough
Inviato: domenica 25 maggio 2008, 11:01

Conosciamo tutti l’importanza degli anni delle superiori (cinque per noi, tre nel Paese del Sol Levante). Quando vi entriamo, siamo ancora incerti di come sarà il nostro futuro, eppure già potenzialmente possessori delle caratteristiche che svilupperemo meglio di lì a poco. Siamo come degli embrioni in fase di crescita, come un rozzo stato di abbozzo dell’opera che diverremo crescendo.
Rough, appunto.
Anche Keisuke Yamato, ultimo rampollo di una famosa famiglia di pasticcieri, non sa bene quello che lo aspetterà una volta varcata la soglia del liceo. Non sa ancora che sarà in gran parte dentro quelle mura che vivrà la grande avventura della sua crescita. Della sua vita.
Iscrittosi al club di nuoto, per rinverdire i suoi fasti di nuotatore provetto alle scuole medie, il ragazzo incontrerà una ragazza del club di tuffi, Ami Ninomiya, che senza neppure conoscerlo gli darà dell’assassino e lo tratterà con freddezza e disgusto.
Il mistero verrà presto svelato. La ragazza è l’erede della famiglia Ninomiya, i pasticcieri rivali degli Yamato, e ritiene responsabile della morte del nonno il nonno di Keisuke, e, dato che buon sangue non mente, ovviamente, fa ricadere il suo rancore su Keisuke stesso.
Fortunatamente, i nuovi compagni del ragazzo non sono tutti così “amabili” come Ami. Tra le mura del liceo, Keisuke incontrerà quelli che diventeranno i suoi migliori amici: il burbero ma saggio Takeshi Ogata, asso del club di baseball; Katsuaki Seki, giocatore di basket un po’ sbruffone ma leale; Masaru Kume, un ragazzone dal cuore grande quanto il suo appetito iscritto al club di atletica, e Kyotaro Kitano, il primo della classe, un gigante nuotatore anche lui.
Beh, per sfortuna (o per buona pace, dipende dai punti di vista!) del nostro Keisuke, quando il destino si mette in moto, non c’è nulla che lo possa fermare. Il ragazzo si troverà più e più volte, seppur inizialmente controvoglia, a stretto contatto con Ami. Il reciproco astio iniziale così si trasforma a poco a poco in tolleranza, amicizia, fiducia reciproca e, infine, in quanto di più simile all’amore due ragazzi della loro età possano provare. Ma, ancor prima che Ami e Keisuke possano rendersi conto dei sentimenti che provano l’uno per l’altra, il fato porrà sulla loro strada gli ostacoli più impensabili. Così Ami e Keisuke muovono i loro primi passi sulla strada della crescita, staccandosi dai tracciati che le loro famiglie vorrebbero che seguissero e cominciando a camminare con le proprie gambe, mano nella mano, fidandosi reciprocamente l’uno dell’altra, realizzandosi come sportivi e come uomini.
Quattordici (dodici in originale) volumi di sentimento intenso. Una storia d’amore apparentemente banale, ma realizzata in maniera magistrale dal maestro (Non per niente il 90% degli Adachi – fans giudica Rough la sua opera migliore). “Rough” è un’opera matura, che non si concentra soltanto sull’aspetto sentimentale e/o sportivo, ma li fonde in un unico, splendido insieme. Amore, si, ma anche amicizia, tragedia, introspezione dei personaggi (non uno di loro sarà lasciato al caso, alla fine della storia!), sempre nel classico stile a cui Adachi ci ha abituati. Questo è “Rough”.
L'edizione italiana, purtroppo, risente del peso di essere stato uno dei primi manga a venir pubblicato nel nostro paese (E' del 1995 la pubblicazione per la Star Comics): cambio di periodicità e formato dei volumi (prima corrispondenti a mezzo volume giapponese, poi andando sempre via via ingrossandosi e uscendo in maniera sempre più dilazionata e casuale, questo perchè il manga non riscosse il successo sperato, ma fu ugualmente portato a termine in maniera coraggiosa per lo zoccolo duro dei fans), lettering fatto a mano, espressioni molto colloquiali nei dialoghi, a volte anche dialettali, slang giovanilistico tipico dei primi anni 90 e oggi in disuso, citazioni alla pop culture dei primi anni 90, Eros Ramazzotti, Take That e Lorella Cuccarini al posto dei VIP nipponici citati nell'originale, Kappa Magazine (la rivista contenitore dell'editore italiano) al posto di Shonen Sunday (la rivista contenitore dove il manga veniva pubblicato in patria).
Tuttavia, nonostante si tratti di una pubblicazione dei primi anni 90, è ancora facilmente reperibile nelle fumetterie, e nonostante l'edizione un pò scrausa (sono anni che si spera una ristampa sistemata, ma non ce l'hanno mai concessa!), "Rough" si fa ugualmente riconoscere come il capolavoro che è.