[Takeshi Kitano] L'Estate di Kikujiro
Inviato: giovedì 01 maggio 2008, 22:19

Kitano sarà ricordato perlopiù per pellicole come Dolls, Sonatine, Zatoichi, ma per quel che mi riguarda, questo è il suo film che ho apprezzato di più, quello che non mi stanco mai di guardare, per intenderci.
E' la storia di Masao, un bambino che parte, insieme ad uno strano amico di famiglia, alla ricerca della madre che non vede da un po' di tempo. Nonostante la tenera età, Masao si ritroverà ad affrontare "prove" alquanto dure, che però saranno addolcite, ritinte, ed il loro senso stravolto dal suo incomparabile compagno di viaggio, che renderà la sua estate indimenticabile.
Il beat Takeshi ci regala stavolta un personaggio straordinario: non è un eroe, non è uno che fa prediche, bensì è un perdigiorno burbero ed egoista, che è però "disegnato" con un'autoironia ed una poeticità delicate ed efficaci. Uno che può rivolgersi al bambino per tutta la durata del film con un "Ehi, scemo" ma che alla fine ammette "Io e te siamo proprio uguali". Nessuna scena è studiata per spingere la lacrimuccia, ma alcune parti riescono a commuovere semplicemente perché dotate di una naturalezza assolutamente disarmante. Qui il classico tema di fondo del viaggio, che porta alla fine i protagonisti a ritrovarsi diversi rispetto a com'erano al momento della partenza, è trattato con spontaneità, e la cosa satura alcune scene di una spensieratezza che non riesce a non farvi sorridere. La combriccola che accompagna i nostri per una parte del viaggio dona al film un sapore un po' surreale, onirico, ma mai forzato, e questa è una delle cose che ho più apprezzato del film. Da notare come ogni cosa sia vista con gli occhi del piccolo, per cui non esistono nomi propri, ma, ad esempio, "Signore", "Il signor pelato", "Il signor ciccione", e non esistono risse ma "Il signore è caduto dalle scale", e cose simili. Il finale, di cui non parlo pernon rovinarvi la festa, l'ho trovato assolutamente perfetto. Degna di nota la colonna sonora di Joe Hisaishi, che accompagna ogni scena del film in maniera magistrale, senza mai essere invadente.
Da vedere, da vedere, da vedere.