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[Marjane Satrapi] Persepolis

Inviato: lunedì 17 marzo 2008, 01:09
da DeborohWalker
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Art Spiegelman aveva già dimostrato a tutto il mondo come un'autobiografia drammatica, legata a periodi di conflitto della nostra storia, potesse essere narrata anche sotto forma di narrativa disegnata.
Marjane Satrapi, giovane cresciuta in Iran in tempo di guerra, a soli 30 anni inizia in Francia la pubblicazione della storia della sua vita, attraverso apparizioni periodiche all'interno di un quotidiano; i singoli episodi sono poi stati raccolti in volumi, così da poter essere letti consecutivamente come una vera e propria graphic novel.

La storia comincia nel 1979, quando la piccola Marjane a soli 10 anni comincia ad affrontare le difficoltà imposte dal regime iraniano, come il velo e tutti i divieti che le impediscono di crescere come una giovane delle altre nazioni. La vita quotidiana, le piccole cose, le mode occidentali che le sono precluse sono solo l'inizio delle difficoltà che dovrà affrontare: lo scoppio della guerrà porterà Marjane a dover addirittura espatriare lasciando i genitori, vivendo in Europa in una cultura profondamente differente dalla sua. Tutta l'opera sarà un confronto tra le due differente culture, con la madre di Marjane che va a visitarla, Marjane che torna in Iran, e il suo diverso carattere più maturo le permetterà di affrontare il regime in modo meno passivo. In tutto ciò non mancano vicende prettamente personali della giovane, come le svariate esperienze sentimentali che la renderanno consapevole di come relazionarsi con l'altro sesso, scoprendo che il suo Paese suggerisce un approccio decisamente sbagliato.

Anche Maus era un analisi storica, focalizzandosi principalmente sulle vicende del protagonista; diversamente da Spiegelman però, la Satrapi utilizza la sua carica ironica per donare a tutta la narrazione una natura fortemente contrastata. In questo modo è più facile per il lettore rispecchiarsi nella protagonista, allibita di fronte ad alcne scelte o situazioni assurde nelle quali si ritrova, per poi sprofondare nel dolore più forte nei momenti più drammatici e sconvolgenti, in grado di abbattere anche una ragazza solare come Marjane.
Tra i passi più angoscianti c'è di sicuro il crollo della casa dei vicini, il racconto sulle "chiavi del paradiso", il crollo della madre di Marjane all'aereoporto, e il periodo di vagabondaggio...
I dialoghi e le didascalie, molto forti, si sposano con i disegni in una sorta di "racconto intorno al fuoco", per il quale non si ha mai la sensazione di vedere una storia vera e propria vissuta dai protagonisti, ma è più come avere di fronte la Satrapi che ripercorre il suo passato condividendolo con noi.
I disegni sono composti da tratti decisamente semplici, che potrebbe riprodurre chiunque; il talento della Satrapi sta però nella costruzione della vignetta, che riesce sempre a trasmettere immagini suggestive, arricchite nella carica emotiva dal sapiente utilizzo del bianco e nero.

Una di quelle letture fondamentali nel mondo del fumetto, che tutti gli appassionati dovrebbero leggere, e anche chi solitamente non mastica fumetti non può rimanere indifferente al peso e alla lettura piacevole di Persepolis.

Re: Marjane Satrapi: Persepolis

Inviato: venerdì 15 agosto 2008, 16:30
da LBreda
E, finalmente, lo ho e lo ho letto, qualche giorno fa.

Incredibilmente bello.

Un fumetto che ci parla di storia, come MAUS, ma in maniera completamente diversa. E ciò non è dovuto solo alla già citata carica ironica di Satrapi, ma anche, in buona parte, al fatto che tutto è raccontato in prima persona.

Questo, anche grazie al carattere dell'autrice, riesce a dare una narrazione dei fatti molto vicina all'oggettività, fornendo però un punto di vista molto chiaro. Insomma, quello che desidero io da un qualcosa che mi racconti la storia recente.

Il tutto è stato reso anche migliore dal fatto che ho un'amica iraniana, che lo ha letto, con la quale ne ho chiacchierato e ne chiacchiererò probabilmente ancora.

Ah, ed è il primo fumetto il cui film è considerato da me una buona controparte.

Re: Marjane Satrapi: Persepolis

Inviato: venerdì 15 agosto 2008, 17:00
da Rebo
Sono assolutamente d'accordo con i commenti sopra, e aggiungo solo che chi ha apprezzato Persepolis dovrebbe leggere almeno anche Pollo alle prugne, sempre di Marjane Satrapi. La storia degli ultimi giorni di vita di un musicista che muore per... dispetto. Consigliatissimo.

Re: Marjane Satrapi: Persepolis

Inviato: venerdì 21 agosto 2009, 16:39
da John Dorian
Ieri pomeriggio - saran state le 3 - me ne vado in biblioteca (cosa che ultimamente faccio abbastanza spesso) e per puro caso mi imbatto in Persepolis, di cui tanto avevo sentito parlare ma la cui idea che avevo di lui era abbastanza confusa. Lo prendo e mi siedo da una parte a leggermelo. L'ho finito alle 8 e qualcosa, l'orario di chiusura della biblioteca. Quando si dice che un libro ti cattura. Che poi cacchio, era da molto che un libro non mi aveva catturato così tanto.

Persepolis è fondamentalmente una autobiografia, contrariamente al mio primo pensiero secondo la quale era un resoconto della rivoluzione islamica e dell'insediamento del regime teocratico. Una volta appurato che arrivati quasi a metà entrambe le cose erano state già ampiamente descritte e vista l'imminente partenza della protagonista, si capì che alla fine gli avvenimenti in questione erano solo fasi importanti della vita di Marjane.

Persepolis è quindi la storia della vita di Marjane Satrapi, una ragazza Iraniana figlia di due rivoluzionari comunisti, che nel periodo dello scià prendono parte alle manifestazione per rovesciarne il potere. Marji comunque, come tutte le bambine, non ha subito le idee chiare - arriva a dire che "sta con lo scià perchè è stato scelto da Dio" - tuttavia in poco tempo grazie alla sua spiccata curiosità diventa una bambina estremamente cosciente della situazione in cui si trova, vuole partecipare alle manifestazioni, idolatra lo zio rivoluzionario rimasto in carcere per 9 anni e incomincia a nutrire disprezzo per tutti coloro che stanno provocando questo malessere, un esempio, quando vuole torturare con dei tirapugni fatti di chiodi il figlio di un soldato dello scià - e schockante la risposta del ragazzo alle scuse di Marji :"Mio padre non è un assassino, ha ucciso dei comunisti, e i comunisti sono il diavolo!" - . Col passare degli anni arriva anche la guerra fra Iran e Iraq, e dopo qualche tempo i genitori di Marji decidono di mandarla a studiare a Vienna. La fase europea della vita della Satrapi si divide fra lo studio, la droga e la relazione con Markus, alla fine della quale Marji farà ritorno in Iran.

Duro e crudele come Maus, ma al contrario di Maus viene raccontato da una persona che ha vissuto quegli avvenimenti così recenti (fra gli avvenimenti di Maus e la data dell'opera sono passati quasi 40 anni, fra gli avvenimenti di Persepolis e la stesura del racconto poco più di 10), cosa che contribuisce a dare al tutto quella sensazione di oggettività maggiore di Maus. E a differenza di Maus il racconto non è freddo e distaccato. Ha una marcia in più, la spiccata ironia della sua autrice che, disseminata qua e la contribuisce a non dare quel senso di depressione e di claustrofobia costante. Attenzione però, come marcia in più non è buona. Perchè a conti fatti ho apprezzatto molto di più Maus di Persepolis. Il perchè di questa cosa comunque non l'ho capito. Maus è molto più pesante di Persepolis, è un racconto freddo e distaccato. Eppure l'ho apprezzato di più.
Boh. Mah. Chilosa.

E prossimamente mi guarderò anche il film. Per ora un bel 8 e mezzo non glielo toglie nessuno.