[Peter Cameron] Quella sera dorata
Inviato: lunedì 18 febbraio 2008, 13:22
Peter Cameron: Quella sera dorata (Adelphi, pagg. 318, euro 19.00)
Mi ero ripromesso di non postare la recensione di questo libro, prima ancora di iniziare a leggerlo. Di questo autore avevo già apprezzato tantissimo "Un giorno questo dolore ti sarà utile" e avevo già inserito la recensione qui nel Sollazzo. Avevo deciso che recensire uno dei due libri di questo Cameron bastava.
Mi sbagliavo.
Finito stamattina, questo libro mi è piaciuto tantissimo e sono costretto a metterne un commento sul forum, per diffondere la conoscenza di questo libro che secondo me merita molto.
Se con "Un giorno questo dolore ti sarà utile" la traduzione del titolo dall'inglese era stata perfetta e letterale, così non è stato per "Quella sera dorata", che nell'originale sarebbe "The city of your final destination", che non c'azzecca niente con la traduzione... e a mio parere il titolo inglese è molto più coerente con la trama e con l'atmosfera del testo, anche se pure la versione italiana ha un suo perchè (una frase di Elizabhet Bishop che in qualche modo entra a far parte della trama...)
Comunque ciò non inficia con la bellezza del libro, che può lasciare un po' freddi all'inizio, dove si fatica a capire i caratteri dei personaggi, ma che già dal quarto/quinto capitolo inizia a prednerti e così è sempre più in un crescendo di attenzione e partecipazione da parte del lettore.
Il protagonista è Omar Razaghi, giovane professore universitario che vive in Kansas che vuole scrivere la biografia di uno scrittore morto suicida, che ha scritto un solo libro, Jules Gund. Per farlo deve avere l'autorizzazione della moglie, dell'amante e del fratello di Gund, gli esecutori testamentari. Per convincerli dovrà andare fino alla loro villa, in Uruguay, spronato dalla bella Deirdre, sua fidanzata molto più volitiva di Omar che in realtà è un tipo molto chiuso, solitario e indeciso. Arrivato in Uruguay, si troverà a dover fronteggiare le stramberie di Arden (l'amante), Caroline (la moglie) e Adam (il fratello), assurdi al limite della follia (pazzia è la parola usata più spesso nel libro) che danno del filo da torcere alle aspirazioni di Omar. Ma alla fine Omar troveà proprio in questa avventura al limite dell'onirico la sua vera dimensione, e la sua vera vita.
Il romanzo può essere visto come una commedia, sotto molti punti di vista, e in questo il personaggio del fratello Adam è un esempio perfetto, molto ironico e misterioso. Ma la trama non si regge nè si esaurisce nel pretesto del voler realizzare una biografia e i parenti non vogliono. La situazione è molto più complessa e affascinante, perchè il passato e le storie che rappresentano i tre parenti di Gund sono dolorose, tristi, velate. La biografia non sarebbe solo lo "sputtanamento" di segreti del passato, ma un rivangare ricordi dolorosi e rimossi da parte di loro tre, e un inutile tentativo di chiarimento di fatti confusi che mai si sono compresi appieno. In fondo, non era una vita facile per Gund, se si è ammazzato!
Altra caratteristica non banale è il luogo: la villa infatti è speduta, lontana chilometri dal primo paesino o città, e questo accentua l'assenza di vita e la lontananza da tutto il resto del mondo, un isolamento che sembra aver fermato il tempo in un innaturale quadro di dolori nascosti. E questo Omar lo precepisce, tanto da rimenerne affascinato e incastrato e da farlgi capire il suo vero posto nel mondo.
Un libro delicato, intricato, dolce e intelligente, in cui la biografia è solo un pretesto per dipinger magnificamente tre tipi umani incredibili eppure familiari, e il carattere di Omar Razaghi, duttile e dinamico. Un libro che pone l'accento sull'abitudine contemporanea dello sbirciare dal buco della serratura, facendo capire che però le vite degli altri sono troppo complicate per essere capite solo sbirciando per un tot di tempo. Ma soprattuto un libro maturo che fa maturare lo sperduto protagonista e il lettore. Io, avendolo letto in un periodo strano e velatamente triste della mia vita, l'ho trovato di grande compagnia, di grande insengamento e quasi salvifico.
Promossissimo (anche se non si dice)!!! Molto molto consigliato!
Mi ero ripromesso di non postare la recensione di questo libro, prima ancora di iniziare a leggerlo. Di questo autore avevo già apprezzato tantissimo "Un giorno questo dolore ti sarà utile" e avevo già inserito la recensione qui nel Sollazzo. Avevo deciso che recensire uno dei due libri di questo Cameron bastava.
Mi sbagliavo.
Finito stamattina, questo libro mi è piaciuto tantissimo e sono costretto a metterne un commento sul forum, per diffondere la conoscenza di questo libro che secondo me merita molto.
Se con "Un giorno questo dolore ti sarà utile" la traduzione del titolo dall'inglese era stata perfetta e letterale, così non è stato per "Quella sera dorata", che nell'originale sarebbe "The city of your final destination", che non c'azzecca niente con la traduzione... e a mio parere il titolo inglese è molto più coerente con la trama e con l'atmosfera del testo, anche se pure la versione italiana ha un suo perchè (una frase di Elizabhet Bishop che in qualche modo entra a far parte della trama...)
Comunque ciò non inficia con la bellezza del libro, che può lasciare un po' freddi all'inizio, dove si fatica a capire i caratteri dei personaggi, ma che già dal quarto/quinto capitolo inizia a prednerti e così è sempre più in un crescendo di attenzione e partecipazione da parte del lettore.
Il protagonista è Omar Razaghi, giovane professore universitario che vive in Kansas che vuole scrivere la biografia di uno scrittore morto suicida, che ha scritto un solo libro, Jules Gund. Per farlo deve avere l'autorizzazione della moglie, dell'amante e del fratello di Gund, gli esecutori testamentari. Per convincerli dovrà andare fino alla loro villa, in Uruguay, spronato dalla bella Deirdre, sua fidanzata molto più volitiva di Omar che in realtà è un tipo molto chiuso, solitario e indeciso. Arrivato in Uruguay, si troverà a dover fronteggiare le stramberie di Arden (l'amante), Caroline (la moglie) e Adam (il fratello), assurdi al limite della follia (pazzia è la parola usata più spesso nel libro) che danno del filo da torcere alle aspirazioni di Omar. Ma alla fine Omar troveà proprio in questa avventura al limite dell'onirico la sua vera dimensione, e la sua vera vita.
Il romanzo può essere visto come una commedia, sotto molti punti di vista, e in questo il personaggio del fratello Adam è un esempio perfetto, molto ironico e misterioso. Ma la trama non si regge nè si esaurisce nel pretesto del voler realizzare una biografia e i parenti non vogliono. La situazione è molto più complessa e affascinante, perchè il passato e le storie che rappresentano i tre parenti di Gund sono dolorose, tristi, velate. La biografia non sarebbe solo lo "sputtanamento" di segreti del passato, ma un rivangare ricordi dolorosi e rimossi da parte di loro tre, e un inutile tentativo di chiarimento di fatti confusi che mai si sono compresi appieno. In fondo, non era una vita facile per Gund, se si è ammazzato!
Altra caratteristica non banale è il luogo: la villa infatti è speduta, lontana chilometri dal primo paesino o città, e questo accentua l'assenza di vita e la lontananza da tutto il resto del mondo, un isolamento che sembra aver fermato il tempo in un innaturale quadro di dolori nascosti. E questo Omar lo precepisce, tanto da rimenerne affascinato e incastrato e da farlgi capire il suo vero posto nel mondo.
Un libro delicato, intricato, dolce e intelligente, in cui la biografia è solo un pretesto per dipinger magnificamente tre tipi umani incredibili eppure familiari, e il carattere di Omar Razaghi, duttile e dinamico. Un libro che pone l'accento sull'abitudine contemporanea dello sbirciare dal buco della serratura, facendo capire che però le vite degli altri sono troppo complicate per essere capite solo sbirciando per un tot di tempo. Ma soprattuto un libro maturo che fa maturare lo sperduto protagonista e il lettore. Io, avendolo letto in un periodo strano e velatamente triste della mia vita, l'ho trovato di grande compagnia, di grande insengamento e quasi salvifico.
Promossissimo (anche se non si dice)!!! Molto molto consigliato!