[Charlie Chaplin] Tempi Moderni
Inviato: mercoledì 26 dicembre 2007, 01:40

1936. Charlie Chaplin è al vertice della sua carriera, e con Tempi Moderni decide di utilizzare per l'ultima volta il personaggio del Vagabondo, che ha consacrato il Mimo come il migliore di tutti i tempi. Siamo nell'epoca dei primi film sonori, e anche Chaplin vuole affrontare il progresso tecnologico, provando a scrivere le prime battute di dialogo proprio per questo film; si renderà poi conto che il Vagabondo è un personaggio nato per non parlare, e tornerà sui suoi passi. Il film è sonoro, ma tutti i suoni appartengono ai macchinari, e le uniche parole che si sentono fuoriescono da radio o altoparlanti, mentre la maggior parte dei dialoghi continua ad essere presentata attraverso cartelli.
Tutte le vicende sono una critica alla modernità, con riferimenti alla delinquenza e alla droga, ma il bersaglio principale è la società capitalista, nella quale il Vagabondo non riesce a trovarsi a suo agio, non sapendosi adattare ai ritmi della fabbrica, all'ottimizzazione della produzione, alla catena di montaggio, e alle associazioni sindacali che insorgono.
Già dalla prima inquadratura gli operai sono visti come un gregge di animali, che i padroni cercheranno di spremere all'osso; è entrato ormai nella storia del cinema (giustamente) l'incipit alla catena di montaggio, con la scena surreale ambientata tra gli ingranaggi, e la successiva sperimentazione di un macchinario per far mangiare gli operai senza farli smettere di lavorare.
Il film prosegue con l'arresto del Vagabondo, che riuscirà a liberarsi assieme all'amata Ellen, appena incontrata, per poi perdersi in un grande magazzino divertendosi con tutto ciò che vi è all'interno.
Un'altra scena rilevante è il lavoro da cameriere/cantante che il Vagabondo trova, dove sarà costretto a cantare una canzone di cui si è dimenticato le parole. Il brano è stato poi rieseguito da numerosi cantanti, remixato, e utilizzato in ogni ambito, ma per gli spettatori dell'epoca aveva un'importanza enorme: era infatti la prima volta in cui il pubblico poteva finalmente sentire la voce di Chaplin, qui alle prese non con dialoghi veri e propri, ma con uno strepitoso grammelot.
Il finale vede per l'ennesima (e ultima) volta il Vagabondo camminare verso l'orizzonte, accompagnato dalla sua amata.
Il più grande successo dei primi decenni di cinematografo, con la quale Chaplin ha deciso di congedarsi dal suo personaggio, per esprimere, anche attraverso il sonoro, tematiche più profonde e politicizzate, come avverrà massicciamente già dal suo lavoro successivo, Il Grande Dittatore.