[Sony] Surf's Up: I Re delle Onde
Inviato: martedì 25 dicembre 2007, 23:15
Surf's up - I re delle onde (2007)
Surf's up

Regia di Ash Brannon (Toy Story 2) e Chris Buck (Tarzan)
Colonna sonora di Mychael Danna (Ragazze interrotte, Capote, Little Miss Sunshine)
Cody Maverick è un pinguino saltatore che da bambino è stato unto dal Sign... ehm onorato da una leggenda del surf pinguinesco, Big Z (Jeff Bridges), del suo medaglione e del solito consiglio "non arrenderti mai". Qualche anno dopo, forte di questi due stimoli, fa fagotto e parte per un concorso di surf dedicato al suo idolo (il quale morì in una gara). Il nostro sembra non essere all'altezza degli altri concorrenti, ma troverà un mentore che lo allenerà per la gara.
La storia è la solita, ma grazie alle ottime interpretazioni degli attori originali ci dimentichiamo anche che è l'ennesima morale sulla fiducia in se stessi, nonché l'ennesimo film sui pinguini. La tecnica con cui è raccontata è particolare, ed è questo il valore aggiunto del film (che gli ha fatto guadagnare le 10 nomination agli Annie Awards, superando ben due film Dreamworks e gareggiando a testa alta con Ratatouille). La tecnica è il "mockumentary", ossia il finto documentario. Infatti il film è quasi totalmente raccontato dal punto di vista di una troupe televisiva che segue Cody e che ogni tanto intervista gli altri personaggi riguardo alla gara. Inoltre inizia con una breve storia del surf, che è citazione del recente documentario Riding giants - Surf estremo, ma ovviamente non è l'unico tributo che il film paga... inutile ricordare che la moda dei pinguini è dilagata dopo La marcia dei pinguini (grazie al quale sappiamo che i pinguini maschi covano le uova, che le madri rigurgitano il cibo per i figli, ecc... tutte scene presenti sia in questo film che in Happy Feet, il film pinguinesco dell'anno scorso), e poi essendo un film sulla crescita di un surfista anche il richiamo a Un mercoledì da leoni è d'obbligo.
A me ha colpito molto la colonna sonora, soprattutto in una delle scene importanti del film quando Cody va all'attacco dell'onda più difficile e gli passano davanti agli occhi i momenti in cui tutti gli dicevano che era una nullità, c'è un pezzo al pianoforte che mi ha ricordato alcuni momenti malinconici di Amélie. Sarebbe stata una scena banale, ma con questo commento sonoro, i flashback, e il personaggio (mai stato un banale "ragazzino che cresce", fino ad allora) la scena diventa molto toccante e matura.
Sul fronte della tecnica di animazione al computer non c'è davvero nulla da eccepire: siamo in Sony, i soldi li abbiamo per permetterci di fare un film dove i personaggi interagiscono con imponenti masse d'acqua che si avviluppano su se stesse generando schizzi e schiuma, oltre che per una animazione dei personaggi ormai standard in America, qualità che i film europei in CGI sono ancora ben lontani dal raggiungere.
Se la storia non si fosse basata sul cliché della fiducia in se stessi e del non arrendersi mai avrebbe potuto ben distinguersi dai numerosi film d'animazione in CGI oggi in circolazione, mentre invece così risulta solo uno spreco di sperimentazione destinato a non lasciare un solco troppo profondo nella memoria degli spettatori, soprattutto bambini.
Surf's up

Regia di Ash Brannon (Toy Story 2) e Chris Buck (Tarzan)
Colonna sonora di Mychael Danna (Ragazze interrotte, Capote, Little Miss Sunshine)
Cody Maverick è un pinguino saltatore che da bambino è stato unto dal Sign... ehm onorato da una leggenda del surf pinguinesco, Big Z (Jeff Bridges), del suo medaglione e del solito consiglio "non arrenderti mai". Qualche anno dopo, forte di questi due stimoli, fa fagotto e parte per un concorso di surf dedicato al suo idolo (il quale morì in una gara). Il nostro sembra non essere all'altezza degli altri concorrenti, ma troverà un mentore che lo allenerà per la gara.
La storia è la solita, ma grazie alle ottime interpretazioni degli attori originali ci dimentichiamo anche che è l'ennesima morale sulla fiducia in se stessi, nonché l'ennesimo film sui pinguini. La tecnica con cui è raccontata è particolare, ed è questo il valore aggiunto del film (che gli ha fatto guadagnare le 10 nomination agli Annie Awards, superando ben due film Dreamworks e gareggiando a testa alta con Ratatouille). La tecnica è il "mockumentary", ossia il finto documentario. Infatti il film è quasi totalmente raccontato dal punto di vista di una troupe televisiva che segue Cody e che ogni tanto intervista gli altri personaggi riguardo alla gara. Inoltre inizia con una breve storia del surf, che è citazione del recente documentario Riding giants - Surf estremo, ma ovviamente non è l'unico tributo che il film paga... inutile ricordare che la moda dei pinguini è dilagata dopo La marcia dei pinguini (grazie al quale sappiamo che i pinguini maschi covano le uova, che le madri rigurgitano il cibo per i figli, ecc... tutte scene presenti sia in questo film che in Happy Feet, il film pinguinesco dell'anno scorso), e poi essendo un film sulla crescita di un surfista anche il richiamo a Un mercoledì da leoni è d'obbligo.
A me ha colpito molto la colonna sonora, soprattutto in una delle scene importanti del film quando Cody va all'attacco dell'onda più difficile e gli passano davanti agli occhi i momenti in cui tutti gli dicevano che era una nullità, c'è un pezzo al pianoforte che mi ha ricordato alcuni momenti malinconici di Amélie. Sarebbe stata una scena banale, ma con questo commento sonoro, i flashback, e il personaggio (mai stato un banale "ragazzino che cresce", fino ad allora) la scena diventa molto toccante e matura.
Sul fronte della tecnica di animazione al computer non c'è davvero nulla da eccepire: siamo in Sony, i soldi li abbiamo per permetterci di fare un film dove i personaggi interagiscono con imponenti masse d'acqua che si avviluppano su se stesse generando schizzi e schiuma, oltre che per una animazione dei personaggi ormai standard in America, qualità che i film europei in CGI sono ancora ben lontani dal raggiungere.
Se la storia non si fosse basata sul cliché della fiducia in se stessi e del non arrendersi mai avrebbe potuto ben distinguersi dai numerosi film d'animazione in CGI oggi in circolazione, mentre invece così risulta solo uno spreco di sperimentazione destinato a non lasciare un solco troppo profondo nella memoria degli spettatori, soprattutto bambini.