

Lo dico da subito.
Questo film l'ho amato.
E mi ha convinto che Pirati dei Caraibi è la miglior trilogia della storia del cinema.
Ebbene sì.
Perchè ogni personaggio ha il suo obiettivo, che continua a perseguire, compiendo un percorso che parte nel primo film e conclude qui. E non sono percorsi così scontati: il personaggio più debole diventa il più potente, il personaggio più nobile diventa quello pronto davvero a tutto pur di raggiungere i suoi obiettivi, il personaggio più aggressivo si rivela essere quello con l'animo più nobile... E questo non significa che i diversi caratteri vengono snaturati, ma si evolvono, attraverso una serie di eventi che li trasformano un po' alla volta, oppure attraverso la rivelazione della vera natura del loro animo. Ma nel fare questo viene raffigurato perfettamente e senza troppi buonismi il mondo piratesco: i protagonisti "positivi" non per questo sono dotati di una morale ferrea, sono pronti a colpi bassi pur di raggiungere il proprio obiettivo, e non è presente un solo personaggio che sia del tutto bianco o del tutto nero.
In questo terzo film, come dovrebbe essere in ogni ottimo sequel, vengono ripresi elementi, battute e situazioni dei capitoli precedenti, e riproposti in modo intelligente e spiritoso. Fantastico ad esempio il "Parley" invocato dal pappagallo minacciato con la pistola dalla scimmia, in un'inquadratura che durerà si e no 3 secondi: una battuta lanciata lì, e che necessita per essere compresa di riportare alla mente un elemento sfruttato ampiamente nel primo film, ma del tutto assente nel secondo capitolo. Lo stesso dicasi anche per i due gendarmi, che nel primo film accoglievano Jack Sparrow al molo, e che qui ritornano in scena con tanto di "redenzione" (se così vogliamo chiamarla) finale.
Il film si contraddistingue per la sua natura di film Disney, quale è: la pellicola comincia con due scene cantate, ovvero la stessa canzone prima portata in scena da un gruppo di pirati condannati a morte, e poi da Elizabeth mentre si addentra a Singapore... E anche il finale viene affidato alla canzone che contraddistingue la saga, che accompagna le immagini finali.
Ma non si limitano a questi le caratteristiche Disney presenti nel film; basti guardare i siparietti animaleschi che ci sono tra il pappagallo e la scimmia, ormai vera e propria coppia comica che possono ricordare coppie come il cagnolino e il coloibrì di Pocahontas oppure, proprio perchè scimmia e pappagallo, Abu e Iago di Aladdin.
E anche molti personaggi secondari già apparsi in precedenza, sembrano uscire da un film Disney, a cominciare dall'equipaggio della Perla Nera, composto da diversi elementi fortemente caratterizzati e ognuno con una funzione particolare, tra i quali spiccano sicuramente i due pirati Pintel e Ragetti (vera e propria reincarnazione di Stefano e Trinculo, i due buffoni de La Tempesta di Shakespeare). Questo equipaggio potrà ricordare formazioni come l'equipaggio di Atlantis, l'esercito di Mulan...
Inoltre appaiono altri omaggi all'attrazione dalla quale la saga ha preso vita, e in particolare mi sembra che ce ne sia una veramente didasclica: quando lo schermo del cinema si spegna, prima che lo spettatore veda Jack all'interno dello scrigno di Davy Jones, si sentono solo voci, che se non sbaglio dovrebbero essere le stesse che si sentono all'inizio dell'attrazione, appena l'imbarcazione si addentra nel buio...
Ma tutte queste "disneyate" si contrappongono a scene che di Disney hanno ben poco, con scene veramente dure di multiple morti messe in scena in modo sicuramente forte, e addirittura la MORTE apparente, e poi l'esilio eterno del PROTAGONISTA elemento che è eccezionale, come conclusione di una trilogia simile, che sia Disney o meno.
Forse questo film è leggermente meno "divertente", in senso strettamente umoristico, dei precedenti, ma compensa con l'epicità che si richede alla conclusione di una trilogia simile. Quindi bando ai combattimenti su ruote vaganti, ma maestosi scontri a bordo di navi, con interi equipaggi in preda alla tempesta, e sono lasciati da parte puri divertissement come l'isola dei cannibali, in favore di un'omogeneità della trama che punta al riunire tutti gli elementi della vicenda (e sono tanti) in vista del finale. Ma l'umorismo è sempre presente, soprattutto nella figura di Jack Sparrow che non risalta prepotentemente come nel secondo capitolo, poichè questo è un episodio più corale: ma ha comunque i suoi momenti speciali, specialmente le fantastiche scene in cui duetta con Barbossa, oppure la sua schizofrenia che però ho trovato eccessiva.
Ma le battute sono per lo più momenti o dettagli che occupano poco spazio, oppure momenti surreali che si oppongono all'epicità della situazione, il cui apice si raggiunge nel P-O-R-T-E-N-T-O-S-O matrimonio tra Will ed Elizabeth nel corso della battaglia finale, che ho seguito tenendomi letteralmente la pancia dalle risate, e saltellando esaltato sulla poltroncina del cinema.
E decisamente appropriato il finale che decide di chiudere la trilogia in modo assolutamente circolare:
- Jack Sparrow riparte da Port Royal, laddove il primo film aveva avuto inizio con il suo sbarco
- Jack risveglia Gibbs versandogli del rum addosso, esattamente come aveva fatto nel primo film
- Jack riparte alla ricerca di un tesoro, rubandolo a Barbossa, esattamente come accadde nel primo film per il tesoro azteco
Tra l'altro la fonte della giovinezza era una delle ipotesi di plot per i due film che avrebbero proseguito la trilogia, poi accantonato.
A mio parere questo non va considerato come le fondamenta per ulteriori sequel (anche se la funzione potrebbe essere anche quella) ma come messaggio che le avventure piratesche possono ora continuare come è sempre stato.
Ah, e mi raccomando, non uscite dalla sala prima della fine dei titoli di coda, come un buon nerd non farebbe mai!







