Contagiato anche dai commenti che mi hanno preceduto, non posso esimermi non farmi trascinare dal "Fiume del Tempo" dei ricordi che riguarda il mio rapporto con Topolino.
Il rapporto con il Topo iniziò presto: avevo compiuto i 6 anni da qualche mese, avevo da poco superato la “primina” dopo aver frequentato per circa un mese e mezzo la classe con la quel mi sarei poi ritrovato in seconda elementare, l’estate era iniziata da poche settimane. Ricordo perfettamente quel giorno in cui mi padre mi portò con se in edicola appositamente per comprare quello che sarebbe stato poi il mio "Numero Uno": il #
1702, cioè il "Topolino più che mai!", il primo pubblicato direttamente dalla Walt Disney e non più dalla Mondadori.
All'epoca ero ancora piccino, ma capivo benissimo che nonostante quello non fosse il primo numero di Topolino pubblicato, rappresentasse una sorta di un "Nuovo Inizio", e che si trattasse di un vero e proprio Evento (debitamente enfatizzato all'interno dello stesso settimanale, e sponsorizzato anche in tv). Quel numero lo divorai, e negli anni mi ritrovai a leggerlo più volte, al punto che le prime pagine contenenti il sommario si staccarono e andarono perdute. Adoravo in particolare la storia d'apertura (che poi fu la prima storia a disneyana e a fumetti da me mai letta) illustrata da quel disegnatore che per diverso tempo non avrei saputo chi fosse ma che fin da subito fu tra i miei preferiti: Massimo De Vita.
Prima di allora conoscevo già i personaggi Disney da i corti visti in tv, ma fu con quel primo numero che iniziò la mia avventura con la Banda Disney, fu con quel primo numero che scoprii il fumetto. E in entrambi i casi fu amore a prima vista.
Iniziò così il mio rapporto con il Topo, del quale all'inizio leggevo praticamente solo le storie a fumetti, saltando a piè pari le rubriche (che avrei poi letto con piacere da un certo momento in poi). Poi arrivò la scoperta dei mensili, i Classici e i Grandi Classici prima di tutto, che non acquistai mai con regolarità, ma grazie ai quali iniziai a conoscere tante belle storie degli anni precedenti.
Arrivò poi la scoperta di fumetti extra-Disney, i Tex appartenuti un tempo ai miei zii (con i quali feci il mio esordio nel mondo dei Bonelli) e soprattutto il Giornalino, che acquistai per diversi anni, e grazie ebbi modo di leggere tante belle storie a fumetti italiani come Pinky, Larry Yuma, le riduzioni a fumetti di classici della letteratura, ma anche "bande dessinée" come Asterix e Lucky Luke. In particolare quello Topolino-Il Giornalino fu per me un binomio inscindibile per tanti anni, al punto che nei fumetti che iniziai a crearmi, introducevo personaggi di entrambi i settimanali. E quale stupore ed esalto quando realizzai che quel Giorgio Cavazzano disegnatore di Timoty Titan era lo stesso Giorgio Cavazzano che tanto apprezzavo sulle pagine del Topo! (mentre a sceneggiarlo era un altro disneyano, François Corteggiani, ma di quello mi accorsi in un secondo tempo)
Arrivò poi il momento del primo abbonamento. Ricordo ancora lo stupore quando mi arrivò una lettera direttamente dalla Walt Disney Italia; al suo interno in particolare c'era un foglio in comparivano alcuni personaggi Disney che da dietro una staccionata m'invitavano ad entrare a far parte della Banda. Non potei resistere, e da quel momento iniziò un abbonamento rinnovato per tanti anni. Quella lettera però la conservai, e ogni tanto la riportavo fuori per rimirarmi quell'invito della Banda Disney ad abbonarmi, ad entrare ad esser parte di loro. Erano stati loro a cercarmi, e mi sembrava una cosa straordianria.
Il primo numero dell'abbonamento fu il #
1859, il primo del Topobinocolo; appena lo aprii mi resi subito conto che c'era qualcosa di diverso, di nuovo. La carta. La carta non era la solita carta patinata (che anni prima sostituì la "carta ruvida"), era diversa, più piacevole al tatto. Guardai il sommario, tra le rubriche c'era un servizio sul "Nuovo Topolino"; si parlava del fatto che da quel numero in poi la carta sarebbe stata rispettosa dell'ambiente, in quanto prodotta con procedimenti meno inquinanti, e la cosa la apprezzai tantissimo visto che l'argomento ecologico era fin da allora per me importante (e lo era proprio grazie al Topo). Ancora una volta, un "Nuovo Inzio", che avvenne proprio con il mio primo numero da abbonato.
Esser diventato abbonato del Topo non mi tenne però lontano dall'edicola, anzi iniziai a bazzicarla più spesso per tutte le altre pubblicazioni disenyane extra-topo. Ci fu la scoperta di Topomistery (dal # 5), grazie al quale potei conoscere tante belle storie poliziesche con protagonista il nostro amato Mickey, e contemporaneamente l'acquisto de "L'Economia di Zio Paperone", allegato de Il Sole 24 Ore che, grazie a storie inedite e articoli, introduceva i ragazzi, e non solo, ai temi dell'economia, e del quale mi persi solamente pochi numeri delle cinque serie che poi uscirono in varie annate.
In quegli anni, mi balenò l'idea di arrivare a collezionare così tanti fumetti dal potermi costruire un deposito come quello di Paperone, da erigere sopra una collina, per poi poter sguazzare tra gli albi come un pesce baleno. Ovviamente non arrivai, e non arrivo tuttora, a collezionare così tanti fumetti da giustificare, ammesso di averne la possibilità, la costruzione di un deposito; mio padre però mi costruì un forziere, nel quale riposi tutti i fumetti vari acquistati fino a quando non si riempì completamente e dovetti passare ad altre soluzioni.
Tra un Mega 2000 di quà, e un Classici di là, continuando sempre l'acquisto di Topomistery, irruppe ad un certo punto nelle edicole Paperinik e Altri Supereroi. Essendo il papero mascherato uno dei miei personaggi preferiti da sempre, non potei che acquistare i primi albi, grazie ai quali potei quindi conoscere gli esordi del personaggio, e come passò dall'essere il Diabolico Vendicatore dei torti subiti da Paperino a supereroe di Paperopoli. A quel punto la proposta di Bi-Abbonamento a Paperinik e Topomistery presente in quei primi numeri non potei non prenderla in considerazione. Ne parlai con mia sorella, più piccola di me di qualche anno, e ci accordammo: avremo stipulato un abbonamento a suo nome, lei avrebbe letto per prima i Topomistery, io i Paperinik (anche se poi mi sa che finiva sempre che li leggessi sempre io per primo). Con quell'abbonamento ci arrivò in regalo anche un kit da supereroe, compreso di marsupio, torcia, e tessera di "Agente PK", acronimo che non avevo mai letto prima associato a Paperinik, e che sarebbe stato ripreso qualche anno dopo per una famosa e mitica serie...
Arrivò il tempo del #
2000, preceduto dalla storia della coppia Panaro-Scarpa "Chi ha rubato Topolino 2000?", della quale ricopia la splash page per un concorso a fumetti organizzato dalla biblioteca comunale quando frequentavo alle medie (e anche se protagonisti della storia non erano i personaggi disneyani, io quel Paperone lì che lo misi ugualmente in apertura). Allora si era nel 1994 internet era nato da poco ma era ben lungi dall'essere "di massa". Niente social network, né blog, né forum, né siti che proponessero speciali o interviste agli autori. Quando il # 2000 arrivò a casa, quindi, la sorpresa fu assoluta: un numero doppio, con una copertina fantastica di Cavazzano, pieno zeppo di storie e omaggi a tema 2000. Una pietra miliare, un numero che mi rimase nel cuore, con quel gadget della copertina tridimensionale sulla quale scrivere il proprio nome che, benché con la plastica usurata dal tempo, conservo gelosamente ancora oggi.
Negli anni a seguire poi arrivarono tante belle novità: PKNA prima, e il gemello MMMM poi, che proposero un nuovo modo d'intendere il fumetto disney, più dinamiche, attuale, con grandi storie appassionanti e moderne, ma con i protagonisti di sempre: Paperino/nik e Topolino. Con PKNA fu subito amore (e MMMM lo abbandonai, per poi recuperarlo, e apprezzarlo tantissimo, in seguito), al punto che lo seguii anche per tutta la cosdietta terza serie, pur non apprezzandola particolarmente. E fu l'appassionarmi a PKNA e al fumetto disney di nuova generazione che mi portò, con l'avvento in casa di una connessione internet permanente, alla scoperta dei siti delle community a lui dedicate, fino all'avvento de La Tana del Sollazzo.
In quegli anni, lo ammetto, il rapporto con il Topo ad un certo punto si raffreddò. Preso più da PKNA, iniziai a non leggerlo con particolare interesse, sino al punto in cui, non essendo tanti i soldi all'epoca a disposizione, smisi di rinnovare l'abbonamento. Iniziò quindi un periodo in cui seguii tutto il Disney di nuova generazione, ma in cui snobbai il Topo, che acquistavo solo saltuariamente. Poi ad un certo punto iniziai a riacquistarlo con più frequenza; vuoi perché ad un certo punto di Disney di nuova generazione ne rimase davvero poco, vuoi perché incominciai a ritrovare di nuovo storie che mi appassionavano e coinvolgevano, ad un certo ripresi ad acquistarlo puntualmente. Nel contempo, seguii opere importanti come La Grande Dinastia dei Paperi e gli Anni d'Oro di Topolino.
Ad un certo punto ridivenni nuovamente abbonato, grazie ad una bellissima e inaspettata sorpresa che mi fece la mia fidanzata; abbonamento che rinnovai per due volte, ma che poi interruppi nuovamente. Non per le storie, anzi, ma perché tra lavoro e il poco tempo a disposizione mi ritrovavo con cataste di albi da leggere, e allora decisi di preferire un acquisto saltuario, quando magari ci sarebbero state storie particolarmente belle e importanti. Solo che negli ultimi tempi i numeri imperdibili sono diventati tanti, al punto che l'acquisto non è stato quasi più saltuario. Fino ad oggi, in cui mi ritrovo nuovamente abbonato con un mini-abbonamento proposto dalla Disney in occasione del # 3000.
Ed eccoci qua, al #
3000. Guardo l'albo, che più che un albo o un giornaletto, è un vero e proprio volume. Con quella cover disegnata da Andrea Freccero multi-personaggio che ogni volta che la guardo mi trasmette un'allegria incredibile. Il # 3000, con queste storie fantastiche, scritte con il cuore, veramente con il cuore, questa volta più che mai, con tanto amore e rispetto verso i personaggi Disney e il nostro settimanale preferito. Il # 3000 con gli omaggi degli autori, i "tweet", e, fuori dal settimanale, il tributo che siti e blog specializzati, ma anche la stampa generalista gli hanno tributato.
E allora a me sale spontaneo dal cuore un GRAZIE. Grazie a questi personaggi straordinari, che da 3000 albi accompagnano tanti italiani (ma non solo), in tante fasi della loro vita, divertendoli, emozionandoli, commuovendoli, facendo loro compagnia e calore anche in momenti tristi e bui. E grazie a chi ha rende possibile tutto questo da 3000 albi, a chi lavora di cuore, fantasia e ingegno per realizzare questa magia: gli autori, i redattori, i disegnatori, i grafici, i direttori, passati e presenti; è grazie alla vostra passione, dedizione, anche ai vostri errori se tutto questo è stato possibile, e se ci troviamo ora a festeggiare il #3000 proiettati verso il futuro.
Non so se avrò mai figli, ma so che così sarò non avranno bisogno di scoprire il fumetto Disney perché lo troveranno in casa da sempre, magari leggendolo attraverso un tablet. Verrà allora un momento in cui gli accompagnerò in edicola per avere il loro primo albo, il loro "Numero Uno".
Ma questo è un possibile futuro remoto, mentre ce n'è uno prossimo ormai certo. Poche ore, e arriverà il # 3001. E dopo questo # 3000 speciale, specialissimo, non potrà che essere un "Nuovo Inizio".
Nota: questo post iniziai a scriverlo una settimana fa, ma per erroneamente non lo salvai nelle bozze prima della chiusura del browser. Iniziai a scriverlo una seconda volta qualche giorno dopo, e in quell'occasione si bloccò totalmente il computer. Per impegni vari non son riuscito a scriverlo nuovamente che oggi. La terza è andata a buon fine. Il che forse ha pure senso, trattandosi del #3000.