Topolino # 2870
L'uscita del gioco per Nintendo Wii
Epic Mickey - La Leggendaria Sfida di Topolino è un evento per molti motivi e sotto più fronti, e la Disney infatti lo pubblicizza in molte maniere. Per esempio gli dedica la cover del numero uscito oggi in edicola (il giorno prima dell'arrivo nei negozi del gioco), disegnata magnificamente da quel Mottura che si è occupato in coppia con Celoni di realizzare la graphic novel ufficiale, che dovrebbe uscire a dicembre.
E all'interno, oltre ad articoli e richiami a
Epic Mickey, vengono pubblicate anche 3 delle 6 storielle prodotte per essere vendute come Digicomics, chiamate
Tales of the Wasteland, che fanno da prequel alla trama del gioco. Chi era al Lucca Comics ha avuto un assaggio di queste storie nell'opuscolo omaggio, e dato che a me quell'assaggio piacque eccomi a prendere eccezionalmente il "
Topo".
Una Notte di Paura,
Oswald, il Papero Fortunato e
C'è un Buco nel Cielo (David/Sciarrone) ci mostrano com'è Wasteland (aka Rifiutolandia) prima del disastro che darà inizio a
Epic Mickey: un paese tutto sommato alloegro, dove Oswald e altre star dimenticate dei cartoni animati vivono facendosi compagnia. E' significativo però vedere che proprio Oswald, primo ad arrivare in questo luogo, è colui che più di tutti vorrebbe tornare ad essere amato dal pubblico, e che nutre odio nei confronti di Topolino. Peter David è quindi abile ad inserire in storielle di 9 tavole ciascuna già i sentimenti che nel coniglio si vedranno chiaramente nel gioco. La prima storia mostra Oswald insieme agli animatroni che riproducono grottescamente Paperino e Pippo in una sorta di grottesco remake di
Lonesome Ghosts (che è anche citato), la seconda è un folle waht if e la terza apre uno sguardo interessante sul creatore di Wasteland.
Ottimamente disegnate da uno Sciarrone che usa la griglia libera e che si sbizzarrisce alla grande, e dai colori cinetici e moderni, le storie sono dei simpatici divertissement che introducono alle atmosfere di questa nuova avventura di Topolino.
Nel numero si conclude la nuova saga di DoubleDuck: dopo aver letto poco tempo fa il volume che racchiude le prime avventure, e aver ripassato dal sito di "
Topoino" Cacciatori e Prede, ho recuperato sempre dal sito le prime 3 puntate di quest'ultimo arco narrativo per poi godermi "in diretta" la conclusione.
DoubleDuck - Una Missione Lunga Tre Giorni (Vitaliano-Bosco/L. Pastrovicchio) fa finalmente luce su quanto è successo nei fatidici 3 giorni in cui Paperino è diventato DD e di cui il nostro non si ricordava, mistero che va avanti fin dall'inizio della serie di Vitaliano. Dopo aver addirittura visto nelle scorse avventure che un sicario mandato da qualche pezzo grosso dell'Agenzia lo vuole eliminare proprio per via di quei 3 giorni, si capiva che c'era in ballo qualcosa di grosso.
La saga non delude, lo dico subito: vedere in questo lungo flashback cosa è successo nella prima vera missione di DD è appagante, e la trama regge benone. L'atmosfera del gioco d'azzardo in un isola lontana e sperduta, Paperino fighissimo e dalla grande astuzia, doppi giochi nemmeno così invasivi fanno sì che la storia scorra via in modo interessante, specie se letta tutta d'un fiato, e si arrivi fino alle ultime tavole dove finalmente si capisce il motivo per cui il nostro 007 è così ricerato dai "cattivi". Un motivo sensato, credibile, e che dà un senso alla continuazione della fortunata serie.
Promossa, anche per via dei disegni sempre moplto buoni (pur con alti e bassi) del Pastro, per la prima volta disegnatore della serie e per la prima volta unico per tutte e quattro le puntate. Alcune scene ed alcune espressioni sono molto pikappiche
Il numero si completa con
Zio Paperone, Rockerduck e la Plurialleanza Variabile (Vitaliano/Usai), in cui Fausto tira fuori nuovamente i doppi-tripli giochi da spie usati in DD per costruire una trama interessante e intricata, dove i rapporti nel mondo della finanza non sono mai quello che sembrano e dove quando si pensa di aver capito tutto c'è sempre un'altra rivelazione (bella!) e con
Minni e il Crumble della Discordia (Orsi, Mangiatordi) - storia carina più per la caratterizzazione di Minni e per i disegni bellissimi di Vitale Mangiatordi (che non se la cava bene solo coi Paperi, vedo) che per la trama in sè, sciocchina.
Infine è bello l'articolo-reportage su Lucca Comics.
Un bel numero, direi, e il prossimo tutto dedicato a Paperino in ogni salsa (normale, Paperinik, DD, PP8...) mi ingolosisce parecchio, presentando anche un Faraci/Cavazzano e un Radice/Turconi alle prese con DD. Se ho moneta in tasca, sarà mio pure quello.
Bramo ha scritto:(sarà quello del 1° dicembre ad avere quella [la copertina, ndb] su Rapunzel?)
Ah, ecco: ovviamente no. La cover sarà dedicata a Paperino-Paperinik-DoubleDuck per rappresentare il numero tutto incentrato su Donald e per pubblicizzare il calendario dedicato alle 3 versioni del Papero. Rapunzel è relegata allo strillo sopra il titolo della testata
Intermezzo: Pippo Reporter - Seconda Tranche (Radice/Turconi) ["
Topolino" # 2834-2835-2836]
Ho recuperato dalla sempre lodata biblioteca i numeri con le 3 storie uscite quest'anno di
Pippo Reporter (e ho pure trovato il "
Topo" con la primissima storia dell'anno scorso); già avevo questo pallino da un po', dopo aver conosciuto i BigTurks a Lucca la voglia è cresciuta.
Spendendo due paroline veloci al riguardo, capisco perchè Grrodon, Breda, Vito e altra gente lodava questa serie, tanto nella prima trache quanto nella seconda. L'atmosfera degli anni '20 è sempre splendida, ma qui è resa ancora più intrigante dai personaggi che la vivono e dai disegni ottimi di Stefano Turconi.
Pippo è davvero caratterizzato splendidamente, un Pippo eccentrico, libero, pienamente se stesso, e che col suo pensiero laterale arriva ovunque egli voglia. Spensierato, svagato, geniale. E graficamente impeccabile. Quando si chiama da solo nel primo episodio (
Finale di Campionato), o quando insegue il ragazzino nel terzo (
Un Ombrello, un Cappello, un Monello) è qualcosa di bellissimo.
Nel contempo, ottime anche le (non facili) caratterizzazione di Horace e Claire La Belle in cui nasce in modo dolcissimo e romantico una storia d'amore nel secondo episodio (
La Perla del Fiume). E splendida questa Minni degli anni ruggenti americani, capace di reinvantarsi con spensieratezza in mille lavori diversi, purchè la stimolino e/o siano all'insegna dell'arte di arrangiarsi.
A proposito degli anni ruggenti, è un bellissimo lavoro di ricostruzione storica mostrare quel periodo attraverso il baseball, il jazz e il cinema di Chaplin, fatto con così tanta leggerezza e amore per i personaggi che ti vien sempre da sorridere, se non da ridere forte a certe scene bellissime.
Teresa Radice si conferma ottima sceneggiatrice, e insieme al compagno Turconi dà il meglio di sè. Non vedo l'ora di vederli alle prese con
DoubleDuck la prossima settimana.