L'isola di Lost cela la Bocca dell'Inferno che conduce ad universi paralleli popolati da extraterrestri che giocano al gioco dei troni con l'FBI per portarci su strani nuovi mondi ad indagare sul Dottore.
Eh, a chi lo dici... era la mia serie di metà anni '90 preferita... assieme a Topo Gigio ( ) e al misconosciuto Widget.
A proposito, un tale su Comicus mi pare avesse il sospetto che non tutte le puntate (parlo di Batman, non di Topo Gigio ) furono trasmesse in Italia, possibile?
Mi sa di no, anche perchè Antoniuzzo nostro (Genna) non ne parla nel suo sito...
... ma forse ci stiamo addentrando in un OT (strano che non ci sia il topic dedicato alla serie).
Lo adoravo tanto quanto ho detestato il film con Matthew Broderick...
Quella sigla... da piccolo non coglievo tutte le parole e ce ne mettevo altre del tutto inventate.. e ancora oggi, se non ci faccio attenzione, la sento così
Anch'io da piccolo ero un fan di quel cartone animato, "L'ispettore Gadget" è un idolo ed era davvero uno dei miei cartoni preferiti e che seguivo con maggior coinvolgimento! Avevo anche i giochi! Se non sbaglio era una produzione francese... Speriamo solo che questa nuova serie possa essere all'altezza di quella storica, e non sia uno scempio modernista...che cambino pure il look, ma lo stile e i caratteri devono rimaere invariati!
Rebo ha scritto:Lo adoravo tanto quanto ho detestato il film con Matthew Broderick...
Invece devo dire che a me non era dispiaciuto per niente, anzi, una volta accettate alcune èpiccole libertà - si vede la faccia di Boss Artiglio, e quella dell'action figure è totalmente diversa da quella di Rupert Everett! - mi è sembrato un film (anchese forse troppo breve) che potesse essere tra i più riusciti nel narrare le origini di un personaggio.
Bramo ha scritto:vede la faccia di Boss Artiglio, e quella dell'action figure è totalmente diversa da quella di Rupert Everett!
In realtà già nei primi anni '90 misero in distribuzione un'inedita action figures del personaggio (aveva i capelli completamente bianchi)... forse si basarono su quella...
Bramo ha scritto:vede la faccia di Boss Artiglio, e quella dell'action figure è totalmente diversa da quella di Rupert Everett!
In realtà già nei primi anni '90 misero in distribuzione un'inedita action figures del personaggio (aveva i capelli completamente bianchi)... forse si basarono su quella...
Ma io proprio a quella mi riferivo, quella coi capelli bianchi...Dato il noto mistero attorno al volto di Boss Artiglio, ricordo che sulla confezione c'era un bollino che copriva la faccia dell'action figure, cosicchè solo chi avesse comprato qule giocattolo avrebbe potuto vedere il volto del cattivo! Ma a memoria mi sembrava una faccia abbastanza diversa da quella di Rupert Everett...
E' stato trasmessa oggi su Italia 1 la prima parte dell'ultimo Special Tv di Lupin III; la notizia non è degna di nota per motivi interni all'opera stessa, quanto al fatto che sia il primo doppiaggio italiano di Lupin realizzato dopo la scomparsa di Roberto Del Giudice, storico doppiatore del personaggio.
Se in Giappone, quando morì il doppiatore originale di Lupin, trovarono un doppiatore in grado di dare una propria personale impronta al personaggio, lo stesso purtroppo non si può dire degli adattatori italiani, i quali hanno preferito optare per l'emulazione di Del Giudice: Stefano Onofri cerca in tutto e per tutto di ricalcare la voce acuta di Del Giudice, con tanto di risatine e versetti propri del primo doppiatore italiano.
Tra l'altro, in questa prima parte Onofri non ha dimostrato una particolare abilità interpretativa, tutto il testo è un po' piatto, privo dell'ironia e quella sorta di "continuo ammiccamento" che riusciva a realizzare Del Giudice.
Peccato, è davvero un peccato.
E poi Lupin non può avere la voce di Gigi la trottola, orsù.
DeborohWalker ha scritto: sia il primo doppiaggio italiano di Lupin realizzato dopo la scomparsa di Roberto Del Giudice, storico doppiatore del personaggio.
Veramente è già il secondo. E da quel poco che ho ascoltato, il nuovo doppiatore se l'è cavata un po' meglio della prima volta (che era veramente inascoltabile).
Pacuvio ha scritto:
Inutile dire che anche a me è parso pessimone il tentativo di scimmiottare Del Giudice...
Forse è anche perchè i doppiatori italiani sono troppo abituati a rendere il più fedele possibile la loro interpretazione, rispetto all'originale.
Concordo... Ma il fatto è che spesso tendiamo ad "affezionarci" alle voci dei cartoni storici, sino ad assimilare una voce con il personaggio, quindi sarebbe improponibile mandare Lupin con una voce diversa da quella di Del Giudice, anche se i risultati non sono del tutto soddisfacenti...
Vabbè, ma è Lupin. La produzione attuale vede uno speciale nuovo all'anno, quindi il nuovo doppiatore ne avrà di cose da doppiare.
Quindi, riflettendo sulla situazione tra 20 anni, meglio avere due doppiatori di Lupin bravi, anche se con caratterizzazioni del personaggio differente, piuttosto che una brutta copia del primo doppiatore.
PARIGI - E' l'opera letteraria piu' tradotta al mondo, in 160 lingue tra cui un idioma del Sudafrica, il milanese, il piemontese, ha venduto piu' di 80 milioni di copie, e continua a riscuotere un successo planetario anche se ha ormai 62 anni: ''Le petit prince'' , il celebre romanzo di Antoine de Saint-Exupery, la ''bibbia'' dei bambini ma anche degli adulti, segue il passo dei tempi e diventa un cartone animato per la televisione.
Il mitico ragazzino biondo dai capelli al vento come la inseparabile sciarpa intraprende un nuovo viaggio, per iniziativa di France 3 che ha ottenuto i diritti dagli eredi del pilota, scomparso senza lasciare traccia il 31 luglio 1944 durante una missione nel sud della Francia. Solo nel 2004 alcuni rottami del suo aereo furono ritrovati al largo della costa marsigliese, e solo nel marzo scorso si e' fatta luce sulla sua fine, fino ad allora avvolta nel mistero: dopo 64 anni di silenzio, Horst Rippert, asso dell'aviazione tedesca, ha ammesso che fu lui ad abbattere l'aereo di Saint-Exupery, ''scendendo in picchiata e sparando sulle ali, l'ho colpito ed e' finito dritto nell'acqua''.
Per anni ha sperato di non aver ucciso il suo eroe, di cui aveva letto in gioventu' tutti i libri ''perche' sapeva descrivere il cielo in modo fantastico'', e afferma che se avesse saputo che a bordo c'era lui, non avrebbe sparato. Pubblicato da Gallimard nel 1946, dopo la morte dell'autore, il libro era uscito tre anni prima a New York, dove Saint-Exupery lo scrisse, e recentemente il biondo eroe e' tornato da Gallimard, questa volta protagonista di un libro a fumetti di Joann Sfar.
E sempre grazie ad un ricambio generazionale tra gli eredi dello scrittore, ansiosi di continuare a far vivere il mito del poetico ragazzino presso i bambini di oggi. Per realizzare 52 episodi di 26 minuti ciascuno, France 3 e lo Studio Method Animation, che sperano di portarli a termine entro due anni, non si limiteranno ovviamente ad un adattamento del libro. Il Piccolo principe affrontera' di volta in volta nuove avventure, attraversando numerosi pianeti alla ricerca del suo pianeta d'origine.
Graficamente il disegno sara' fedele alla creazione di Saint Exupery, ma in universi in costante evoluzione, frutto dell'immaginazione dei numerosi e noti scrittori e autori di fumetti che sono gia' immersi nelle ricerche grafiche e nelle sceneggiature. Nel mondo onirico e poetico del Piccolo principe, ispirato ai valori universali d'amore, amicizia, purezza dell'infanzia, rispetto della natura, troveranno posto, a quanto trapela, il pianeta dei treni, quello del tempo, quello della musica, quello delle foreste. Con lo stesso messaggio: ''si vede bene solo con il cuore, l'essenziale e' invisibile agli occhi''.
Mah.
Sinceramente fatico a vedere uno stile fedele a quello di Saint Exupery trasposto in animazione, essendo i suoi disegni poco più che schizzi.
Ma la cosa che più mi spaventa è la presenza di nuovi pianeti, per "riempire" i 52 episodi. Già negli adattamenti di serie a fumetti capita spesso che vengano inseriti episodi filler con vicende quasi mai all'altezza di quanto contenuto nella trama originale, ma in questo caso direi che il risultato potrebbe essere fin troppo contrastante.
E poi... mah, non ce lo vedo un episodio di 26 minuti dedicato a un pianeta o all'incontro con un personaggio, che nel libro spesso vengono descritti in non più di 3-4 pagine.