Non mi trovo d'accordo.manzpker ha scritto:Eppure, dopo due letture, quella impressione torna ancora. Manca qualcosa. E' un fumetto che manca in qualcosa.
E la risposta è la forza della storia. Non c'è epicità. Non c'è nemmeno suspance. Ci sono tre ragazzi che entrano in una scuola, e poi in una cyberscuola che costituisce il principale mistero della saga. Ci sono tanti stereotipi, consci di esserlo, ma pur sempre stereotipi. E ci sono gli allievi e i professori, essì, ormai pare che si facciano storie solo su quelli, ma tant'è. Poi certo, qualche ideuzza c'è, sia a livello grafico che narrativo. Ma non basta. La storia non appassiona, non abbastanza, per il momento.
Ci vorrebbe una storia potente, che susciti emozioni, che faccia riflettere. Un bambino genialoide e introverso che ha perso la madre, una ragazzina dislessica e un bellone idealista sognatore, mi dispiace, non bastano.
Per i giochi sul computer, non ho bisogno di un fumetto. Ho la Ps2, anche se ammetto che la grafica di Sciarrone è migliore. Sia chiaro, non è che voglio un Watchmen. Non è che voglio uno Sky Doll. Non è che voglio un Pkna, diciamo, come Terremoto, che non è neanche il migliore. Ma quello che ho visto finora è troppo poco, per catturare la mia attenzione. E non sto parlando di quantità di contenuti, ma di qualità e profondità di un fumetto. Posso aspettarmi di piu', da Vitaliano? Devo aspettarmi di piu', da Vitaliano. Insomma, male non ha lavorato, ma non penserà certo di ricevere solo elogi??
Questo è un numero zero di una possibile serie. La suspance c'è tutta. Suspance che porta all'attesa dei prossimi numeri, non suspance interna, ovvio. Ma è questo tipo di suspance che servve ad un numero zero. L'epicità, almeno al principio, non la vedo strettamente necessaria. Certo, in minima parte c'era in PKNA#0, ma lì era più facile. Paperinik già esisteva.
Per quanto riguarda gli stereotipi, l'unico vero stereotipo che riconosco è Gilliam, che però tratta il suo essere stereotipo in maniera pochissimo stereotipizzata. Poi, vabbè, ci sono stereotipi tra i personaggi di sfondo, ma non puoi approfondire personaggi di sfondo in un numero zero. Non c'è spazio. PJ è una pasticciona scatenata, ma per nulla stereotipizzata. Lo stereotipo di una pasticciona scatenata non ha quel ritmo di battute. E non ti chiede di darle una mano per evitare ulteriori pasticci. Reno è un hacker. Ma lo stereotipo dell'haker, direi, è decisamente lontano da Reno.
I prof, almeno per ora, sono di sfondo. Non è una storia su alunni e prof.
I paragoni con graphic novel, serie o numeri quattro (+3) sono abbastanza fuori luogo. Non è una graphic novel, né una serie, né un numero 4+3. È un numero zero. E fa quello che un numero zero deve fare. E, per quanto mi riguarda, appassiona anche.
Da Vitaliano ci si può aspettare di più (anche se, comunque, ha lavorato meglio di una marea di altri sceneggiatori). Ma direi che per un numero zero è abbastanza.
La mia recensione di Speed Loop è sul mio blog e su it.arti.fumetti (qui via gateway Google). Non la posto qui perché lunga e con roba già detta.








