
Lunedì sera negli States è andato in onda il primo episodio di Gotham, aka "la risposta DC ad Agents of S.H.I.E.L.D."
Ma le cose stanno davvero così? Di certo il parallelo viene spontaneo farlo, ma a ben vedere il background dietro alle due serie è piuttosto diverso: la Marvel ha un universo cinematografico in continua espansione, con tante pellicole tutte correlate tra di loro, e Agents è un tassello che si incastra perfettamente all'interno di quanto avviene nel Cinematic Universe.
La DC, nonostante stia cercando di muoversi nella stessa direzione (con quella piccola decina d'anni di ritardo), lo farà secondo dettami che ben poco hanno da spartire con le vicende del giovane Jim Gordon e del dipartimento di polizia di Gotham City negli anni in cui Bruce Wayne è un ragazzino.
Non sussiste nemmeno un parallelo tematico-concettuale: Agents of S.H.I.E.L.D. è una serie di azione a metà tra spionaggio e fantascienza, Gotham è una serie di azione a metà tra il procedurale e il fascino dei prequel.
E qui iniziano a saltare all'occhio le prime cose che non mi hanno convinto. L'episodio 1x01 di Gotham (intitolato, come spesso accade, semplicemente Pilot) si presenta alla fin della fiera come un procedurale standard, con l'unico qui dell'avere una scrittura un po' più brillante della media, una regia interessante e che cerca di distinguersi da quel genere narrativo seriale e, ovviamente, la maledetta città, che effettivamente incombe in modo protagonistico in più punti della vicenda, quasi che fosse viva, come molti fumetti di Batman ci hanno insegnato essere.
C'è il dipartimento di polizia, il poliziotto novellino e buonino (Gordon) e quello veterano e cinico (Bullock); c'è la mafia che tiene in pugno la città, la malavita, i ricatti, i favori, la corruzione, le indagini.
E uno potrebbe dire: che palle!
Ma in realtà poi vedi che Gordon mica è proprio perfettino, c'ha i suoi scatti d'ira di quando era Ryan di The O.C. e allora aumenta di spessore. Ammetto infatti che l'interpretazione di Ben McKenzie nei panni di Jim mi ha davvero convinto, il ragazzo è migliorato rispetto a come lo ricordavo e qui mi pare ci metta dentro un bel po' di sé stesso per rendere giustizia al personaggio. Considerando che alla fine il protagonista è lui, un punto a favore della serie c'è.
Poi, è vero che lui e Bullock investigano per tutta la puntata su un omicidio, ma quando questo caso è l'assassinio di Thomas e Martha Wayne, si capisce che la cosa assume tutto un altro fascino.
La scelta di aver aperto l'episodio proprio riproponendo la celebre scena dell'omicidio fuori dal cinema è azzeccata: come a dire che non solo Batman nasce in quella drammatica sequenza, ma tutta la città come la conosciamo ha origine in quel momento.
Gli attimi sono raccontati in modo fedele, anche se un paio di particolari sono inediti: la freddezza e cattiveria dell'assassino e la presenza sulla scena di una certa gatta ladra ancora giovane e in erba... considerando che il secondo episodio è intitolato a lei, sono curioso di vedere se questo particolare verrà approfondito.
Siamo a Gotham: è normale trovare Don Falcone che comanda tutta la città a bacchetta e dice "in bocca al lupo" in italiano stentato, da vero mafioso italo-americano anni '30
Insomma, promuovo per ora la serie, ma con riserva. Una grossa riserva. Siamo solo al primo episodio, assurdo provare a capire la direzione della serie ora. Il primo impatto, al netto di pro e contro, risulta positivo, e anche abbastanza sopra alla sufficienza.
Non si può comunque passare sopra al puzzo di procedurale: il problema è relativo per quanto mi riguarda, nel senso che ho sempre detto che posso sopportarlo se l'impianto della serie sa darmi altro di stimolante in modo da inibire i lati negativi di quel genere narrativo. E direi che Gotham, con il suo setting e tutto quel patrimonio di personaggi a disposizione, dei quali poter raccontare con tutta calma le genesi e le evoluzioni, ha le carte in tavola per far sì che il lato procedurale non lo avverta minimamente.
Inoltre, c'è tutto il fattore dell'omicidio dei Wayne da considerare: è stato molto intelligente la gestione dell'indagine su questo avvenimento, durante il pilot. Ha permesso di mettere in luce molti aspetti della città e dei suoi personaggi, e allo stesso tempo non ha minimamente chiuso il cerchio, giustificando in maniera coerente il perché, facendone le stesse fondamenta logiche alla base del senso della serie: siamo in una città bacata, composta da gente smarrita.
La ricerca del vero assassino dei Wayne potrebbe essere la macro-trama principale, la trama orizzontale che attraversa perlomeno tutta la prima stagione, e se si giocano bene questo elemento, insieme a quanto detto poco sopra, la serie potrebbe essere una delle cose migliori degli ultimi anni.
Tanta fiducia. Il giocattolo è qualcosa di esplosivo, spero che alla DC Enterntainment, alla Warner e a Bruno Heller non esploda in mano.
Waiting for the second episode
