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Inviato: sabato 15 settembre 2007, 18:35
da DeborohWalker
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Collana Spider-Man
13. Spider-Man: Blue

A mio parere il miglior volume della collana, tra quelli finora usciti, ma credo sarà difficilmente eguagliabile.
Una vera e propria graphic novel, un occhio sul passato alla luce di cosa noi sappiamo essere avvenuto nel futuro.
Ovvero una ripassata agli eventi principali avvenuti a metà degli anni '60 nella collana Spider-Man: si parte dallo scontro con Goblin che si conclude con la perdita della memoria di Norman Osborn, per poi passare ai combattimenti con Rhyno, Lizard, l'Avvoltoio e Kraven. Ma le scene d'azione sono solo intervalli tra i momenti di vita personale, che sono certamente l'elemento più interessante di questa graphic novel.
La vera atmosfera che permea la storia è svelata nel titolo: "Blue", ovvero triste, malinconico. Il punto di vista è quello del Peter Parker attuale che, nella notte di San Valentino, ripercorre il suo passato, come se stesse parlando alla defunta Gwen Stacy. E ricorda la fase della sua vita in cui Peter è passato da secchione preso in giro da tutti, a ragazzo sognato da due bellezze come Gwen e MJ. Sono infatti le settimane in cui Mary-Jane entra nella sua vita, facendo nascere la rivalità con la bionda figlia del capitano Stacy.
Oltre ai bisticci da latin lover del pavido Parker, è anche il periodo in cui nasce l'amiciza con Harry Osborn, il figlio del suo acerrimo rivale con il quale, come ci viene mostrato, Peter deciderà di andare a vivere in un appartamento, lasciando l'abitazione di Zia May.
L'atmosfera che viene ricostruita, nella grafica e nelle situazioni, vuole strizzare l'occhio agli anni Sessanta. Diverse tavole e scene sono già state viste nella serie originale, e vengono considerate dei "classici", ma tutto viene impreziosito da eventi e dialoghi che si sono idealmente svolti tra una vignetta e l'altra di ciò che avevamo già letto.
Il tutto è impreziosito dai disegni di Tim Sale, che cerca di omaggiare John Romita, pur mantenendo il suo personalissimo stile. La colorazione piatta, con poche ombre e ancor meno sfumature di colore, dà al tutto un sapore più vintage, con un utilizzo dei colori più simile a quello del passato che alle cromature attuali nelle quali viene ampliamente sfruttato il computer.
Il "Blue" del titolo non è soltanto l'atmosfera che pervade la miniserie, ma anche il genere musicale dal quale vengono pescati i titoli dei sei episodi che la compongono. Altre canzoni sono spesso citate attraverso colti inside jokes o frasi che comunque tirano in ballo le melodie dell'epoca.

Una parola: recuperatelo.

Inviato: mercoledì 19 settembre 2007, 00:13
da DeborohWalker
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Collana Spider-Man
16. Diventare un Vendicatore

Albo interessante, che propone due storie degli anni '60, e una delle saghe recenti più vendute, tutte accomunate dall'incontro di Spider-Man con il supergruppo di Thor e compagni.

I POTENTI VENDICATORI INCONTRANO L'UOMO RAGNO!
Direttamente dalla serie regolare dei Vendicatori, Thor, Capitan America e company, devono fronteggiare la minaccia dell'Uomo Ragno... che in realtà non è l'Uomo Ragno! Infatti il temibile Kang ha deciso di scofiggere i Vendicatori utlizzando un cyborg che replica le fattezze e i poteri di Spider-Man... La situazione è complicata, fino a quando non interviene l'Arrampicamuri originale...
Una storia dell'epoca d'oro Marvel, quando Stan Lee si occupava di tutti i testi uniformando l'atmosfera e lo stile di ben dodici serie; i disegni dell'Uomo Ragno di quell'epoca fatti da qualcuno diverso da Steve Dikto risultano un po' bizzarri, ma comunque lo stile grafico permette di rituffarsi negli anni '60.

DIVENTARE UN VENDICATORE!
Il terzo Annual di Spider-Man vede per la seconda volta il Ragnetto confrontarsi con i Vendicatori: dopo la scomparsa di Iron Man, Thor e soci prendono in considerazione l'ipotesi di accettare l'Uomo Ragno tra le proprie fila, ma non prima di avere testato le sue capacità. Mentre Peter Parker riflette sulle conseguenze che entrare a far parte dei Vendicatori potrebbe avere su Zia May, la missione che deve affrontare consiste nel catturare Hulk...
Un'altra buona storia decisamente scorrevole, e che non fa sentire il peso dei suoi anni.

EVASIONE!
E dopo due storie vecchio stile, ecco una Signora Saga, che in America ha ottenuto record di vendite impressionanti, e ha dato il via ad una nuova serie dedicata ai Vendicatori, con una formazione completamente inedita. I Vendicatori infatti sono nati come gruppo affine alla JLA della DC Comics, ma a differenza della JLA non è mai stato formato dai personaggi più celbri della Casa Edtrice, bensì da quelli considerati più potenti. Invece nel 2005, in un'era di crisi di vendite e di continue rivoluzioni i Nuovi Vendicatori sono formati, oltre che da Luke Cage e dalla Donna Ragno, da pezzi da novanta della scuderia Marvel come Capitan America, Iron Man, Spider-Man e Wolverine. Bè, la scelta ha avuto l'effetto sperato, sia per le casseforti Marvel, sia per il giudizi degli appassionati, sia per la qualità delle storie, con trame che hanno influenzato anche la serie regolare dell'Uomo Ragno.
Ryker's Island. Un penitenziario di massima sicurezza appositamente istituito per contenere i prigionieri dotati di poteri straordinari.
Ma un giorno, Electro causa un blackout generale, per scatenare un'evasione di massa che può coprire la fuga di un criminale in particolare. Durante l'evasione scapperanno decine e decine di supercriminali; per cercare di rintracciare tutti questi individui e per fronteggiare altre situazioni simili, gli eroi presenti sul luogo decidono di unirsi e formare i Nuovi Vendicatori.
E' stato strano ritrovarsi a leggere proprio in questi giorni, nei quali si è conclusa Civil War, la saga che ha segnato l'inizio del gruppo di Vendicatori ormai scisso completamente. Le reazioni di ogni personaggio sono schiette e i dialoghi al fulmicotone, scritti da Bendis, danno alla storia un ritmo concitato e un timbro ben lontano dall'ingenuità degli episodi letti precedentemente nel volume.
i disegni di David Finch sono sbalorditivi: ogni vignetta e ogni personaggio sono realizzati con estrema cura, e le scene di massa sono qualcosa di assolutamente impressionante. Il tutto arricchito di una colorazione che fa l'utilizzo migliore possibile del computer, con sfumature ed effetti che fanno apparire le storie degli anni '60 qualcosa di preistorico.
Dialoghi divertenti, azione massiccia, in uno dei cicli di storie più osannati degli ultimi anni.

Collana Spider-Man 18 - Attento alla Gatta Nera!

Inviato: venerdì 05 ottobre 2007, 00:52
da DeborohWalker
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Ecco, sono proprio albi come gli ultimi che ho commentato che rendono una collana come questa l'ideale per recuperare opportunità mancate. Ovvero, raccogliere in un volume di lusso una miniserie di qualità che è comparsa serializzata sul giornalino di turno, ma che finalmente può essere letto di seguito, in una confezione adeguata.
Insomma, siamo davanti a un altro albo che va preso a scatola chiusa. Non perchè ve lo dice DeborohWalker, ma perchè contiene una signora storia, con dei disegni mozzafiato, che è stata aspettata dall'intero fandom per più di 4 anni, e che è stata scritta da Kevin Smith. E che è dannatamente bella, se questo fosse il livello medio Marvel, prenderei TUTTO.

Per cominciare, il volume presenta le due storie che hanno visto l'esordio della Gatta Nera, proprio in due albi con l'Uomo Ragno. La ladra sembra provare fin da subito un'attrazione per l'Arrampicamuri
Vabbè, liquidiamole in fretta, sono due belle storie di fine anni '70, ma in confronto a che leggeremo dopo, impallidiscono.
Infatti poi arriva La malvagità degli uomini, una saga in sei parti di altissima qualità di disegno e di scrittura. Tutto comincia quando Kevin Smith, regista di film cult come Clerks, Generazione X e Dogma, nonchè sceneggiatore di un ciclo storico di Daredevil, decide di scrivere una miniserie in sei numeri basata sull'incontro dei due personaggi. I fan vanno in visibilio, la qualità e assicurata, ma... Kevin Smith farà un bello scherzetto, lasciando molti lettori a bocca asciutta. Infatti, tra il terzo e il quarto episodio della serie, lascia passare quattro anni. E i fan piangevano autoflagellandosi. Motivazioni? Impegni cinematografici del regista, ma anche pigrizia. Eh, già.
Ma a storia finita, chissenefrega, visto che possiamo goderci un divertissement regalatoci da un maestro, non privo di sfumatore più oscure di certo non adatte a un pubblico giovane.

Spider-Man sta indagando su un traffico di droga. La Gatta Nera, dopo anni in cui non vestiva più il suo costume, si mette alla ricerca di un'amica scomparsa. E casualmente, le strade dei due supereroi si incrociano. In una strage, fatta di uomini in overdose, ma che non hanno il minimo segnale di aver assunto droghe. Com'è possibile tutto ciò?
Per vederci più chiaro, i due ex-partner torneranno a lavorare assieme e, guarda caso, proprio mentre Peter Parker e in una pausa da riflessione con MJ, mentre Felicia Hardy sembra essere maturata...

Una stora avvincente, con dialoghi freschi e brillanti, che si legge con interesse. E' fatta da un appassionato di fumetti, e si vede. Citazioni nerd, personaggi dipinti in maniera spettacolare, e una trama torbida, fanno di questa storia un must. Non ci sono grandi azioni di combattimento tra supereroi e supercattivi, ma per lo più dialoghi e trama. Tizi in calzamaglia o tuta di pelle che fluttuano tra i palazzi, quelli sì. Ma soprattutto c'è una vicenda solida, con diversi spunti interessanti, ed eventi che vengono alla luce in grado di cambiare un po' le carte in tavola.
Devo parlare anche dei disegni? Bè, vi dico solo che per me Terry Dodson è IL disegnatore migliore che ci sia alla MARVEL. Non uno dei, IL. L'espressività dei suoi personaggi è impareggiabile, e la flessibilità dei suoi supereroi che fluttuano tra i cieli di New York, paiono addirittura eguagliare McFarlane. Il tutto arricchito da colorazioni che lasciano a bocca aperta.
E se qualcuno si dovesse innamorare di lui come me, sappiate che altri due albi interamente disegnati da lui, arriveranno entro la fine della collana della Gazzetta. Iniziamo a sbavare.

Collana Spider-Man 23 - La Tela della follia

Inviato: giovedì 18 ottobre 2007, 22:51
da DeborohWalker
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Nel 2001 Joe Quesada, direttore Marvel, decide di chiedere la collaborazione per le testate dell'Uomo Ragno ad Alex Alonso, già responsabile della Vertigo, divisione più adulta della DC Comics. Alonso ebbe un'ottima idea: affiancare alle già numerose testate dell'Uomo Ragno, una serie "parallela" che non narrasse le vicende di Spider-Man e di Peter Parker, ma che offrisse di volta in volta storie autoconclusive (o al massimo di 2-3 episodi) incentrate su personaggi legati all'Arrampicamuri. L'universo Ragnesco è composto da centinaia di comprimari, siano essi buoni amici, supercattivi, o anche comparse visti in un episodio solo, ma che meritavano di essere approfonditi. Per queste storie alternative, cosa c'era di meglio che affidare i testi e i disegni ad artisti underground, complessi e sorprendenti, che possono regalare storie diverse da quanto si può leggere sulle serie dedicate al 100% Spider-Man, qui relegato solo a comparsa, con qualche cameo in ogni storia.

Fiori per Rhino (2 episodi)
Rhino. Il nemico grosso e stupido per antonomasia. Chi è Rhino? Un uomo con una corazza da rinoceronte, che distrugge le cose. Nient'altro da aggiungere. Nessun background psicologico, nessun passato tragico che l'ha portato a essere quello che è. E' solo un grosso rabbioso tontolone.
Questo, fino a quando Peter Milligan non ci regala la storia migliore nella quale sia comparso il malvagio rinoceronte; Rhino è stanco di sopportare tutte le angherie e gli sberleffi derivanti dal suo aspetto e dalla sua stupidità, così si rivolge a uno scienziato che sembra essere riuscito a sviluppare l'intelligenza degli scimpanzè. Dopo essersi sottoposto al trattamento, Rhino riuscirà a sconfiggere SpiderMan e a trovare anche una ragazza che lo ama ma... il suo cervello non si sarà forse sviluppato troppo?
Questa è la storia per cui ho comprato il volume: la lessi tre anni fa e mi rimase impressa. Bè, una volta riletta non mi sono dovuto ricredere: è un episodio piacevolr che, senza avere obiettivi ambiziosi, riesce a dare una personalità particolare a uno dei villain più piatti dell'Universo Marvel, divertente, ma non privo di momenti emozionanti.

Promessa d'onore (3 episodi)
Charlie ha un cancro. Nessuna possibilità di sopravvivere, nessun soldo, una famiglia disastrata, e un figlio che necessita di un'operazione. Ma mancano i soldi.
Charlie però ha un segreto prezioso. Charlie sa che Peter Parker è l'Uomo Ragno. (Ovviamente la storia si svolge molto prima di Civil War). Un segreto che, venduto ai giornali, potrebbe fruttargli milioni di dollari.
Charlie, ormai giunto alla fine dei suoi giorni, si troverà davanti a un enorme conflitto morale: salvare il figlio, oppure non tradire un eroe che tanto bene ha fatto a lui e al resto del mondo?
Un ottimo spunto che viene trattato per ben tre episodi, senza alcuna avvisaglia di ripetizione, ma sviscerando a fondo tutte le sfacettature di un uomo posto davanti a una simile scelta.

Un altro giro
Esiste un bar a New York, dove tutti i villain si trovano per bersi una birra e parlare; non per organizzare diabolici piani, ma solo per raccontarsi a vicenda quella volta in cui furono sconfitti da questo o quell'altro supereroe. In una serata come tutte le altre (ovvero con risse che stanno per accendersi da un momento all'altro) tre individui in particolari sono seduti a un tavolo, ripercorrendo le proprie esperienze passate con il Tessiragnatele: l'Avvoltoio, il figlio di Kraven, e un misteroso avventore con un impermeabile e un largo cappello.
Un altro buon episodio, in cui non è l'azione ad avere la meglio: qui sono i dialoghi "vuoti", la sceneggiatura brillante, che rende avvincente anche una chiacchierata intorno al tavolo, accomunata dall'odio per Spiderman.

L'ultimo shoot
Crusher Hogan è un wrestler. Niente cappelli da cowboy, mantelli o tutine attillate, ma solo una grande abilità nel combattimento. Purtroppo la sua riluttanza nell'uniformarsi al mondo fatto di lustrini e fari puntati sul palco, corrisponde a una scarsità di incassi. Per risollevare gli introiti della palestra Crusher organizzerà una serata evento, in cui chiunque potrà provare a sconfiggerlo, mettendo in palio una grossa somma di denaro. I piani del lottatore però dovranno essere rivisti, quando sul ring salirà un giovane liceale che è appena stato punto da un morso radioattivo...
Forse la storia meno bella del volume, ma non per questo non meritevole. I disegni di Camuncoli li trovo troppo grezzi, ma in fondo la storia, pur non eguagliando le altre del volume, è interessante.

Collana Spider-Man 28 - Se la città impazzisce

Inviato: martedì 13 novembre 2007, 01:44
da DeborohWalker
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Per le ultime tre settimane di questa iniziativa, la qualità si impenna, presentandoci alcuni dei volumi migliori di tutta la collana. I due volumi conclusivi ci presenteranno una stupenda (e lunga) saga in due parti, ma ora è il caso di soffermarsi sull'albo uscito questo venerdì.

Aria Rarefatta
Brian Micheal Bendis, autore ormai fondamentale all'interno dell'Universo Marvel, vi si è introdotto con calma grazie alla serie Alias, che aveva protagonista la detective privata Jessica Jones. E The Pulse ne può essere considerato l'ideale proseguimento: se Alias si occupava di indagini ambientate nell'Universo Marvel, pur senza scomodare i personaggi principali (se non in ruoli marginali), qui sono proprio loro il perno delle indagini, o meglio, delle inchieste giornalistiche. Sì, perchè Jessica Jones è stata assunta nientemeno che da J.Jonah Jameson, il direttore di quotidiano che più di chiunque altro odia i supereroi; l'uomo ha però dovuto accettare che gli uomini in calzamaglia vendono copie, e si arrende ad inaugurare un inserto dedicato proprio a loro.
Jessica dovrà occuparsi proprio di questo supplemento, assieme all'esperto giornalista Ben Urich, e i due si troveranno ad indagare per il primo numero su un caso eclatante: alcuni dipendenti delle Osborn Industries stanno scomparendo nel nulla, e sembra che Norman ne sappia qualcosa... Ma l'uomo più potente della città, non sembra disposto a rendere facili le cose ai giornalisti del Daily Bugle, e la sua seconda identità da ora non sarà più come prima.
Una storia avvincente, che ha per primo obiettivo il presentare i diversi personaggi della serie, siano essi protagonisti o comprimari, tutti uniti nel formare un cast davvero ben amalgamato, che si presterà ad essere sfruttato a dovere nella serie. Ma Bendis, come per gli altri suoi lavori, non si adagia sugli allori introducendo i personaggi; confeziona infatti una ceneggiatura e una trama di qualità, che stravolge per sempre lo status quo di Norman Osborn. Il tutto, osservato da un punto di vista civile, come MARVELS ha insegnato.
Ai disegni Mark Bagley, il collaboratore di Bendis su Ultimate SpiderMan per molti anni, che riesce a dare al primo ciclo di The Pulse un look supereroistico più appetibile per il grande pubblico.

Paura
E qui si torna dalle parti di Alias. Innanzitutto per l'accoppiata di autori che si riforma, con i disegni di Micheal Gaydos, il cui stile è molto più underground del suo predecessore. E la storia non vede più Jessica e Ben lavorare in tandem: solo il giornalista si occuperà dell'inchiesta di questo ciclo, che si incentra su un misterioso tizio che effettua crimini vestito da Daredevil. Col tempo Urich si accorgerà che il costume non è proprio quello di Daredevil, e forse l'uomo non è un vero criminale... Jessica Jones intanto non è al Bugle preoccupata per la figlia dotata di superpoteri che sta per nascerle: le paure e i timori di una madre si sommano a quelli del non sapere che creatura nascerà; ma le riflessioni sul futuro dureranno meno del previsto, dato che la pargoletta sembra intenzionata a nascere prematuramente, e il parto non si rivelerà un'operazione semplice, proprio per i superpoteri di Jessica.
Una storia che, ancor più del primo ciclo di The Pulse, si allontana dalle atmosfere canoniche che un lettore potrebbe aspettarsi da un fumetto di supereroi.

Collana Spider-Man 29 - Nel regno dei morti

Inviato: sabato 17 novembre 2007, 14:28
da DeborohWalker
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E per finire in bellezza, ecco qua una delle saghe più interessanti degli ultimi anni per la vita del Ragnetto, e forse di tutti i tempi. Oddio, non siamo dalle parti di Spider-Man: Blue, o de L'Ultima caccia di Kraven, ma senza scomodare opere di spessore più elevato, questa è la vera natura dell'Arrampicamuri. Combattimenti, scene d'azione, supercattivi, drammi familiari, e tutto collegato da una trama solida e dialoghi brillanti. Questo volume (e il seguente, dato che qui vengono presentati i primi 2 cicli da 4 episodi di una saga in 3 cicli) sarebbe da avere per un bel po' di motivi.
Innanzitutto, per i disegni: Terry Dodson, come ho già avuto modo di dire per il 18° volume della collana, è il miglior disegnatore americano che ci sia, e l'accoppiata con sua moglie, la coloratrice, ci regala delletavole che lasciano realmente a bocca aperta. Vedete la copertina? Ecco, le vignette all'interno sono identiche.
Ma i disegni non sono tutto, ovviamente. La storia. Questa saga è stata raccolta nei primi 12 numeri della serie Marvel Knights: Spider-Man; le collane Marvel Knights sono una divisione dei fumetti Marvel rivolte a un pubblico più maturo dei suoi lettori abituali, per via di scene violente, dei temi trattati, o per la relativa libertà dalla continuity. Bè, Spiderman è stato l'ultimo personaggio a poter godere di una collana MK, ma il suo esordio è stato in grande stile, con questa saga scritta da Mark Millar (autore di Ultimates e Civil War, tra le tante). La storia è semplice: zia May è stata rapita. Ok, è la solita solfa, ma in fondo anche i rapimenti della Principessa Peach non spiccano per originalità, ma ogni volta ci troviamo davanti a un capolavoro. Stavolta però Millar confeziona una vicenda dai toni maturi, che può essere goduta sia dai Mrvael-fan di vecchia data, sia dai neofiti, limitando all'osso i riferimenti alla continuity, realizzando una storia che regge tranquillamente presa singolarmente. E per i neofiti un motivo in più per festeggiare: qui sono presenti praticamente tutti i comprimari e i vaillain principali del Ragnetto, così potete trovarvi davanti a una vetrina pressochè completa dell'universo ragnesco.
Rischio accozzaglia, con così tanti personaggi? Certo, potrebbe esserci, ed è legittimo temerlo, ma non è questo il caso, dato che Millar realzza una saga che è ulteriormente valorizzata da un cast così ricco: Goblin, Octopus, l'Avvoltoio, Venom, Lizard, la Gatta Nera, per non parlare di incontri con i Vendicatori e gli X-Men. E il bello è che tutto risulta assolutamente fluente, e per nulla forzato.
Se a tutto questo marasma di cattivoni aggiungiamo un'individuo dall'identità misteriosa che agisce nell'ombra e sembra essere il responsabile di tutti questi attacchi, il quale ha anche donato a Jameson una cifra milionaria da mettere come taglia per chi scoprirà l'identità di Spider-Man, e che ora tutta la città si accanisce sul Tessiragnatele per ottenere i soldi...
Bè, i casini di Peter Parker sono all'ennesima potenza.
Un albo da leggere veramente tutto d'un fiato, poi risfogliare beandosi di ogni tavola, e poi attendere la conclusione della saga nel prossimo volume. Una signora conclusione.

Collana Spider-Man 30 - L'Ultima Battaglia

Inviato: domenica 25 novembre 2007, 15:54
da DeborohWalker
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L'Ultima Battaglia
Millar e Dodson concludono la saga presentata nel volume precedente, donandoci un finale degno della trama dipanatasi negli 8 episodi precedenti: in una storia che mescola sapientemente vecchio e nuovo, Spiderman dovrà affrontare un epico combattimento nel quale rischierà di persone più care, per vincere il quale è pronto a mettere da parte i suoi principi e i suoi tabù.
Se ciò non bastasse, ecco anche un'infornata di cattivi ben noti, e un Goblin malefico come sempre; molto interessante una rivelazione shockante, che è stata definita giustamente il colpo di scena più forte del Marvel Universe, peccato che nessun altro autore si sia degnato di approfondire questo interessante spunto. Ignorato da tutti Millar ha poi deciso di iproporre una sottotrama simile nell'Universo Marvel...

L'Arrivo del Migliaio
Dalla collana Tangled web, il primo ciclo di tre episodi che vanno a comporre una inquietante storia sceneggiata da Garth Ennis, e che mettono Peter Parker di fronte a un bullo che lo maltrattava a scuola. L'idea era già stata sfruttata un paio di volte, fornendo anche all'ex-compagno di scuola dei superpoteri, ma questa volta il rivale ha delle abilità che sono strettamente collegate alle origini di Spiderman. Una storia cruda, violenta, penalizzata però dai disegni piuttosto bruttini di John McCrea e dalla colorazione estremamente piatta, che sfigurano nettamente se paragonati con i disegni di Dodson.

Trattamento di fine rapporto
Uno scagnozzo di Kingpin ha sbagliato. E chi lavora per Kingpin non può mai sbagliare. Così, è pronto ad accettare il suo destino, salutando la famiglia e preparandosi al peggio, affrnntando a testa alta il suo superiore, non senza darsi un'ultima possibilità.
Una storia piuttosto anormale, soprattutto considerando che l'Uomo Ragno vi compare solamente come ombra in una vignetta: forse non la scelta ideale per concludere una collana dedicata a Spider-Man, che comunque negli ultimi volumi ha risollevato di un bel po' la qualità media offerta.

Spider-Man: REIGN

Inviato: venerdì 30 novembre 2007, 01:39
da DeborohWalker
Ok, è finita la collana della Gazzetta, ma ci sono alcuni albi del Ragno ancora meritevoli di attenzione e visibilità. Per completezza volevo dare visibilità anche a quelli, nel caso qualcuno vogli allargare la sua libreria. Nulla di traumatico, ho intenzione di recuperare una dozzina di albetti davvero meritevoli della serie regolare (quindi non volumi di lusso dal costo più elevato, tranquillizzate i portafogli), ma oggi invece vi parlo proprio di un 100% Marvel, uscito un paio di mesetti fa.

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Spider-Man: Reign è ambientato 35 anni nel futuro dell'Uomo Ragno, in una società degradata, in cui le forze di polizie operano come in un regime fascist... come dite? Vi ricorda qualcosa?
Lo so, è dannatamente uguale a Batman: Dark Knight Returns, ma è stato detto da chiunque; la Marvel stessa e l'autore, per promuovere l'albo, hanno usato lo stesso paragone. E nella storia c'è pure un personaggio di nome Miller Janson, unendo i cognomi degli autori di Dark Knight Returns.
Comunque, il soggetto è effettivamente uguale a quello di DKR, e lo stesso per il regime esistente: si potrebbe quasi immaginare che la storia si svolga nel medesimo universo narrativo! Ma la storia non è fatta dall'ambiente ma dai personaggi: 'Uomo Ragno non è Batman, è lo stesso si può dire per i comprimari e i nemici.
Batman è un figo, potente. Peter Parker è sempre stato uno sfigato, fin dal liceo, e tutta la sua esistenza è stata costellata da tragedie, ma nonostante ciò è impressionante osservare il suo triste destino negli anni a venire. I personaggi che noi ben conosciamo con cui Peter sviluppa un rapporto sono solo due: J.J.Jameson, che ha trovato un nuovo modo per diffondere la verità al pubblico, e Mary Jane, la cui situazione è facilmente intuibile fin dalla copertina.
Come in DKR, qui Spider-Man dovrà affrontare un bel po' di sue vecchie conoscenze, in sequenza, nonostante il suo fisico non sia più quello di una volta; un villain in particolare sembra essersi ulteriormente potenziato, e stavolta ha con sè degli amichetti...
Ma la vera sorpresa della serie, oltre a un paio di profonde riflessioni di Peter, risiede in Susie, una giovane ragazzina che rivestirà un ruolo fondamentale nel corso della battaglia contro il regime di vigilantes; non diventerà una spalla di Spidey, come faceva la giovane Robin di DKR (ebbasta con 'sti paragoni con l'opera di Miller! :P). Susie svilupperà un rapporto con un altro personaggio (non dico di più per non spoilerare) dando spessore a quello che potrebbe sembrare uno dei tanti.
I dialoghi e le singole scene d'atmosfera sono d'alta qualità e testimoniano la passione che Kaare Andrews ha infuso nella graphic-novel, di cui ha deciso di creare personalmente testo e disegni. E forse il lato grafico è quello più incerto: non che i disegni di Andrews siano brutti, ma ha uno stile che può non piacere, anche se nel corso della lettura ci si abitua al suo tratto spigoloso e piuttosto scarno.

Di sicuro non un capolavoro all'altezza di Dark Knight Returns, ma una storia davvero bella ed emozionante, consigliata a chiunque abbia amato i toni e le atmosfere di DKR (qualcuno non l'ha fatto?) e voglia ritrovarle applicate all'amichevole Uomo Ragno di quartiere.

Re: Spider-Man: REIGN

Inviato: venerdì 30 novembre 2007, 10:10
da Blonde
Nonostante l'abbia trovato troppo simile al Ritorno del cavaliere oscuro, posso affermare che mi sia piaciuto: certo alle volte risulta un po' noioso, ma il Parker vecchio è raccontato con una finezza rara.
Riguardo al comparto grafico i miei dubbi invece convergono sugli sfondi, insopportabili.

Spider-Man Collection 5: Il ritorno di Goblin

Inviato: sabato 22 marzo 2008, 02:38
da DeborohWalker
Ormai da 3 anni e mezzo, la Panini Comics propone una ristampa cronologica di tutte le prime storie dell'Uomo Ragno, partendo proprio dalle origini scritte da Stan Lee e disegnate da Steve Dikto. Spider-Man Collection è l'ideale per chi vuole recuperarsi queste storie con periodicità bimestrale, senza svenarsi su volumi di lusso ben più costosi.
Oltre alle storie importanti e già note, come Amazing Fantasy 15, o il #50 Spider-Man: No More! si possono leggere episodi più che meritevoli, e questo volume sicuramente è degno di attenzione.

Spider-Man Collection #5
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Panini Comics, Gen.2005, 112 pagg., 3 euro.

I Sinistri Sei
Dopo 15 mesi di pubblicazione, l'Uomo Ragno potè contare su un albo speciale: Spider-Man Annual.
Gli Annual, fino a quel momento erano stati solo raccolte di storie già pubblicate, ma Spider-Man Annual inaugurò quella che divenne una tradizione in casa MARVEL: un albo contenente una storia più lunga del solito, nella quale avviene qualcosa di importante. In questo caso, Spidey deve affrontare alcunidei suoi più temibili nemici incontrati fino a quel momento, alleatosi nel primo gruppo di super-villain della storia del fumetto: i Sinistri Sei.
Elektro, Kraven, Mysterio, l'Uomo Sabbia, l'Avvoltoio e Octopus si accordano per rapire zia May e Betty Brant; ovviamente, per salvare le due donne, il Tessiragnatele dovrà affrontare tutti e sei i cattivoni in una serie di combattimenti ricchi di azioni. E' molto interessante vedere il funzionamento dei ritmi narrativi degli anni '60, fino a quel momento intrappolati in 22 pagine, ma che qui possono spalmarsi nel doppio dello spazio. E Dikto può sbizzarrirsi con le scene d'azione, inserendo addirittura 6 splash page (una per ogni villain), elemento che non poteva essere utilizzato con leggerezza in storie più brevi.
La storia è avvincente, e presenta anche comparsate di tutti i protagonisti delle altre serie regolari MARVEL: i Vendicatori, gli X-Men, i Fantastici 4 e Devil appaiono, anche se solo per poche vignette, quel poco indispensabile che permette a Stan Lee di inserire una didascalia e promuovere scherzosamente le sue altre testate. E' però da piccole "marchette" come queste che andrà a comporsi l'Universo Marvel, nel quale tutti i supereroi coabitano nella stessa città, e gli avvenimenti di una serie possono influenzare lo svolgimento di un'altra.

Il ritorno di Goblin!
Dopo il primo scontro con Goblin (in cuiperò il folletto verde per lo più aizzava i suoi scagnozzi contro Spidey), l'Uomo Ragno lo torna ad affrontare in uno scontro più diretto. Ad aiutarlo ci sarà la Torcia Umana, casualmente sul luogo dello scontro, il raduno dello Spider-Man Fan Club! Flash Thompson, bulletto che maltratta il pavido Parker, sta dimostrando sempre di più la sua ammirazione per l'Arrampicamuri, organizzando addirittura una celebrazione in suo onore. Peccato che Peter sia costretto ad abbandonare lo scontro sentendo la notizia di zia May ricoverata in ospedale; sarà il primo di una infinita serie di problemi di salute dell'anziana signore che metterà Peter di fronte ad ardue scelte e dilemmi morali, sviscerati già nei prossimi due numeri.
Da notare il fatto che per la prima volta vediamo Goblin senza costume, aggirarsi per la città in vestiti eleganti, ma col volto sempre invisibile al lettore, lasciando intuire che la sua identità celi qualche mistero...

La fine dell'Uomo Ragno
La riscossa dell'Uomo Ragno

Anticipando ciò che si leggerà poi nel celeberrimo Spider-Man No More!, Peter Parker riflette sul "da grandi poteri derivano grandi responsabilità" di zio Ben, che ha sempre guidato le sue azioni; responsabilità verso chi?
Verso la città, o verso sua zia, che non ha nessun altro ad occuparsi di lei?
Ecco quindi Spidey oppresso dagli editoriali di Jameson, con l'opinione pubblica contro di lui, una vita amorosa ostacolata dalle sue attività da supereroe e zia May in condizioni di salute sempre più cagionevol: l'unica soluzione sembra essere quella di abbandonare il costume da Uomo Ragno. Ma Flash Thompson prenderà il suo posto, fingendosi il vero Arrampicamuri per dare una lezione a un gruppo di bandito.
Ma il dubbio amletico non durerà molto, e Spidey trnerà in azione per proteggere tutta la città.

Il Matrimonio

Inviato: mercoledì 26 marzo 2008, 15:43
da DeborohWalker
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Star Comics 1991 - 112 pag., 8000 lire

I fumetti Marvel sono contraddistinti da molte caratteristiche ideate da Stan Lee: i supereroi con superproblemi, la continuity incrociata tra le varie testate, ma soprattutto i cambiamenti. Nell'universo Marvel i personaggi invecchiano, si sposano, muoiono, risuscitano, cambiano fazione... insomma, non c'è un vero e proprio status quo fisso per i singoli personaggi.
Praticamente tutti i protagonisti Marvel si erano già sposati quando, nel 1987, toccò all'Uomo Ragno: anche per il personaggio di punta della Marvel, che in origine era solo uno studentello liceale, arrivò il momento del fatidico "sì".
Ovviamente la casa editrice organizzò le cose in grande, realizzando addirittura la cerimonia nel mondo reale con due attori nei panni di Spidey e MJ, riusciendo a riempire di fan un intero stadio. Per l'occasione fu assoldato Willi Smith, un celebre stilista dell'epoca, per confezionare l'abito da sposa di Mary-Jane; sfortunatamente lo stilista, che fa una breve apparizione anche nel fumetto, scomparve poco prima dell'uscita del numero nelle edicole.

Nel 1991 (eh sì, allora c'era un distacco di ben 4 anni dalle uscite americane) la Star Comics pubblicò l'albo speciale in due versioni con differenti copertine, presentandole a Luccacomics; erano le prime avvisaglie che i supereroi avevano raggiunto notorietà anche in Italia e potevano essere affrontate simili iniziative editoriali. E cominciarono ad approfittare di noi nerd e dei nostri portafogli indifesi.

Il volume contiene quattro episodi della serie regolare dell'Arrampicamuri, concludendosi con quello rilveante: il matrimonio vero e proprio.
I tre episodi precedenti non sono qualcosa a sè stante, cscollegato dalla cerimonia, ma sono una sorta di preparazione ad essa, non risultando quindi incoerente la loro presenza nel volume.
Peter riflette su quanto ha dovuto superare da quando si rese conto di avere i superpoteri, arrivando alla decisione di fare la proposta di matrimonio a Mary-Jane; anche la Rossa dovrà confrontarsi col suo passato, trovandosi faccia a faccia con il padre che ha rovinato la sua vita. In tutto ciò, le giornate dei due futuri sposini sono tormentati dall'Ammazzaragni, un robot che sembra deciso a mettere fine alla loro vita prima che si possano godere il giorno più bello...
La cerimonia però ci sarà, e nonostante gli incubi di Peter Parker nel quale tutti i suoi nemici se la prendono con MJ (sogno non poi così lontano da quella che sarà la realtà), tutto andrà per il verso giusto e il volume si conclude con un bel "Vivremo per sempre felici e contenti!"

In questi mesi purtroppo negli USA, Joe Quesada ha deciso di dare un bello scossone a tutto ciò scatenando orde di fan con fiaccole e forconi sotto casa sua...

Straczynski/Quesada: One more day

Inviato: giovedì 17 luglio 2008, 15:30
da Blonde
In questi mesi purtroppo negli USA, Joe Quesada ha deciso di dare un bello scossone a tutto ciò scatenando orde di fan con fiaccole e forconi sotto casa sua...
...e l'uragano è appena passato in Italia sulla testata regolare dell'Uomo Ragno, scatenando tra i fan reazioni similari a quelle dei compari d'oltreoceano.

Ecco a voi:

One more day
di J.M. Straczynski/J.Quesada
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Cos'è stato One more day? Un colpo di spugna, tremendo.
Nel tentativo di riportare Spider-man all'antico spirito, un po' perso di strada con la gestione stracchiniana di Amazing (ma io-avendo incominciato a seguire la testata proprio con Straczynski- ho ben poca voce in capitolo), Joe Quesada ha deciso di cancellare un bel po' di robaccia scomoda (del tipo il matrimonio con Mary Jane, il lanciaragnatele organico e zia May in fin di vita) facendo stringere a Spidey un patto col diavolo; letteralmente, nel senso che all'energumeno in rosso della saga mancava solo il forcone.
E se Mefisto in Tex donava quello spruzzo di soprannaturale e misterioso altrimenti assente, su Spiderman toglie credibilità al tutto.
Certo, One more day è servita solo a fare tabula resa e permettere a Dan Slott e David Guggenheim (prossimi sceneggiatori di ASM) di creare saghe ragnesche che somigliassero di più (almeno nello spirito) alle prime storie di Stan Lee, ma sono convinto che un modo migliore per calare il sipario sulla (peraltro, per me, molto buona) gestione di Straczynski si sarebbe potuto trovare.
I risultati sarebbero stati uguali: zia May rediviva e pimpante volontaria della mensa dei poveri, Mary Jane dall'altra parte dello stato e Norman Osborn di ritorno dai suoi viaggi.
E' andata così, Joe Quesada avrà avuto i suoi motivi...certo è che OMD è stata rampa di lancio per il nuovo arco narrativo: le voci dall'America fanno credere che sia andata bene.... nell'attesa di leggere anche noi queste spidey-storie ci godiamo Brand new day, prima storia di Dan Slott, che finora pare niente male....

Inviato: sabato 19 luglio 2008, 14:44
da DeborohWalker
Ritengo Brand New Day la peggior azione mai intrapresa dalla Marvel.
Più che lo spirito, si torna semplicemente allo status quo di una volta, perchè lo spirito lo fanno gli sceneggiatori, lo stile che adottano, e la freschezza con la quale scrivono le storie.
Nelle interviste degli ultimi mesi Joe Quesada ha detto che il bello della Marvel è che le sue storie si sviluppano sempre in avanti, non servendosi di trucchetti di ret-con per aggiustare le cose. Bè, a me Brand New Day sembra il più drastico caso di ret-con di sempre.
Tom Brevoort (editor di Spider-Man) ha scritto nel manifesto programmatico del nuovo ciclo di storie, rivolto agli autori che ci lavoreranno "Finiamola di riproporre iconografie del passato e troviamo nuove immagini da riproporre nella mente dei lettori". Bè? E' un controsenso grande come il mondo, la volontà di far vivere a Peter Parker un Brand New Day significa farlo tornare letteralmente alle storie di 30 anni fa, dove è un fotografo che si destreggia tra più ragazze fra cui scegliere, vive a casa della zietta, e non ha i soldi per caricare i lancia-ragnatele.
Questo implica due gravissime cose, a mio parere:
1) Così facendo, si sono letteralmente cancellati decenni di storie (alcune di queste ottime) e eventi toccanti che hanno rivoluzionato la storia della serie. La morte di Harry Osborn, la scoperta di Zia May dell'identità segreta del nipote, le toccanti storie tra Peter e MJ, lo smascheramento durante Civil War... tutte storie belle da rileggere, ma che ora valgono più o meno quanto le fanfiction di un dodicenne.
Come può ora un lettore Marvel leggere una storia come se niente fosse? Ora ogni storia, ogni saga, potrà essere cancellata con un colpo della bacchetta di Mefistofele, dato che c'è un precedente. Io, non riesco più a fidarmi, questo è stato il momento "Jump the Shark", da qui in poi, dubito che riuscirò ancora a credere alla serie dell'Uomo Ragno. Certo, qua e là ci saranno storie e saghe interessanti, ma il valore che aveva la serie nel suo complesso, è stato drasticamente compromesso.
2) Il bello dei personaggi Marvel è che crescono, si evolvono. C'è chi si sposa, chi ha figli, chi muore, chi cambia il suo carattere in seguito a eventi che li segnano. E il lettore li vuole seguire, li osserva mentre vivono le proprie vite, in continuo mutamento. Non è Topolino, o i Simpson, da anni e anni prigionieri del medesimo status quo.
E invece, i responsabili della testata hanno voluto riportare tutto a come era decenni fa.
Un'immensa cavolata, a parer mio, soprattutto considerando l'esistenza di un Universo Ultimate: dalla nascita dell'universo Ultimate l'ho sempre visto come una riproposta delle storie, delle atmosfere e delle relazioni che c'erano decenni fa, in una versione riveduta e corretta, con uno stile moderno, e libero dalla gabbia della continuity.
Ma se ora anche l'Universo Marvel, che dovrebbe proseguire la sua vita guardando in avanti, fa 30 passi indietro per ricominciare a scrivere storie in un contesto che già esisteva decenni fa, qual è il significato di tutto ciò?

Pollice verso, la redazione Marvel non ha mai fatto nulla di così dannoso.
Anche la saga del Clone, durata 2 anni e poi contraddetta, lasciava una scappatoia; qui è arrivata la fatina Mefistofele che ha cambiato tutto con un bidibibodibibu, se mai decideranno di tornare indietro (ovvero come se Brand New Day fosse mai avvenuto) l'unica soluzione sarebbe un altra magia sovrannaturale, e quindi resterebbe la possibilità che la cosa si riproponga da un momento all'altro, quando i lettori meno se l'aspettano.
Un gesto profondamento irrispettoso nei confronti dei lettori e di tutti gli autori che hanno lavorato su Spider-Man in tutti questi anni.

Re: Marvel: L'Uomo Ragno

Inviato: domenica 20 luglio 2008, 14:57
da Blonde
Concordo anche io con Deboroh: promuovendo Brand New Day, "promuovevo" la storia in sé per quello che ho finora letto e non l'operazione di retcon, che ha lasciato basito pure il sottoscritto.
Forse Quesada aveva paura di perdere l'Uomo ragno per strada e di stravolgerlo completamente ma concordo ancora con Deboroh quando parla di personaggi Marvel che si evolvono, che cambiano.
Un altra ipotesi farebbe prevalere unicamente le mere ragioni commerciali: per rendere il fumetto di Spidey più appetibile al grande pubblico si è tentato di riportarlo ai caratteri comunemente noti alle masse....

Re: Marvel: L'Uomo Ragno

Inviato: martedì 29 luglio 2008, 11:50
da warren
Io non userei toni talmente tragici e cercherei di guardare avanti.

Parliamoci chiaro: l'Uomo Ragno era francamente quasi illeggibile da tempo. Tre testate che andavano per conto loro, quasi ignorandosi a vicenda.

Su "Friendly" Peter David svolgeva (male) il compitino, affiancato da disegnatori mediocri. Su "Sensational" Sacasa scriveva storie carine, ma quasi a livello di fan fiction.
Su "Amazing" Straczinsky si era ripreso, ma la situazione post Civil War non si capiva più dove dovesse andare a parare.

Ora, a prescindere dal deus ex machina di Mefisto, hanno tagliato i rami secchi (friendly e sensational) e reclutato dei team coi controcazzi (alle matite Jimenez, McNiven, Larroca, Romita junior...)
È troppo presto per giudicare dopo tre numeri, ma pare che ci sia un disegno di fondo già delineato e non credo che sia tutto "resettato" definitivamente e che ci sia scordati di Mefisto.

Insomma, le storie sono finalmente godibili...aspetterei a strapparmi i capelli.

Inviato: mercoledì 30 luglio 2008, 02:44
da DeborohWalker
Ma io non giudico le storie.
Giudico l'operazione.
(anche perchè finora ho eltto solo il primo numero di BND)

Non sono un patito della continuity a tutti i costi, ma qui mi sembra si sia raggiunto un estremo; come ho spiegato, ora per me hanno perso credibilità, possono potenzialmente annullare QUALUNQUE cosa accada nel fumetto, come posso credergli?

E poi, perchè stravolgere così tanto? Alla fine della Saga del Clone hanno annullato due anni di storie, qui ne hanno praticamente annullati 40. 40 anni in cui il personaggio non è cresciuto, non si è evoluto in nessun modo.
Bah. Bah. Bah.
A me piace dei comics la costante evoluzione dei personaggi.
E infatti una delle serie di maggior qualità della Marvel, come Daredevil (rivolto forse a un pubblico più "elevato", e meno ai ragazzotti che escono dal cinema dopo aver visto il blockbuster Marvel del mese) presenta un personaggio in costante evoluzione, e se osassero fare un'operazione simile a Brand New Day su quella testata, si meriterebbero veramente la fucilazione.

Re: Marvel: L'Uomo Ragno

Inviato: giovedì 31 luglio 2008, 10:50
da warren
Capisco che l'operazione possa lasciare un tantino perplessi, ma ti assicuro che dando un'occhiata alla storia dei comic americani non è così raro imbattersi in tabule rase di vario tipo.

D'altronde se è vero che il fumetto supereroistico è evoluzione, vero anche che deve stare al passo coi tempi e non può per forza di cose continuare ad evolvere realisticamente (sennò Spider-Man avrebbe 50 anni...)

Tutto questo per dire che bisogna cercare di prendere certe cose con filosofia. Nessuno verrà a casa nostra per stracciare "L'ultima caccia di Kraven" o la morte di May. Sono storie splendide che rimangono splendide a prescindere da quel che scriveranno in futuro.

L'escamotage di Mefisto è stato probabilmente troppo affrettato, ma per lo meno ha portato una ventata di novità come non si vedeva da anni!

Il paragone con Daredevil c'entra fino ad un certo punto.
Basta guardare la classifica delle vendite per capire che la testata deve far fronte a lettori di diverso tipo.

Tra l'altro più di venti anni fa, grazie a Miller, proprio Daredevil visse un cambiamento totale di tematiche, quasi una tabula rasa (senza Mefisto però :asd: )

Uomo Ragno #141: Genesi Selvaggia

Inviato: giovedì 06 novembre 2008, 23:20
da DeborohWalker
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La serie dell'Uomo Ragno nel corso degli anni '90 fu caratterizzata da due elementi: la Saga del Clone, uno dei cicli più controversi che durò per ben tre anni, e i simbionti, vero e proprio fenomeno capace di riscuotere un incredibile successo tra i lettori.
Il primo simbionte, portato sulla Terra direttamente da Spiderman di ritorno da una guerra intergalattica, è stato Venom: accattivante fin dalla sua comparsa, quando il costume nero prese vita per la prima volta, Peter Parker si trovò di fronte uno dei nemici più pericolosi mai affrontati, una versione potenziata di sè stesso. Venom si confrontò più volte con Spiderman, finchè ad un certo punto ci fu il bisogno di passare ad un livello successivo, presentando una versione potenziata del simbionte: Carnage. Col tempo i simbionti si moltiplicarono, arrivando in gran quantità in una saga chiamata Maximum Carnage, e anche negli ultimi anni continuano ad apparirne di nuovi, come Toxin o l'Anti-Venom.
Ma prima che la situazione degenerasse e gli autori Marvel partissero per la tangente, i simbionti erano protagonisti di trame molto buone, come la storia in tre parti contenuta in questo albo, la prima apparizione di Carnage.
Eddie Brock, la controparte umana di Venom, è un uomo abbastanza rispettabile, la cui morale spesso frena l'istinto distruttivo del suo alter ego alieno; quando però il simbionte entra in contatto con Cletus Kasady, un maniaco omicida compagno di cella di Eddie Brock, la creatura a cui darà vita è molto più potente e assetata di sangue rispetto a Venom. Spider-Man, per avere una possibilità contro Carnage, sarà costretto a chiedere l'aiuto di Venom, andando così a formare un trittico di personaggi che si detestano l'un l'altro, ma che si usano per sconfiggersi vicendevolmente; questo espediente poteva facilmente scadere in una buddy stories in cui il cattivo di turno improvvisamente diventa buono, ma fortunatamente l'equilibrio di Venom viene mantenuto evitando con maestria l'out-of-character.
Ai disegni un Mark Bagley (futuro disegnatore di Ultimate Spider-Man) che ha già costruito un suo stile personale, e che riesce a rendere estremamente affascinanti i simbionti e le spire con le quali avvolgono i corpi umani che li ospitano.
Un albo sopra la media, che cercavo da tempo e sul quale recentemente sono riuscito a mettere le mani, dove si può trovare un ottimo esempio delle storie anni '90, e al contempo un importante tassello delle vicende dell'Arrampicamuri.

Conseguenze Inattese

Inviato: venerdì 21 novembre 2008, 01:11
da DeborohWalker
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Dopo i primi 3 volumi che raccoglievano cronologicamente il ciclo di storie scritto Da Straczynski, eccone la naturale prosecuzione: nessuna storia rilevante dal punto di vista della continuity, ma due brevi saghe che sono davvero ben scritte, più che per la storia in sé, per i dialoghi fantastici, la sensibilità di Straczynski e l'umorismo che riesce a inserire in modo massiccio senza però sminuire l'epicità del personaggio, soprattutto nei siparietti in cui Spiderman si ritrova a interagire, anche solo per una paginetta, con un qualunque uomo della strada.
La prima saga vede il Tessiragnatele fronteggiare un mostrone verde che può essere considerato uno zombie-puzzle formatosi con l'unione dei cadaveri di un gruppo di mafiosi; la creatura ha preso di mira un gangster, il quale è disposto a pagare profumatamente Spidey per avere protezione, e sembra che l'Arrampicamuri non sia poi così reticente... Intanto si ricostruisce definitivamente il rapporto tra Peter e MJ, che si erano separati per un breve lasso di tempo, e qui regalano deliziosi e toccanti scorci di vita di coppia.
Nella seconda saga (in realtà composta solo da due episodi) Peter Parker conosce una ragazzina alla disperata ricerca del fratello, un ladro di macchine che Spiderman aveva mandato in prigione tempo prima; questo scatenerà una riflessione sulle Conseguenze Inattese delle azioni giuste attuate dal supereroe, e che spesso influenzano la vita di intere famiglie. E a sorpresa, una piccola comparsa di Ezekiel, vero e proprio filo conduttore di tutta la produzione ragnesca di Straczynski.
Il ciclo di Strac si conferma a mio parere quanto di meglio sia stato realizzato negli ultimi col personaggio di Spiderman, con una freschezza e una spontaneità unica paragonabile solo alle storie di Stan Lee, continuando però un discorso particolarmente profondo sulla figura del supereroe, riflettendo sulle responsabilità del personaggio, il motore che lo spinge fin dalle sue origini.

Countdown

Inviato: venerdì 20 febbraio 2009, 17:28
da DeborohWalker
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Countdown è una storia in 5 parti (pubblicate in Italia su L'Uomo Ragno #395-396-397) scritta da Paul Jenkins e disegnata da Humberto Ramos. Ma non è una storia come tutte le altre.
Innanzitutto, va contestualizzata: la saga esce a inizio 2004, qualche mese prima dell'uscita nelle sale di Spiderman 2, e fa quindi parte di una serie di numerose storie apparse in quel periodo incentrate sul Dr.Octopus, per approfondire il personaggio e spianare così la strada alla comparsa cinematografica del villain tentacolato. Per l'occasione Otto Octavius viene rivisitato, e qui appare in quella che ritengo una delle sue caratterizzazioni più riuscite, anche se distante dalla versione originale: Ramos infatti lo disegna con piccoli occhialini da sole e una lunga giacca di pelle, un look più moderno che lo avvicina all'Agente Smith di Matrix. Le caratterizzazioni dei personaggi sono a mio parere stupende, e gli umani con "gli occhioni" da manga riescono a trasmettere in modo efficace le proprie sensazioni e una simpatia di fondo; il tutto arricchito da una colorazione magistrale, ualcosa che anche oggi fatica ad essere eguagliato. Adoro Ramos, non posso fare a meno di osservare affascinato ogni sua tavola.
Il periodo in cui esce la storia, l'inizio del 1994, non è importante solo per la vicinanza con l'uscita del secondo lungometraggio ragnesco, ma anche per la particolare situazione storica e politica in Palestina, dove i rapporti tra gli Stati coinvolti erano decisamente tesi; questa precarietà bellica è fondamentale ai fini della vicenda a fumetti, dato che questa volta Octopus ha rapito il Ministero degli Esteri palestinesi, ed è pronto ad ucciderlo se Spiderman non si toglierà la maschera pubblicamente nel giro di 24 ore. Questo pone Peter Parker di fronte all'ennesimo ingigantimento del principio del "Da grandi poteri derivano grandi responsabilità", qui di fronte a una scelta che potrebbe scatenare addirittura la Terza Guerra Mondiale. Tutto ciò sfocia in riflessioni di Peter sulla possibilità di togliersi la maschera e le conseguenze che ne deriverebbero, mentre gli enti governativi discutono sui rischi che si eviterebbero se Spiderman si "registrasse": una sorta di anteprima di quello che poi sarà Civil War, inserita in una scontro a 2 tra Spidey e Octopus.
La storia risulta molto piacevole da leggere perchè, nonostante si riesca a percepire il peso che un tale onere ha su Peter, l'umorismo e la leggerezza delle storie di Jenkins permeano l'intera vicenda.
La struttura delle tavole con particolari tagli delle vignette rendono perfettamente la dinamicità che dovrebbe avere la storia nei momenti più concitati, conciliandola con la tranquillità delle scene più intime. Simpatico l'utilizzo dei comprimari "civili"", i vicini di casa di Peter che compaiono in un paio di sequenze divertenti; Peter infatti è in un periodo di crisi con MJ, e stanno cercando di riallacciare i rapporti, e per ora vive da solo in un appartamento.
Insomma, una gran bella storia; peccato che non sia stata raccolta in un volume da collezione in italia, ma il modo in cui è stata pubblicata ne permette una facile reperibilità nei tre numeri in cui è stata pubblicata.

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