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Inviato: martedì 21 marzo 2006, 12:25
da Valerio
Sprea ha scritto:
Grrodon ha scritto:Non si può certo dire che Evroniani sia un cattivo inizio.
Io "grazie" a quei pessimi disegni, e al marketing che faceva pensare che il target di PKNA fosse più basso di quello del Topo (Il che era sostanzialmente vero, perché anche se come target parte più alto si ferma anche prima) non ho iniziato a prenderlo se non col numero 8.
Questa non la capisco molto, cioè in che senso si ferma prima? Non mi sembra che ci siano numeri di PKNA dal target inferiore a Evroniani, casomai superiore...

EDIT: Ho capito, intendi dire che se il target di Topolino è dagli 0 ai 99 anni, quello di PKNA è dai 12 ai grossomodo 30. Mah, ad ogni modo continuo a discordare, perchè se c'è un motivo per cui i "vecchietti" non leggerebbero PK è proprio per il genere che troverebbero ostico. E questo è un problema per i "vecchietti" delle vecchie generazioni. Credo che quei giovani di adesso che un giorno saranno vecchietti apprezzeranno la fantascienza come ad esempio i vecchi di oggi apprezzano il genere western, magari inviso ai vecchi dei loro tempi, è una questione di ricambio generazionale.

Re: PKNA #0/2: Il Vento del Tempo

Inviato: martedì 21 marzo 2006, 13:59
da DeborohWalker
Sprea ha scritto: Ma anche no! Ci sono alcune storie della Macchina del tempo con Marlin e ZapoteC che sono tanto quanto, e molto più, "mature" di questa, che c'entra?
Intendevo narrativamente parlando...
Potrei sbagliarmi, ma non mi sembra che nelle storie di Zapotec e Marlin si siano viste scene che poi venivano rivissute da un altro punto di vista grazie al viaggio nel tempo, per poi modificarene degli elementi. E' il bello di film come Ritorno al Futuro e in questa storia, pur se in piccola quantità, viene sfruttato questo stratagemma.
Le storie con Zapotec e Marlin (pur concordando che ne esistano di molto belle) si limitavano a viaggi nel passato, non si occupavano di rivivere un certo momento storico più volte così da farci vedere effettivamente i cambiamenti che ci sono conseguentemente al viaggio nel tempo.
Tutto questo poi rapportato a quello che mi ricordo, fatemi sapere se in realtà esistono anche questo tipo di storie.

Sprea ha scritto: "di qualità nettamente superiore" la suola delle mie scarpe :asd:
Ma io intendevo che questo numero è di qualità nettamente superiore rispetto allo standard Disney!

Inviato: martedì 21 marzo 2006, 14:06
da Valerio
Ma di quale standard parli? Non pensavo esistesse uno standard qualitativo per un genere di fumetto che spazia da Barks e Gottfredson a Scarpa, da Cavazzano a Don Rosa, passando per Strobl, Colantuoni e Silvia Ziche.

Inviato: martedì 21 marzo 2006, 14:36
da DeborohWalker
Uhm. Mi sono spiegato male, vedo di recuperare.

Intendevo che la qualità del disegno e della colorazione di PKNA #0/2 è superiore alla media dei disegni delle storie che in quel periodo comparivano su Topolino.
So che esistono salti di qualità come Cavazzano o Don Rosa, ma lo stile dei Topolino anni '90 era piuttosto uniforme.

Inviato: martedì 21 marzo 2006, 15:27
da rensel
A me dispiace invece il contrario, che lo stile di Lavoradori non abbia avuto seguito. Anche se lui ha fatto meglio in altre storie (mi riferisco in particolare a quelle "spaziali" sceneggiate da Salvagnini) trovo il suo stile estremamente caratteristico, soprattutto insieme alla colorazione "psichedelica" del numero 0 ("i grattacieli rosa e le astronavi verdi"...).
E` anche vero che con "Evroniani" non avevano ancora le idee del tutto chiare e quindi c'era in alcune parti una componente demenziale alla quale Lavoradori si adattava perfettamente, ma che poi sarebbe stata notevolmente ridimensionata.
Fino a qualche tempo fa anche a me risultava indigesto, ma al momento lo considero senza dubbio il disegnatore piu` interessante insieme a Guerrini... purtroppo non lo si vede da un po'...

Re: PKNA #0/2: Il Vento del Tempo

Inviato: martedì 21 marzo 2006, 16:34
da Pacuvio
DeborohWalker ha scritto:Potrei sbagliarmi, ma non mi sembra che nelle storie di Zapotec e Marlin si siano viste scene che poi venivano rivissute da un altro punto di vista grazie al viaggio nel tempo, per poi modificarene degli elementi. E' il bello di film come Ritorno al Futuro e in questa storia, pur se in piccola quantità, viene sfruttato questo stratagemma.
Allora ti consiglio vivamente di dare un'occhiata a "Topolino e la minaccia sulla città" (T.n°2145 - Savini/Gatto), che a mio avviso ricalca splendidamente il filone di Zemeckis...

Inviato: martedì 21 marzo 2006, 17:37
da Sprea
Grrodon ha scritto:EDIT: Ho capito, intendi dire che se il target di Topolino è dagli 0 ai 99 anni, quello di PKNA è dai 12 ai grossomodo 30. Mah, ad ogni modo continuo a discordare, perchè se c'è un motivo per cui i "vecchietti" non leggerebbero PK è proprio per il genere che troverebbero ostico. E questo è un problema per i "vecchietti" delle vecchie generazioni. Credo che quei giovani di adesso che un giorno saranno vecchietti apprezzeranno la fantascienza come ad esempio i vecchi di oggi apprezzano il genere western, magari inviso ai vecchi dei loro tempi, è una questione di ricambio generazionale.
Intendevo dire quello, esatto, anche se con le cifre un po' modificate (Topolino da 3 a "99", ma PKNA da... direi 8 ai 20. Io avevo 21 anni quando uscì lo 0 e non potei fare a meno di pensare che era davvero una semplificazione per ragazzini del concetto originale (ben piu' complesso) di Paperinik. Poi, nonostante la premessa, è evoluto in qualcosa di ottimo (almeno per un po') perché c'era bravissima gente a lavorarci, ma la premessa quella era, e il marketing quello portava a pensare.

E... no, i "vecchietti" di oggi leggono tranquillamente la fantascienza, che in fondo è nata negli anni '20... e quegli stessi "vecchietti", che non disdegnerebbero Topolino, difficilmente avrebbero toccato un albo di PKNA nemmeno con un bastone.

Re: PKNA #0/2: Il Vento del Tempo

Inviato: martedì 21 marzo 2006, 17:43
da Sprea
DeborohWalker ha scritto:Le storie con Zapotec e Marlin (pur concordando che ne esistano di molto belle) si limitavano a viaggi nel passato, non si occupavano di rivivere un certo momento storico più volte così da farci vedere effettivamente i cambiamenti che ci sono conseguentemente al viaggio nel tempo.
Tutto questo poi rapportato a quello che mi ricordo, fatemi sapere se in realtà esistono anche questo tipo di storie.
Be', se intendevi questo allora il termine "mature" cmq non c'entra molto ;) E' un genere specifico di storia... non ricordo ora, ma ho come l'impressione che in effetti ce ne sia almeno una di storia della macchina del tempo che tocca questo tema, ma ora mi sfugge... ce l'ho sulla punta della lingua, argh..
Ma io intendevo che questo numero è di qualità nettamente superiore rispetto allo standard Disney!
Ah, be', se intendi superiore alla MEDIA del periodo allora sono perfettamente d'accordo! Quello era uno Sciarrone in stato di grazia!

Re: PKNA #0/2: Il Vento del Tempo

Inviato: martedì 21 marzo 2006, 17:56
da Pacuvio
Sprea ha scritto: Be', se intendevi questo allora il termine "mature" cmq non c'entra molto ;) E' un genere specifico di storia... non ricordo ora, ma ho come l'impressione che in effetti ce ne sia almeno una di storia della macchina del tempo che tocca questo tema, ma ora mi sfugge... ce l'ho sulla punta della lingua, argh...
Credo sia quella che ho citato nel mio post precedente... :P

PKNA #10: Trauma

Inviato: martedì 21 marzo 2006, 19:23
da Valerio
Immagine
Quando nel 1997 uscì Trauma (Faraci/Pastrovicchio), questa storia balzò subito nella hit parade dei numeri preferiti dai lettori. Concluso in modo poco sensazionale il cosiddetto ciclo delle Spore, i lettori si ritrovarono davanti a una tra le storie più adulte di Tito Faraci, fino a quel momento conosciuto più che altro per il suo lato umoristico. Qui Tito ebbe invece modo di scatenare tutta la sua verve, cospargendo la storia di didascalie che riportavano i pensieri di Paperinik, espediente che avrebbe avuto poi largo seguito in MM. Il combattimento tra PK e Trauma, colosso Evroniano iperpotenziato, diventa qui l'occasione per avventurarci all'interno della psiche dell'eroe fino a raggiungere i lati più nascosti del suo Io. Divisa in tre atti, questa lotta diventa l'occasione per rappresentare la lotta dell'uomo contro la peggiore delle bestie: la propria paura. Trauma rappresentò anche il trampolino di lancio di Lorenzo Pastrovicchio, i cui elaboratissimi e iperdettagliati disegni (corre voce che ci abbia messo quasi sei mesi) resero ancora più indimenticabile questa storia. Raramente si sarebbero riviste in futuro simili pose plastiche e anche il tratteggio sarebbe poi gradualmente diminuito fino a raggiungere i livelli di sintesi odierni, per molti assai meno esaltanti.
Due furono gli elementi introdotti da Trauma che sarebbero stati poi ripresi in futuro: il personaggio di Gorthan, Evroniano capace di apprezzare l'arte, che avrebbe poi avuto un ruolo considerevole in Mekkano, e le bande cittadine come La Legione e i Rock'n'Roll Kings, che già in Urk sarebbero tornati.
Un elemento assente per chi questo mese comprerà la ristampa, sarà l'editoriale e la posta, che finalmente, dopo lo scherzo dello speciale 97, facevano chiarezza sulla questione Zero Barra Uno, proclamandone la non-esistenza e preparando il terreno per lo speciale 98. Tutto il resto delle rubriche è invece opera dello stesso Tito che firma anche la breve, posta in appendice, Senza Benza (Faraci/Ziche), appartenente al ciclo delle Angus Tales. In questa divertentissima ministoria si consolida il tormentone di Baldo L'Allegro Castoro, che sarebbe diventato in seguito sempre più "invasivo", raggiungendo le pagine delle storie principali.

Riporto qui sotto uno breve stralcio dalla mia tesi che, guarda caso, riguarda proprio Trauma:

L’autore che più di ogni altro ha scavato a fondo nella psiche dell’eroe è senza dubbio Tito Faraci. Già alle prese col personaggio di Topolino, Faraci si era distinto per aver analizzato attentamente il rapporto tra lui e l’antagonista per eccellenza Pietro Gambadilegno, ripulendolo dai cliché che da più di settant’anni inquinavano il mondo Disney.
L’abbondante uso di didascalie, monologhi interiori del protagonista, da sempre tratto distintivo del suo stile, avvicina il lettore al personaggio e rendono Faraci l’autore giusto per cavalcare l’onda di rinnovamento sollevata da PK. Non è un caso quindi che le didascalie siano massimamente presenti in quello che viene considerato il suo capolavoro: Trauma, disegnato da Lorenzo Pastrovicchio.
È il sonno il momento in cui si è del tutto indifesi, e Faraci ci mostra un Paperinik perseguitato da un incubo che non riesce a ricordare. Il titolo ha un doppio significato, non si riferisce solo alla psiche di PK ma è anche il nome dell’antagonista, un generale evroniano geneticamente modificato. Un superguerriero come tanti se ne sono visti all’interno del genere supereroistico ma con una differenza sostanziale: Trauma ha il potere di far affiorare nella mente della vittima il terrore, rendendola inerme e allo stesso tempo garantendosi un pasto. L’evroniano infatti si nutre delle paure altrui. L’eroe diventa tale solo nel momento in cui supera la sue paure, ma non si tratta di paure legate alla sua identità supereroistica, si tratta di paure comuni. Solo a un passo dalla fine, quando Trauma farà riemergere a livello conscio l’incubo di Paperinik, si scoprirà che altro non è che il ricordo di un banale episodio di bullismo che Paperino aveva subito durante l’infanzia, quando alcuni prepotenti avevano cercato di sottrargli i fumetti che gli erano stati regalati da Zio Paperone.
Nel momento, in cui Paperinik, anzi Paperino, ricorda e supera il trauma, automaticamente l’evroniano si indebolisce e fugge via. La vittoria è da attribuirsi all’uomo, più che al superuomo perché, come Paperinik stesso afferma nel finale, <<Il coraggio è la capacità di trasformare la paura in forza, in energia. Senza bisogno di essere mutanti o supereroi. A volte può bastare…essere un piccolo, fragile papero>>.


Next: Urk. Numero che potrebbe deludere ma che finalmente mette in scena un personaggio da tempo annunciato e non ancora apparso.

Inviato: martedì 21 marzo 2006, 20:16
da Tyrrel
Noto che sta venendo fuori una bella discussione su Pkna #0. Bene, bene...
Sul target semplificato non sono d'accordo. E' vero che "Evroniani" può sembrare "semplice" confrontato con altre storie della serie, però va tenuto in considerazione che era il numero d'inzio saga. Una saga con protagonista un personaggio con 20 anni di storie su Topolino (e non solo) alle spalle che doveva introdurre qualcosa di completamente nuovo; era difficile partire alla "Frammenti d'Autunno", per dire.
Estendendo la questione all'intera serie, personalmente credo che per capire a fondo Pkna, o meglio molte storie della serie, aiuta avere alle spalle un bagaglio culturale che va dalla tecnologia alla letterattura, che per molte storie del Topo non è strettamente necessario.
Con questo non voglio dire che le storie del Topo siano stupide, anzi. Ci sono tante storie adulte, storie che emozionano e che fanno riflettere; e molte di queste storie non hanno eguali in altri fumetti.
Su i disegni di Lavoradori, all'epoca in generale mi piaceva poco il suo tratto. Nonostante in "Evroniani" non mi dispiacquero, vuoi perché abbinati ad una colorazione molto buona, vuoi per la forza di certe vignette. Col tempo ho rivalutato molto Lavoradori, sia per quanto riguarda il Topo che per Pkna.

Re: PKNA #0/2: Il Vento del Tempo

Inviato: martedì 21 marzo 2006, 20:35
da Tyrrel
DeborohWalker ha scritto: Sciarrone contribuisce a darci una visione pressocchè definitiva di quello che sarà il charachter design di personaggi come Lyla, Uno ed Angus, che Lavoradori aveva rappresentato in un modo piuttosto deforme.
Su Uno proprio non direi. Il personaggio infatti si trova ancora ad uno stato non definitivo, e sembra somigliare più a Paperone che a Everett. Diciamo che la visione definitiva avviene sempre per mano di Sciarrone ma su Pkna #1 "Ombre su Venere".
Va comunque detto che probabilmente la storia è stata realizzata quasi contemporaneamente con "Evroniani" e questo potrebbe spiegare la cosa.

Inviato: martedì 21 marzo 2006, 21:13
da Valerio
Toh, stavo per rispondere io ma mi hai preceduto con gli stessi identici contenuti del mio pensiero. Da disneyofilo a 360° non posso non ammettere che PKNA abbia un target superiore a quello medio topolinesco, fattore a cui la maggior foliazione, la continuity e tutto il resto han non poco contribuito. Forse il fatto è che partiva da scenari visti e rivisti (alieni, futuro etc) e qindi per i primi numeri si poteva pensare fosse scontato e "di genere", ma il modo in cui poi queste trame vennero portate avanti seppe smentire tutti, me compreso. Mi auguro, almeno.

Inviato: mercoledì 22 marzo 2006, 08:46
da Alle
Qualche sera fa mi sono trovato sulla chat del Sollazzo a chiacchierare di PK con Grrodon, scambiandoci le nostre esperienze. Ad un certo punto il dottore butta lì un "E poi ci sarebbe Trauma; adesso lo ristampano, dovresti recuperarlo" (più o meno in questi termini); ma negli oscuri anfratti del mio cervello sapevo che quella storia dovevo recuperarla solo fisicamente perchè da qualche parte ce l'avevo; grazie al santo INDUCKS ho trovato dov'era: nel volumone PK Strettamente riservato, che la ristampava extra-large insieme a Due ed al Ritratto dell'eroe da giovane, e l'ho riletta due o tre giorni fa. Più andavo avanti nella lettura meno mi capacitavo del fatto che avessi praticamente dimenticato questa storia, che all'epoca della prima lettura mi aveva colpito come un pugno nello stomaco: sceneggiatura che definire adulta è anche poco, con riferimenti emotivi e psicologici straordinari; disegni assolutamente imprevedibili per un personaggio Disney (ed il fatto che avessi letto la storia in versione "maggiorata" rispetto all'albo originale da questo punto di vista mi aveva sicuramente avvantaggiato). In un primo tempo, proprio il "colpo finale" di PK mi aveva deluso, chiudendo in maniera troppo "semplice" la battaglia; rileggendola mi sono reso conto che invece era proprio quella la soluzione migliore, più "logica" per poter sconfiggere un nemico con quelle potenzialità (troppe virgolette e troppi sospesi, lo so, ma forse qui c'è qualcuno che la storia non l'ha ancora letta, quindi vorrei evitare di spoilerare). Bella, bella, bella; ebbene si, a volte è utile pure prendere un pugno nello stomaco.

Inviato: mercoledì 22 marzo 2006, 09:12
da Valerio
Già. Solo una cosa, non so mica se l'hai letta in versione "maggiorata", Pk-Strettamente Riservato era dello stesso formato di un comune albo di Pk...

Inviato: mercoledì 22 marzo 2006, 10:44
da DeborohWalker
Tyrrel ha scritto: Sul target semplificato non sono d'accordo. E' vero che "Evroniani" può sembrare "semplice" confrontato con altre storie della serie, però va tenuto in considerazione che era il numero d'inzio saga. Una saga con protagonista un personaggio con 20 anni di storie su Topolino (e non solo) alle spalle che doveva introdurre qualcosa di completamente nuovo; era difficile partire alla "Frammenti d'Autunno", per dire.
Concordo con tutto ciò, ma aggiungo una piccola riflessione: probabilmente all'inizio neanche Sisto e Sisti avevano idea di quanto matura la serie sarebbe potuta diventare.
Oltre al voler fare un cambiamento graduale, forse neanche loro sapevano quanto potessero osare in una serie Disney che già era molto differente (per formato, lunghezza delle storie, ambientazione) e quindi pur volendo alzare il tiro hanno pensato di farlo di poco. Quando poi si è visto che la serie aveva successo, gli autori hanno proseguito alzando sempre di più la targetizzazione matura della serie, fino a raggiungere l'apice con l'apertura di Pk2, che si rivelò essere "troppo" adulta come serie per riscuotere il successo che la Disney pretendeva.

Re: PKNA #0/2: Il Vento del Tempo

Inviato: mercoledì 22 marzo 2006, 10:51
da DeborohWalker
Sprea ha scritto: Be', se intendevi questo allora il termine "mature" cmq non c'entra molto ;) E' un genere specifico di storia...
In effetti è stata una scelta infleice della paroa da usare.
Intendevo "narrativamente più complesso" dato che un bambino fatica di più a seguire un meccanismo del genere.
Infatti in questo volume, nel quale il target non era ancora stato ben definito, come ha fatto notare Grrodon nella sequenza in cui si rivive una scena per la seconda volta c'è una didascalia che spiega quello che sta avvenendo. Indizio che ai lettori più esperti non servirebbe.

Inviato: mercoledì 22 marzo 2006, 13:09
da Valerio
Toh, notizia che farà (felici) coloro che sperano che la ristampa offra anche qualcosa di nuovo: oggi mentre sfogliavo l'albo in edicola (lo faccio sempre) ho notato che oltre alla storia c'è un acquerello celebrativo di Pastrovicchio.
(Ma tutto si compensa, hanno tagliato il Lila Lay news -.-)

Inviato: mercoledì 22 marzo 2006, 13:15
da DeborohWalker
Uh!!!

Qualcuno che la scannerizza e la uploada?

Inviato: mercoledì 22 marzo 2006, 15:04
da Valerio
E secondo te chi è che può essere così nerd da ricomprarsi due volte lo stesso fumetto?