Valerio ha scritto:Direi che il Topo del nuovo corso è un must. E basta.
FaGian ha scritto:Mannaggia, la prossima settimana torna Epic Michey e la terza puntata di Fantomius.
Così sarò costretto a prendere anche questo e il successivo, che conclude la prima tetralogia di Fantomius.
Però mi fa piacere essere tornato ad attendere Topolino in edicola, come quando ero piccolo. ^^
I commenti di Grrodon e FaGian sono quelli che rispecchiano maggiormente anche il mio punto di vista.
Da una parte, l'estrema soddisfazione nel vedere quanto di buono la gestione De Poli stia facendo sul settimanale, una cosa che vedevo già dai primi 2 anni di lavoro, come intenti, e che negli ultimi 3 ha conosciuto un'escalation incredibile ed esaltante, a conferma di quelle purissime intenzioni. E il bello è che la cosa si riscontra tanto nella qualità delle storie, quanto nell'alto livello di autori coinvolti, quanto nel modo di porsi e quanto nelle iniziative a margine del fumetto.
Dall'altra parte, però, questo mi mette nella condizione (che a livello economico e di spazio fisico dove allocare libri e fumetti non è positiva) di seguire quasi settimanalmente il "Topo": le mie intenzioni dal 2004 sono quelle di comprare solo i numeri che mi interessano, e questi stanno diventando la maggioranza delle uscite!
Per esempio adesso, e per la prima volta dopo tanto tempo, vado di tripletta!
Topo # 2971
Il numero di Lucca! E se l'anno scorso alla più grande manifestazione fumettistica d'Italia il "Topo" dedicava la copertina, quest'anno la cover è comunque di grande peso, essendo volta a celebrare il pezzo forte dell'albo, l'ultima storia di Rodolfo Cimino.
Zio Paperone e il veliero d'argento (Cimino/Cavazzano) è una normale storia di Cimino, a volerla leggere senza tenere conto del fatto che il grande sceneggiatore non è più su questa Terra. Eppure, almeno per me, è stato impossibile non notare vedere un quid in più in questa trama, una passione particolare nelle sceneggiatura, una cura significativa nell'intreccio che non era sempre così scontato trovare, nelle ultime prove dell'autore che ho avuto la possibilità di leggere. I disegni di Cavazzano, poi, come sempre quando si trova a disegnare una storia dove si sente coinvolto, sono a dir poco meravigliosi, ogni vignetta è cesellata con il tratto morbido e avvolgente del disegnatore. E mi sono commosso come uno
siemo nella prima vignetta, con tutte quelle belle citazioni che Cavazzano ha voluto inserire come omaggio speciale all'amico e collega, a preludio di una storia dolce, marittima, avventurosa, nella miglior tradizione del Paperone ciminiano.
E poi c'è l'articolo dedicato, l'intervista a Cavazzano, la parete allo stand Disney dedicata a lui... doverose celebrazioni, fatte bene.
Il resto del numero offre comunque motivi di interesse:
Paperinik e l'impresa messicana (Bosco/Lavoradori) segna il grande ritorno di Alberto Lavoradori su una storia Disney. Celebre per aver disegnato il Numero Zero di PKNA, Lavoradori si era comunque distinto in una serie di storie papere sul "Topo" dei tardi anni '90, per poi lasciare casa Disney volto a fumetti autoprodotti o comunque a realtà in cui potesse maggiormente sviluppare il suo stile estremo.
Poco so riguardo a questa nuova incursione disneyana, di certo lo stile esagerato, particolarmente geometrico e allucinato non è stato abbandonato o piegato, giusto leggermente addolcito per incanalarlo nelle vignette di "Topolino". Un lavoro con i suoi pro e i suoi contro, comunque, supportato da una trama onesta ma non eclatante a firma del buon Bosco. Bosco che sembra invece trovarci a proprio agio nelle brevi, visto che
Andiamo al cinema? - Il film d'avventura (Bosco/Piras) è una storia spassosa e riuscita nel puntare bonariamente il dito verso i cliché di questo particolare genere cinematografico.
A "macchiare" questo bel numero troviamo giusto la danese di turno e
Paperina e il bello del castello (Macchetto/Gottardo), trascurabilissima storiella che sa di già visto e che si fa leggere più che altro per i bei disegni di Alessandro Gottardo.
Topo #2972-2973
Raggruppo il commento sugli ultimi due numeri visto che il 2973 è diretta emanazione del 2972
Infatti su questi due numeri sono spalmati i due tempi di
Topolino e gli Ombronauti, il kolossal di Casty per il 2012.
E' un Casty che, ancora una volta, non delude affatto le aspettative, anzi premia la grande attesa che si era creata da anni per un ritorno di Atomino Bip-Bip sul settimanale Disney (tra voci di corridoio, annunci, speranze, i due volumi di "Tesori Disney") con un'avventura che rientra perfettamente nel filone delle grandi avventure di largo respiro che dal
Mondo che Verrà in poi l'autore ha saputo donarci con una certa regolarità.
Perché, come nel ciclo di Romano Scarpa in cui compariva Atomino, non è il piccolo personaggio a rendere epiche quelle storie, semmai lui dava quel tocco fantascientifico particolare che stuzzicava la fantasia del lettore e contribuiva all'atmosfera: era l'idea di fondo, l'intreccio, la trama avvincente, la perfetta caratterizzazione dei personaggi, tanto gli eroi quanto le vittime quanto i villains. Casty ha mostrato da sempre di aver appreso queste lezioni da Scarpa, ma lo mette in evidenza a maggior ragione stavolta, dove i debiti con La Dimensione Delta e quelle particolari storie di Scarpa è evidente.
Ne risulta una storia magistrale, dove il pericolo è su scala mondiale e, per quanto "irreale", particolarmente tangibile per la tensione che Casty riesce ad infondere nella storia. Non meno importante da rilevare, il fatto che lo status quo di partenza della storia è quantomai concreto e attuale, a suon di crisi economica che piega il Calisota, contraffazioni di prodotti commerciali e... presunti salvatori della patria che grazie a perline riescono a comprare facilmente il favore della gente, indebolita dal pesante momento che sta vivendo.
Ah, su Topolino che per convincere la polizia a rilasciare Atomino se ne esce con "E se vi dicessi che è... il nipote dell'imperatore del Giappone?" sono morto.
Per il resto... un Gamba profittatore e perfido come non mai, una Trudy in grande spolvero (con un ruolo attivo, come nella
Collana Chirikawa), suspense, il cliffhanger alla fine della prima puntata, tutti i fili che si riuniscono sensatamente nel secondo tempo
Una grande storia, anche graficamente visto che trovo Casty in costante miglioramento dal punto di vista del disegno, pur con alcune riserve... una delle migliori dell'intera produzione castyana, un fiore all'occhiello nell'attuale panorama del fumetto Disney.
Un'ulteriore nota positiva è data dal fatto che viene dedicato un corposo articolo alla storia sul #2972, con tanto di intervista a Casty stesso, segno che l'autore sta iniziando a godere di attenzione "ufficiale" da parte della redazione, il che non può che far piacere.
E come se non bastasse tutto questa ricchezza qualitativa, questi due numeri ospitano anche i primi due episodi della tetralogia dedicata a Fantomius, scritta e disegnata da Marco Gervasio:
Le straordinarie imprese di Fantomius, ladro gentiluomo.
Gervasio da anni non nasconde la sua passione verso Fantomius, ladro gentiluomo della Paperopoli anni '20 che, con la sua figura e il suo diario, ispirò Paperino quando nel 1969 divenne per la prima volta Paperinik. Difatti negli ultimi anni le storie che Gervasio scriveva e disegnava incentrate sull'alter ego di Paperino prestavano sempre particolare attenzione verso Fantomius, personaggio che in fondo nessuno aveva mai approfondito più di tanto, se non Guido Martina nelle primissime storie.
Ora Gervasio ha la possibilità di incentrare 4 storie (e altre 4 sembrano essere in lavorazione) sul fuorilegge dalla maschera blu, con avventure che strizzano l'occhio a Lupin e che sono decisamente godibili.
Il Monte Rosa è infatti una buona introduzione al personaggio: senza troppi fronzoli o ridondanti presentazioni, il lettore ha modo di ambientarsi nel nuovo setting e di capire velocemente chi sono e che ruolo hanno i protagonisti di queste avventure. L'autore è quindi molto bravo a glissare su tavole che allungherebbero inutilmente il discorso e va dritto nell'avventura, raffigurando con ironia la vita quotidiana di Lord Quackett (l'identità segreta di Fantomius) e mostrando poi la controparte notturna del nobile. Pinko irresistibile, anche se il personaggio verrà delineato ancora meglio nella seconda storia,
L'evasione di Fantomius, dove non l'accento non è posto su un audace furto ma piuttosto sulla sfida implicita che Fantomius raccoglie da Pinko.
Gervasio fa poi un ottimo lavoro anche nei disegni: generalmente apprezzo lo stile dell'autore, ma ci sono state occasioni in passato in cui non mi ha esaltato molto, in cui coglievo dei cali. Non è questo il caso, visto che Marco sembra tenere davvero al progetto tanto da curare moltissimo anche la componente grafica. Ottimo l'aspetto di Quackett e di Dolly Paprika, perfetto Pinko!
Un plauso, poi, alla colorazione giallognola che rende perfettamente l'idea di un'avventura ambientata all'inizio del secolo scorso.
Anche per quanto riguarda le storie di Fantomius, noto con piacere l'articolo dedicato a l'intervista a Gervasio, utili per capire i retroscena della serie e che mostrano l'interesse della redazione per lo spazio fumetto del settimanale.
Il #2972 era così bello e luminoso che è riuscito nel compito quasi impossibile di rendere belle anche le altre storie, pure le riempitive!
Andiamo al cinema? - Il film di fantascienza (Bosco/Soffritti) continua il suo trend di divertimento e simpatia ben orchestrate,
Zio Paperone e i fantasmi spaziali (M. e L. Shaw, Cavazzano), forse anche per i bellissimi disegni di Cavazzano, è una delle poche danesi degli ultimi anni ad avermi convinto e intrattenuto in modo degno. Plauso speciale e assolutamente imprevisto per
Il Re del Klondike - Un asso alla partenza (Martignoni/Milano) che riesce a riprendere il tema di Paperone ai tempi della corsa all'oro in modo credibile e non inopportuno, cosa che dopo quanto detto da Barks e Don Rosa è sempre un rischio probabile. Martignoni invece, con umiltà, scrive una semplice storia del giovane Paperone e lo fa con grande rispetto di quanto narrato da altri, mostrando uno Scrooge ha ha proprio quello spirito indomito che io amo tanto nella caratterizzazione donrosiana. E gli applausi raddoppiano con
Telegrafo senza fili (sempre Martignoni/Milano), seconda storia del ciclo e presentata sul #2973, che mette in campo addirittura Soapy Slick senza indispormi, anzi, riuscendo a rimanere in bilico tra citazione barksiana/donrosiana ed elemento assolutamente non forzato ma funzionale ad una storia che continua ad essere fedele nelle caratterizzazione del giovane Paperone.
A proposito di #2973, il nuovo capitolo di
Andiamo al cinema? (Bosco/Martusciello) continua a svolgere molto bene il suo compito, e chiude l'albo
Paperino Magidraulico & l'esposizione universale (Michelini/Guerrini) che ok, non è niente di avveniristico, sperimentale, non è un capolavoro ma... è una storia classica, scritta bene, con grande rispetto dei personaggi, con lo sguardo al Barks delle ten-pages in cui Donald svolgeva sempre diversi lavori dimostrando grande talento... la scrive il Fabio Michelini che ci ha regalato tante classicate negli anni che furono, la disegna il Francesco Guerrini che sul "Topo" è sempre stato un bel vedere... bella!